Cerchi supporto per affrontare l'ansia?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Ansia
5
minuti di lettura

La rivincita del corpo nella teoria polivagale

La rivincita del corpo nella teoria polivagale
Laura Azzolina
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Evolutivo-Costruttivista
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
14.1.2026
La rivincita del corpo nella teoria polivagale
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Senti che l’ansia condiziona la tua vita?

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 400.000 pazienti
9.000+ psicologi sulla piattaforma

Da un punto di vista evoluzionistico, l’obiettivo primario degli esseri umani è quello di sopravvivere. Per questo siamo dotati di un sistema in grado di captare in maniera immediata i pericoli: il Sistema Nervoso Autonomo (SNA). Secondo la moderna Teoria Polivagale, messa a punto dal professor Stephen W. Porges, il pensiero e le valutazioni cognitive hanno un ruolo secondario rispetto alle reazioni corporee nel garantire il benessere fisiologico. In questo articolo approfondiremo questo tema.

Come funziona il Sistema Nervoso Autonomo?

Il processo alla base del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), noto come neurocezione, consiste in una valutazione costante e inconscia del rischio, che prepara l’organismo a reagire in modo adeguato. Secondo la teoria polivagale, la regolazione neurale del SNA si è evoluta attraverso tre stadi distinti, ognuno dei quali corrisponde a una specifica strategia comportamentale: immobilizzazione, mobilizzazione (attacco o fuga) eingaggio sociale (Porges, 2001). Analizzando l’ambiente interno ed esterno, il sistema può quindi arrivare a tre conclusioni fondamentali:

  • la presenza di sicurezza, che favorisce il coinvolgimento sociale;
  • la presenza di pericolo, che attiva la risposta di attacco o fuga;
  • la presenza di una minaccia estrema alla vita, che si manifesta attraverso il fenomeno della “finta morte”.

Quando è attivo il sistema ventrovagale parasimpatico, si sperimenta una situazione di sicurezza, benessere e riposo. Questa condizione favorisce il sistema di coinvolgimento sociale, che ci permette di interagire con gli altri regolando la muscolatura del viso per le espressioni facciali ed emotive, il contatto oculare, la prosodia e il cuore.

Googledeepmind - Pexels

Cosa succede nella relazione con l'altro

Secondo la Teoria Polivagale, il Sistema di Ingaggio Sociale è costituito da una componente somatomotoria, responsabile della regolazione dei muscoli striati di volto e testa, e da una componente visceromotoria, rappresentata dal vago mielinizzato che regola cuore e bronchi; entrambe queste componenti sono fondamentali per la comunicazione sociale (Porges, 2007). Si tratta dunque di un sistema che supporta la nostra capacità di entrare in relazione e sentirci al sicuro nel contatto con l’altro.

Questa condizione favorisce:

  • la salute
  • il gioco
  • l’intimità
  • il recupero di energie
  • l’omeostasi.

La sua attività può essere incrementata attraverso degli “esercizi neurali” utili a regolare il ritmo respiratorio, come il gioco sociale, il canto, le letture orali o lo yoga. Inoltre, secondo la teoria polivagale, anche le meditazioni basate su mindfulness e compassione rappresentano esercizi neurali che ampliano la capacità del complesso vagale ventrale di regolare lo stato presente e favorire la resilienza (Poli et al., 2021).

Min An - Pexels

‍Sistema attacco/fuga‍

Seguendo la gerarchia evoluzionistica, in caso di pericolo si attiva innanzitutto il sistema ortosimpatico, che causa:

  • un aumento della frequenza cardiaca e respiratoria;
  • maggior acuità visiva e sensibilità ai rumori;
  • agitazione, sudorazione e necessità di muoversi.

Questo sistema ha inoltre un versante positivo, cioè favorisce il movimento, la vigilanza, l’esuberanza e il senso di fiducia.

“Finta morte”

Quando gli altri sistemi risultano insufficienti, si attiva il sistema dorsovagale parasimpatico, che riduce il consumo di ossigeno e la frequenza cardiaca, causando stati di confusione, immobilizzazione e angoscia.

Secondo la teoria polivagale, il nervo vago presenta due vie indipendenti, ventrale e dorsale, che regolano le risposte adattive del sistema nervoso autonomo nei mammiferi (Hanazawa, 2022). Sebbene questo meccanismo sia utile ad attutire gli effetti sensoriali e psicologici del trauma subito, si tratta comunque di uno stato fisiologico resistente al cambiamento.

Sora Shimazaki - Pexels

Dove si localizza il trauma?

La prospettiva di Porges è di grande importanza per la pratica clinica: pensare di non saper fronteggiare una situazione perché “danneggiati”, ma scoprire poi che il proprio SNA risponde alle esperienze di vita secondo modalità universali, aiuta a essere meno critici verso se stessi, eliminando la separazione tra giusto e sbagliato.

In presenza di un trauma, ad esempio, non è l’evento in sé a essere "traumatizzante", ma la risposta corporea a quell’evento. Spesso si tende, infatti, a pensare che certi comportamenti siano stati finora inadeguati e che il corpo non funzioni correttamente, risultando giudicanti verso se stessi o gli altri. È importante, invece, riconoscere che le proprie reazioni corporee non solo cambiano lo stato fisiologico ma possono polarizzare anche la nostra percezione del mondo.

