Faxilex è un antidepressivo a base di desvenlafaxina, utilizzato nel trattamento della depressione negli adulti. Chi lo incontra per la prima volta spesso nota una somiglianza con un farmaco più conosciuto, la venlafaxina, e può chiedersi che rapporto ci sia tra i due.
Questa pagina è pensata per chi ha ricevuto una prescrizione, per chi accompagna una persona cara e per chi vuole semplicemente capirne di più. Troverai come agisce il farmaco, in cosa si distingue dalla venlafaxina, quali effetti indesiderati e interazioni può avere e in che modo la psicoterapia può affiancare il trattamento.
Cos'è Faxilex e a cosa serve
Dal punto di vista farmacologico, Faxilex rientra negli SNRI, gli inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina, uno dei gruppi in cui si suddividono gli antidepressivi. In Italia è l'unica specialità autorizzata a base di desvenlafaxina. La scheda tecnica prevede una sola indicazione, cioè il trattamento del disturbo depressivo maggiore negli adulti. Il farmaco non va utilizzato sotto i 18 anni e altri impieghi non rientrano tra le indicazioni approvate in Italia.
Faxilex è disponibile in compresse a rilascio prolungato da 50 mg e da 100 mg e richiede la prescrizione di un medico, che stabilisce il dosaggio più adatto in base alla situazione clinica della persona.
La desvenlafaxina è il metabolita attivo della venlafaxina, cioè la sostanza in cui l'organismo trasforma la venlafaxina dopo l'assunzione. Chi assume un farmaco come Efexor, quindi, ne produce una quota nel fegato, mentre con Faxilex la riceve già nella sua forma attiva.
La conversione della venlafaxina dipende infatti da un enzima epatico, il CYP2D6, la cui attività varia da persona a persona anche per motivi genetici. Uno studio di farmacocinetica ha osservato che queste differenze modificano i livelli nel sangue dopo la venlafaxina, ma non dopo la desvenlafaxina (Preskorn et al., 2009).
Non si tratta di stabilire quale dei due farmaci sia migliore, perché hanno indicazioni e profili diversi e la scelta spetta al medico. Negli Stati Uniti la stessa molecola è commercializzata come Pristiq, nome che però non corrisponde a un farmaco in commercio in Italia.

Come funziona Faxilex
La desvenlafaxina riduce la ricaptazione di serotonina e noradrenalina, cioè il riassorbimento di questi neurotrasmettitori da parte dei neuroni che li hanno rilasciati. In questo modo restano disponibili più a lungo nello spazio tra una cellula nervosa e l'altra. La serotonina è coinvolta nella regolazione dell'umore e del sonno, mentre la noradrenalina partecipa a energia, attenzione e risposta allo stress. Alterazioni di questi sistemi sono associate, tra gli altri fattori biologici, psicologici e ambientali, alla depressione.
Come indica la scheda tecnica, la compressa si assume una volta al giorno, alla stessa ora, con o senza cibo, e va deglutita intera senza spezzarla o masticarla. L'emivita è di circa 11 ore e livelli stabili nel sangue si raggiungono in 4-5 giorni.
L'effetto sull'umore, invece, richiede in genere alcune settimane, e questa attesa è uno degli aspetti che più mettono alla prova chi inizia la terapia. Per questo è importante non interrompere né modificare il trattamento senza averne parlato con il medico.
Effetti terapeutici ed effetti collaterali
Come per ogni antidepressivo, è utile conoscere sia i benefici attesi sia i possibili effetti indesiderati di Faxilex.
Effetti terapeutici
Negli studi clinici registrativi la desvenlafaxina, alle dosi di 50 e 100 mg al giorno, ha mostrato una riduzione dei sintomi depressivi superiore al placebo in adulti con disturbo depressivo maggiore (Liebowitz et al., 2008). Nel tempo il trattamento può contribuire a migliorare il tono dell'umore, l'interesse per le attività quotidiane, l'energia e la concentrazione. La risposta, però, varia da persona a persona e viene valutata dal medico nel corso delle visite di controllo.
Effetti collaterali
Come tutti i farmaci, Faxilex può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Secondo la scheda tecnica, quelli molto comuni (più di 1 persona su 10) sono:
- insonnia,
- capogiri e mal di testa,
- nausea e stitichezza,
- secchezza della bocca,
- sudorazione aumentata.
Tra gli effetti comuni figurano riduzione dell'appetito, ansia e nervosismo, sonnolenza, tremore, incubi, visione offuscata, palpitazioni, vampate di calore, aumento della pressione arteriosa e variazioni del peso corporeo, sia in aumento sia in diminuzione.
La sfera sessuale merita un'attenzione particolare, perché tra gli effetti comuni rientrano riduzione del desiderio, difficoltà nell'orgasmo e disturbi dell'eiaculazione. La scheda tecnica segnala anche rari casi in cui queste difficoltà sono proseguite dopo la sospensione del farmaco.
Alcune persone in terapia con antidepressivi, compresi gli SNRI, riferiscono inoltre un appiattimento emotivo, cioè la sensazione di provare emozioni attenuate (Goodwin et al., 2017). Se lo noti in te o in chi ti è vicino, vale la pena parlarne con il medico. Più raramente possono comparire iponatriemia, convulsioni, episodi maniacali o sindrome serotoninergica, situazioni che richiedono una valutazione medica tempestiva.
