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Salute mentale
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Deniban: a cosa serve, uso a basse dosi e psicoterapia

Deniban: a cosa serve, uso a basse dosi e psicoterapia
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
26.8.2026
Deniban: a cosa serve, uso a basse dosi e psicoterapia
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  • Deniban è il nome commerciale dell'amisulpride 50 mg e in Italia è disponibile in un'unica formulazione, indicata per il trattamento a breve e medio termine della distimia, non della depressione maggiore.
  • La molecola è classificata come antipsicotico atipico del gruppo delle benzamidi, ma ai dosaggi bassi mostra un profilo pro-dopaminergico, diverso dall'effetto sedativo e antipsicotico dei dosaggi elevati.
  • Il principio attivo raggiunge il sangue in poche ore, mentre il cambiamento percepito su umore ed energia può richiedere giorni o alcune settimane di assunzione continuativa.
  • L'aumento della prolattina rientra tra gli effetti comuni e può incidere su desiderio sessuale, ciclo mestruale e funzione erettile, quindi è opportuno parlarne con il medico.
  • Non c'è craving né ricerca compulsiva del farmaco, ma l'interruzione brusca dopo un uso prolungato può causare sintomi da discontinuazione, perciò la riduzione va concordata con il medico.
  • Farmaco e psicoterapia rispondono a bisogni diversi e possono affiancarsi, perché il percorso psicologico lavora su pensieri ricorrenti, autostima e relazioni, su cui il trattamento farmacologico non interviene.

Un umore cronicamente basso, l'apatia e una mancanza di energia che si trascinano per anni possono incidere in modo significativo sulla vita quotidiana, sul lavoro e sulle relazioni. Quando questo quadro corrisponde a una distimia, oggi classificata come disturbo depressivo persistente, un medico può valutare un trattamento farmacologico.

In Italia Deniban è il nome con cui viene venduta l'amisulpride. Che tu abbia ricevuto una prescrizione, stia accompagnando una persona cara o voglia solo capire meglio di cosa si tratta, qui trovi come agisce, quali effetti collaterali può comportare e che ruolo può avere la psicoterapia.

Cos'è Deniban e a cosa serve

Deniban è un medicinale soggetto a prescrizione medica il cui principio attivo è l'amisulpride, una molecola della classe degli antipsicotici atipici. In Italia è disponibile in un'unica formulazione, Deniban 50 mg compresse, e rientra in fascia C, quindi a totale carico della persona.

L'indicazione approvata dalla scheda tecnica è il trattamento a breve e medio termine della distimia, oggi inquadrata nel DSM-5-TR come disturbo depressivo persistente. Non si tratta di una tristezza passeggera né di un episodio depressivo acuto, ma di un umore cronicamente basso che si trascina nel tempo, spesso per anni.

Chi convive con questo quadro può riconoscersi in esperienze come:

  • un pessimismo di fondo che colora anche le situazioni positive;
  • irritabilità frequente, a volte difficile da spiegare a se stessi;
  • una tendenza al ritiro sociale, con la sensazione di non avere energia per stare con gli altri;
  • scarsa autostima e difficoltà a trovare piacere nelle attività quotidiane.
  • L'indicazione di Deniban riguarda specificamente la distimia, non la depressione maggiore, che è un quadro clinico distinto e prevede altri trattamenti.
  • Deniban non è un antidepressivo SSRI come la fluoxetina o la sertralina, e non è nemmeno una benzodiazepina, perché agisce su un sistema neurotrasmettitoriale diverso. Può essere prescritto da uno psichiatra o dal medico di medicina generale, e non è acquistabile senza ricetta medica.
  • Online il nome compare a volte in forme scorrette come deiban o denibam, che si riferiscono comunque allo stesso medicinale.
Uomo da solo su una panchina di legno mentre usa il cellulare in un interno moderno illuminato dal sole con grandi finestre.
Ligin Lee – Pexels

Di che classe farmaceutica fa parte?

Leggere la parola antipsicotico nel foglietto illustrativo può disorientare, soprattutto se la prescrizione è arrivata per un umore cronicamente basso. È una reazione comprensibile, e vale la pena chiarire da dove viene questa classificazione.

Dal punto di vista farmacologico l'amisulpride appartiene al gruppo delle benzamidi sostituite, con codice ATC N05AL05. Quel codice la colloca formalmente tra gli antipsicotici di seconda generazione, ed è un'etichetta che resta sulla confezione indipendentemente dal dosaggio e dall'indicazione.

La classificazione descrive però la molecola, non ciò che fa alla dose prescritta. Ai dosaggi bassi l'amisulpride mostra un profilo pro-dopaminergico, cioè tende a favorire la trasmissione della dopamina, lontano dall'effetto sedativo e antipsicotico che caratterizza i dosaggi elevati.

