Cerchi supporto per prenderti cura di te?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Salute mentale
5
minuti di lettura

Bupropione: come funziona, a cosa serve ed effetti collaterali

Bupropione: come funziona, a cosa serve ed effetti collaterali
Redazione
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
27.8.2026
Bupropione: come funziona, a cosa serve ed effetti collaterali
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo
  • Il bupropione è un antidepressivo atipico NDRI che agisce inibendo la ricaptazione di dopamina e noradrenalina, senza effetti significativi sulla serotonina, e questo lo distingue dagli SSRI per meccanismo d'azione, efficacia e profilo di effetti collaterali.
  • Il bupropione è spesso preso in considerazione per le forme di depressione con apatia, mancanza di energia, ipersonnia e rallentamento psicomotorio; a differenza degli SSRI non causa disfunzione sessuale in misura significativa e può determinare un lieve calo ponderale.
  • Le controindicazioni assolute includono epilessia, bulimia o anoressia nervosa anche pregresse, assunzione di IMAO e cirrosi epatica grave; il rischio di convulsioni, dose-dipendente, è il principale elemento di sicurezza da monitorare.
  • Il bupropione è approvato in Italia per la depressione maggiore e per la cessazione del fumo; esistono usi off-label valutati dal medico, tra cui l'ADHD nell'adulto e la dipendenza da metanfetamina.
  • Affiancare la psicoterapia al trattamento farmacologico con bupropione può migliorare i risultati, perché il farmaco stabilizza i meccanismi neurobiologici mentre la terapia lavora su schemi di pensiero, relazioni e strategie di coping.

Il bupropione è un antidepressivo atipico con un meccanismo d'azione particolare. Non agisce principalmente sulla serotonina, ma su noradrenalina e dopamina, legati a umore, energia e motivazione. Per questo viene preso in considerazione quando la depressione si manifesta come stanchezza, apatia e mancanza di slancio.

Questa guida può essere utile a chi ha ricevuto una prescrizione, ma anche a familiari, caregiver o a chi cerca informazioni affidabili. In Italia il bupropione è disponibile con diversi nomi commerciali a seconda dell'indicazione, come Wellbutrin ed Elontril per la depressione e Zyban come supporto per smettere di fumare.

Di che classe fa parte e con quali nomi è in commercio

Il bupropione appartiene alla categoria degli antidepressivi atipici e, più precisamente, al gruppo degli inibitori della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina, noti con la sigla NDRI. Rientra nel codice ATC N06AX12, nel gruppo degli altri antidepressivi.

A differenza degli SSRI, cioè gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, il bupropione non agisce principalmente su quest'ultima, ma su noradrenalina e dopamina. È proprio questa differenza a spiegare gran parte delle sue caratteristiche cliniche.

In Italia il bupropione è disponibile con diversi nomi commerciali, a seconda dell'indicazione terapeutica:

  • Wellbutrin ed Elontril, in compresse a rilascio modificato da 150 mg e 300 mg, indicati per il trattamento della depressione,
  • Zyban, in compresse da 150 mg, indicato come supporto alla cessazione del fumo.

Esiste anche una formulazione combinata con il naltrexone per la gestione del peso corporeo, che però è un prodotto distinto e non rientra nell'ambito di cui ci occupiamo qui. In tutti i casi si tratta di un farmaco soggetto a prescrizione medica (ricetta RR).

Come funziona e per cosa si usa Bupropione

Il bupropione agisce sul cervello diversamente dagli antidepressivi più comuni. Si ritiene che il suo meccanismo d'azione principale consista nell'inibire la ricaptazione della dopamina e della noradrenalina nello spazio sinaptico.

Questi neurotrasmettitori vengono di norma riassorbiti rapidamente e il farmaco sembra rallentare il processo, lasciandoli disponibili più a lungo.

La dopamina è coinvolta nella motivazione, nel piacere, nella ricompensa e nell'attenzione. Quando i suoi livelli si alterano, tra i vari fattori che possono contribuire, questo può associarsi alla sensazione, tipica di alcune depressioni, in cui tutto appare piatto e privo di interesse.

