Indecisione sull'avere dei figli: come orientarsi?

Non so se voglio figli e mi sento sbagliata
Ci penso ogni giorno ma non trovo una risposta

Vuoi avere figli? Se a questa domanda non riesci a dare una risposta netta, sappi che sei in buona compagnia. Molte persone in età fertile oggi si dichiara incerto su questo tema, senza riuscire a orientarsi chiaramente in una direzione o nell'altra.

Questa indecisione non è un difetto di carattere, né un segnale di immaturità. È, piuttosto, il riflesso della complessità della scelta. La genitorialità non riguarda un solo ambito, ma attraversa identità, relazioni, stabilità economica, valori personali e visione del futuro. È una decisione che tocca contemporaneamente più livelli della vita, e per questo raramente può essere semplice.

Se nelle generazioni precedenti avere figli rappresentava un passaggio quasi automatico, oggi la possibilità di scegliere ha reso questa decisione più consapevole ma anche più esposta al dubbio Aumentano le opzioni, e con esse aumenta anche il peso della responsabilità percepita.

C’è poi un aspetto spesso trascurato: il desiderio di avere figli non funziona come un interruttore acceso o spento, ma piuttosto come un continuum. Si può oscillare tra curiosità senza un desiderio definito, desiderio accompagnato da timori, oppure assenza di desiderio messa in discussione dalle aspettative sociali o familiari. Tutte queste posizioni sono legittime. Piuttosto che sforzarsi di trovare una risposta immediata, può essere più utile fermarsi a comprendere cosa alimenta i propri dubbi: quali sono le paure, le aspettative, le pressioni interne ed esterne che entrano in gioco. L’obiettivo non è, quindi, arrivare velocemente a una decisione, ma arrivarci nel modo più consapevole possibile.

Le radici dell'indecisione

Cosa può alimentare il dubbio sulla genitorialità

Ho paura di pentirmi qualunque cosa scelga
Non so se lo voglio io o lo vogliono tutti per me

Capire da dove nasce l'indecisione sulla genitorialità è un percorso che spesso beneficia del supporto di uno psicologo, che può aiutarti a distinguere i tuoi desideri autentici dalle aspettative che hai interiorizzato nel tempo. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questo dubbio.

Il ruolo delle aspettative sociali e culturali

  • Per secoli l'identità femminile è stata legata al concetto di maternità: questo messaggio, assorbito fin dall'infanzia, può rendere molto difficile distinguere un desiderio autentico da ciò che ci si sente in dovere di volere.
  • Le aspettative familiari e culturali possono esercitare una pressione significativa, anche quando non vengono espresse in modo esplicito. A volte basta uno sguardo, una domanda ricorrente a una cena di famiglia, per sentirsi immediatamente sotto esame.
  • La sensazione che il tempo stia scadendo, legata all'età fertile, può generare ansia e urgenza, spingendo a cercare risposte più affrettate che autentiche e coerenti.

La paura di una scelta irreversibile

  • Uno dei motori principali dell'indecisione è il timore di prendere una decisione irreversibile e di pentirsene in futuro, in entrambe le direzioni.
  • Si teme di rinunciare a qualcosa di prezioso qualunque sia la strada scelta, restando sospesi in un limbo emotivo difficile da interrompere.
  • A questi elementi si aggiungono motivazioni concrete e razionali: la precarietà economica, l’incertezza lavorativa, le preoccupazioni legate alla crisi climatica, così come le disuguaglianze nella distribuzione del carico domestico e di cura.

Quanto possono influire le esperienze passate

  • Chi ha vissuto relazioni difficili con le proprie figure genitoriali può temere di non essere all'altezza del ruolo di genitore, o di ripetere dinamiche dolorose.
  • Esperienze passate di vario tipo possono alimentare l'incertezza in modo profondo, rendendo il dubbio non solo razionale ma anche emotivo e radicato.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Quando l'indecisione prende forma

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Guardo i miei amici con figli e non so cosa provo
Il mio compagno è sicuro, io no, e mi sento in colpa

L'indecisione sulla genitorialità può manifestarsi in modi molto diversi nella vita di tutti i giorni. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.