Questa differenza spiega perché la stessa molecola sia in commercio in dosaggi diversi, con indicazioni diverse. Il dosaggio e l'indicazione sono stabiliti dal medico, e non vanno modificati di propria iniziativa.

Come funziona Deniban

Deniban agisce sul sistema dopaminergico, il circuito coinvolto nella regolazione dell'umore, della motivazione e della capacità di provare interesse. Ai dosaggi bassi l'azione prevale sui recettori presinaptici, quelli che normalmente frenano il rilascio di dopamina, e ne può derivare una maggiore disponibilità del neurotrasmettitore.

Rispetto ad altri psicofarmaci il profilo è piuttosto selettivo, perché la molecola non ha un'affinità significativa per i sistemi istaminergico, colinergico e adrenergico. Ne deriva, in genere, una minore probabilità di sedazione marcata e di secchezza delle fauci.

Sul piano farmacocinetico l'assorbimento è bifasico, con un primo picco intorno a un'ora dall'assunzione e un secondo tra le tre e le quattro ore. L'emivita è di circa dodici ore e l'eliminazione avviene prevalentemente per via renale.

Il tempo di risposta merita una precisazione, perché la molecola raggiunge il sangue in poche ore, mentre il cambiamento percepito su umore ed energia può richiedere giorni o alcune settimane di assunzione continuativa. Alcune persone riferiscono presto una maggiore vitalità, altre impiegano più tempo.

Effetti terapeutici ed effetti collaterali

Qui trovi distinti gli effetti che il trattamento può produrre dagli effetti indesiderati che possono comparire. Conoscerli entrambi aiuta a comprendere meglio cosa aspettarsi dal trattamento e a riconoscere eventuali reazioni da riferire al medico.

Effetti terapeutici

Negli studi condotti nella distimia l'amisulpride a 50 mg ha mostrato un'efficacia superiore al placebo e sovrapponibile a quella degli antidepressivi di confronto, con una risposta che in una ricerca è comparsa più rapidamente rispetto alla sertralina (Boyer et al., 1999; Amore & Jori, 2001).

Nel corso delle settimane le persone in trattamento possono notare:

  • una riduzione dell'apatia e di quella sensazione di pesantezza che rende faticose anche le azioni più semplici;
  • un miglioramento del tono dell'umore e una maggiore capacità di prendere iniziative;
  • un ritrovato interesse verso le relazioni e le attività sociali.

Questi effetti non sono garantiti e la loro intensità varia da persona a persona. La scheda tecnica indica un uso a breve e medio termine, quindi la durata del trattamento viene rivalutata periodicamente dal medico.

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, Deniban può causare effetti indesiderati, che non compaiono in tutte le persone né con la stessa intensità. Nella scheda tecnica sono organizzati per frequenza:

  • Molto comuni (più di 1 persona su 10): sintomi extrapiramidali come tremore, rigidità muscolare, ipersalivazione e acatisia, descritti nella scheda tecnica come generalmente lievi ai dosaggi bassi;
  • Comuni (fino a 1 persona su 10): insonnia, ansia, agitazione, sonnolenza, visione offuscata, ipotensione, stipsi, nausea, vomito, secchezza delle fauci, aumento di peso e aumento della prolattina;
  • Non comuni: leucopenia, iperglicemia, aumento di colesterolo e trigliceridi, confusione, bradicardia, ritenzione urinaria e innalzamento degli enzimi epatici;
  • Rari: discinesia tardiva, convulsioni, agranulocitosi, sindrome neurolettica maligna, prolungamento dell'intervallo QT e aritmie ventricolari.

I sintomi extrapiramidali tendono a essere contenuti ai dosaggi usati nella distimia, ma se compaiono o persistono vanno segnalati al medico, che può rivalutare il trattamento. Nessuna modifica va presa in autonomia.

Un aspetto che merita attenzione riguarda la prolattina, ormone il cui aumento rientra tra gli effetti comuni e può presentarsi anche ai dosaggi bassi (Lee et al., 2012). Può essere associato a un calo del desiderio sessuale, ad alterazioni del ciclo mestruale, alla disfunzione erettile e ad anomalie dell'orgasmo.

Sono effetti che possono essere difficili da nominare, anche durante una visita medica. Parlarne, però, è importante: alcuni sintomi possono essere gestiti e, quando i livelli di prolattina risultano significativamente elevati, può essere necessario effettuare ulteriori accertamenti per comprenderne la causa e monitorarne le conseguenze.

