Cerchi supporto per prenderti cura di te?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Salute mentale
5
minuti di lettura

Lexotan: a cosa serve, rischi e quando affiancare la psicoterapia

Lexotan: a cosa serve, rischi e quando affiancare la psicoterapia
Redazione
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
13.5.2026
Lexotan: a cosa serve, rischi e quando affiancare la psicoterapia
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 450.000 pazienti
9.500+ psicologi sulla piattaforma

Il Lexotan è il nome commerciale del bromazepam, un principio attivo appartenente alla famiglia delle benzodiazepine. Si tratta di un farmaco ansiolitico indicato per il trattamento di stati d'ansia e tensione gravi, delle manifestazioni somatiche o psichiatriche associate alla sindrome ansiosa e dell'insonnia. Il Lexotan è un farmaco soggetto a prescrizione medica obbligatoria: solo un medico può valutare se sia il trattamento indicato per la situazione specifica.

Il bromazepam è presente in commercio anche sotto altri nomi (farmaci equivalenti), ma indipendentemente dalla confezione si tratta sempre dello stesso principio attivo.

In questo articolo sono raccolte informazioni sul suo meccanismo d'azione, le formulazioni disponibili, gli effetti collaterali, le avvertenze e il ruolo dell'approccio combinato con la psicoterapia.

A quale classe di farmaci appartiene il Lexotan?

Il Lexotan appartiene alla classe delle benzodiazepine, una categoria di farmaci con proprietà ansiolitiche, sedative, miorilassanti e anticonvulsivanti. All'interno di questo gruppo, il bromazepam è classificato come benzodiazepina ad azione intermedia, con un'emivita di eliminazione di circa 20 ore (AIFA, scheda tecnica Lexotan).

Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio. Non si tratta di farmaci pensati per ogni momento di stress o preoccupazione passeggera.

Come agisce il Lexotan

Il GABA è il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale: il suo ruolo è ridurre l'eccitabilità neuronale. Il bromazepam agisce legandosi ai recettori GABA-A e potenziando l'effetto di questo sistema inibitorio, amplificando un meccanismo già presente nell'organismo.

Il risultato è una riduzione dell'eccitabilità del sistema nervoso centrale che si manifesta su più livelli: possibile diminuzione della sensazione di ansia e agitazione, allentamento della tensione muscolare e riduzione dell'eccitabilità neuronale patologica. In alcune persone anche i sintomi fisici dell'ansia, come tremori, palpitazioni e tensione muscolare, possono ridursi di conseguenza.

Gli effetti possono variare in base al dosaggio e alla risposta individuale. Il picco plasmatico viene raggiunto generalmente entro 1-2 ore dall'assunzione orale (AIFA, scheda tecnica Lexotan). L'uso deve seguire strettamente tempi e modalità indicati dal medico, di norma per periodi brevi.

Formulazioni in commercio

Il Lexotan è disponibile in tre tipologie di formulazione:

  • Capsule rigide da 3 mg e da 6 mg
  • Compresse da 1,5 mg e da 3 mg
  • Gocce orali, soluzione da 2,5 mg/ml

Il dosaggio è sempre individuale: viene stabilito dal medico in base alla gravità dei sintomi, alla risposta clinica e alla tollerabilità. Il trattamento inizia con la dose più bassa efficace, che viene poi adattata gradualmente. Per le persone anziane e per i pazienti con ridotta funzionalità epatica, il dosaggio richiede un'ulteriore riduzione.

Sia le capsule che le compresse contengono lattosio, un'informazione rilevante per chi è intollerante a questo zucchero.

Effetti terapeutici e reazioni avverse del Lexotan

Indicazioni terapeutiche

Le indicazioni terapeutiche riportate in scheda tecnica includono:

  • Ansia, tensione e altre manifestazioni somatiche o psichiatriche associate alla sindrome ansiosa
  • Insonnia (indicazione valida per le formulazioni da 1,5 mg e 3 mg; non applicabile alle capsule da 6 mg)

Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o causa un disagio significativo nella vita quotidiana.

Chi assume il Lexotan può avvertire un allentamento della tensione muscolare e una riduzione dell'agitazione fisiologica. Insieme a queste sensazioni è comune avvertire sonnolenza e un certo rallentamento dei riflessi. Il farmaco può contribuire anche a migliorare il sonno nelle persone in cui l'insonnia è legata a stati ansiosi.

