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Psicologia dell’adolescenza
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Corpo e identità: qual è la relazione?

Corpo e identità: qual è la relazione?
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
31.12.2025
Corpo e identità: qual è la relazione?
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Il nostro corpo è, ora più che mai, parte fondamentale della nostra identità. Può essere definito in base alla sua funzione, alla sua forma, alle sue prestazioni, alle sue misure, alla sua bellezza. Eppure non è riducibile a nessuna di queste definizioni. Un po' come per la coscienza, nessuno saprebbe definire il corpo in maniera esaustiva, eppure tutti hanno un'esperienza diretta di esso. Ma perché è così importante l'immagine che diamo di noi stessi? Che rapporto c'è tra il nostro corpo e la nostra identità?

Cos'è il corpo?

Il nostro corpo, con cui viviamo costantemente, lo conosciamo solo in parte, a volte lo trascuriamo e lo confondiamo con il corpo immaginato e con quello desiderato. La percezione stessa che ne abbiamo cambia a seconda del momento e della nostra predisposizione: un giorno lo percepiamo debole e l'altro invincibile.

In alcuni casi, la percezione può subire cambiamenti drastici, soprattutto quando si tratta della propria immagine corporea. Nelle persone che soffrono di disturbi alimentari o di problematiche legate all’aspetto fisico, questa percezione può risultare completamente alterata: spesso si vedono molto più grandi e pesanti di quanto siano realmente, oppure non hanno consapevolezza delle proporzioni delle diverse parti del loro corpo. È stato osservato che il 45% degli adulti e il 36% dei bambini con obesità presentano una percezione distorta della propria immagine corporea (Arata et al., 2004).

Polina Tanchilevitch - Pexels

Il corpo sociale

La nostra identità, compresa quella corporea, viene costruita da un gioco di specchi fra noi e gli altri, e viene mantenuta viva da esso. Consapevolmente o meno, utilizziamo il corpo per presentarci e per definirci, concretizzando nell'apparenza un nostro modo d'essere. Anche quando vorremmo evitarlo, la nostra immagine comunica i nostri gusti, la cura che abbiamo per esso, le nostre abitudini.

Di contro, la società in cui cresciamo modella i nostri corpi. Vengono dati dei precisi standard di riferimento e ognuno di noi sceglie, più o meno consapevolmente, quanto aderire a tali parametri.

Ereditiamo dal posto dove nasciamo caratteristiche su cui non abbiamo scelta, come il colore della pelle o l'altezza. Non ultimo, avere una dieta ricca e variegata, cosa che non è possibile ovunque, influenza la possibilità di avere un corpo più o meno sano. In questa costruzione a più mani si modella pian piano il nostro aspetto e, di conseguenza, l'idea che abbiamo di esso, permettendoci di costruire una consapevolezza (su cui a volte non viene riposta attenzione) di essere un corpo, oltre che avere un corpo.

Cambiamenti corporei

Dopo tutta questa fatica nel costruirsi un'identità, non stupisce che i cambiamenti non vengano sempre accettati di buon grado. Sono molti i passaggi della vita caratterizzati da modificazioni del nostro aspetto. Basti pensare all'importanza dei cambiamenti fisici e psicologici in adolescenza, quando ci si trova a fare i conti con nuove forme e nuove stimolazioni. O anche a come cambia il corpo femminile durante la gravidanza, a come si modifica per accogliere la nuova vita e come viene vissuto successivamente al parto.

Alcuni cambiamenti vengono visti poi come veri e propri tradimenti:

  • il modificarsi del metabolismo
  • le rughe
  • l'andropausa
  • la malattia.

Sono tutti mutamenti naturali e fisiologici, ma non per questo facili da accettare. La domanda che però alla fine si rivela determinante è: questo cambiamento quanto fa tremare la mia identità?

Zone d'ombra

Alcuni aspetti di noi stessi sicuramente ci rendono orgogliosi e li percepiamo come fondamentali. È interessante notare che le emozioni associate alla percezione del corpo possono variare in base al genere: le ragazze riportano livelli più alti di colpa, vergogna, invidia e imbarazzo legati all'immagine corporea rispetto ai ragazzi (Sabiston et al., 2022). Infine ci sono tutte quelle caratteristiche di noi stessi che, sì, ci definiscono, ma che non ci piacciono

Qui entra in scena il disagio verso sé stessi. Più la caratteristica che non ci piace viene percepita come fondante, più ci sentiamo inadeguati e accade facilmente che il corpo si riduca ad essa. Così per la persona con una malattia il corpo prende la forma dei suoi disturbi, chi soffre di anoressia si identifica nella privazione. E presto si desidera cambiare.

Cambiare la propria immagine: aiuta davvero?

Bisogna stare attenti a ciò che si desidera. Può accadere infatti che cambiare il proprio aspetto non renda felici. Questo perché modificare la propria immagine si rivela un mezzo, non un fine. Nella difficile ricerca del benessere individuale o dell'apprezzamento sociale, cambiare la propria immagine viene erroneamente ritenuto l'obiettivo, dimenticando la vera ragione di sofferenza e non riconoscendo la reale finalità.