Sul fronte della dipendenza, l'amisulpride non è generalmente associata ai fenomeni tipici della dipendenza, come craving e ricerca compulsiva del farmaco. Questo, però, non significa che possa essere interrotta bruscamente: una sospensione improvvisa, soprattutto dopo dosaggi elevati, può provocare sintomi da sospensione e la ricomparsa dei sintomi per cui il trattamento era stato prescritto. Per questo, quando si decide di interromperla, la dose va generalmente ridotta in modo graduale secondo le indicazioni del medico.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Deniban può interagire con diverse sostanze, e la scheda tecnica distingue le associazioni in base al livello di rischio. Comunicare al medico tutto ciò che si sta assumendo, compresi integratori e prodotti da banco, è la precauzione più concreta.

Alcune associazioni sono controindicate e non vanno mai combinate con il farmaco:

  • antiaritmici di classe Ia, come la chinidina, e di classe III, come l'amiodarone, per il rischio di aritmie gravi;
  • levodopa e altri agonisti dopaminergici, per un'interferenza reciproca sui meccanismi della dopamina;
  • altri farmaci che possono provocare torsioni di punta, una forma di aritmia ventricolare;
  • farmaci che alterano l'equilibrio degli elettroliti, come i diuretici che abbassano il potassio e i lassativi stimolanti.

Altre combinazioni sono sconsigliate e vanno valutate caso per caso dal medico:

  • alcol, che può potenziare gli effetti sedativi e ridurre la soglia convulsiva;
  • farmaci che rallentano il battito cardiaco, come beta-bloccanti, verapamil, diltiazem e clonidina;
  • altri neurolettici, antidepressivi triciclici e litio, per i possibili effetti additivi sul sistema nervoso centrale e sul ritmo cardiaco.

Un terzo gruppo richiede attenzione e monitoraggio:

  • depressori del sistema nervoso centrale, come le benzodiazepine e i farmaci ipnotici, che possono amplificare la sedazione;
  • antipertensivi, per il rischio di un abbassamento eccessivo della pressione;
  • clozapina, che può aumentare i livelli plasmatici di amisulpride.

Le possibili interazioni non riguardano soltanto i farmaci prescritti: anche alcuni integratori, prodotti erboristici e rimedi fitoterapici possono modificare l’effetto di un trattamento o interferire con esso. Per questo è importante informare il medico o il farmacista di tutto ciò che si sta assumendo e non modificare, sospendere o aggiungere terapie autonomamente.

Avvertenze e precauzioni d'uso

Assumere un farmaco in modo consapevole significa anche conoscere i contesti in cui va usato con maggiore attenzione. La scheda tecnica indica alcune situazioni in cui Deniban non deve essere usato:

  • ipersensibilità all'amisulpride o a uno degli eccipienti;
  • feocromocitoma, un tumore della ghiandola surrenale;
  • tumori prolattino-dipendenti, come il prolattinoma o alcune forme di tumore al seno;
  • età pediatrica, fino al termine della pubertà;
  • associazione con levodopa o con i farmaci che possono provocare torsioni di punta.

In altre situazioni il farmaco può essere prescritto, ma richiede una valutazione più attenta del rapporto tra benefici e rischi:

  • Gravidanza: l'uso non è raccomandato, e nel terzo trimestre l'esposizione può essere associata nel neonato a sintomi extrapiramidali o da astinenza;
  • Allattamento: l'amisulpride passa nel latte materno in quantità rilevanti, quindi il medico valuta se sospendere l'allattamento o il trattamento;
  • Insufficienza renale: poiché l'eliminazione è prevalentemente renale, può essere necessaria una riduzione della dose;
  • Persone anziane: il rischio di ipotensione, sedazione ed eventi cerebrovascolari è più elevato, in particolare in presenza di demenza;
  • Epilessia: la soglia convulsiva può abbassarsi, quindi il monitoraggio richiede più attenzione;
  • Diabete e patologie cardiovascolari: rendono opportuni controlli specifici, sul fronte glicemico e su quello del ritmo cardiaco;
  • Guida e uso di macchinari: sonnolenza e visione offuscata possono compromettere l'attenzione, soprattutto nelle prime fasi della terapia.

Il farmaco può prolungare l'intervallo QT, un parametro dell'attività elettrica del cuore, perciò la scheda tecnica raccomanda di correggere eventuali carenze di potassio e di valutare la presenza di bradicardia prima di iniziare.

Un altro punto riguarda la sospensione, che non va mai decisa in autonomia né realizzata in modo brusco. Qualsiasi modifica alla terapia si concorda con il medico e si affronta in modo graduale.

Le compresse di Deniban contengono lattosio. Per questo, le persone con rari disturbi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. È quindi importante informare il medico prima di iniziare il trattamento.

Un terapista e un paziente in un ufficio moderno durante una sessione di consulenza.
Vitaly Gariev – Pexels

Deniban e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia non sono due strade alternative, perché rispondono a bisogni diversi dentro lo stesso percorso. Il rapporto tra psicofarmaci e psicoterapia è di complementarità, e la domanda utile non è quale delle due funzioni meglio.