La noradrenalina, invece, contribuisce alla regolazione dell'umore, dell'energia, della concentrazione e della risposta allo stress.

A differenza di molti altri antidepressivi, il bupropione ha uno scarso o nullo effetto sulla serotonina. Non è un dettaglio secondario, perché il suo profilo di effetti indesiderati può risultare diverso rispetto agli SSRI, con un impatto minore sulla sfera sessuale e una minore probabilità di nausea nelle prime settimane.

Il bupropione agisce anche sui recettori dell'acetilcolina coinvolti nella dipendenza da nicotina. Si ritiene che questo contribuisca a ridurre il desiderio di fumare e la gratificazione associata alla sigaretta, il che spiega in parte la sua efficacia nel supporto alla cessazione del fumo.

Il farmaco viene elaborato dal fegato e dà origine a metaboliti attivi con un'emivita più lunga della molecola originale, per cui i suoi effetti si prolungano nel tempo. L'effetto pieno richiede diverse settimane, anche se alcuni miglioramenti su energia e motivazione possono comparire prima.

In Italia, secondo le indicazioni approvate dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), il bupropione è indicato per il trattamento degli episodi di depressione maggiore negli adulti e per il supporto alla cessazione del fumo negli adulti.

Esistono poi alcuni usi off-label, cioè non ufficialmente approvati ma valutati dal medico caso per caso. Una revisione della letteratura dedicata a questi impieghi segnala che il bupropione viene talvolta prescritto per (Alberter et al., 2026):

  • il trattamento dell'ADHD nell'adulto, come opzione di seconda linea;
  • il contrasto della disfunzione sessuale legata ad altri antidepressivi;
  • il disturbo d'ansia generalizzato;
  • la dipendenza da metanfetamina;
  • la depressione bipolare.

Si tratta in ogni caso di scelte che vanno discusse esclusivamente con il proprio medico.

Il bupropione può essere particolarmente indicato per chi vive la depressione soprattutto come mancanza di energia, con apatia, astenia, rallentamento psicomotorio, ipersonnia e difficoltà di concentrazione. Non è adatto a tutti, ma per alcune persone può rispondere in modo più mirato a questi sintomi.

Come ultima precisazione è necessario sottolineare che il bupropione non è indicato nei soggetti sotto i 18 anni. Se si cerca supporto per un bambino o un adolescente, è fondamentale rivolgersi a uno specialista in neuropsichiatria infantile.

Una camera da letto tranquilla con una persona che riposa alla luce del sole, che cattura un'atmosfera serena di prima mattina.
Ron Lach – Pexels

Controindicazioni, avvertenze e precauzioni

Ci sono situazioni in cui il bupropione non può essere prescritto, indipendentemente dal quadro clinico. Si tratta di controindicazioni assolute, che il medico valuta prima di qualsiasi prescrizione:

  • ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti;
  • epilessia o storia pregressa di convulsioni;
  • presenza di tumori del sistema nervoso centrale;
  • bulimia o anoressia nervosa, anche se trattate in passato;
  • cirrosi epatica grave;
  • assunzione di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) negli ultimi 14 giorni;
  • sospensione brusca di alcol o benzodiazepine in corso;
  • utilizzo contemporaneo di altri medicinali che contengono bupropione.

Oltre alle controindicazioni assolute, esistono situazioni che richiedono attenzione. Il bupropione può abbassare la soglia convulsiva, cioè rendere il cervello più suscettibile a crisi epilettiche (Alberter et al., 2026).

Questo rischio aumenta con alcuni fattori predisponenti:

  • un trauma cranico pregresso,
  • il diabete trattato con insulina o ipoglicemizzanti orali,
  • l'uso di stimolanti o anoressizzanti,
  • una storia di disturbi alimentari,
  • l'astinenza da alcol o da sedativi.

In questi casi l'uso è generalmente controindicato.

