Ripensamenti e PMA: come parlarne con il/la partner

Non so più se voglio continuare ma ho paura a dirlo
Mi sento solo in questo percorso di coppia

Il percorso di procreazione medicalmente assistita è uno dei momenti più complessi nella vita di una coppia, sia dal punto di vista fisico che emotivo. Le stimoltazioni, gli esami, le attese, le speranze e le delusioni si alternano in un ciclo che può durare mesi o anni, e lungo la strada possono emergere dubbi e ripensamenti anche profondi.

Avere dei ripensamenti durante la PMA non significa non desiderare un figlio, ma può essere il risultato di un accumulo di stress, paure e aspettative difficili da sostenere nel tempo. A volte parlarne può sembrare difficile perché si teme di ferire il partner, di sembrare poco determinati o di compromettere tutto.

Il silenzio sui propri dubbi è una tentazione frequente ma trattenere queste emozioni rischia di generare distanza e incomprensioni ancora più grandi. Quando uno dei due partner inizia a mettere in discussione la scelta di proseguire, la coppia dovrà riuscire a parlarne apertamente, senza che il dialogo diventi uno scontro.

Le radici dei dubbi

Da dove nascono i ripensamenti sulla PMA

Ogni tentativo fallito mi toglie un pezzo di fiducia
Mi chiedo se ne vale ancora la pena per noi

Capire cosa si muove dietro un ripensamento può aiutare a viverlo con meno senso di colpa e, in molti casi, esplorare queste emozioni è più semplice attraverso il supporto di uno psicologo, che può offrire strumenti concreti per affrontare il percorso in modo più sostenibile. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni dei dubbi che emergono durante la PMA.

Lo stress cumulativo dei trattamenti

  • Le stimolazioni ormonali, gli esami invasivi e le attese dopo ogni tentativo possono erodere gradualmente la motivazione iniziale e far nascere il desiderio di fermarsi.
  • I ripetuti fallimenti terapeutici possono portare uno dei partner a voler proteggere sé e la coppia dal dolore, convincendosi che sia meglio interrompere piuttosto che affrontare un'altra delusione.

L'impatto emotivo della diagnosi di infertilità

  • La diagnosi di infertilità può provocare sentimenti intensi come rabbia, vergogna e senso di colpa che, se restano inespressi, possono trasformarsi in un rifiuto del percorso intrapreso.
  • Il carico emotivo si accumula nel tempo e può diventare difficile distinguere tra la stanchezza del momento e un cambiamento più profondo nei propri desideri.

L'asimmetria nell'esperienza della coppia

  • Chi vive i trattamenti sul proprio corpo può sentirsi sopraffatto, mentre chi non è coinvolto direttamente può sentirsi escluso o impotente. Questa differenza può alimentare ripensamenti in uno dei due.
  • La sessualità, trasformata da atto intimo a strumento funzionale al concepimento, può perdere spontaneità e piacere, generando frustrazione e mettendo in discussione il senso del percorso.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Momenti di vita reale

Situazioni in cui i dubbi possono farsi sentire

Provo sollievo quando salta un appuntamento
La mia compagna non mi parla più del percorso

I ripensamenti durante la PMA possono manifestarsi in modi molto diversi. Ecco alcune situazioni in cui potresti riconoscerti.

Quando il silenzio prende il posto delle parole

  • Dopo il secondo tentativo fallito, uno dei partner inizia a evitare le conversazioni sulla prossima procedura: rimanda appuntamenti, cambia discorso ogni volta che l'argomento emerge e si chiude in un silenzio che l'altro non riesce a decifrare.
  • La coppia smette di parlare di tutto ciò che non riguarda la PMA, perdendo di vista la propria identità di coppia e ritrovandosi distanti, con uno dei due che inizia a dubitare della relazione stessa.

Quando il corpo e le emozioni mandano segnali

  • Una donna sente il proprio corpo provato dai trattamenti e comincia a chiedersi se il prezzo fisico ed emotivo del percorso sia ancora sostenibile, senza riuscire a dirlo al compagno per paura di deluderlo.
  • Un partner scopre di provare sollievo quando un ciclo viene annullato per motivi medici e si rende conto che forse i propri desideri sono cambiati, ma non sa come comunicarlo.