Cercare risposte all'esterno senza trovarle

  • Trascorrere mesi o anni passando da contenuti che esaltano la vita senza figli a testimonianze di genitori felici, senza riuscire a trovare una posizione propria: la sovrabbondanza di punti di vista esterni può aumentare la confusione anziché ridurla.
  • Osservare amiche e amici che sembrano avere certezze granitiche sulle proprie scelte può far emergere un senso di angoscia: ci si chiede perché, per sé, la risposta non sia altrettanto chiara, arrivando a percepire la propria indecisione come un segno di inadeguatezza.
  • Compilare mentalmente infinite liste di pro e contro, aggiornandole ogni giorno con nuovi elementi, senza mai arrivare a una conclusione: perché una decisione di questo tipo difficilmente può essere risolta con un approccio puramente razionale.

Vivere una contraddizione emotiva

  • Apprezzare profondamente la propria autonomia quotidiana, la libertà di organizzare il tempo, coltivare la carriera, viaggiare, e al tempo stesso commuoversi davanti ad un neonato:, una contraddizione emotiva che può lasciare sospesi tra due visioni di vita ugualmente desiderabili.
  • Osservare le amiche diventate madri e cogliere, da un lato, la profondità di un amore unico, dall’altro come la gestione della cura richieda un impegno significativo, che può portare a riorganizzare parti importanti della propria identità.

Quando il dubbio coinvolge la coppia

  • Scoprire che il partner potrebbe non essere sulla stessa lunghezza d'onda: uno dei due potrebbe desiderare un figlio mentre l'altro è incerto, generando tensioni, senso di colpa e paura di compromettere la relazione.
  • Evitare il discorso per mesi, nella speranza che il tempo chiarisca da sé la risposta, mentre la distanza emotiva sul tema cresce in modo silenzioso.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Le relazioni a cui tieni a volte ti mettono in difficoltà?

Sentirsi feriti, incompresi o distanti dalle persone capita a tutti, in amore come in amicizia. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio le dinamiche che si creano tra le persone.

Comunicazione efficace: come il “come” cambia le relazioni
leggi l'articolo
Figure di attaccamento: come influenzano la personalità e le relazioni interpersonali
leggi l'articolo
Principe o ranocchio? L’autostima nelle relazioni interpersonali
leggi l'articolo

Coltivare relazioni più sane si può imparare, passo dopo passo

Comunicare i propri bisogni, ascoltare e gestire i conflitti sono capacità che si allenano. Questi articoli possono darti strumenti concreti per costruire legami più autentici, in amore e non solo.

I principi della comunicazione non violenta
leggi l'articolo
Assertività: come sviluppare una comunicazione assertiva
leggi l'articolo
Comunicare i propri bisogni in modo efficace
leggi l'articolo

Se le difficoltà nelle relazioni si ripetono, puoi farti aiutare

Quando le stesse difficoltà si ripresentano, anche in relazioni diverse, un percorso può aiutarti a capirne l'origine e a viverle in modo più sereno. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando le relazioni pesano sul tuo benessere, parliamone

Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche

Piccoli passi per fare chiarezza dentro di sé

Ho smesso di chiedere a tutti e ho iniziato ad ascoltarmi
Mi sono data il permesso di non avere fretta
1

Riconoscere quando i pensieri girano a vuoto

Se ti accorgi di tornare sempre sugli stessi pensieri senza arrivare a una direzione, può essere utile provare ad interrompere quel circolo. Quando il dubbio si ripresenta, potresti fermarti e mettere per iscritto ciò che senti: trasformare i pensieri in parole può aiutare a prenderne distanza e a osservarli con maggiore chiarezza.

2

Farsi domande concrete e oneste

Potresti provare a porti alcune domande: come sarebbe, concretamente, la mia quotidianità con un bambino? A cosa rinuncerei davvero e cos, invece, potrei guadagnere? Sto riflettendo su questa scelta per me, o per soddisfare le aspettative di qualcun altro? Non è necessario avere subito delle risposte. Ciò che conta è iniziare a esplorare queste domande con sincerità, senza forzarsi verso una conclusione prematura.

