Adolescenti e aspetto fisico: come sostenere un figlio/una figlia vittima di body shaming da parte dei coetanei?

Le caratteristiche fisiche sono uno dei primi motivi per cui gli adolescenti diventano bersaglio di commenti che feriscono da parte dei coetanei. Succede spesso, più di quanto si pensi, e prende il nome di body shaming.

L'adolescenza è una fase di profonda trasformazione infatti il corpo cambia rapidamente, l'opinione del gruppo diventa centrale e il bisogno di sentirsi accettati si fa molto intenso. In questo contesto, anche una singola battuta sull'aspetto può lasciare un segno profondo.

Il body shaming non riguarda solo il peso ma può colpire l'altezza, i tratti somatici, l'acne, la peluria o qualsiasi caratteristica percepita come diversa dai canoni estetici dominanti, spesso irrealistici e irraggiungibili.

Se sei un genitore che si è accorto che il proprio figlio o la propria figlia sta vivendo questa esperienza, probabilmente ti stai chiedendo cosa puoi fare. La buona notizia è che la famiglia rappresenta il primo e più importante scudo contro gli effetti del body shaming: un ambiente basato sull'ascolto, il dialogo e il rispetto può cambiare radicalmente il modo in cui un adolescente vive e affronta queste situazioni.

Mio figlio non vuole più andare in piscina
Non so come parlare a mia figlia del suo corpo
Le radici del problema

Perché il body shaming colpisce così forte in adolescenza

Mi chiedo se è colpa dei social network
Non capisco perché proprio lui sia preso di mira

Capire cosa alimenta il body shaming e perché ha un impatto così forte sugli adolescenti è un passo importante. In molti casi, per sostenere davvero un figlio o una figlia che vive questa esperienza, può essere prezioso il supporto di uno/a psicologo/a, che può aiutare sia l'adolescente sia la famiglia a trovare strumenti efficaci. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questa vulnerabilità.

Il ruolo dei social media e dei modelli estetici

  • I social media amplificano la pressione estetica in modo silenzioso e continuo: filtri, immagini ritoccate e contenuti che premiano un certo tipo di aspetto creano aspettative irrealistiche sul proprio corpo.
  • Il confronto costante con modelli idealizzati può erodere l'autostima degli adolescenti giorno dopo giorno, senza che se ne rendano conto.
  • Questa esposizione contribuisce a far percepire il proprio corpo come inadeguato, anche quando non lo è.

Il corpo che cambia e il giudizio dei coetanei

  • Durante la pubertà il corpo si trasforma rapidamente e spesso si allontana dai canoni proposti dalla società, generando un senso di inadeguatezza che rende più esposti alle critiche.
  • La scuola diventa uno spazio di esposizione continua: corridoi, aule, spogliatoi e palestre sono luoghi in cui ci si sente costantemente osservati e valutati dai coetanei.
  • Chi si sente insicuro del proprio aspetto può proiettare le proprie fragilità sugli altri attraverso commenti denigratori, alimentando una cultura del giudizio corporeo nel gruppo.

Quando le offese diventano una voce interiore

  • I commenti ripetuti sul corpo possono essere interiorizzati dall'adolescente fino a diventare un'autocritica costante.
  • Con il tempo, il ragazzo o la ragazza può finire per credere che quelle offese siano giustificate, sviluppando un'immagine negativa di sé che si mantiene anche quando gli attacchi si fermano.
Situazioni concrete e frequenti

Segnali da osservare nella vita di tutti i giorni

Mia figlia non mangia più a pranzo con noi
Mio figlio ha smesso di fare sport all'improvviso

Riconoscere il body shaming non è sempre facile, perché spesso gli adolescenti non ne parlano apertamente. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti come genitore.

L'evitamento di situazioni sociali e sportive

  • Un figlio che smette di partecipare alle lezioni di educazione fisica o evita gli spogliatoi per paura di esporre il proprio corpo ai commenti, rinunciando ad attività che prima gli piacevano.
  • Una figlia che inizia a rifiutare inviti a feste, uscite al mare o in piscina, isolandosi progressivamente dal gruppo di amici per evitare situazioni in cui il corpo è visibile e giudicabile.
  • Un adolescente che torna da scuola chiuso in sé, irritabile o triste, senza voler parlare, e che gradualmente perde interesse per le attività quotidiane mostrando segnali di ritiro sociale.

Il rapporto con lo specchio e con il cibo

  • Un ragazzo o una ragazza che controlla in modo persistente il proprio aspetto allo specchio o nelle foto, chiedendo continuamente rassicurazioni su come appare, oppure al contrario evitando qualsiasi specchio o fotografia.
  • Un adolescente che modifica drasticamente le proprie abitudini alimentari, saltando pasti, eliminando intere categorie di cibi o mangiando in modo difficile da controllare, dopo aver ricevuto commenti sul peso.

Il confronto tossico sui social

  • Un figlio o una figlia che passa molto tempo sui social confrontandosi con immagini filtrate, esprimendo frustrazione o tristezza per il proprio aspetto dopo aver scrollato il feed.
  • Un adolescente che riceve commenti offensivi sotto le proprie foto e reagisce con vergogna, rabbia o il desiderio di cancellare ogni propria immagine online.
Strategie pratiche e quotidiane

Cosa puoi fare come genitore per fare la differenza

Ho paura di dire la cosa sbagliata a mia figlia
Vorrei aiutare mio figlio ma non so da dove partire

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Ogni gesto di ascolto conta più di quanto pensi

Il body shaming non è un semplice scherzo tra ragazzi ma è una forma di violenza psicologica i cui effetti si accumulano nel tempo. Parlarne apertamente in famiglia, senza tabù, aiuta l'adolescente a dare un nome a ciò che sta vivendo, a non sentirsi solo e a capire che il problema non è il suo corpo, ma il comportamento di chi lo attacca.

Sostenere un figlio o una figlia in questa esperienza richiede pazienza, costanza e la disponibilità a mettersi in discussione anche come genitori. Il percorso verso l'accettazione di sé non è lineare, ma ogni parola di rispetto e ogni momento di ascolto autentico fanno la differenza.

Se senti che la situazione ti preoccupa o che il tuo supporto da solo non basta, chiedere aiuto a uno/a psicologo/a è un atto di cura e responsabilità e può offrire strumenti concreti sia all'adolescente sia a tutta la famiglia.

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