Molti effetti indesiderati possono attenuarsi nelle prime settimane. Se invece persistono, peggiorano o incidono sulla qualità della vita, è importante segnalarli al medico, che può valutare un aggiustamento della terapia.
Interazioni con altri farmaci
L'associazione con gli IMAO (inibitori delle monoaminossidasi) è controindicata. Faxilex può essere iniziato solo dopo almeno 14 giorni dalla sospensione di un IMAO, mentre un IMAO non va avviato prima di 7 giorni dall'ultima dose di desvenlafaxina. Per lo stesso motivo il farmaco non va iniziato in chi è in trattamento con linezolid, un antibiotico, o ha ricevuto blu di metilene per via endovenosa. Altre interazioni possono aumentare il rischio di sindrome serotoninergica, in particolare con:
- altri antidepressivi: SSRI, SNRI e triciclici,
- farmaci per l'emicrania: i triptani,
- analgesici oppioidi: tramadolo, fentanil e metadone,
- altri medicinali e prodotti: litio, triptofano ed erba di San Giovanni.
Un'altra possibile interazione da conoscere riguarda i farmaci che influenzano la coagulazione, come aspirina, antinfiammatori non steroidei e anticoagulanti, perché la loro associazione con Faxilex può aumentare il rischio di sanguinamento.
C'è poi un punto specifico legato al rapporto con la venlafaxina. Dato che la desvenlafaxina ne è il metabolita attivo, assumere insieme i due farmaci significherebbe sommare la stessa sostanza, per cui la loro associazione non è raccomandata. Per questo è importante comunicare al medico tutti i farmaci, gli integratori e i prodotti fitoterapici che si stanno assumendo, anche quelli da banco.
Avvertenze e precauzioni d'uso
Prima di iniziare Faxilex, e durante il trattamento, il medico tiene conto di alcune situazioni specifiche:
- Prime settimane e giovani adulti: nelle fasi iniziali della terapia e dopo i cambi di dose, soprattutto sotto i 25 anni, può aumentare il rischio di pensieri suicidari. Qualsiasi cambiamento dell'umore va segnalato subito al medico.
- Pressione e cuore: la desvenlafaxina può aumentare la pressione arteriosa, che va controllata prima e durante la terapia, con particolare cautela in presenza di malattie cardiovascolari.
- Disturbo bipolare: in chi ha una storia di mania o di disturbo bipolare il farmaco richiede cautela, perché possono comparire episodi maniacali o ipomaniacali.
- Reni: in caso di insufficienza renale grave il medico può modificare lo schema di assunzione, mentre per il fegato la scheda tecnica non prevede aggiustamenti.
- Altre condizioni: glaucoma ad angolo chiuso, storia di convulsioni e tendenza ai sanguinamenti richiedono una valutazione attenta.
In gravidanza e allattamento l'uso richiede una valutazione del rapporto tra benefici e rischi da parte del medico. La desvenlafaxina può passare infatti nel latte materno, e l'esposizione nelle ultime settimane di gravidanza può associarsi a sintomi nel neonato.
Nelle prime settimane capogiri e sonnolenza possono richiedere attenzione alla guida e all'uso di macchinari.
Quanto all'alcol, in uno studio la desvenlafaxina non ne ha aumentato in modo significativo gli effetti sulle capacità mentali e motorie, ma la scheda tecnica raccomanda comunque di evitarlo durante il trattamento.
Faxilex non è associato a dipendenza nel senso tipico delle sostanze d'abuso, ma un'interruzione brusca può provocare sintomi da discontinuazione, come capogiri, nausea, mal di testa, irritabilità, ansia, disturbi del sonno e formicolii. Per questo la sospensione è graduale e viene definita dal medico.
Se la terapia non sembra dare risultati, o se ci si sente peggio, è importante contattare il medico senza aspettare la visita successiva e senza sospendere il farmaco in autonomia.

L'importanza della psicoterapia
Una meta-analisi su 52 studi ha osservato che aggiungere la psicoterapia agli antidepressivi può migliorare i risultati rispetto al solo farmaco nella depressione maggiore, con benefici mantenuti nel tempo (Cuijpers et al., 2014). Il medico può quindi valutare l'opportunità di integrare psicoterapia e psicofarmaci nello stesso percorso.
Approcci come la terapia cognitivo-comportamentale possono aiutare a lavorare su pensieri negativi ricorrenti, ritiro dalle attività e perdita di motivazione. La scelta dell'approccio dipende dalla persona, dalla sua storia e da ciò di cui ha bisogno in quel momento. Un sostegno psicologico può essere prezioso anche nelle prime settimane di terapia, quando il farmaco non ha ancora raggiunto il suo effetto e la fatica si fa sentire di più. Avere uno spazio in cui dare voce a queste difficoltà può rendere l'attesa meno solitaria.
Se stai assumendo Faxilex, o se il medico te lo ha proposto, puoi valutare di affiancare al trattamento un percorso psicologico e iniziare con un professionista in linea con le tue esigenze.