3

Darsi il permesso di non ascoltare tutti

A volte può essere utile sospendere temporaneamente il confronto su questo tema con familiari e amici, per ritrovare la propria voce interiore senza il rumore delle opinioni altrui. Solo dopo aver fatto un po' di chiarezza dentro di sé si può tornare a dialogare con gli altri percependosi in una posizione più solida.

4

Accettare che la certezza assoluta non esiste

Non è necessario raggiungere una sicurezza totale per compiere una scelta consapevole. Anche un orientamento prevalente verso una direzione può essere sufficiente. La paura, in questo processo, è spesso inevitabile: può accompagnare sia la scelta di avere figli sia quella di non averne. La sua presenza non invalida la decisione, ma ne fa parte.

5

Concedersi del tempo, ma con intenzione

Rimandare la riflessione all'infinito può diventare, a sua volta, una fonte di stress. Può essere utile darsi un un orizzonte temporale realistico: non per forzare una risposta, ma per dedicare a questo tema uno spazio di riflessione attiva invece di lasciarlo costantemente sullo sfondo.

6

Parlarne apertamente con il partner

Se l'indecisione coinvolge la coppia, può essere utile provare a condividere apertamente come ti senti, senza aspettarti che l'altro abbia già una risposta più chiara. A volte anche riconoscere insieme un "non lo so ancora" può alleggerire la pressione reciproca e aprire uno spazio di dialogo più autentico.

7

Valutare un percorso con uno psicologo

Un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può offrire uno spazio protetto in cui esplorare ciò che si muove dietro l'indecisione: paure, desideri, esperienze passate. Non è necessario aspettare che la situazione diventi critica per iniziare: può essere un’occasione di crescita e di chiarificazione, in cui sentirsi accompagnati nel dare forma alla propria direzione.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Nessuna risposta è quella sbagliata

Una scelta che merita tempo e gentilezza verso di sé

Ho capito che non esiste la scelta giusta in assoluto
Qualunque cosa deciderò, sarà la mia scelta

Interrogarsi a lungo sulla genitorialità è spesso espressione di un profondo senso di responsabilità: chi si prende il tempo di riflettere sta riconoscendo la portata di questa scelta.

Non esiste un'intensità "giusta" del desiderio che legittimi la scelta di avere figli, così come non esiste un motivo "abbastanza valido" per scegliere di non averli. Entrambe le direzioni sono possibilità di vita pienamente legittime e degne di rispetto.

La domanda più utile da porsi non è quale sia la scelta perfetta, ma quale sia la più coerente con i propri valori, la propria energia e il proprio progetto di vita. Qualunque direzione si scelga comporta inevitabilmente una rinuncia: riconoscerla e accettarla fa parte del processo decisionale.

Una vita può essere completa, ricca di significato e di legami profondi indipendentemente dalla presenza di figli. Quando ci si connette davvero con i propri desideri più profondi, la risposta, qualunque essa sia, diventa più chiara e sostenibile nel tempo. Se senti il bisogno di essere accompagnato/a in questa riflessione, uno spazio psicologico può aiutarti a orientarti con maggiore lucidità e serenità.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
FAQ

Domande frequenti

L'incertezza sulla genitorialità è molto più comune di quanto si possa pensare. Un numero crescente di persone in età fertile si trova in questa situazione, sperimentando difficoltà nell’orientarsi chiaramente in una direzione o nell'altra.

Il desiderio di avere figli non funziona come un interruttore che si accende o si spegne. Esiste un ampio spettro di posizioni: dalla curiosità senza un desiderio forte, al desiderio accompagnato da paura, fino all'assenza di desiderio con dubbi generati dalle pressioni esterne. Tutte queste posizioni sono legittime.

Piuttosto che chiederti se ciò che provi sia "normale", potrebbe essere più utile chiederti cosa senti davvero e di cosa hai bisogno in questo momento. A volte la domanda "E’ normale quello che sento?" diventa una gabbia che impedisce di ascoltarsi con autenticità. Il fatto stesso di riflettere con cura su questa scelta è spesso espressione di un profondo senso di responsabilità verso te e verso la vita che immagini.