Neurocezione: il radar inconscio del corpo

La neurocezione è un concetto centrale nella Teoria Polivagale, introdotto da Stephen Porges, professore di psichiatria e neuroscienze. Si tratta della capacità automatica e inconscia del nostro sistema nervoso di valutare costantemente se l'ambiente è sicuro, pericoloso o minaccioso per la vita.

Secondo Porges (2011), la neurocezione non coinvolge la consapevolezza razionale, ma si basa su segnali corporei e ambientali che vengono processati in modo rapido e istintivo. Alcuni esempi di segnali che possono attivare i diversi sistemi sono:

  • Tono della voce: un tono calmo e melodioso può attivare il sistema ventrovagale, favorendo la sensazione di sicurezza, mentre un tono brusco o minaccioso può attivare il sistema di attacco/fuga.
  • Espressioni facciali: volti sorridenti e rilassati sono percepiti come segnali di sicurezza, mentre espressioni tese o arrabbiate possono essere interpretate come minacciose.
  • Movimenti improvvisi o rumori forti: questi stimoli possono essere letti dal sistema nervoso come segnali di pericolo, attivando una risposta difensiva.
  • Prossimità fisica: la distanza tra le persone può essere interpretata come segnale di sicurezza o minaccia, a seconda del contesto e delle esperienze pregresse.

Questi processi avvengono in frazioni di secondo e influenzano profondamente il nostro stato fisiologico e il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Comprendere la neurocezione può aiutare a riconoscere che molte delle nostre reazioni corporee non sono "scelte" consapevoli, ma risposte automatiche del sistema nervoso.

Applicazioni pratiche della Teoria Polivagale in terapia

La Teoria Polivagale ha avuto un impatto significativo sulle pratiche cliniche, offrendo nuovi strumenti per lavorare sulla regolazione del sistema nervoso autonomo. In ambito terapeutico, diversi approcci integrano esercizi e tecniche ispirate a questa teoria per favorire il benessere psicofisiologico.

Alcuni esempi di applicazioni pratiche includono:

  • Mappatura degli stati autonomici: in terapia, si aiuta la persona a riconoscere e descrivere i propri stati fisiologici (ad esempio, sentirsi "bloccati", agitati o rilassati), favorendo una maggiore consapevolezza corporea.
  • Tecniche di coregolazione: attraverso la relazione terapeutica, il terapeuta utilizza il tono della voce, il ritmo della respirazione e la presenza empatica per aiutare la persona a sentirsi al sicuro e a regolare il proprio stato interno.
  • Esercizi di stimolazione del nervo vago: attività come la respirazione diaframmatica, il canto, la lettura ad alta voce o lo yoga sono utilizzate per attivare il sistema ventrovagale e promuovere uno stato di calma e connessione sociale.
  • Uso della prosodia e del contatto visivo: il terapeuta può modulare la propria voce e mantenere un contatto visivo rassicurante per facilitare la regolazione del sistema nervoso della persona.

Secondo Porges, questi interventi aiutano a "creare le condizioni fisiologiche per la sicurezza", un prerequisito fondamentale per il cambiamento terapeutico (Porges, 2011).

Evidenze scientifiche e rilevanza clinica della Teoria Polivagale

La Teoria Polivagale è stata oggetto di numerosi studi che ne hanno evidenziato la rilevanza clinica, soprattutto nel trattamento di disturbi legati al trauma e alla disregolazione emotiva. Ad esempio, una revisione pubblicata su "Frontiers in Psychiatry" (Kolacz & Porges, 2018) sottolinea come la disregolazione del sistema nervoso autonomo sia presente in una percentuale significativa di persone che hanno vissuto esperienze traumatiche. Inoltre, la teoria polivagale offre una spiegazione della fisiopatologia del trauma e dei sintomi fisici associati a disfunzioni del complesso vagale ventrale (Hanazawa, 2022).

Alcuni dati suggeriscono che:

  • la disregolazione del sistema nervoso autonomo è riscontrata in circa il 70% dei pazienti con disturbo post-traumatico da stress (PTSD), secondo una revisione di Kolacz & Porges (2018).
  • interventi basati sulla regolazione del nervo vago mostrano miglioramenti nella gestione dell'ansia e della sintomatologia traumatica, come riportato in diversi studi clinici (Porges, 2011).

Queste evidenze sembrano rafforzare l'importanza di considerare il corpo e le sue risposte automatiche come parte integrante del percorso terapeutico, superando una visione esclusivamente cognitiva del benessere psicologico.

Prendersi cura del proprio benessere: il primo passo parte da te

Comprendere come il nostro corpo reagisce agli stimoli e imparare ad ascoltare i segnali del sistema nervoso può essere un atto di cura verso noi stessi. La Teoria Polivagale suggerisce che molte delle nostre emozioni e comportamenti sono risposte automatiche, non colpe o difetti. Se senti il bisogno di approfondire queste dinamiche e desideri lavorare sul tuo benessere psicofisico con il supporto di un professionista, Unobravo è qui per accompagnarti. Inizia oggi stesso a prenderti cura di te: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e scopri come un percorso di psicoterapia può contribuire a ritrovare equilibrio, sicurezza e serenità.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Laura Azzolina
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Evolutivo-Costruttivista
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Trova il tuo psicologo

Come capire se si soffre di disturbi d'ansia?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.

Il nostro blog

Articoli correlati

Articoli scritti dal nostro team clinico per aiutarti a orientarti tra i temi che riguardano la salute mentale.