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Cinema e terapia

Cinema e terapia
Cinema e terapialogo-unobravo
Gilda Memoli
Unobravo
Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Servizio di psicologia online
Pubblicato il

I primi tentativi di introdurre il cinema come strumento terapeutico risalgono agli anni Cinquanta: sono di quegli anni i primi studi di efficacia dell'utilizzo di film in gruppi di pazienti psichiatrici. Negli anni successivi film o parti di essi sono stati utilizzati:

  • come intervento terapeutico;
  • per esemplificare concetti terapeutici;
  • per comparare il caso di un paziente ai personaggi e alla trama.


Oggi la cinematerapia dà la possibilità al paziente di rivedersi nelle vicende dei personaggi dei film e ciò senza dubbio porta a trovare nuove strategie di problem solving e di coping e ad una maggiore comprensione:

  • della vita di relazione;
  • della sua vita interiore.


Come utilizzare la visione di film in terapia?

È chiaro che la scelta della tipologia di film o di cortometraggio è fondamentale a seconda della persona che ci troviamo di fronte: Gary Solomon, uno dei primi psicologi ad aver utilizzato i filmati in terapia, sostiene l’importanza di scegliere film o cortometraggi che siano legati:

  • alla problematica del paziente;
  • agli obiettivi che si intende perseguire con loro.


Nella terapia individuale viene dato come “un compito a casa”. Al paziente è richiesto di scrivere alcune note sul film, portarle nella seduta successiva e discuterne con il terapeuta. Nella terapia di gruppo, invece, la visione del film avviene durante la sessione terapeutica. Alla conclusione della visione viene avviata la dinamica di gruppo a partire dagli stimoli forniti dal film.

Pietro Jeng - Pexels


Benefici terapeutici indotti dalla visione del film

Quali sono i vantaggi effettivi dell'utilizzo in terapia di una buona filmografia? Eccone alcuni:

  • le informazioni contenute in un film sono accessibili a tutti;
  • la persona può migliorare le abilità sociali e di comunicazione;
  • si sviluppano capacità di problem solving osservando le scelte messe in atto dai personaggi in risposta a situazioni problematiche;
  • aumentano le capacità riflessive sulle proprie modalità relazionali;
  • si diversificano le capacità di gestione delle emozioni rivivendole attraverso le storie dei personaggi;
  • aumentano le capacità empatiche;
  • si sviluppa una maggiore consapevolezza;
  • aumenta la capacità di simbolizzazione.


Effetti a livello biochimico

Guardare un film genera sensazioni a livello emotivo ma, ciò che accade dentro di noi a livello biochimico, è ancora più intenso. Diversi studi hanno evidenziato come la visione di film possa alterare la trasmissione dei neurotrasmettitori e di ormoni nel nostro corpo:

  • vedere film romantici aumenta la produzione di progesterone;
  • vedere film violenti può aumentare o diminuire il testosterone, a seconda dell’immedesimazione nel ruolo di carnefice o vittima.

I neuroni specchio e il processo di identificazione

Venti anni fa il neurobiologo Giacomo Rizzolatti scopriva i neuroni specchio: dei gruppi di piccole cellule cerebrali che si occupano di farci mettere nei “panni dell'altro”. In particolare, osservando le azioni e le espressioni di un’altra persona, si crea in noi una modificazione a livello cerebrale dovuta all’attivazione di questi specifici neuroni.


Tutto ciò produce un'attivazione simile a quella della persona che osserviamo: quasi come se fossimo noi a compiere le azioni messe in atto da qualcun altro. Durante la visione del film, pur mantenendo la posizione di spettatore e rimanendo seduti, i nostri neuroni specchio si attivano e ci fanno sentire come se fossimo noi stessi a provare ciò che vivono i protagonisti del film.

Luis Quintero - Pexels


Si tratta del processo di identificazione con i personaggi, che ci facilita la comprensione dell'altro ma soprattutto di noi stessi. I film, inoltre, attivano in noi un processo di simbolizzazione: ci fanno organizzare emozioni, pensieri, percezioni vissute e a cui non siamo stati in grado di dare forma.


Un nuovo canale di comunicazione tra paziente e terapeuta

I film ci raccontano storie di vita, possono essere fonte di ispirazione per il futuro, di riflessione e rielaborazione del passato, ci fanno immaginare in situazioni molto lontane dalle nostre o colgono appieno il momento di vita che stiamo attraversando.


Poter usare tutto ciò in terapia è una risorsa. Ecco perché oggi, sempre più spesso, la cinematerapia viene considerata un aiuto, un canale comunicativo tra professionista e paziente, che non può far altro che aumentare l'alleanza terapeutica.


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