Con questo non si vuol dire che cercare di migliorarsi nell'aspetto sia sbagliato, anzi, se si può fare qualcosa che ci fa stare meglio a lungo termine, perché non farlo? Tuttavia è importante rimanere in ascolto del nostro corpo. Può indicarci dove risiede il nostro dolore, a volte con più saggezza della nostra ragione.

Le componenti dell’immagine corporea

L’immagine corporea non è un’esperienza unitaria, ma si compone di diverse componenti che interagiscono tra loro. Comprendere queste dimensioni può aiutare a riconoscere come si forma e si modifica il nostro rapporto con il corpo:

  • Componente percettiva: riguarda il modo in cui percepiamo le dimensioni, la forma e il peso del nostro corpo. Ad esempio, alcune persone possono vedere se stesse come più grandi o più piccole rispetto alla realtà.
  • Componente affettiva: si riferisce alle emozioni che proviamo verso il nostro corpo, come soddisfazione, vergogna, orgoglio o disagio. Queste emozioni possono variare molto nel tempo e nelle diverse situazioni.
  • Componente cognitiva: include i pensieri, le convinzioni e le valutazioni che facciamo sul nostro aspetto fisico. Ad esempio, credere che solo un certo tipo di corpo sia "accettabile" può influenzare profondamente l’autostima.
  • Componente comportamentale: riguarda i comportamenti che mettiamo in atto in risposta al modo in cui viviamo il nostro corpo, come evitare specchi, scegliere certi abiti o ricorrere a diete eccessive.

Queste componenti possono essere più o meno sviluppate o problematiche in ciascuno di noi, e spesso sono alla base di difficoltà psicologiche legate all’immagine corporea.

Olly - Pexels

Immagine corporea positiva e negativa: possibili conseguenze psicologiche

Avere un’immagine corporea positiva significa accettare e apprezzare il proprio corpo, anche se non corrisponde agli ideali sociali di perfezione. Questo atteggiamento può essere associato a una maggiore autostima, benessere psicologico e relazioni più soddisfacenti.

Al contrario, un'immagine corporea negativa può essere associata a disagio, insoddisfazione e comportamenti disfunzionali. Secondo una revisione pubblicata su "Body Image", una percezione negativa del proprio corpo è correlata a un rischio più elevato di sviluppare disturbi alimentari, ansia, depressione e isolamento sociale (Cash & Smolak, 2011). Le preoccupazioni sull'immagine corporea, inoltre, hanno conseguenze dannose sia per la salute mentale che fisica, rappresentando un elevato onere a livello mondiale (Rodgers et al., 2023). Le ricerche mostrano che l’insoddisfazione corporea è diffusa: secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2022, circa il 30% degli adolescenti europei riferisce di essere insoddisfatto del proprio aspetto fisico. Questo dato sottolinea quanto sia importante promuovere una cultura dell’accettazione e della diversità corporea.

Strategie per migliorare la percezione del proprio corpo

Lavorare sull’immagine corporea rappresenta un elemento chiave per il benessere psicologico e la qualità della vita, poiché la flessibilità dell’immagine corporea è costantemente collegata a indici di salute mentale e può essere migliorata tramite interventi psicologici (Linardon et al., 2021). Diverse strategie, supportate dalla ricerca, possono aiutare a sviluppare un rapporto più sereno e accettante con il proprio corpo:

  • praticare l’auto-compassione: imparare a trattarsi con gentilezza soprattutto nei momenti di insoddisfazione, può ridurre l’impatto negativo delle critiche interiori;
  • esporsi gradualmente ad alcune situazioni che generano disagio, come guardarsi allo specchio o indossare certi abiti, può aiutare a ridurre l’ansia legata all’aspetto fisico
  • riconoscere e mettere in discussione gli ideali irrealistici, diventando consapevoli dell’influenza dei media e dei social network, permette di sviluppare un pensiero più critico verso gli standard di bellezza;
  • coltivare attività che valorizzano il corpo per le sue funzioni, concentrandosi su ciò che il corpo permette di fare – come muoversi, abbracciare o esprimersi – aiuta a spostare l’attenzione dall’aspetto esteriore alle capacità e alle sensazioni positive.

Questi approcci, spesso integrati nei percorsi di supporto psicologico, possono contribuire a costruire una relazione più equilibrata e rispettosa con il proprio corpo.

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Accettare il proprio corpo e costruire un rapporto sereno con la propria immagine non è sempre facile, ma può rappresentare un passo importante per il benessere psicologico e la crescita personale. Se senti che il modo in cui vivi il tuo corpo influenza la tua autostima, le tue relazioni o il tuo quotidiano, sappi che non sei solo: con il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta puoi imparare a guardarti con più gentilezza e comprensione. Inizia oggi il tuo percorso con Unobravo: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e scopri come possiamo aiutarti a valorizzare la tua unicità, partendo proprio dal rapporto con il tuo corpo.

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