In chi ha una diagnosi di disturbo bipolare, il farmaco può favorire un viraggio verso stati maniacali o ipomaniacali, un aspetto che il medico deve valutare con cura. Nelle prime settimane, soprattutto nelle persone sotto i 25 anni, è raccomandata una sorveglianza attenta dei pensieri suicidari, come avviene con la maggior parte degli antidepressivi.

In gravidanza o in caso di programmazione di una gravidanza i dati disponibili sono ancora limitati, per cui la decisione deve essere presa insieme al medico curante, valutando rischi e benefici. Lo stesso discorso si estende anche all'allattamento, poiché il farmaco passa nel latte materno.

Chi guida o utilizza macchinari dovrebbe prestare attenzione, perché il bupropione può causare sonnolenza o capogiri in alcune persone.

Negli anziani è possibile una maggiore sensibilità al farmaco, con necessità di adattare il dosaggio, e in caso di compromissione epatica non grave o renale il medico potrebbe ridurre la dose.

Infine, durante tutto il trattamento è raccomandato evitare l'alcol, senza eccezioni legate al momento o alla quantità, perché può aumentare il rischio di convulsioni e interferire con l'efficacia della terapia.

Qualsiasi modifica alla terapia deve essere sempre concordata con il medico curante.

Effetti indesiderati

Come tutti i farmaci, il bupropione può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Per orientarsi meglio, gli effetti sono classificati in base alla frequenza con cui si presentano.

Tra gli effetti molto comuni (che possono riguardare più di una persona su dieci) si riscontrano:

  • insonnia, spesso transitoria nelle prime settimane;
  • bocca secca;
  • cefalea.

Tra gli effetti comuni (che possono riguardare fino a una persona su dieci):

  • agitazione, ansia, tremori;
  • nausea, vomito, dolore addominale, costipazione;
  • sudorazione eccessiva, perdita di appetito, perdita di peso;
  • capogiri, alterazioni del gusto, disturbi visivi, acufeni;
  • tachicardia, aumento della pressione arteriosa;
  • rash cutaneo, prurito, febbre.

Tra gli effetti non comuni (fino a una persona su cento):

  • peggioramento della depressione, confusione, difficoltà di concentrazione;
  • dolore toracico.

Tra gli effetti rari (fino a una persona su mille):

  • convulsioni, con un rischio dose-dipendente stimato intorno allo 0,1% alle dosi raccomandate;
  • reazioni di ipersensibilità grave e reazioni cutanee severe.

Molti degli effetti più frequenti, come nausea, insonnia e agitazione, tendono ad attenuarsi spontaneamente nelle prime settimane, man mano che l'organismo si adatta. Se invece non migliorano o peggiorano, è importante segnalarlo al medico, che potrà valutare un aggiustamento della dose o altre modifiche alla terapia.

Un aspetto che spesso incide sulla scelta di questo farmaco riguarda la sfera sessuale e il peso, poiché il bupropione presenta un profilo favorevole rispetto ad altri antidepressivi.

Le disfunzioni sessuali non risultano significativamente più frequenti rispetto al placebo, mentre sul piano del peso si può osservare un lieve calo ponderale legato alla riduzione dell'appetito.

Anche sul fronte della sicurezza neuropsichiatrica le evidenze sono rassicuranti. Uno studio molto ampio, condotto su oltre 8.000 persone in 16 paesi, ha messo a confronto il bupropione con il placebo senza riscontrare un aumento significativo del rischio di effetti avversi sulla salute mentale (Boyle & Prochaska, 2021).