Quando il disaccordo diventa conflitto

  • Un uomo si sente ridotto a un ruolo marginale nel percorso e percepisce di non avere voce nelle decisioni, sviluppando un progressivo distacco emotivo dal progetto genitoriale.
  • Uno dei due esprime il desiderio di prendersi una pausa e l'altro lo interpreta come un tradimento del progetto condiviso, generando un conflitto che si trascina per settimane nel silenzio.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Strategie per la coppia

Come affrontare insieme i ripensamenti sulla PMA

Ho bisogno di una pausa, non di mollare tutto
Vorrei che capisse come mi sento davvero
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Trovare il momento per parlare con onestà

Potresti scegliere un momento tranquillo, lontano dalle fasi più acute del trattamento, per condividere come ti senti. Esprimere un dubbio non equivale a una decisione definitiva: puoi chiarirlo fin dall'inizio della conversazione, per aiutare il partner a non viverlo come una sentenza.

2

Accogliere i tempi emotivi dell'altro

Non è necessario che entrambi proviate le stesse emozioni nello stesso momento infatti uno può avere bisogno di una pausa mentre l'altro si sente pronto a continuare. Riconoscere questa differenza, senza giudicarla, può aiutare a sentirsi meno soli anche nel disaccordo.

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Considerare una pausa concordata dai trattamenti

Se entrambi sentite il bisogno di riprendere fiato, potreste decidere insieme di fermarvi per un periodo perché prendersi cura della relazione, ritrovare momenti di intimità e leggerezza, può aiutare ad affrontare qualsiasi decisione futura con maggiore lucidità.

4

Continuare a coltivare la vita di coppia

Puoi provare a mantenere viva la comunicazione su tutti gli aspetti della vostra vita insieme, non solo sulla PMA. Continuare a condividere interessi, momenti piacevoli e progetti aiuta a non identificare l'intera relazione con il percorso di fecondazione.

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Parlare dei propri dubbi con una persona cara

A volte raccontare quello che si prova a un amico, un familiare o qualcuno di cui ci si fida può alleggerire il carico e aiutare a mettere ordine nei pensieri, prima ancora di affrontare il discorso con il partner.

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Valutare un percorso di psicoterapia

Un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può essere uno spazio prezioso per sentirsi capiti e sostenuti nell'elaborazione di emozioni così intense. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare perché un professionista specializzato in PMA può aiutare a distinguere tra una stanchezza temporanea e un cambiamento più profondo, e a trovare insieme un modo per comunicare che tenga conto di entrambi.

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Uno sguardo d'insieme

Il ripensamento come occasione per ritrovarsi

Cambiare idea non significa amarsi di meno
Abbiamo deciso di parlarne e ci ha fatto bene

Avere ripensamenti durante un percorso di PMA è un'esperienza più comune di quanto si pensi e non deve essere vissuta come un fallimento. Il vero rischio non sta nel cambiare idea, ma nel non riuscire a comunicarlo, infatti il silenzio prolungato sui propri dubbi può creare una frattura emotiva più profonda di qualsiasi disaccordo espresso apertamente.

La coppia può decidere insieme di proseguire, di fermarsi o di esplorare strade alternative. Nessuna di queste scelte è meno valida delle altre, se nasce da un dialogo autentico e rispettoso e fermarsi a riflettere su ciò che si desidera davvero, come individui e come coppia, può portare a una scelta più solida e sentita. Prendersi cura della relazione è importante quanto il desiderio di genitorialità infatti una coppia che sa attraversare insieme i momenti di crisi ne esce più forte, indipendentemente dall'esito del percorso.

Se senti che i dubbi stanno diventando difficili da gestire, un percorso di psicoterapia può offrirti lo spazio per esplorarli con calma, senza fretta e senza giudizio.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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FAQ

Domande frequenti

Avere dubbi durante la procreazione medicalmente assistita è un'esperienza molto più comune di quanto si pensi ma non significa non desiderare un figlio o che si sta sbagliando qualcosa Il percorso di PMA comporta un carico fisico, emotivo e relazionale che si accumula nel tempo a causa delle stimolazioni ormonali, esami, attese, speranze e delusioni possono erodere gradualmente la motivazione iniziale.

