Da quando mi ha lasciato provo solo rabbia: cosa mi succede?
Sei stato/stata lasciato/lasciata e da quel momento sembra che dentro di te ci sia posto solo per un’emozione. Non la tristezza, non la nostalgia: rabbia. Verso chi se n'è andato, verso di te, verso tutto quello che è successo.
È una sensazione che può accompagnarti dal momento in cui apri gli occhi la mattina fino a quando provi ad addormentarti la sera. A volte è così intensa da sembrare quasi fisica: un nodo alla gola, una tensione al petto, un'agitazione che non si placa.
Se ti riconosci in queste parole, sappi che quello che stai vivendo è una risposta naturale a un'esperienza dolorosa. La fine di una relazione può attivare le stesse aree del cervello coinvolte nella percezione del dolore fisico. La rabbia, in questo senso, è il modo in cui la mente cerca di proteggersi da una ferita che fa davvero male.
Non è un difetto del tuo carattere. Non è un segno di debolezza. È una delle fasi che molte persone attraversano quando elaborano una perdita, un po' come accade in un processo di elaborazione del lutto. E il fatto che tu stia cercando di capirla è già un primo passo importante per ricostruire il tuo benessere.
Da quando mi ha lasciato sento solo rabbia
Mi sveglio arrabbiata e non passa mai
Possibili ragioni
Cosa alimenta questa rabbia che non se ne va?
Ho dato tutto e non è servito a niente
Sono arrabbiato con me per non aver capito prima
Chiedersi perché si prova tanta rabbia è un gesto di consapevolezza che ha molto valore. Tuttavia, poiché esplorare emozioni tanto intense da soli può essere complesso, il percorso con uno psicologo o una psicologa potrebbe fare al caso tuo. Intanto proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni del tuo vissuto.
Il senso di ingiustizia
- Quando una relazione finisce, soprattutto in modo improvviso o unilaterale, è frequente sentire di aver subito un torto. Si ha la percezione di aver investito molto, di aver dato tanto, senza ricevere altrettanto in cambio.
- Questa sensazione di squilibrio può alimentare un profondo risentimento: non tanto per la fine in sé, quanto per il modo in cui è avvenuta e perché sentiamo di aver dato molto e di non aver ricevuto altrettanto in cambio.
- La rabbia, in questi casi, nasce dal bisogno di giustizia emotiva: qualcosa è andato storto e non c'è stato modo di ripararlo.
La rabbia come scudo
- Sotto la rabbia si nascondono spesso emozioni più difficili da contattare: tristezza, vulnerabilità, paura di non essere abbastanza. La rabbia può diventare una sorta di scudo perché è un'emozione che fa sentire più attivi, meno esposti.
- Culturalmente siamo poco abituati a mostrare fragilità, e così la mente può trasformare il dolore in rabbia senza che ce ne rendiamo conto. È più facile sentirsi arrabbiati che ammettere di sentirsi feriti.
- Quando la rabbia diventa l'unica emozione che si riesce a provare, può essere il segnale che altre emozioni stanno chiedendo spazio ma non riescono a emergere.
Il circolo vizioso dei pensieri
- Dopo una rottura, la mente potrebbe tendere a ripercorrere continuamente quello che è successo: le parole dette, i torti subiti, le cose che si sarebbero potute fare diversamente. Questo flusso di pensieri ricorrenti alimenta la rabbia giorno dopo giorno.
- A volte la rabbia non è rivolta solo verso l'altra persona, ma anche verso se stessi: ci si rimprovera di non aver visto i segnali della crisi, di aver tollerato troppo, di aver permesso che le cose arrivassero a quel punto.
- Anche esperienze più antiche di rifiuto o abbandono possono amplificare la reazione emotiva, rendendo la rabbia più intensa di quanto ci si aspetterebbe. In questi casi, esplorare queste connessioni con l'aiuto di un professionista può fare una grande differenza.
La rabbia nella vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Basta una canzone e torna tutta la rabbia
Sono diventato insopportabile con tutti
La rabbia dopo la fine di una relazione non resta confinata ai pensieri sull'altra persona. Spesso si infiltra nella quotidianità in modi che possono cogliere di sorpresa. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.
La rabbia che accompagna la giornata
- Svegliarsi ogni mattina con una sensazione di pesantezza al petto e accorgersi che il primo pensiero è già carico di risentimento verso chi ti ha lasciato. Da lì parte una catena di pensieri che accompagna tutta la giornata, rendendo difficile concentrarsi su qualsiasi altra cosa.
- Trovarsi a rivivere la rabbia in modo improvviso per un dettaglio qualsiasi: una scena in un film, una canzone alla radio, un gesto di qualcuno che ricorda l'ex. Anche qualcosa di apparentemente insignificante può far precipitare in uno stato di frustrazione che può anche durare ore.
- Notare che anche a distanza di mesi la rabbia non si attenua, e anzi porta con sé insonnia, stanchezza, perdita di appetito e difficoltà di concentrazione.
La rabbia rivolta verso se stessi
- Ripetersi frasi come "Come ho potuto permetterlo?", "Non sono stato/stata abbastanza" oppure "Avrei dovuto capirlo prima", diventando giudice e imputato allo stesso tempo.
- Sentire un forte senso di colpa mascherato da rabbia, come se la responsabilità della fine fosse tutta sulle proprie spalle, anche quando razionalmente si sa che non è così.
La rabbia che contamina il resto
- Accorgersi di essere diventati irritabili con amici e familiari, di rispondere male per cose da poco, di isolarsi progressivamente perché la rabbia sembra aver occupato tutto lo spazio interiore.
- Oscillare tra il desiderio di contattare l'ex per dire tutto ciò che si pensa e la consapevolezza che farlo peggiorerebbe le cose. Restare intrappolati in questa tensione senza trovare uno sfogo alimenta ulteriormente la frustrazione.
Strategie pratiche e accessibili
Piccoli passi per attraversare la rabbia
Ho scritto una lettera e mi sono sentito meglio
Parlarne con qualcuno mi ha aiutato tanto

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