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, anche il Lexotan può causare effetti indesiderati. In presenza di effetti indesiderati, è importante segnalarli al medico.

Gli effetti indesiderati più comuni riguardano il sistema nervoso centrale: sonnolenza, stanchezza, vertigini, rallentamento dei riflessi e difficoltà di concentrazione. Negli anziani, la debolezza muscolare può aumentare concretamente il rischio di cadute.

Tra gli effetti meno frequenti ma possibili si trovano: cefalea, nausea, disturbi gastrointestinali, alterazioni del desiderio sessuale e amnesia anterograda, ossia la difficoltà a formare nuovi ricordi durante il periodo di assunzione. L'amnesia anterograda è stata documentata in particolare con dosi pari o superiori a 6 mg (AIFA, scheda tecnica Lexotan).

Un capitolo a parte riguarda le reazioni paradosse: invece di sedazione, alcune persone, in particolare bambini e anziani, possono manifestare agitazione, irritabilità, aggressività, allucinazioni o comportamenti inappropriati. Queste reazioni sono più frequenti anche nei pazienti con sindrome cerebrale organica. Vanno segnalate immediatamente al medico, che valuterà se interrompere il trattamento.

Con l'uso delle benzodiazepine sono state segnalate anche gravi reazioni anafilattiche/anafilattoidi, inclusi casi di angioedema a carico di lingua, glottide o laringe. In presenza di questi sintomi è necessario interrompere immediatamente l'assunzione e cercare assistenza medica urgente.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Quali farmaci possono interagire con il Lexotan

Il Lexotan può interagire in modo significativo con altre sostanze, amplificando i rischi di sedazione e depressione respiratoria. È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci, gli integratori e i prodotti fitoterapici assunti.

Le interazioni più rilevanti riguardano:

  • Oppioidi (morfina, farmaci per il dolore cronico e farmaci per la terapia sostitutiva): l'uso concomitante aumenta il rischio di sonnolenza grave, depressione respiratoria, coma e morte. Secondo il foglietto illustrativo AIFA, questa combinazione deve essere limitata ai pazienti nei quali non è possibile ricorrere ad alternative terapeutiche.
  • Alcol: deve essere evitato durante il trattamento. L'alcol potenzia l'effetto depressivo sul sistema nervoso centrale, con rischio di sedazione eccessiva e depressione respiratoria.
  • Antipsicotici, ipnotici, ansiolitici, sedativi, antiepilettici, anestetici, antistaminici sedativi e antidepressivi: possono potenziare l'effetto depressivo centrale del Lexotan.
  • Inibitori del CYP3A4 (antimicotici azolici, inibitori delle proteasi, alcuni macrolidi) e cimetidina: possono aumentare i livelli plasmatici del bromazepam e prolungarne l'emivita. La fluvoxamina, inibitore del CYP1A2, aumenta in modo significativo l'esposizione al bromazepam.
  • Teofillina e aminofillina: possono ridurre l'efficacia delle benzodiazepine.

Precauzioni, avvertenze e controindicazioni del Lexotan

Gravidanza e allattamento. La sicurezza del bromazepam in gravidanza non è stata completamente stabilita. Alcuni studi epidemiologici preliminari hanno mostrato un possibile aumento del rischio di schisi orale nei neonati esposti a benzodiazepine durante il primo trimestre. In gravidanza e allattamento va usato solo se il medico lo ritiene necessario, dopo valutazione rischio-beneficio. Se il farmaco viene assunto a dosi elevate nelle fasi avanzate della gravidanza o durante il travaglio, il neonato può manifestare ipotonia, difficoltà respiratorie e sintomi da astinenza. Il principio attivo passa nel latte materno: l'allattamento al seno durante il trattamento va evitato, salvo diversa indicazione medica. Le gocce orali contengono glicole propilenico, che può raggiungere il feto ed è stato ritrovato nel latte materno.

Guida di veicoli. Il Lexotan può ridurre i riflessi e la capacità di attenzione, compromettendo la capacità di guidare. Attenersi alle indicazioni del medico e del foglietto illustrativo.

Persone anziane. Il medico prescrive la dose più bassa possibile, perché il farmaco può causare sedazione e debolezza muscolare, esponendo al rischio di cadute con possibili conseguenze gravi.

Patologie epatiche. L'uso è controindicato nella compromissione epatica grave, perché le benzodiazepine possono precipitare l'encefalopatia epatica.

