Diagnosi di infertilità: come affrontare le emozioni che emergono?
Non pensavo che una diagnosi potesse cambiarmi così
Mi sento come se il mio corpo mi avesse tradito
Ricevere una diagnosi di infertilità è un'esperienza che può scuotere in profondità. Non si tratta solo di una notizia medica: è qualcosa che tocca l'identità personale, il rapporto con il proprio corpo, la relazione di coppia e il modo in cui ci si immagina nel futuro.
Il desiderio di avere un figlio spesso esiste molto prima del concepimento ed è un progetto che prende forma nell'immaginazione, nei discorsi con il/la partner, nelle aspettative che si costruiscono nel tempo. Quando la diagnosi arriva, quel progetto si interrompe bruscamente, e un'aspettativa che sembrava naturale si trasforma in una perdita da elaborare.
La capacità di procreare è spesso legata al senso di completezza nell'età adulta. Per molte donne si intreccia con il sentirsi realizzate, per molti uomini con il riconoscimento della propria virilità. Quando questa possibilità viene messa in discussione, l'impatto emotivo può essere molto intenso, paragonabile a quello di un lutto o di una separazione.
Se ti riconosci in queste emozioni, sappi che non sei solo e non sei sola. Quello che provi ha un senso, e merita attenzione.
Radici emotive dell'infertilità
Le ragioni dietro un dolore così profondo
Mi chiedo continuamente cosa ho sbagliato
Non so più chi sono senza questo progetto
Le emozioni che emergono dopo una diagnosi di infertilità possono essere difficili da comprendere e da gestire. In molti casi, esplorare queste emozioni con l'aiuto di uno/a psicologo/a può offrire strumenti preziosi per attraversare questo momento senza sentirti sopraffatto. Intanto qui, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di un dolore così intenso.
Quando si mette in discussione chi si è
- Diventare genitori è considerata una delle transizioni più significative della vita adulta. Quando questa possibilità vacilla, ci si può ritrovare a mettere in discussione il proprio valore e il senso di sé.
- Il presupposto culturale secondo cui avere un figlio sia scontato può amplificare il senso di inadeguatezza, facendo sentire chi riceve la diagnosi come difettoso rispetto alle aspettative sociali e familiari.
- La perdita non riguarda solo il figlio biologico, ma si estende alla progettualità di vita, all'autostima e alla possibilità di trasmettere la propria identità nel tempo.
Il rapporto con il proprio corpo
- L'impossibilità di procreare può cambiare profondamente la percezione del proprio corpo, che viene vissuto come malfunzionante o inadeguato.
- Si può generare un conflitto tra ciò che si pretende da sé stessi e la propria realtà biologica, alimentando frustrazione e rabbia verso di sé.
Lo stress dell'incertezza
- Non sapere se la situazione sia temporanea o permanente può mantenere la coppia in uno stato di sospensione emotiva molto logorante.
- L'incertezza legata alla durata del percorso diagnostico e terapeutico genera uno stress che si accumula nel tempo, rendendo difficile trovare un equilibrio.
Esperienze comuni e riconoscibili
Situazioni in cui ci si può ritrovare
Evito le feste perché non reggo i discorsi sui figli
Sento che la mia compagna si sta allontanando
Le emozioni legate all'infertilità si manifestano in modi diversi nella vita quotidiana. Ecco alcune situazioni in cui potresti riconoscerti.
Lo shock della diagnosi e le emozioni che seguono
- Subito dopo la comunicazione della diagnosi si può sperimentare uno stato di incredulità, accompagnato dal pensiero ricorrente "non è possibile che stia succedendo a noi". Nelle settimane successive possono emergere rabbia, vergogna e senso di colpa che si alternano senza un ordine preciso.
- Ci si può ritrovare a evitare incontri con amici o familiari che hanno figli, provando sentimenti di invidia e dolore che portano progressivamente a un isolamento sociale e alla sensazione di essere esclusi.
La distanza che si crea nella coppia
- Può succedere che i partner smettano di parlare tra loro del problema per paura di ferirsi a vicenda, creando una distanza emotiva che amplifica la solitudine.
- Una persona può vivere un forte senso di colpa nel vedere il/la partner sottoporsi a trattamenti invasivi senza poter fare nulla per alleviare la fatica, sentendosi impotente sia fisicamente che emotivamente.