Distinguere un desiderio autentico da ciò che ci si sente in dovere di volere può essere molto difficile, soprattutto quando si è cresciuti in contesti culturali e familiari che legano il valore personale alla genitorialità.

Le aspettative familiari e sociali possono esercitare una pressione significativa anche quando non vengono espresse in modo esplicito. A volte basta una domanda ricorrente a una cena di famiglia per sentirsi sotto esame.

Potresti provare a farti alcune domande concrete: “Sto riflettendo su questa scelta per me, o per soddisfare le aspettative di qualcun altro?”, “Come sarebbe concretamente la mia quotidianità con un bambino?” A volte può essere utile sospendere temporaneamente il confronto con familiari e amici su questo tema, per ritrovare la propria voce interiore senza il rumore delle opinioni altrui. Un percorso con una psicologa o uno psicologo può aiutarti a fare chiarezza in uno spazio protetto e senza giudizio.

La paura del rimpianto è uno dei motori principali dell'indecisione, e ha una ragione precisa: si tratta di una scelta irreversibile in entrambe le direzioni. Si teme di rinunciare a qualcosa di prezioso qualunque sia la strada scelta, restando così sospesi in un limbo emotivo difficile da interrompere.

A questo si possono sommare ragioni concrete: precarietà economica, incertezza lavorativa, preoccupazioni per il futuro. Anche le esperienze passate con le proprie figure genitoriali possono alimentare il timore di non essere all'altezza o di ripetere dinamiche dolorose.

È importante sapere che non è necessario raggiungere una sicurezza totale per compiere una scelta consapevole. Anche un orientamento un orientamento prevalente in una direzione può essere sufficiente. La paura fa parte del processo in entrambi i casi, e la sua presenza non invalida la decisione. Qualunque strada si prenda comporterà la rinuncia ai piaceri del percorso alternativo: accettare questa inevitabile rinuncia è parte del processo stesso.

Quando un pensiero gira a vuoto senza mai portare a una conclusione, può diventare una fonte di stress costante. Ci sono però alcuni passi concreti che puoi provare.

Quando il pensiero si ripresenta, prova a scrivere quello che senti su un foglio: mettere le parole nero su bianco aiuta spesso a vedere le cose con più distanza e oggettività. Evita di compilare infinite liste mentali di pro e contro aggiornate ogni giorno, perché questa decisione non può essere risolta con un approccio puramente razionale.

Può essere anche utile darsi un orizzonte temporale realistico: non per forzare una risposta, ma per dedicare a questo tema uno spazio di riflessione attiva invece di lasciarlo in sottofondo. Rimandare all'infinito può diventare a sua volta una fonte di ansia.

Se senti che da solo/a non riesci a interrompere il circolo vizioso, un percorso con uno psicologo o una psicologa può offrirti uno spazio di crescita per esplorare ciò che si muove dietro l'indecisione: paure, desideri, esperienze passate. Non è necessario aspettare che la situazione diventi critica per richiedere un supporto.

Si, una vita può essere completa, ricca di significato e di legami profondi indipendentemente dalla presenza di figli. Non esiste un motivo "abbastanza valido" per non avere figli, così come non esiste un'intensità "corretta" del desiderio che legittimi la scelta di averli.

Entrambe le direzioni sono scelte di vita pienamente legittime e degne di rispetto. La vera domanda da porsi non è quale sia la scelta perfetta, ma quale sia la scelta più coerente con i propri valori, la propria energia e il proprio progetto di vita.

Quando ci si connette davvero con i propri desideri più profondi, la risposta, qualunque essa sia, diventa più chiara e sostenibile nel tempo. Se senti il bisogno di un supporto in questo percorso di esplorazione, uno psicologo o una psicologa può aiutarti a trovare la tua direzione con più serenità, senza giudizio e senza pressioni verso una scelta piuttosto che un'altra.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Non è necessario che la relazione sia in crisi per iniziare un percorso di coppia. Se tu e il/la partner vi trovate su posizioni diverse riguardo alla genitorialità, o se anche entrambi siete incerti ma faticate a parlarne apertamente, la terapia di coppia può essere uno spazio prezioso di confronto.