Insufficienza renale, cardiaca e respiratoria. Il Lexotan deve essere somministrato con cautela nei pazienti con insufficienza renale o cardiaca e in quelli con bassa pressione sanguigna. Nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica, una dose ridotta è necessaria per il rischio di depressione respiratoria. L'insufficienza respiratoria grave è una controindicazione assoluta.

Under 18. Le benzodiazepine non devono essere somministrate a pazienti di età inferiore ai 18 anni senza un'attenta valutazione dell'effettiva necessità del trattamento.

Depressione. Le benzodiazepine non devono essere usate da sole per trattare la depressione o l'ansia connessa con la depressione. In pazienti con segni e sintomi di disturbo depressivo o tendenze suicide, il bromazepam deve essere usato con cautela.

Il rischio di dipendenza. Il bromazepam può indurre dipendenza fisica e psicologica con l'uso di dosi elevate e per periodi prolungati. Non è una questione di forza di volontà: è una caratteristica farmacologica della molecola. Il rischio è maggiore in chi ha una storia di abuso di sostanze, farmaci o alcol.

La tolleranza. Con il tempo, può svilupparsi tolleranza: può comparire una riduzione dell'effetto percepito. Non modificare mai la dose senza indicazione del medico.

La sospensione. Interrompere il Lexotan in modo brusco può scatenare sintomi da astinenza: cefalea, insonnia, ansia, tremori, sudorazione, agitazione, dolore muscolare e irritabilità. Nei casi più gravi possono manifestarsi derealizzazione, depersonalizzazione, ipersensibilità a luce, rumore e contatto fisico, allucinazioni e convulsioni (AIFA, foglietto illustrativo Lexotan). La sospensione va sempre eseguita in modo graduale e sotto supervisione medica. Può presentarsi anche il fenomeno dell'ansia e dell'insonnia "di rimbalzo", con sintomi che ricorrono in forma temporaneamente aggravata.

Durata del trattamento. Il trattamento deve essere il più breve possibile. La scheda tecnica indica una durata massima di 8-12 settimane per l'ansia e di 4 settimane per l'insonnia, compreso il periodo di sospensione graduale. L'estensione oltre questi limiti richiede una rivalutazione clinica.

Sovradosaggio. In caso di assunzione eccessiva, possono comparire inizialmente sonnolenza marcata, atassia e disartria, fino ad apnea, ipotensione, depressione cardiorespiratoria e coma. Se si sospetta un sovradosaggio, è necessario chiamare immediatamente il 118: è un'emergenza medica.

Controindicazioni assolute. Il Lexotan non deve essere utilizzato in caso di: allergia al bromazepam o alle benzodiazepine, miastenia gravis, insufficienza respiratoria grave, insufficienza epatica grave, sindrome da apnea notturna, glaucoma ad angolo stretto, intossicazione acuta da alcol, medicinali ipnotici, analgesici o psicotropi.

Lexotan e psicoterapia: ruoli diversi nel percorso di cura

Farmacoterapia e psicoterapia non sono approcci in competizione: sono strumenti clinici con indicazioni e tempi diversi, che in alcuni casi possono essere utilizzati in parallelo su valutazione dei professionisti sanitari coinvolti. La scelta tra farmaco, psicoterapia o entrambi è una decisione clinica che dipende dalla natura del disturbo, dalla sua gravità e dalla risposta individuale.

La ricerca scientifica ha esaminato il rapporto tra queste due forme di trattamento nei disturbi d'ansia. Una metanalisi pubblicata su Psychiatry and Clinical Neurosciences ha analizzato l'efficacia della terapia cognitivo-comportamentale nel facilitare la sospensione delle benzodiazepine: i pazienti che hanno affiancato la CBT alla riduzione graduale del farmaco hanno mostrato tassi di discontinuazione significativamente più alti rispetto a chi ha seguito solo il tapering farmacologico, sia a breve termine (3 mesi) sia nel follow-up tra i 6 e i 12 mesi (Takeshima et al., 2021).

Alcune evidenze preliminari hanno inoltre mostrato che l'integrazione tra trattamento farmacologico e terapia cognitivo-comportamentale può produrre benefici aggiuntivi rispetto al solo trattamento farmacologico in alcuni disturbi d'ansia (Hofmann et al., 2009).

Se stai valutando un supporto psicologico, puoi trovare un professionista su Unobravo. Inizia il questionario per trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Redazione
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Redazione
Unobravo
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter

Vuoi saperne di più sul tuo benessere psicologico?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.