Per quanto riguarda la dipendenza non sono stati osservati fenomeni di craving né un potenziale di abuso significativo del farmaco. È però importante evidenziare che, in seguito a un’interruzione brusca del bupropione, può manifestarsi la sindrome da discontinuazione, caratterizzata da sintomi transitori come vertigini, irritabilità, insonnia o malessere, distinti dalla ricomparsa dei sintomi depressivi.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci e sovradosaggio

Il bupropione può interagire con altri farmaci in modi che è importante conoscere prima di iniziare il trattamento. Tra le principali interazioni da tenere a mente:

  • IMAO (inibitori delle monoaminossidasi): controindicazione assoluta, perché la co-somministrazione può scatenare reazioni gravi. È necessario un intervallo di almeno 14 giorni tra l'assunzione di un IMAO e l'inizio del trattamento;
  • farmaci che abbassano la soglia convulsiva: antipsicotici, altri antidepressivi, antimalarici, tramadolo, teofillina, steroidi sistemici, chinoloni e antistaminici sedativi, la cui associazione può aumentare il rischio di convulsioni;
  • farmaci metabolizzati dall'enzima CYP2D6: il bupropione inibisce questo enzima epatico e può rallentare il metabolismo di altri farmaci che ne dipendono, come alcuni beta-bloccanti, antiaritmici e antidepressivi;
  • tamoxifene: se possibile è preferibile evitare la co-somministrazione, perché il bupropione può ridurne l'efficacia;
  • insulina e antidiabetici orali: un episodio di ipoglicemia può abbassare la soglia convulsiva, per cui è opportuno monitorare la glicemia;
  • cerotti alla nicotina: l'associazione è possibile nella cessazione del fumo, ma richiede un monitoraggio della pressione arteriosa;
  • alcol: è importante evitarlo per tutta la durata della terapia, perché può interagire con il farmaco aumentando gli effetti sul sistema nervoso centrale.

Prima di iniziare il trattamento è necessario informare sempre il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo, compresi quelli da banco, i preparati fitoterapici e gli integratori, perché anche sostanze apparentemente naturali possono influenzare il metabolismo del farmaco.

Il sovradosaggio richiede attenzione immediata. In caso di assunzione eccessiva, i sintomi più comuni includono crisi epilettiche, tachicardia e forte agitazione. Nei casi più gravi si possono verificare aritmie cardiache, stato epilettico e shock cardiogeno, fino al rischio di morte.

Le formulazioni a rilascio prolungato possono provocare crisi epilettiche anche a distanza di molte ore dall'ingestione, fino a 24 ore dopo (Alberter et al., 2026).

I sintomi principali da riconoscere sono:

  • convulsioni, che rappresentano il segnale più caratteristico;
  • tachicardia e alterazioni del ritmo cardiaco;
  • alterazioni dello stato di coscienza, fino alla confusione o alla perdita di conoscenza;
  • nausea e vomito.

Se si sospetta di aver assunto una dose eccessiva, o se ci si trova accanto a qualcuno in questa situazione, è indispensabile chiamare immediatamente il 112 oppure recarsi al pronto soccorso più vicino, senza aspettare che i sintomi peggiorino.

Per l'intossicazione da bupropione non esiste un antidoto specifico e il trattamento di supporto punta a stabilizzare le funzioni vitali, monitorare il cuore e gestire le crisi epilettiche. Nei casi più gravi può servire un'osservazione prolungata, perché alcune complicanze possono comparire a distanza di tempo (Alberter et al., 2026).

È inoltre importante non indurre il vomito autonomamente, perché può essere pericoloso se sono già presenti alterazioni della coscienza o convulsioni.

Un soggiorno accogliente con due poltrone, un tavolino e la luce del sole che filtra attraverso ampie finestre.
Tom Schönmann – Pexels

Bupropione e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Il bupropione e la psicoterapia non sono in competizione tra loro. Sono, piuttosto, due strumenti che lavorano su livelli diversi e che, insieme, possono offrire risultati migliori rispetto a ciascuno dei due approcci da solo, in molti casi di depressione maggiore.

In pratica, il farmaco può agire sui meccanismi neurobiologici, aiutando a stabilizzare l'umore, l'energia e la motivazione. La psicoterapia, invece, lavora su ciò che sta più in profondità, come gli schemi di pensiero ricorrenti, le dinamiche relazionali e le strategie per affrontare lo stress e le difficoltà quotidiane.