Il trattamento farmacologico può agire sui sintomi più pesanti, come l'apatia e la mancanza di energia, mentre un percorso psicologico lavora su altri piani, come i pensieri ricorrenti, la bassa autostima costruita nel tempo e i meccanismi relazionali che si sono irrigiditi.

Chi vive una stanchezza molto pervasiva può fare fatica anche solo a immaginare di iniziare una terapia, e in quei casi un miglioramento farmacologico può restituire la spinta necessaria. Per altre persone il punto di partenza è invece proprio il lavoro sui pensieri e sulle relazioni.

Tra gli approcci con basi di evidenza rientra la terapia cognitivo-comportamentale, che comprende la ristrutturazione cognitiva, cioè imparare a riconoscere e mettere in discussione i pensieri automatici disfunzionali, e strategie per gestire le emozioni con più flessibilità.

Le evidenze sul trattamento combinato nel disturbo depressivo persistente restano eterogenee, quindi la scelta va calibrata sulla singola situazione clinica (Kriston et al., 2014). Un percorso psicologico può comunque accompagnare anche la fase di riduzione della dose decisa dal medico.

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FAQ

Deniban è un medicinale a base di amisulpride 50 mg indicato per il trattamento a breve e medio termine della distimia, cioè il disturbo depressivo persistente. Ai dosaggi bassi agisce sui recettori presinaptici della dopamina e può ridurre apatia, umore cronicamente basso e mancanza di energia. Non è indicato per la depressione maggiore.
Ai dosaggi bassi Deniban ha un profilo pro-dopaminergico e non sedativo, e alcune persone riferiscono una maggiore vitalità. La sonnolenza rientra però tra gli effetti collaterali comuni, quindi può comparire. La risposta è individuale e ogni sensazione di appiattimento emotivo va portata al medico.
No, l'amisulpride non è associata a craving né a ricerca compulsiva del farmaco. Una sospensione brusca dopo un uso prolungato può però causare sintomi da discontinuazione, tra cui nausea, vomito e insonnia, oltre a una possibile ricomparsa dei sintomi. La riduzione va sempre concordata con il medico e realizzata in modo graduale.
Il principio attivo raggiunge il sangue in poche ore, con un assorbimento bifasico che prevede un primo picco intorno a un'ora e un secondo tra le tre e le quattro ore. Il cambiamento percepito su umore ed energia può invece richiedere giorni o alcune settimane di assunzione continuativa.
Sì, l'aumento della prolattina rientra tra gli effetti comuni e può essere associato a un calo del desiderio sessuale, ad alterazioni del ciclo mestruale, alla disfunzione erettile e ad anomalie dell'orgasmo. Sono effetti da segnalare al medico, che può valutare controlli specifici e strategie di gestione.
Farmaco e psicoterapia rispondono a bisogni diversi e non si escludono. Le evidenze sul trattamento combinato nel disturbo depressivo persistente sono ancora eterogenee, quindi la valutazione è individuale. Un percorso psicologico può occuparsi dei pensieri ricorrenti, dell'autostima e dei pattern relazionali, su cui il farmaco non interviene.
Tra gli effetti più frequenti rientrano i sintomi extrapiramidali lievi, l'insonnia, l'ansia, la sonnolenza, la nausea, la stipsi, l'aumento di peso e l'aumento della prolattina. Tra gli effetti rari ma rilevanti figurano la discinesia tardiva, le convulsioni, la sindrome neurolettica maligna, il prolungamento dell'intervallo QT e l'agranulocitosi. Qualsiasi sintomo nuovo va comunicato al medico.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) di Deniban® (amisulpride) 50 mg compresse.
  • Amore, M., & Jori, M. C. (2001). Faster response on amisulpride 50 mg versus sertraline 50-100 mg in patients with dysthymia or double depression: a randomized, double-blind, parallel group study. International Clinical Psychopharmacology, 16(6), 317-324. https://doi.org/10.1097/00004850-200111000-00001
  • Boyer, P., Lecrubier, Y., Stalla-Bourdillon, A., & Fleurot, O. (1999). Amisulpride versus amineptine and placebo for the treatment of dysthymia. Neuropsychobiology, 39(1), 25-32. https://doi.org/10.1159/000026556
  • Kriston, L., von Wolff, A., Westphal, A., Hölzel, L. P., & Härter, M. (2014). Efficacy and acceptability of acute treatments for persistent depressive disorder: a network meta-analysis. Depression and Anxiety, 31(8), 621-630. https://doi.org/10.1002/da.22236
  • Lee, B. H., Kang, S. G., Kim, T. W., et al. (2012). Hyperprolactinemia induced by low-dosage amisulpride in Korean psychiatric patients. Psychiatry and Clinical Neurosciences, 66(1), 69-73. https://doi.org/10.1111/j.1440-1819.2011.02296.x

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