Il corpo e l'intimità che cambiano
- Si può iniziare a percepire il proprio corpo come incapace, sviluppando un sentimento di rifiuto verso sé stessi che si estende alla percezione della propria desiderabilità.
- La sessualità di coppia può trasformarsi da momento di intimità e piacere a un compito da eseguire secondo tempistiche prestabilite, generando ansia, calo del desiderio e un progressivo allontanamento emotivo.
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Strategie pratiche e accessibili
Piccoli passi per prendersi cura di sé
Ho iniziato a dire ad alta voce come mi sento
Ne ho parlato col mio compagno e mi sono sentita meno sola
Dare un nome a quello che si prova
Rabbia, tristezza, vergogna e senso di colpa sono emozioni che possono emergere dopo una diagnosi di infertilità. Provare a riconoscerle e chiamarle con il loro nome, anche solo dentro di sé, può aiutare a sentirsi meno travolti. Puoi concederti il diritto di soffrire senza giudicarti per quello che provi.
Parlare con il/la partner di come ci si sente
Condividere apertamente i propri vissuti, anche quando sono diversi da quelli dell'altro, può aiutare a non sentirsi soli dentro la coppia. Non serve trovare soluzioni insieme: a volte basta sentirsi ascoltati. Potresti provare a dire semplicemente "oggi mi sento così", senza aspettarti che l'altro reagisca come te.
Continuare a coltivare ciò che fa stare bene
Può essere utile non sospendere completamente la propria vita in attesa di un figlio. Continuare a dedicare tempo a interessi, amicizie e progetti che ti fanno stare bene aiuta a preservare un senso di identità che non dipenda esclusivamente dalla possibilità di diventare genitore.
Concedersi il tempo di cui si ha bisogno
Non esiste una tabella di marcia per elaborare quello che stai vivendo. Puoi prenderti il tempo necessario per fare le tue scelte, che si tratti di valutare la procreazione assistita, l'adozione o nuovi progetti di vita. Ogni strada è valida, purché rispetti i tuoi valori e il tuo benessere emotivo.
Confidarsi con qualcuno di cui ci si fida
Potresti sentirti più leggero o leggera parlando di quello che provi con una persona cara, qualcuno che sappia ascoltare senza giudicare. A volte condividere il proprio vissuto, anche solo in parte, aiuta a sentirsi meno isolati.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può essere uno spazio prezioso per esplorare il dolore, ritrovare le proprie risorse e affrontare le scelte che si presentano. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: può essere utile in ogni fase, dalla diagnosi iniziale ai trattamenti, fino a dopo la loro conclusione. Sentirsi capiti e sostenuti da uno/a psicologo/a fa spesso la differenza.
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Guardare avanti con consapevolezza
L'infertilità non definisce chi sei
Sto imparando che il mio valore non dipende da questo
Insieme stiamo trovando un nuovo modo di guardare avanti
L'infertilità non definisce il valore di una persona. Separare la propria identità dalla capacità riproduttiva è un passaggio che può essere doloroso, ma che apre la possibilità di ricostruire un'immagine di sé più ampia e completa.
Le coppie che riescono ad attraversare insieme questa esperienza, sostenendosi e riconoscendo le differenze nel modo di vivere il dolore, possono scoprire nel tempo un legame più profondo e una maggiore consapevolezza reciproca.
Essere genitori non si esaurisce nella biologia: esistono molti modi per esprimere la propria capacità di cura e accudimento, e riconoscerlo può aprire orizzonti inattesi di realizzazione personale e di coppia.
Se senti che questo momento è troppo pesante da affrontare da solo o da sola, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti lo spazio per elaborare quello che stai vivendo e guardare avanti con più serenità.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale sentirsi in colpa dopo una diagnosi di infertilità?
Sì, il senso di colpa è una delle emozioni più comuni dopo una diagnosi di infertilità. Ci si può ritrovare a chiedersi che cosa si è sbagliato o a sentirsi responsabili per il dolore che anche il/la partner sta vivendo.
Queste emozioni, per quanto dolorose, sono una reazione naturale a una perdita che tocca aspetti molto profondi, come il progetto di vita, l'identità personale, il rapporto con il proprio corpo. Non c'è nulla di sbagliato nel provarle.
