Cerchi supporto psicologico?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Mente e media
5
minuti di lettura

Carnevale: il potere liberatorio di indossare una maschera

Carnevale: il potere liberatorio di indossare una maschera
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
11.2.2026
Carnevale: il potere liberatorio di indossare una maschera
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Stanco di indossare una maschera?

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 500.000 pazienti
9.500+ psicologi sulla piattaforma

Semel in anno licet insanire recitava un motto latino diffuso durante i trionfi. Si trattava di periodi dell’anno in cui nella Roma imperiale era permesso invertire i ruoli sociali. Le classi sociali più umili per qualche giorno potevano prendere in giro addirittura Cesare. Un Carnevale ante litteram con precisi significati politici, sociali, psicologici, magici e religiosi. 

Siete pronti a indossare la maschera e a lanciare manciate di coriandoli? Vi accompagneremo in un approfondimento socio-psicologico alla scoperta del Carnevale, di cui già Goethe parlava nel suo Viaggio in Italia: 

II  carnevale  romano  non  è,  in  verità,  una  festa  che  viene concessa al popolo, ma una festa che il popolo concede a se stesso.

‍Etimologia del termine

Secondo Olcese (2009), il termine deriva da latino tardo medievale e fa riferimento a due espressioni:

  • Carnem levare: togliere la carne
  • Carnem laxare: lasciare la carne

Togliere o lasciare i piaceri della carne prima dell’inizio del periodo quaresimale, tempo di penitenza e rinuncia in preparazione alla Pasqua. Questo sarebbe il significato più accreditato.

Helen - Pexels

Carnevale tra riti antichi e moderni

Posizionato tra periodo invernale e stagione primaverile (normalmente il periodo carnevalesco inizia con Epifania o festa di Sant’Antonio e termina con il martedì grasso precedente il mercoledì delle ceneri), il Carnevale ha preso il posto di festività antiche legate alla purificazione e alla fertilità.

I tratti comuni, poi confluiti nel carnevale moderno, riguardavano:

  • Eccessi alimentari e sessuali simboli di abbondanza;
  • Travestimenti con la possibilità di invertire genere e ruolo;
  • Riti agricoli con rimandi sessuali (ad esempio l’aratura simbolica che feconda il terreno).

Uno dei fili conduttori è il concetto del cerchio. Il carnevale ripropone il ciclo della vita (nascita, morte, rinascita) celebrando la fertilità della terra e la rigenerazione dei legami sociali (Olcese, 2009).

Batchin (1979) legge nel carnevale una carica rivoluzionaria legata al mettere in discussione le istituzioni, l’ordine costituito in contrasto con le feste tradizionali che rinforzano le gerarchie esistenti.

Altre letture vedono nel carnevale una forma di controllo sociale. Il potere permette svago ed evasione alle classi sociali meno abbienti per ridurre i rischi di tensioni e conflittualità.

Complessivamente il periodo si configura come “mondo alla rovescia” con precise caratteristiche: ha un inizio e una fine, delimita uno spazio di tolleranza per il rovesciamento dei ruoli sociali e politici in cui il caos che si crea apre a spazi di creatività che si chiudono con il ritorno alla norma.

La maschera: origini e significato

Il termine latino larva e quello longobardo masca rimandano a demoni, spiriti e morti che ritornano. Nella tradizione folkloristica di alcune zone del Piemonte, ad esempio, le maschere sono inquietanti figure femminili, simili a streghe, accusate di patti con il diavolo, sabba orgiastici, riti magici capaci di togliere il latte alle mucche, incurvare le schiene dei bambini.

Gradualmente la visione magica e religiosa del mondo ha perso il suo significato, lasciando il posto ad uno maggiormente politico e sociale.

Ad ogni città la sua maschera

Città e spesso perfino piccoli paesi, hanno la loro maschera tipica. Pulcinella si associa a Napoli, Arlecchino a Venezia, Balanzone a Bologna, Gianduia a Torino. Portano in scena vizi e virtù dei concittadini permettendo di filtrare, attraverso il canale dell’ironia, caratteristiche peculiari e stereotipate che contribuiscono a creare dei tipi, delle maschere appunto.

Particolari a tal riguardo le figure dei Charivari (dal latino charivaritum serenata moralistica e violenta con temi osceni e derisori, oppure in tono bonario riservata a nozze irregolari).  Campanacci, pentole e padelle accompagnano il rito che si svolge con tacito accordo di autorità civili e religiose. Si deride con ostilità filtrata dal rito chi infrange le norme comunitarie e morali. La consapevolezza, tipica della ciclicità carnevalesca, è legata al fatto che ci oggi ride domani può essere deriso. 

Perché ci mascheriamo? Significati psicologici.

Cosa ci spinge ancora oggi a indossare costumi e maschere per celebrare il Carnevale? Quali sono i significati psicologici sottesi alle maschere? Vediamone insieme alcuni.