Chi assume già il bupropione e sta pensando di affiancare un percorso psicologico può trovare in questo il momento giusto per esplorare le cause più radicate del proprio disagio. Approcci come la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia psicodinamica o la terapia di coppia possono essere compatibili e complementari.

Chi invece sta già facendo psicoterapia e ha iniziato o sta valutando un supporto farmacologico può essere aiutato dal lavoro terapeutico anche a elaborare il significato che ha per sé assumere un farmaco e a mantenere una buona aderenza nel tempo.

A questi due pilastri se ne aggiunge un terzo, spesso sottovalutato, cioè lo stile di vita. L'attività fisica regolare, una routine del sonno stabile e un buon supporto sociale possono amplificare gli effetti sia del farmaco sia della terapia.

Se stai valutando di affiancare un percorso psicologico alla terapia farmacologica, su Unobravo puoi trovare un/una professionista in linea con le tue esigenze.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

Il bupropione inibisce la ricaptazione di dopamina e noradrenalina, aumentandone la disponibilità nello spazio sinaptico. A differenza degli SSRI, non ha un'azione significativa sulla serotonina, e questo si traduce in un effetto prevalente su energia, motivazione e attenzione più che sull'umore in senso stretto.
Il bupropione è spesso preso in considerazione per le forme di depressione caratterizzate da apatia, mancanza di energia, ipersonnia, rallentamento psicomotorio e difficoltà di concentrazione. È considerato meno adatto come prima scelta in presenza di ansia marcata o agitazione predominante.
Il bupropione non è indicato per chi ha una storia di epilessia o convulsioni, disturbi del comportamento alimentare come bulimia o anoressia nervosa anche pregresse, cirrosi epatica grave, o per chi assume inibitori delle monoaminossidasi (IMAO). È controindicato anche in caso di sospensione brusca di alcol o benzodiazepine. Il medico è la persona più adatta a valutare il quadro clinico completo.
I dati disponibili sull'uso del bupropione in gravidanza sono ancora limitati, quindi la decisione va presa insieme al medico valutando rischi e benefici nel caso specifico. Non bisogna mai interrompere il trattamento autonomamente, perché una sospensione improvvisa può avere conseguenze sulla salute.
Sì, alcune interazioni possono essere clinicamente rilevanti. Tra le più importanti ci sono quelle con gli IMAO, con i farmaci che possono abbassare la soglia convulsiva e con le sostanze metabolizzate dall'enzima CYP2D6. È bene informare sempre il medico di tutti i farmaci, integratori o prodotti fitoterapici che si stanno assumendo.
No, e questo è uno dei principali vantaggi rispetto agli SSRI. Le disfunzioni sessuali con il bupropione non risultano significativamente più frequenti rispetto al placebo, il che lo rende una scelta spesso considerata quando altri antidepressivi causano problemi sessuali rilevanti.
No, il bupropione ha un basso potenziale di abuso e non crea dipendenza nel senso in cui la intendiamo per le sostanze d'abuso. Questo non significa però che si possa smettere di colpo, perché la sospensione va sempre concordata e gestita gradualmente insieme al medico per evitare la sindrome da discontinuazione.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) di Elontril® (bupropione cloridrato) compresse a rilascio modificato.
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) di Zyban® (bupropione cloridrato) compresse a rilascio prolungato.
  • Alberter, A. A., Chambers, A. J., & Schaffer, D. H. (2026). Bupropion toxicity. StatPearls Publishing.
  • Boyle, R. G., & Prochaska, J. J. (2021). Application for the inclusion of bupropion on the WHO Model List of Essential Medicines. World Health Organization.

Collaboratori

Redazione
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Redazione
Unobravo
Nessun risultato trovato.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Heading
Trova il tuo psicologo

Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

1
Questionario di 3 min
2
Trova uno psicologo in linea con te
3
Primo colloquio gratuito
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

Vuoi saperne di più sul tuo benessere psicologico?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.