Chi cerca informazioni su Elontril lo fa spesso in un momento delicato, dopo una prescrizione appena ricevuta o mentre valuta con il medico come affrontare un episodio depressivo. I lettori però possono essere anche familiari, caregiver o persone che vogliono capire meglio di cosa si tratta.
Elontril è un antidepressivo a base di bupropione, indicato per il trattamento degli episodi di depressione maggiore. Agisce su dopamina e noradrenalina più che sulla serotonina, e questa differenza incide sia sugli effetti attesi sia su quelli indesiderati.
Cos'è Elontril e a cosa serve
Elontril è un farmaco a base di bupropione cloridrato, disponibile in Italia in compresse a rilascio modificato da 150 mg e 300 mg. La scheda tecnica prevede una sola indicazione approvata, cioè il trattamento degli episodi di depressione maggiore. Lo stesso principio attivo è contenuto in altri medicinali, tra cui Wellbutrin, mentre altre formulazioni di bupropione hanno indicazioni terapeutiche diverse.
Il quadro della depressione maggiore può presentarsi in modi molto diversi da persona a persona. Tra i sintomi che possono comparire ci sono:
- marcata apatia e sensazione di vuoto emotivo,
- calo di energia persistente, anche in assenza di sforzo fisico,
- perdita di interesse per attività che prima davano piacere,
- irritabilità e difficoltà nella regolazione dell'umore,
- pensiero ciclico e difficile da interrompere, che prende il nome di ruminazione,
- calo dell'autostima e il senso di inadeguatezza.
Elontril non è un farmaco da banco e richiede una prescrizione medica dopo una valutazione clinica accurata. Stabilire se sia adeguato al singolo caso spetta sempre al medico prescrittore, che conosce la storia clinica della persona e i sintomi presenti.

Classe farmaceutica e meccanismo d'azione
Nella classificazione degli antidepressivi, Elontril rientra nel gruppo degli antidepressivi diversi, che raccoglie molecole con meccanismi d'azione non riconducibili alle classi più conosciute. Il bupropione è classificato come inibitore selettivo della ricaptazione delle catecolamine.
A differenza degli SSRI, che agiscono principalmente sulla serotonina, il bupropione inibisce in modo selettivo la ricaptazione neuronale di noradrenalina e dopamina, con un effetto minimo sulla serotonina e senza inibire le monoaminossidasi.
In pratica il farmaco rallenta il processo con cui i neuroni riassorbono questi neurotrasmettitori, che restano così disponibili più a lungo nelle sinapsi. La noradrenalina contribuisce a regolare energia, concentrazione e risposta allo stress, mentre la dopamina è coinvolta nella motivazione e nei processi di ricompensa.
La scheda tecnica precisa che il meccanismo antidepressivo esatto non è noto e lo riconduce ai sistemi noradrenergico e dopaminergico. La scelta tra un antidepressivo e un altro resta in ogni caso una decisione clinica personalizzata.
Le compresse a rilascio modificato vanno deglutite intere, perché tagliarle, frantumarle o masticarle ne altera il rilascio graduale, e possono essere assunte con o senza cibo. L'effetto terapeutico è stato osservato circa 14 giorni dopo l'inizio del trattamento, mentre il pieno effetto antidepressivo può richiedere diverse settimane. Non percepire cambiamenti subito è quindi una risposta attesa, e la scheda tecnica prevede di proseguire la terapia per almeno sei mesi.
Effetti terapeutici ed effetti collaterali
Come ogni antidepressivo, Elontril ha effetti attesi sul quadro depressivo ed effetti indesiderati che vale la pena conoscere prima di iniziare.
Effetti terapeutici
Nel corso delle settimane di trattamento il bupropione può favorire un progressivo miglioramento dell'umore e un recupero di motivazione ed energia. Può attenuarsi anche la perdita di interesse per le attività piacevoli, che in ambito clinico prende il nome di anedonia.
Un aspetto che la letteratura clinica segnala come favorevole riguarda il profilo su peso corporeo e funzione sessuale. Una revisione sistematica condotta su 51 studi ha rilevato un'incidenza molto bassa di disfunzioni sessuali e una probabilità più elevata di calo ponderale anziché di aumento di peso rispetto ad altri antidepressivi (Patel et al., 2016).
Le aspettative vanno però calibrate, perché non tutte le persone raggiungono la remissione completa con il primo trattamento farmacologico. Anche per questo il medico può valutare l'opportunità di affiancare al farmaco un percorso psicologico.
Effetti collaterali
Come tutti i farmaci, Elontril può causare effetti indesiderati, che non compaiono in tutte le persone. La scheda tecnica li classifica in base alla frequenza con cui sono stati osservati.
Molto comuni, cioè in più di una persona su dieci:
- insonnia,
- cefalea,
- secchezza delle fauci,
- nausea e vomito.
Comuni, fino a una persona su dieci:
- agitazione, ansia e tremore,
- vertigini, alterazioni del gusto e disturbi visivi,
- acufeni, ovvero ronzii nelle orecchie,
- aumento della pressione arteriosa, in alcuni casi grave,
- rash cutaneo, prurito e sudorazione,
- stipsi e dolore addominale,
- riduzione dell'appetito,
- febbre e astenia, cioè una debolezza generalizzata.
Non comuni, fino a una persona su cento:
- comparsa o peggioramento di sintomi depressivi,
- confusione e difficoltà di concentrazione,
- tachicardia,
- perdita di peso.