  • Desiderio di giocare: la psicologia umanistica e la comunicazione non violenta ci insegnano a riconoscere i bisogni che ci accomunano come esseri umani. Tra questi c’è il gioco. La fantasia, il far finta di, il permettersi di assumere caratteristiche che normalmente ruolo e vita lavorativa vietano, rappresentano una forte motivazione a indossare un costume. Per i bambini gioco e fantasia rappresentano elementi preziosi per lo sviluppo emotivo, cognitivo e identitario;
  • Funzione apotropaica: allontanare il male, le forze oscure, ha un significato purificatorio;
  • Dare sfogo a desideri, tensioni, comportamenti che normalmente sono repressi. Sessualità, cibo, ebbrezza, sono ingredienti che, nella quotidianità, devono essere regolamentati generando tuttavia una tensione. Con la maschera ci permettiamo di fare qualcosa che normalmente, indossando i nostri panni, non possiamo fare. La maschera ha un significato liberatorio;
  • Invertire i ruoli: il significato sociale e politico rimane, basti pensare ai carri con enormi caricature in cartapesta di politici e potenti.
Newhouse - Pexels

Non resta che… preparare la maschera

Finita la parentesi delle festività natalizie, la routine di lavoro e impegni riparte con la consueta e asfissiante velocità. Forse non è un caso che il mese di gennaio venga segnalato come “triste” (basta pensare al blue monday).

Una parentesi liberatoria di gioco, festa, inversione dei ruoli, licenza rispetto a ciò che normalmente non si può fare, arriva come manna per il benessere psicologico di noi tutti. Fantasia e gioco sono nostri bisogni fondamentali, non qualcosa di infantile e superficiale. Abbiamo bisogno di evasione e catarsi e il Carnevale, storicamente e non solo, ha questa funzione.

Prima di augurarvi un buon Carnevale vi lasciamo un elenco di alcune località da visitare in questo periodo:

  • Viareggio in Toscana con i carri allegorici;
  • Cento in Emilia Romagna, gemellato con Rio de Janeiro, con sfilate e buon cibo;
  • Venezia e le maschere in Piazza San Marco;
  • Acireale in Sicilia famosa per i carri infiorati e luminosi;

Tra i Carnevali tradizionali meritano la visita:

  • Mondovì con la maschera del Moro che ricorda le invasioni saracene al pari del Baiò di Sampeyre per rimanere in provincia di Cuneo;
  • Carnevale di Putignano in Puglia che con l’inizio a Santo Stefano si merita il titolo di più lungo d’Italia;
  • Carnevale di Ivrea famoso per la battaglia delle arance che richiama in Piemonte turisti da tutta Italia;
  • Carnevale di Mamoiada in Sardegna con i Mamuthones, le maschere nere, i campanacci.

A Carnevale ogni viaggio vale!

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia online
Leggere di più sul tema
  • Bachtin M.  (1979), L'opera   di  Rabelais  e  la  cultura popolare , Torino : Einaudi
  • Goethe J.W. (1983), Viaggio  in  Italia , Milano :  Mondadori.
  • Olcese, G. (2009). II cerchio del carnevale. Studia romanica posnaniensia, 36, 227-241.
  • Sanga G.  (1982), “Personata libido”, La  ricerca folklorica , n. 6, Brescia :  Grafo.

Collaboratori

Marcello Delmondo
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Nessun risultato trovato.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Heading
Trova il tuo psicologo

Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

1
Questionario di 3 min
2
Trova uno psicologo in linea con te
3
Primo colloquio gratuito
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

Un momento per fermarsi

Hai mai pensato di fare terapia?

Capita di pensarci e poi rimandare, magari per uno di questi motivi. Tocca quello che senti più tuo, proviamo a risponderti.

Farcela può voler dire anche chiedere un confronto

Parlarne con qualcuno non toglie valore alle risorse che già hai. Un percorso psicologico è semplicemente un'altra cosa: è uno spazio con un metodo e degli obiettivi condivisi, dove c'è posto anche per ciò che si fatica a dire altrove. Può aiutarti a osservare da un'altra prospettiva quello che vivi, con i tuoi tempi.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

A volte il giudizio degli altri diventa anche il nostro

Chiedere un confronto psicologico può essere ancora accompagnato, in alcuni contesti, da stereotipi e giudizi. È una scelta, e scegliere è già un primo passo. Nella stanza, qualunque forma abbia, non servono preparazione né risposte giuste: lo psicologo è lì per accompagnare il colloquio, non per giudicarti, e quello che condividi è tutelato dal segreto professionale.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

È vero che ha un costo, ma può essere anche un investimento su di sé

Un percorso psicologico è un impegno anche economico, e chiedersi se sia sostenibile è legittimo. Può essere anche un investimento sul proprio benessere psicologico e relazionale. Su Unobravo una seduta individuale online costa 49 euro: il prezzo è reso possibile anche dai minori costi organizzativi della modalità online, non da un diverso standard della prestazione. Inoltre, essendo una prestazione sanitaria, la spesa è detraibile dalle tasse e il primo colloquio conoscitivo è gratuito.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

La frequenza si concorda in base alle esigenze del percorso

Una seduta dura circa 50 minuti. La frequenza non è uguale per tutti: si concorda con il proprio psicologo in base alle esigenze del percorso e della sua sostenibilità nel tempo. È però importante mantenere una certa regolarità: intervalli molto lunghi tra le sedute possono rendere più difficile dare continuità al lavoro terapeutico.

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

Altri dubbi comuni li trovi nelle domande frequenti.

No items found.

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot

Come possiamo aiutarti?

Iniziare un percorsoEsplorare la terapia online
Leggere di più sul tema