Come posso gestire gli incontri casuali con un ex partner?

Stai camminando per strada, al supermercato o in ufficio, e all'improvviso lo vedi/la vedi. Il cuore accelera, le mani sudano, la mente va in tilt. Magari sono passati mesi, forse anni, eppure il corpo reagisce come se il tempo non fosse mai passato.

Incontrare casualmente un ex partner può riattivare emozioni che si credevano ormai lontane: confusione, imbarazzo, nostalgia, o anche rabbia. Succede perché i legami affettivi significativi lasciano tracce profonde, e rivedere quella persona può innescare reazioni intense, spesso al di là della nostra volontà.

Non esiste un modo universalmente valido di comportarsi in questi momenti. Ciò che conta davvero è riuscire a riconoscere quello che si prova e agire in coerenza con i propri bisogni e il proprio benessere.

La situazione si fa ancora più complessa quando si vive in un piccolo centro, si condivide lo stesso ambiente di lavoro o si frequentano le stesse cerchie di amici. In questi contesti, evitare del tutto gli incontri è semplicemente impossibile, e diventa necessario trovare un modo sostenibile per attraversarli.

Lo vedo e mi si blocca il respiro, ogni volta.
Pensavo di averla superata, poi l'ho incrociata.
Le ragioni di queste reazioni

Cosa si muove dentro di noi quando lo/la rivediamo

Non capisco perché mi fa ancora questo effetto.
Ogni volta che lo incontro, rimugino per giorni.

Chiedersi perché questi incontri facciano ancora così effetto è già un primo passo importante per comprendere meglio te stesso/a. Tuttavia, se i pensieri e le emozioni legate a quella relazione sono molto intensi, il supporto di uno psicologo o una psicologa potrebbe esserti di grande beneficio. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni.

La memoria emotiva del corpo

  • Le relazioni significative lasciano tracce profonde nel nostro sistema emotivo. Anche a distanza di anni, il cervello può reagire alla presenza dell'ex o della ex attivando le stesse risposte legate alla ricerca di sicurezza e vicinanza.
  • Questo può produrre reazioni automatiche come il bloccarsi, il battito accelerato o la difficoltà a parlare, che non dipendono dalla nostra volontà ma da come la mente ha memorizzato quel legame.
  • È per questo che ci si può sentire spiazzati anche quando si è convinti di aver superato la fine della relazione: il corpo ricorda a modo suo.

Le questioni rimaste aperte

  • Quando una relazione si chiude senza un confronto chiaro, o lasciando domande senza risposta, gli incontri casuali tendono a sottolineare quei punti rimasti in sospeso.
  • Si può finire per cercare di dare un significato a ogni gesto o sguardo dell'altra persona: uno sguardo prolungato, un silenzio, il fatto che non abbia cambiato strada. In assenza di comunicazione diretta, la mente riempie i vuoti con ipotesi influenzate dai propri vissuti e desideri.
  • Questa tendenza a interpretare è molto comune e nasce dal bisogno di colmare un vuoto di informazioni, non da un difetto personale.

Il contesto che amplifica tutto

  • Chi vive in contesti sociali ristretti sperimenta una difficoltà in più: sapere che gli incontri si ripeteranno può generare una forma di ansia anticipatoria, la sensazione di non avere via di fuga.
  • Ogni episodio diventa emotivamente più carico, perché non si tratta di un evento isolato ma di qualcosa con cui fare i conti ripetutamente.
  • Anche tratti personali come la timidezza o l'introversione possono rendere questi momenti più faticosi, trasformando un semplice incrocio in un'esperienza emotivamente intensa e seguita da una severa autocritica. In altre parole, ci si giudica severamente per non aver reagito come si sarebbe voluto.
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti esserti ritrovato/a

Sono rimasta lì, ferma, senza riuscire a dire ciao.
Ho cambiato palestra solo per non incontrarla.

Gli incontri casuali con un ex possono assumere forme molto diverse. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti riconoscerti.

Quando le parole non escono

  • Incrociare l'ex nel luogo di lavoro o al bar sotto casa e sentirsi completamente bloccati, incapaci di dire anche solo un semplice saluto. Magari si resta immobili, si distoglie lo sguardo, e poi si trascorrono ore a rimuginare su cosa si sarebbe dovuto fare o dire.
  • Trovarsi faccia a faccia in un negozio o per strada in un piccolo centro abitato, dove entrambi fate parte della stessa comunità e l'incontro era del tutto inevitabile, e non sapere se fermarsi a parlare o proseguire oltre.
  • Scambiarsi uno sguardo silenzioso e prolungato senza che nessuno dei due dica una parola, e poi passare i giorni successivi cercando di decifrare il significato di quel momento.

Quando c'è un pubblico

  • Partecipare a eventi sociali, feste o ricorrenze in cui è presente anche l'ex, sentendo la tensione di dover gestire la propria immagine davanti ad amici comuni e alle persone intorno.
  • Vivere l'imbarazzo di un incontro casuale quando si è in compagnia di altre persone, come colleghi, amici o un nuovo partner, e non sapere come comportarsi con naturalezza o come presentare la situazione.

Quando si finisce per rinunciare ai propri spazi

  • Scoprire che l'ex frequenta gli stessi luoghi quotidiani, come la palestra, il bar o il supermercato, e iniziare a modificare le proprie abitudini per evitarlo/la: cambiare orari, cambiare percorsi, rinunciare a posti che si frequentavano volentieri.
  • Rendersi conto che questa strategia di evitamento sta limitando la propria libertà e la propria routine, ma sentire che al momento è l'unico modo per proteggersi dal disagio.
Strategie pratiche e accessibili

Piccoli passi concreti per affrontare questi momenti

Ho iniziato a chiedermi cosa serve a me, non a lui.
Parlarne con la mia amica mi ha aiutato tantissimo.

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Gli incontri casuali con un ex non sono emergenze da risolvere. Possono essere, piuttosto, occasioni per osservare come ci si sente nel presente e a che punto si è nel proprio percorso personale.

Non esiste una reazione perfetta: restare in silenzio, sentirsi bloccati o provare emozioni intense sono risposte naturali, non segnali di debolezza. In contesti in cui gli incontri sono inevitabili, l'obiettivo realistico non è eliminare ogni disagio, ma imparare gradualmente ad attraversare quei momenti senza esserne sopraffatti.

Il lavoro più importante non riguarda il comportamento dell'ex, che resta fuori dal nostro controllo, ma la relazione con sé stessi: capire quali emozioni sono ancora vive, quali bisogni restano insoddisfatti e cosa serve per andare avanti. Concedersi il tempo necessario è un atto di rispetto verso di sé: ogni persona ha i propri ritmi, e forzarsi a mostrare indifferenza quando non la si prova può essere controproducente.

Se senti che questi incontri continuano a pesare, un percorso con uno psicologo o una psicologa può offrirti strumenti concreti per trasformare il disagio in un'occasione di comprensione e crescita personale.

Sto imparando a ricostruire il mio benessere.
Ho capito che posso chiedere aiuto, e va bene così.
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