Perché sento il bisogno di controllare cosa fa il mio partner a distanza?

Stai guardando l'orario dell'ultimo accesso del tuo/a partner su Whatsapp. Oppure stai scorrendo le sue storie sui social per capire dove si trova, con chi è, cosa sta facendo. Sai che non ti fa stare bene, eppure non riesci a smettere.

Se vivi una relazione a distanza, probabilmente conosci bene quella sensazione: un messaggio che arriva in ritardo, una chiamata mancata, un silenzio che dura un po' troppo, e nella testa si accende qualcosa. Un'inquietudine che cresce, un bisogno di sapere, di avere la certezza che tutto vada bene.

Provare tutto questo non significa essere una cattiva persona. Il bisogno di controllare cosa fa il partner quando non si è insieme può nascere da emozioni profonde che meritano di essere ascoltate, non giudicate. Il fatto che tu stia cercando di capire il perché di certi comportamenti controllanti è già un segnale importante di consapevolezza.

Non riesco a stare tranquilla finché non so cosa sta facendo.
So che è sbagliato, non controllo per cattiveria.
Le radici emotive del controllo

Da dove nasce il bisogno di avere tutto sotto controllo?

Ho sempre paura che trovi qualcuno meglio di me.
Quando non risponde subito, penso al peggio.

Chiedersi perché si sente questo bisogno è un passo importante. Comprendere davvero le radici di certi comportamenti, però, è spesso un percorso che beneficia del supporto di un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psicoterapeuta. Qui proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni.

Quanto può influire l'insicurezza personale?

  • Chi sente di non valere abbastanza può vivere la distanza come una minaccia costante per la solidità della relazione. Il pensiero ricorrente è che il partner, prima o poi, troverà qualcuno migliore di noi. Non si tratta per forza di insicurezza legata all'aspetto fisico: spesso è qualcosa di più profondo, che ci parla del valore che ci attribuiamo all’interno della relazione. Se noi percepiamo di valere poco, ipotizziamo di essere sostituibili. .
  • Questa insicurezza può portare a cercare continuamente conferme: un messaggio affettuoso, una risposta immediata, un segnale che dica "ci sono ancora, sei importante per me". Quando queste conferme non arrivano nei tempi sperati, l'ansia può crescere rapidamente.

La paura di perdere la relazione

  • La paura dell'abbandono è una delle emozioni più intense che si possano provare in una relazione. Quando il partner è lontano, non si può contare sulla vicinanza fisica per sentirsi rassicurati, e questo può rendere ogni piccolo segnale ambiguo una potenziale fonte di angoscia.
  • A volte questa paura affonda le radici in esperienze passate che hanno lasciato un segno: relazioni precedenti finite in modo doloroso, situazioni in cui la fiducia è stata tradita, o anche vissuti più antichi legati alle dinamiche interne alla famiglia d’origine. Queste esperienze possono influenzare profondamente il modo in cui si vivono le relazioni nel presente.

L'incertezza amplificata dalla distanza

  • Nelle relazioni a distanza manca la condivisione quotidiana: i piccoli gesti, le routine insieme, i momenti che normalmente rassicurano sulla solidità del legame. Questa assenza può amplificare l'incertezza e attivare la sensazione di essere sempre in allerta.
  • I pensieri persistenti su cosa stia facendo il/la partner funzionano come un tentativo della mente di ridurre questa incertezza. Paradossalmente, però, più i pensieri sono ricorrenti , più l'ansia tende a crescere, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
  • Anche la comunicazione mediata dalla tecnologia gioca un ruolo: un messaggio scritto non trasmette il tono di voce, un ritardo nella risposta può essere frainteso, e ogni silenzio rischia di riempirsi di interpretazioni che spesso non corrispondono alla realtà oggettiva.
Situazioni concrete

Comportamenti quotidiani in cui potresti riconoscerti

Passo le serate a controllare se è online.
Quando esce senza di me non riesco a pensare ad altro.

Il bisogno di controllare il/la partner a distanza può manifestarsi in tanti modi diversi. Alcune situazioni possono sembrare abitudini innocue, altre possono diventare più invadenti e difficili da gestire. Ecco alcuni esempi concreti in cui potresti riconoscerti.

Monitorare costantemente la presenza online

  • Controllare ripetutamente l'ultimo accesso sulle app di messaggistica o le attività sui social del/della partner, cercando di ricostruire cosa stia facendo in ogni momento della giornata. A volte questo può spingersi fino a creare profili falsi per osservare i suoi movimenti online senza farsi riconoscere.
  • Interpretare ogni ritardo nelle risposte come un segnale di disinteresse o, peggio, come la prova che stia succedendo qualcosa di grave per la relazione. Un messaggio lasciato in sospeso per un'ora può bastare a costruire nella propria mente scenari catastrofici che non hanno alcun riscontro nella realtà e che spesso portano alla lite.

Vivere con fatica i momenti di separazione

  • Provare un vuoto difficile da sostenere ogni volta che ci si separa fisicamente dal/dalla partner, anche quando si sa che ci si rivedrà presto. In quei momenti si può perdere interesse per qualsiasi altra attività, chiudersi in se stessi e non riuscire a trovare piacere in nulla.
  • Non riuscire a godersi le serate con i propri amici perché il pensiero è costantemente rivolto a cosa stia facendo il/la partner in quel momento, con la sensazione che senza di lui/lei nulla abbia lo stesso valore.

Oscillare tra serenità e dubbio

  • Alternare momenti di tranquillità e connessione emotiva a fasi di forte dubbio, in cui ci si chiede continuamente se il/la partner provi ancora le stesse cose o stia nascondendo qualcosa. Questa altalena emotiva può essere molto faticosa.
  • Sentirsi fortemente in ansia quando il/la partner esce con  amicizie nuove, immaginando possibili tradimenti o situazioni di pericolo per la relazione, anche senza nessuna prova concreta a supporto di questi pensieri.
Strumenti pratici e accessibili

Cosa puoi fare quando l'impulso si fa sentire

Ho provato ad aspettare e l'ansia è calata da sola.
Parlarne insieme ci ha fatto sentire più vicini.

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Consapevolezza e fiducia

Fidarsi è un percorso, non un interruttore da accendere

Il bisogno di controllare cosa fa il partner a distanza non nasce dal nulla e non è un capriccio. Spesso racconta qualcosa di più profondo: paure, insicurezze, esperienze passate che la lontananza fisica porta in superficie.

Riconoscere questo bisogno è già un atto di consapevolezza significativo. Significa che stai ascoltando il tuo malessere invece di ignorarlo, e questo ha un grande valore.

È importante ricordare che la fiducia in una relazione a distanza non si costruisce attraverso il controllo, ma attraverso una comunicazione sincera e la disponibilità a mettersi in gioco. Sentirsi persone intere anche quando il partner non c'è è un percorso, non un traguardo da raggiungere da un giorno all'altro.

Se senti che queste dinamiche ti stanno facendo soffrire e che da solo fai fatica a gestirle, un percorso di terapia può offrirti lo spazio e gli strumenti per comprendere meglio ciò che provi e trovare un nuovo equilibrio, con te stesso e all’interno della relazione.

Voglio fidarmi di più, di lui e di me stesso.
Capire il perché mi ha già fatto sentire meno solo.
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