Spesso i dubbi rappresentano solo il segnale di una stanchezza profonda che merita ascolto, non giudizio.

Piuttosto che chiederti se quello che provi sia "giusto" o "sbagliato", può essere più utile chiederti cosa stai sentendo davvero e di cosa hai bisogno in questo momento e lasciare spazio a queste domande, magari con il supporto di uno psicologo o una psicologa, può aiutarti a distinguere tra una fatica temporanea e un cambiamento più profondo nei tuoi desideri.

Esprimere un dubbio non equivale a prendere una decisione definitiva, e puoi chiarirlo fin dall'inizio della conversazione. Questo aiuta il/la partner a non vivere le tue parole come una sentenza.

Prova a scegliere un momento tranquillo, lontano dalle fasi più acute del trattamento e usa frasi che partano da come ti senti: "Ho bisogno di dirti che mi sento stanco/a" è diverso da "Non voglio più continuare". Comunicare il tuo stato emotivo apre uno spazio di dialogo, mentre le affermazioni definitive rischiano di chiuderlo.

Ricorda che non è necessario che entrambi proviate le stesse emozioni nello stesso momento ed è proprio riconoscendo questa differenza senza giudicarla che già state facendo un passo importante. Se senti che il dialogo si blocca o diventa conflittuale, un percorso di supporto psicologico può offrire strumenti concreti per comunicare in modo più efficace.

Il silenzio durante un percorso di PMA può avere molte ragioni e spesso non è un segnale di disinteresse, ma di sovraccarico emotivo. Chi smette di parlare potrebbe sentirsi sopraffatto dalla paura di un altro fallimento, dalla fatica dei trattamenti o dalla difficoltà di esprimere dubbi senza sentirsi in colpa.

A volte chi vive i trattamenti sul proprio corpo si sente esaurito, mentre chi non è coinvolto direttamente può sentirsi escluso o impotente. Questa asimmetria nell'esperienza può portare uno dei due a chiudersi.

Se noti che il/la partner evita l'argomento, prova a non forzare la conversazione ma a creare le condizioni perché possa avvenire magari utilizzando frasi come "Non dobbiamo decidere nulla adesso, ma mi piacerebbe sapere come stai". Mantenere viva la comunicazione su tutti gli aspetti della vita insieme, non solo sulla PMA, aiuta a non perdere di vista la vostra identità di coppia.

Non esiste un momento "giusto" in assoluto, ma ci sono alcuni segnali che possono indicare che una pausa sarebbe utile. Se senti che il percorso sta assorbendo completamente la vostra vita di coppia, se la stanchezza fisica ed emotiva è diventata costante, o se noti che la comunicazione si è ridotta ai soli aspetti medici, potrebbe essere il momento di fermarvi.

Una pausa concordata non significa rinunciare ma può rappresentare un modo per prendersi cura della relazione e ritrovare momenti di intimità, leggerezza e connessione che il percorso di PMA può aver messo in secondo piano.

Fermarsi può anche aiutare a fare chiarezza perché con più lucidità è più semplice distinguere tra la fatica del momento e un cambiamento più profondo nei propri desideri. Se la decisione di fermarsi genera conflitto nella coppia, il supporto di uno psicologo o una psicologa può aiutarvi a trovare un accordo che tenga conto dei bisogni di entrambi.

Distinguere tra una stanchezza momentanea e un vero cambiamento nei propri desideri può essere molto difficile, soprattutto quando ci si trova nel mezzo del percorso. Lo stress cumulativo dei trattamenti, le delusioni ripetute e il carico emotivo possono offuscare la percezione di ciò che si desidera davvero.

Se emergono dubbi soprattutto dopo un tentativo fallito o in un momento di grande fatica, dobbiamo considerarli come segnali importanti di una stanchezza temporanea. Se invece noti che i tuoi sentimenti sono cambiati in modo graduale e persistente, e che provi sollievo quando un appuntamento viene rimandato, potrebbe trattarsi di qualcosa di più profondo.

In entrambi i casi, esplorare queste emozioni con il supporto di uno psicologo o una psicologa specializzati in PMA può fare la differenza. È uno spazio sicuro in cui dare un nome a ciò che senti, senza fretta e senza giudizio.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

La terapia di coppia può essere uno spazio molto utile per affrontare i dubbi che emergono durante la PMA. Non si tratta di convincere qualcuno a continuare o a smettere, ma di creare un luogo sicuro in cui entrambi possiate esprimere ciò che sentite, senza paura di ferirvi.