Alcuni segnali che indicano che potrebbe essere il momento giusto: evitate il discorso da tempo, sentite che la distanza emotiva sul tema sta crescendo, oppure ogni volta che ne parlate la conversazione si chiude con frustrazione o con una certa sensazione di colpa.

La terapia di coppia è uno spazio di crescita condivisa in cui esplorare insieme questo tema con la guida di un professionista. Non si tratta di trovare un compromesso forzato, ma di capire cosa si muove dietro le posizioni di ciascuno, migliorando la capacità di ascoltarsi e di comunicare anche su argomenti così delicati.

In un percorso di terapia di coppia sul tema della genitorialità, il/la terapeuta crea uno spazio sicuro in cui entrambi possiate esprimere ciò che sentite senza giudizio e senza la pressione di arrivare subito a una risposta.

Concretamente, si lavora su diversi livelli. Si esplorano le ragioni profonde dietro la posizione di ciascuno: paure, desideri, esperienze passate, valori. Si migliora la comunicazione su questo tema, aiutando entrambi ad ascoltarsi davvero invece di cercare di convincere l'altro.

Si impara anche a distinguere tra ciò che si desidera autenticamente e ciò che si sente di dover volere per ragioni esterne. Il percorso non ha l'obiettivo di portare a una decisione specifica, ma di aiutare la coppia a dialogare in modo più aperto e a costruire insieme una visione condivisa del proprio futuro, qualunque forma essa prenda.

Proporre una terapia di coppia può sembrare un passo delicato, ma il modo in cui lo presenti fa una grande differenza. Potresti iniziare condividendo come ti senti, per esempio dicendo: "Non lo so ancora", e aggiungendo che senti il bisogno di uno spazio in cui poter esplorare questo dubbio insieme, magari con il supporto di una figura esterna..

È importante chiarire che il percorso non significa che qualcosa non funziona nella relazione. Può essere utile presentarlo come un'opportunità di crescita condivisa: un modo per capirsi meglio, comunicare più apertamente e affrontare insieme una scelta così importante.

Può essere anche utile evitare di proporre il percorso durante un litigio o un momento di tensione, ma piuttosto, in un momento tranquillo e parlando apertamente di ciò che si sente, senza attribuire colpe o responsabilità. Se il/la partner non è subito disponibile, è possibile anche valutare di iniziare un percorso individuale nel frattempo: prendersi cura del proprio benessere interiore è già un passo significativo per la coppia.

Sì, quando entrambi i componenti della coppia sono incerti, il rischio è che il tema venga evitato a lungo, lasciando che la distanza emotiva cresca silenziosamente.

La terapia di coppia in questo caso offre uno spazio protetto per esplorare insieme le proprie emozioni, paure e desideri. Il/la terapeuta può aiutarvi a fare chiarezza su ciò che ciascuno sente davvero, al di là delle aspettative esterne. .

Lavorare insieme su questo dubbio può anche rafforzare la relazione: imparare a parlare apertamente di un tema così intimo migliora la comunicazione e la connessione anche su altri aspetti della vita di coppia. Non serve avere posizioni opposte per beneficiare di un percorso insieme. A volte è proprio nell'incertezza condivisa che si trova lo spazio più fertile per crescere come coppia e per avvicinarsi ad una scelta che rispecchi entrambi.

Entrambi i percorsi possono essere utili e non si escludono a vicenda. In un percorso individuale, il focus è su di te: le tue paure, i tuoi desideri, le esperienze passate che possono influenzare il modo in cui vivi questa scelta. È uno spazio per fare chiarezza dentro di te, al tuo ritmo.

In un percorso di coppia, invece, il focus si allarga alla relazione: come comunicate su questo tema, quali emozioni si attivano nell'altro, come costruire insieme una visione del futuro. Il/la terapeuta lavora con entrambi per favorire un dialogo più aperto e autentico.

Se senti che il dubbio è soprattutto interiore, potresti iniziare con un percorso individuale. Se invece noti che la difficoltà principale è nel confronto con il/la partner, un percorso di coppia può essere più indicato. In alcuni casi, può essere utile affiancare entrambi i percorsi, così da lavorare sia sulla propria chiarezza personale sia sulla comunicazione nella relazione.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot