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ADHD in famiglia: come gestire la quotidianità e le relazioni

ADHD in famiglia: come gestire la quotidianità e le relazioni
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
30.1.2026
ADHD in famiglia: come gestire la quotidianità e le relazioni
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Vivere l’ADHD con più serenità è possibile

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Purtroppo, frasi minacciose o punitive come “Se continui così finirai in collegio!” ricorrono spesso nell’esperienza di molte famiglie. Possono essere frequenti specialmente nell’infanzia di persone con ADHD (Disturbo da deficit dell’Attenzione e Iperattività) e nell’esperienza di genitori in difficoltà con le manifestazioni impulsive, disorganizzate e difficili da gestire di alcuni sintomi di questo disturbo del neurosviluppo.

Disordine, difficoltà a stare fermi, continui richiami e note a scuola, atteggiamenti provocatori e difficoltà a mantenere la concentrazione sono alcune delle esperienze comuni alle famiglie che si trovano ad affrontare questa neurodivergenza.

Le difficoltà di comunicazione tra bambini, insegnanti e adulti portano spesso a vissuti di impotenza, rabbia e frustrazione. In questo articolo proveremo a fornire alcune strategie per promuovere il benessere psicologico all’interno degli ambienti familiari che incontrano nella loro esperienza il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività.

ADHD: come comportarsi a casa?

In molte famiglie con un bambino con ADHD è complesso gestire tempi e spazi delle attività quotidiane: il disordine in casa diventa una conseguenza difficile da evitare. L’elevata attivazione motoria e l’impulsività possono portare questi bambini a muoversi molto, perdere o danneggiare materiale scolastico, e a passare in modo rapido e disordinato da un’attività all’altra.

La difficoltà a mantenere l’ordine all’esterno, può farci riflettere sulla pressione interna che i bambini vivono a causa dell’ADHD. Nei percorsi terapeutici, capita spesso che arrivino a identificare una sorta di spinta interna o irrequietezza che li spinge a mettere in atto comportamenti di cui non sanno spiegare la motivazione, senza riuscire a fermarsi.

Tutta questa attivazione motoria, cognitiva ed emotiva, può portare anche i genitori a sperimentare sensazioni di profondo affaticamento - talvolta anche esaurimento -, stanchezza e preoccupazione per i problemi in famiglia. Rivolgersi a professionisti (neuropsichiatri infantili, psicologi, educatori) può essere un valido supporto.

Charles Parker - Pexels

ADHD e consigli per i genitori

Nelle famiglie in cui è presente un bambino con ADHD, è fondamentale rispettare le indicazioni fornite dai professionisti. In particolare, se è stata decisa la terapia farmacologica con gli specialisti, è importante seguire con attenzione le indicazioni ricevute in termini di somministrazione e dosaggio.

I suggerimenti a livello comportamentale, di strategie di contenimento e regolazione emotiva, di igiene ambientale (stimoli rumorosi e luminosi) e del sonno risultano molto utili per promuovere un ambiente sereno. È importante inoltre considerare che un uso eccessivo e non strutturato degli schermi a casa è associato a un peggioramento dei sintomi dell'ADHD, in particolare disattenzione e iperattività (Winter & O'Neill, 2025), sottolineando così la necessità di integrare anche indicazioni sull'utilizzo consapevole dei dispositivi digitali.

I genitori possono anche:

  • costruire delle routine che rendano l’ambiente prevedibile
  • ridurre le stimolazioni eccessive limitando, ad esempio, l’uso prolungato di schermi e videogiochi
  • favorire la riflessione su di sé con interventi contenitivi, come: “aiutami a capire come ti senti”
  • dare dei tempi definiti in cui svolgere un determinato compito, alternando attività che richiedono concentrazione con altre che permettano una pausa anche motoria
  • stabilire regole chiare, poco numerose e semplici, prevedendo conseguenze coerenti se non vengono rispettate (costo) ed eventuali premi in caso di raggiungimento dell’obiettivo (rinforzo)
  • creare spazi di contenimento emotivo attraverso il gioco o attività come il disegno, la scelta di immagini, la scrittura di come ci si sente. Può essere utile, a questo proposito, la scatola delle emozioni, un contenitore predisposto per raccogliere illustrazioni e pensieri sulle proprie emozioni
  • promuovere l’attività sportiva e motoria, utile a permettere lo scarico dell’irrequietezza motoria
  • favorire la regolazione emotiva curando l’espressione delle emozioni da parte di tutti i membri della famiglia, cercando di spiegare e verbalizzare cosa si prova.

Nell’affrontare la complessità dei diversi profili di ADHD (inattentivo, iperattivo-impulsivo e combinato), genitori e famiglie possono spesso sperimentare solitudine, frustrazione e impotenza.

Per questo motivo, rivolgersi al Servizio Sanitario, costruire una rete adeguata con servizi e scuole, e contare sulla professionalità di figure specialistiche possono essere strategie importanti nella riduzione dello stress.

Confrontarsi con uno psicologo che si occupa di ADHD può essere un primo passo utile per comprendere meglio il comportamento del proprio figlio e ricevere un supporto nella gestione quotidiana, nel rispetto delle sue caratteristiche individuali.

Un altro passaggio prezioso è quello relativo alla condivisione di vissuti, difficoltà e risorse con altre famiglie che vivono quotidianamente il rapporto con la neurodivergenza (Bullegas et al., 2023). Da questo punto di vista, l’Associazione Italiana Famiglie ADHD promuove attività di solidarietà, istruzione e formazione nel campo del disturbo. L’associazione, senza scopi di lucro, promuove anche parent training utili ad affrontare le manifestazioni dell’ADHD in diverse fasi dello sviluppo.

ADHD e compiti a casa

I compiti e lo studio a casa (Daffi & Prandolini, 2013), con il loro carico di attenzione, concentrazione e tempo da trascorrere fermi sui libri, possono diventare una vera sfida per ragazzi e famiglie.

Ecco alcuni consigli per rendere più sereno questo momento: favorire la collaborazione con la scuola e gli insegnanti, così da impostare metodi didattici comuni in un’atmosfera di dialogo e sostegno reciproco; predisporre un ambiente privo di stimolazioni eccessive durante lo svolgimento dei compiti, per facilitare la concentrazione; utilizzare strumenti informatici o videogiochi didattici, come il trattamento digitale AKL-T01 che, se utilizzato a casa per 25 minuti al giorno, 5 giorni a settimana per 4 settimane, ha dimostrato di migliorare in modo significativo l’attenzione nei bambini con ADHD rispetto al gruppo di controllo (Kollins et al., 2020); creare sessioni di lavoro brevi intervallate da momenti di pausa, preferibilmente con attivazione motoria; organizzare materiale e materie in modo da evitare confusione; e, se necessario, prevedere dei rinforzi positivi che valorizzino l’impegno nelle sessioni di lavoro.

Katerina Holmes - Pexels

Testimonianze ed esperienze di altri genitori

La testimonianza e l’ascolto di esperienze di genitori con figli con ADHD possono essere preziosi nell’affrontare le difficoltà, rompendo la sensazione di impotenza e solitudine. Ecco alcune letture utili:

  • 50 giochi e attività per ragazzi con ADHD, di Patricia O. Quinn, Judith M. Stern, Erikson Trento
  • Bambini disattenti e iperattivi: parent training. Formazione e supporto dei genitori di bambini in età prescolare, di Claudio Vio, Maria Stella Spagnoletti, Erikson Trento
  • Mio figlio è senza freni. Guida di sopravvivenza per genitori di bambini iperattivi, di Martin L. Kutscher, Erikson Trento

E’ utile sottolineare che per la psicoeducazione delle famiglie rispetto a tale neurodivergenza, le letture dovrebbero essere affiancate ad un percorso di psicoeducazione - della coppia o tramite gruppi di genitori - insieme ad un professionista.

ADHD e disordine in casa: segnali da interpretare

Cosa distingue un bambino disordinato da un possibile caso di ADHD?

La difficoltà nell’organizzazione che possono caratterizzare una persona con ADHD si manifesta attraverso vari aspetti distintivi, come la fatica di organizzare tempi e spazi, la tendenza a perdere oggetti e materiali, la difficoltà nella gestione di compiti sequenziali, l’incapacità di rispettare le scadenze e la difficoltà nel portare a termine i compiti o seguire le istruzioni. Questo pattern di disorganizzazione è pervasivo e coinvolge ogni ambito della quotidianità, dal gioco alla scuola. Inoltre, è stato osservato che i bambini che vivono in ambienti domestici più caotici presentano un numero maggiore di sintomi di ADHD (Agnew-Blais et al., 2022), suggerendo come il contesto ambientale possa amplificare le difficoltà organizzative tipiche del disturbo.

Per facilitare le persone con questo tipo di neurodivergenza può essere utile:

  • organizzare adeguatamente gli spazi
  • ridurre le fonti di stimolazione eccessiva (luminosa, rumorosa, presenza di giochi o materiali in grande abbondanza)
  • predisporre i materiali favorendo una sorta di organizzazione cronologica (sul lato sinistro i compiti che devono ancora essere svolti, sul lato destro materiali e attività che sono già stati affrontati)
  • creare ambienti chiari dove si possano identificare facilmente e visivamente i materiali, favorendo la progressiva autonomizzazione delle attività, come la preparazione della cartella.

ADHD a casa: dati epidemiologici e impatto sul benessere familiare

L’ADHD è una condizione che coinvolge numerose famiglie in Italia e nel mondo. Secondo il DSM-5-TR, la prevalenza dell’ADHD nei bambini in età scolare si aggira tra il 5% e il 7% (American Psychiatric Association, 2022), con una percentuale significativa di casi che richiedono un adattamento delle dinamiche domestiche.

L’impatto dell’ADHD a casa può riflettersi non solo sul bambino, ma su tutto il nucleo familiare. Studi recenti hanno evidenziato che le famiglie con un figlio con ADHD sperimentano livelli di stress più elevati rispetto alla media, con una maggiore incidenza di conflitti e difficoltà nella gestione della quotidianità (Cortese et al., 2020). Questi dati sottolineano l’importanza di strategie mirate per sostenere il benessere psicologico di tutti i membri della famiglia.

Strategie pratiche per la gestione dell’ADHD a casa: organizzazione e routine

Creare un ambiente domestico strutturato e prevedibile può fare una grande differenza nella gestione dell’ADHD a casa. Le linee guida internazionali, come quelle del National Institute for Health and Care Excellence (NICE, 2018), raccomandano l’adozione di routine chiare e strumenti visivi per favorire l’autonomia e la tranquillità dei bambini con ADHD.

Ecco alcune strategie pratiche:

  • Routine quotidiana: Stabilire orari fissi per le attività principali (pasti, compiti, gioco, sonno) aiuta il bambino a sapere cosa aspettarsi e riduce l’ansia legata all’imprevedibilità.
  • Planner visivi: Utilizzare calendari colorati, lavagne magnetiche o checklist illustrate per segnare le attività della giornata. Questi strumenti rendono più semplice seguire la sequenza delle azioni e favoriscono la partecipazione attiva del bambino.
  • Token economy: Introdurre un sistema di premi visivi, come gettoni o adesivi, per rinforzare i comportamenti positivi. Ad esempio, ogni volta che il bambino completa un compito, può ricevere un gettone da scambiare con una piccola ricompensa concordata.
  • Spazi organizzati: Suddividere la casa in aree funzionali (studio, gioco, relax) e mantenere ogni spazio ordinato e facilmente accessibile. Questo aiuta a ridurre le distrazioni e a facilitare il passaggio da un’attività all’altra.

Adattare queste strategie alle diverse fasce d’età è fondamentale: per i più piccoli, le immagini e i colori sono particolarmente efficaci, mentre per i ragazzi più grandi si possono introdurre strumenti digitali come app per la gestione del tempo.