Un terapeuta o una terapeuta di coppia può aiutarvi a riconoscere i diversi tempi emotivi che state vivendo e a comunicare in modo più efficace, soprattutto quando il dialogo si è bloccato o è diventato conflittuale.

Il percorso può anche aiutarvi a riscoprire aspetti della vostra relazione che il focus sulla PMA ha messo in ombra. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili perchè la terapia di coppia è uno spazio di crescita condivisa che può rafforzare la vostra capacità di affrontare insieme qualsiasi decisione, qualunque essa sia.

Proporre la terapia di coppia può sembrare delicato, soprattutto se temi che il/la partner lo interpreti come un segnale che "qualcosa non va". Può essere utile presentarla non come una risposta a un problema, ma come un modo per prendervi cura della relazione in un momento particolarmente impegnativo.

Potresti dire qualcosa come: "Stiamo attraversando un periodo intenso e mi piacerebbe avere uno spazio in cui parlare insieme, con qualcuno che ci aiuti a capirci meglio". Questo tipo di comunicazione evita di puntare il dito e mette al centro il benessere di entrambi.

Se il/la partner non si sente pronto/a, rispetta i suoi tempi e, nel frattempo, puoi anche valutare un percorso individuale per elaborare le tue emozioni. Le due strade non sono in competizione e spesso lavorare su di sé è il primo passo per migliorare anche la comunicazione nella coppia.

In terapia di coppia potete aspettarvi di trovare uno spazio protetto in cui raccontare ciò che provate, senza il timore di essere giudicati. Il terapeuta o la terapeuta non prende le parti di nessuno e non vi dice cosa fare ma vi aiuta a comprendervi meglio e a trovare insieme il vostro modo di affrontare la situazione.

Nelle sedute potreste esplorare le emozioni che il percorso di PMA ha fatto emergere, come la stanchezza, la paura, il senso di colpa o la frustrazione. Potreste lavorare sulla comunicazione, imparando a esprimere i vostri bisogni in modo che l'altro possa davvero ascoltarli.

Un aspetto importante è che la terapia di coppia non si concentra solo sulla PMA, ma al contrario vi aiuta anche a ritrovare la vostra identità di coppia al di là del progetto genitoriale, riscoprendo ciò che vi unisce e rafforzando la relazione nel suo insieme. Questo può rendere qualsiasi decisione futura più condivisa e consapevole.

Non esiste una risposta valida per tutti, perché dipende dalla vostra situazione specifica e la terapia individuale può essere preziosa se senti il bisogno di fare chiarezza dentro di te, esplorare le tue emozioni in uno spazio tutto tuo e capire cosa desideri davvero.

La terapia di coppia, invece, è particolarmente utile quando il nodo principale riguarda la comunicazione tra voi: se fate fatica a parlare dei dubbi, se vi sentite distanti o se un disaccordo sulla PMA sta creando tensione nella relazione.

I due percorsi non si escludono a vicenda, infatti alcune coppie scelgono di affiancarli, lavorando sia individualmente che insieme. L'importante è sapere che chiedere supporto è un atto di cura, verso voi stessi e verso la vostra relazione.

Assolutamente sì. La terapia di coppia non è riservata ai momenti di crisi ma può essere uno strumento di crescita per coppie che funzionano bene ma stanno attraversando un periodo particolarmente impegnativo, come un percorso di PMA.

Lavorare insieme con un terapeuta o una terapeuta può aiutarvi a rafforzare la comunicazione prima che eventuali incomprensioni si trasformino in distanza. Potete imparare a riconoscere e rispettare i diversi modi in cui ciascuno vive lo stress dei trattamenti, e a sostenervi in modo più efficace.

Può anche essere un'occasione per parlare apertamente di aspetti che spesso restano in secondo piano: come vivete i cambiamenti nella vostra intimità, come vi sentite rispetto ai ruoli che avete nel percorso, quali sono le vostre paure e i vostri desideri. Affrontare questi temi quando la relazione è solida vi rende più preparati ad attraversare insieme anche i momenti più complessi.

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