Può essere utile ricordare che l'infertilità non è una colpa. Dare un nome a quello che senti, senza giudicarti, è già un primo passo importante. Se il senso di colpa diventa molto pesante o persistente, parlarne con uno/a psicologo/a può aiutarti a elaborarlo e a ritrovare un rapporto più gentile con te.
Come cambia la vita di coppia dopo una diagnosi di infertilità?
Una diagnosi di infertilità può influire sulla relazione in modi diversi. Può capitare che si smetta di parlare apertamente del problema per paura di ferirsi a vicenda, creando una distanza emotiva che amplifica la sensazione di solitudine.
Anche l'intimità può cambiare: la sessualità rischia di trasformarsi da momento di vicinanza a qualcosa vissuto con ansia e pressione. Uno dei due partner può sembrare distaccato, mentre l'altro sentirsi sopraffatto.
Queste reazioni sono frequenti e non significano che la relazione sia compromessa. Ogni persona elabora il dolore con tempi e modalità proprie. Condividere apertamente i propri vissuti, anche quando sono diversi, può aiutare a non sentirsi soli dentro la coppia.
Quanto dura il dolore emotivo legato all'infertilità?
Non esiste una tempistica uguale per tutti. Il dolore legato all'infertilità può attraversare fasi diverse, che possono passare da uno shock iniziale alla rabbia, dalla tristezza a momenti di maggiore accettazione, senza un ordine prestabilito.
Molto dipende dalla situazione specifica, dal tipo di percorso intrapreso e dal supporto che si ha intorno. L'incertezza su cosa succederà può mantenere a lungo uno stato di sospensione emotiva che è particolarmente logorante.
Ciò che conta non è quanto tempo ci vuole, ma come ti prendi cura di te durante questo percorso. Continuare a coltivare le cose che ti fanno stare bene, mantenere le relazioni importanti e concederti il diritto di soffrire senza fretta sono tutti passi che aiutano. Se senti di averne bisogno, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti strumenti concreti per attraversare questo momento.
Come affrontare le situazioni sociali quando si vive l'infertilità?
È molto comune sentire il bisogno di evitare incontri con amici o familiari che hanno figli. Provare invidia, dolore o disagio in queste situazioni non ti rende una persona cattiva: è una reazione comprensibile quando si sta vivendo una perdita così significativa.
Allo stesso tempo, isolarsi progressivamente può amplificare la sofferenza. Può essere utile scegliere con cura le situazioni a cui partecipare, senza forzarti ma anche senza rinunciare del tutto alla tua vita sociale.
Se ti senti a tuo agio, potresti confidarti con una persona cara di cui ti fidi, qualcuno che sappia ascoltare senza giudicare. Condividere anche solo una parte di quello che stai vivendo può alleggerire il peso. Ricorda che non sei obbligato a spiegare nulla a nessuno e che puoi scegliere tu con chi, quando e quanto condividere.
Quando è utile rivolgersi a uno psicologo per l'infertilità?
Un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso in qualsiasi fase del percorso legato all'infertilità, non solo nei momenti più difficili. Può essere utile subito dopo la diagnosi, durante i trattamenti o anche dopo la loro conclusione.
Chiedersi se sia il momento giusto è già un segnale di attenzione verso te. Piuttosto che domandarti se le cose siano abbastanza gravi, prova a chiederti di che cosa hai bisogno in quel momento. Se senti che le emozioni ti travolgono, che il rapporto con il/la partner si è fatto più distante o che hai perso il contatto con chi sei al di là di questo progetto, parlarne con uno/a psicologo/a può fare la differenza.
Un percorso psicologico è uno spazio di crescita e riflessione, dove esplorare il dolore, ritrovare le tue risorse e affrontare le scelte che hai davanti con maggiore consapevolezza e serenità.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
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Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
La terapia di coppia può aiutare ad affrontare insieme una diagnosi di infertilità?
Assolutamente sì. La terapia di coppia può essere uno spazio di crescita condivisa in cui entrambi i partner trovano il modo di esprimere quello che provano, anche quando le emozioni sono molto diverse tra loro.
Dopo una diagnosi di infertilità è frequente che ciascuno elabori il dolore a modo proprio e queste differenze, se non comprese, rischiano di creare una distanza emotiva che fa sentire entrambi più soli.