Comunicazione efficace in famiglia: come parlare di ADHD a casa

La comunicazione all’interno della famiglia gioca un ruolo centrale nella gestione dell’ADHD a casa. Parlare apertamente delle difficoltà e delle emozioni legate al disturbo può aiutare a creare un clima di comprensione e supporto reciproco.

Alcuni suggerimenti utili includono:

  • Utilizzare un linguaggio semplice e diretto: Spiegare al bambino cosa sta succedendo, senza giudizio, può aiutare a ridurre il senso di colpa e a promuovere l’autostima.
  • Dare feedback immediati e specifici: Quando si nota un comportamento positivo, è importante riconoscerlo subito, spiegando esattamente cosa è stato apprezzato. Questo può rafforzare la motivazione e la consapevolezza.
  • Favorire l’ascolto attivo: Dedicare momenti in cui ogni membro della famiglia può esprimere come si sente, senza interruzioni, può favorire la comprensione reciproca e la coesione.
  • Coinvolgere tutti i membri della famiglia: Anche fratelli e sorelle possono essere coinvolti nella gestione dell’ADHD, imparando a riconoscere i segnali di disagio e a collaborare nella creazione di un ambiente sereno.

Queste strategie, se applicate con costanza, possono contribuire a ridurre i conflitti e favorire un clima familiare più armonioso.

Parent training: percorsi e attività da svolgere a casa

Il parent training è uno degli interventi più raccomandati dalle linee guida internazionali per supportare le famiglie nella gestione dell’ADHD a casa (NICE, 2018). Questi percorsi strutturati non solo aiutano i genitori a sviluppare competenze specifiche per affrontare le sfide quotidiane, ma, se integrati con interventi comportamentali a bassa intensità come prima linea di trattamento, possono ridurre o addirittura eliminare la necessità di farmaci nei bambini con ADHD anche in ambiente domestico (Coles et al., 2020).

Alcuni esempi di attività che possono essere proposte durante un parent training e replicate a casa sono:

  • Role playing: Simulare situazioni tipiche (ad esempio, la gestione di una crisi di rabbia) può permettere ai genitori di sperimentare nuove modalità di risposta in un contesto protetto.
  • Esercizi di problem solving: Imparare a scomporre i problemi in piccoli passi può aiutare a trovare soluzioni pratiche e a ridurre la sensazione di sopraffazione.
  • Tecniche di rinforzo positivo: Allenarsi a riconoscere e premiare i comportamenti desiderati, piuttosto che concentrarsi solo su quelli problematici, può favorire un clima più sereno e collaborativo.
  • Gestione dello stress genitoriale: Il parent training offre anche strumenti per prendersi cura di sé, come esercizi di rilassamento o tecniche di mindfulness, utili per affrontare le difficoltà quotidiane con maggiore equilibrio.

Molti servizi territoriali e associazioni offrono percorsi di parent training, sia in presenza che online, per rispondere alle diverse esigenze delle famiglie.

L’importanza del contesto familiare

Per affrontare al meglio la sfida di questo disturbo del neurosviluppo è importante creare un ambiente familiare accogliente e consapevole attraverso:

  • formazione e psicoeducazione sulle tematiche relative all’ADHD (Vio et al., 1999)
  • supporto e sostegno psicologico per tutti i membri della famiglia, allo scopo di favorire l’elaborazione emotiva di vissuti ed esperienze, l’individuazione di strategie e risorse individuali e familiari nell’affrontare la quotidianità
  • confronto con insegnanti e specialisti al fine di creare un ambiente di dialogo e collaborazione
  • condivisione delle esperienze con reti di famiglie e genitori di figli con ADHD.

Scoprire di non essere soli è un passo fondamentale nel contrastare pregiudizio, frustrazione e impotenza derivanti dal confrontarsi con una situazione stressante come quella relativa alla gestione di un figlio con disturbo del neurosviluppo. Forti di questa rete può essere più semplice individuare risorse personali, familiari e comunitarie indispensabili a promuovere il benessere psicologico.

Rivolgersi a uno psicologo che si occupa di ADHD può rappresentare un’opportunità per comprendere meglio le proprie difficoltà e ricevere un supporto mirato, nel rispetto delle proprie caratteristiche individuali.

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