In terapia di coppia si impara a comunicare i propri vissuti senza paura di ferire l'altro, a riconoscere le diverse modalità di soffrire e a costruire insieme nuove strategie per affrontare le decisioni che si presenteranno. Non è necessario che la relazione sia in crisi: anche le coppie che funzionano bene possono beneficiare di uno spazio dove rafforzare il legame in un momento così delicato.
Come proporre al partner di iniziare un percorso di terapia di coppia per l'infertilità?
Proporre la terapia di coppia può sembrare un passo difficile, soprattutto se temi che il/la partner possa interpretarlo come un segnale che qualcosa non va nella relazione. In realtà, suggerire un percorso insieme è un gesto di cura verso la coppia.
Puoi provare a esprimere il bisogno partendo da te: "Sento che questa situazione mi pesa e vorrei che avessimo uno spazio dove parlarne insieme, con qualcuno che ci aiuti". Questo tipo di comunicazione evita di mettere l'altro sulla difensiva.
Può essere utile spiegare che la terapia di coppia non serve a risolvere un problema tra voi, ma a darvi strumenti per attraversare insieme un momento complesso. Se il/la partner non si sente pronto, rispetta i suoi tempi: potresti nel frattempo iniziare un percorso individuale, e questo potrebbe aprire la strada a un confronto successivo.
Qual è la differenza tra terapia individuale e di coppia per affrontare l'infertilità?
Entrambi i percorsi sono preziosi e rispondono a bisogni diversi, senza escludersi a vicenda.
La terapia individuale offre uno spazio tutto tuo per esplorare le emozioni più profonde, tra cui il rapporto con il tuo corpo, il senso di colpa, le paure legate all'identità e al futuro. È particolarmente utile quando hai bisogno di elaborare vissuti personali che non riesci ancora a condividere.
La terapia di coppia, invece, si concentra sulla relazione, su come comunicate, come affrontate insieme le decisioni, come gestite le differenze nel modo di vivere il dolore. È uno spazio dove imparare ad ascoltarsi e a sostenersi, soprattutto quando l'infertilità rischia di creare distanza tra voi.
Alcune persone scelgono di fare entrambi i percorsi in parallelo, altre iniziano da uno e valutano nel tempo. Non c'è una scelta giusta in assoluto, ma dipende da ciò di cui senti bisogno in questo momento.
Cosa succede concretamente durante una seduta di terapia di coppia per l'infertilità?
In una seduta di terapia di coppia, il/la terapeuta crea uno spazio sicuro dove entrambi i partner possono esprimere le proprie emozioni, anche quelle più difficili, senza timore di essere giudicati o di ferire l'altro.
Si lavora su come vi parlate dell'infertilità, su cosa provate quando affrontate l'argomento e su cosa evitate di dirvi. Il/la terapeuta può aiutarvi a riconoscere i pattern di comunicazione che vi allontanano, come il silenzio protettivo o la tendenza a minimizzare il dolore dell'altro.
Si esplorano anche temi concreti: come affrontare le decisioni sui trattamenti, come vivere l'intimità senza pressione, come gestire insieme le situazioni sociali che fanno soffrire. Non si tratta di trovare soluzioni immediate, ma di costruire un modo di stare insieme nella difficoltà che vi faccia sentire più vicini e meno soli.
La terapia di coppia è utile anche se solo uno dei due partner ha ricevuto la diagnosi di infertilità?
Sì, è molto utile. Anche quando la diagnosi riguarda solo uno dei due, l'infertilità è un'esperienza che coinvolge l'intera coppia. Chi ha ricevuto la diagnosi può sentirsi in colpa verso il/la partner, mentre l'altro può provare impotenza, non sapendo come essere d'aiuto.
Queste dinamiche, se non affrontate, possono creare malintesi e distanza. Chi ha la diagnosi potrebbe pensare "ti sto privando di qualcosa", mentre il/la partner potrebbe sentirsi escluso dal dolore dell'altro o non autorizzato a soffrire.
La terapia di coppia aiuta a riconoscere che entrambi state vivendo una perdita, anche se in modi diversi. È uno spazio dove liberarsi dal senso di colpa, imparare a sostenersi senza sovrapporsi e ricordare che siete una squadra. Affrontare insieme questo momento può rafforzare il legame e aiutarvi a prendere le decisioni future con maggiore sintonia e rispetto reciproco.
E ora?
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