Rari, fino a una persona su mille:
- convulsioni,
- reazioni di ipersensibilità grave.
Alcuni effetti indesiderati, come l'insonnia o l'agitazione, possono comparire soprattutto nelle prime settimane di trattamento e tendono ad attenuarsi con il passare del tempo. Se invece persistono o peggiorano, è importante segnalarlo al medico, che può valutare un aggiustamento della terapia. Il farmaco non va comunque interrotto autonomamente, nemmeno in caso di miglioramento, perché ogni modifica va concordata con chi ha in carico la prescrizione.
Interazioni con altri farmaci
Elontril può modificare l'effetto di altri medicinali, così come altri farmaci possono influenzare il suo. Le interazioni più rilevanti indicate dalla scheda tecnica sono:
- IMAO: l'uso contemporaneo è controindicato, e prima di iniziare il bupropione servono almeno 14 giorni dall'interruzione di un IMAO irreversibile e almeno 24 ore per uno reversibile,
- farmaci metabolizzati dal CYP2D6: il bupropione inibisce questo enzima epatico e può aumentare la concentrazione plasmatica di alcuni antidepressivi, antipsicotici, beta-bloccanti e antiaritmici,
- farmaci che abbassano la soglia convulsiva: antipsicotici, altri antidepressivi, antimalarici, tramadolo, teofillina, steroidi sistemici, chinoloni e antistaminici sedativi richiedono particolare cautela,
- digossina: i suoi livelli plasmatici possono ridursi,
- levodopa e amantadina: l'associazione con il bupropione può aumentare nausea, vomito ed eventi neuropsichiatrici,
- cerotti a base di nicotina: possono comportare un aumento della pressione arteriosa,
- altri medicinali contenenti bupropione: l'uso contemporaneo è controindicato.
Sull'alcol la scheda tecnica non riporta un'interazione farmacocinetica dimostrata, ma segnala rare reazioni neuropsichiatriche e una ridotta tolleranza all'alcol in chi assume bupropione. La raccomandazione è quindi di ridurne al minimo il consumo o di evitarlo.
Vale in ogni caso un principio generale, cioè comunicare al medico prescrittore tutto ciò che si assume. Integratori, prodotti fitoterapici e farmaci da banco possono influire sul modo in cui il farmaco agisce nell'organismo.
Avvertenze e precauzioni d'uso
La scheda tecnica indica alcune controindicazioni, cioè situazioni in cui Elontril non può essere prescritto e che il medico verifica prima di qualsiasi valutazione:
- ipersensibilità al bupropione o a uno degli eccipienti,
- patologie convulsive in corso o anamnesi di convulsioni,
- tumori del sistema nervoso centrale,
- bulimia o anoressia nervosa, anche pregresse,
- cirrosi epatica grave,
- brusca interruzione di alcol o di benzodiazepine e farmaci simili,
- assunzione di IMAO o di altri medicinali contenenti bupropione.
Altre condizioni non escludono il trattamento ma richiedono cautela e un monitoraggio più attento, come la compromissione epatica lieve o moderata, quella renale, l'ipertensione e le malattie cardiovascolari. Poiché il rischio di convulsioni è dose-correlato, non superare la dose prescritta resta una precauzione centrale. Il medico può inoltre controllare la pressione arteriosa, soprattutto nelle prime settimane di terapia.
Nelle fasi iniziali del trattamento è previsto un monitoraggio attento dei pensieri suicidari, come avviene con la maggior parte degli antidepressivi. Se compaiono cambiamenti dell'umore o pensieri di questo tipo, vanno segnalati subito al medico, senza attendere la visita successiva.
In presenza di un disturbo bipolare, o di una storia familiare, il bupropione può favorire un viraggio verso stati maniacali o ipomaniacali, un aspetto che il medico valuta prima e durante il trattamento. Altre precauzioni riguardano situazioni e popolazioni specifiche:
- gravidanza: Elontril è controindicato, perché alcuni studi epidemiologici hanno segnalato una possibile associazione con specifiche malformazioni cardiovascolari congenite dopo esposizione nel primo trimestre, con risultati non concordanti tra gli studi,
- allattamento: il bupropione e i suoi metaboliti possono passare nel latte materno, quindi la decisione va presa con il medico valutando benefici e rischi,
- fertilità: non sono disponibili dati sull'essere umano, mentre gli studi sull'animale non hanno evidenziato riduzioni,
- guida e uso di macchinari: vertigini, difficoltà di concentrazione e disturbi visivi possono ridurre la capacità di attenzione,
- minori di 18 anni: Elontril non è indicato, perché sicurezza ed efficacia non sono state stabilite in questa fascia d'età.
Due preoccupazioni frequenti meritano una risposta chiara. Sulla dipendenza, gli antidepressivi come il bupropione non sono associati a dipendenza nel senso tipico delle sostanze d'abuso, e la scheda tecnica riporta un basso potenziale di abuso negli studi condotti sull'uomo.
Questo non significa che si possa smettere di colpo, perché la scheda tecnica prevede una sospensione graduale concordata con il medico. La seconda preoccupazione riguarda il timore di cambiare personalità, un dubbio che vale la pena portare al medico e, se è in corso un percorso, al proprio psicologo.

Elontril e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Farmaco e psicoterapia non sono in competizione, perché agiscono su livelli diversi. Il primo interviene sui meccanismi neurobiologici, mentre il lavoro psicologico riguarda gli schemi di pensiero, le dinamiche relazionali e le strategie con cui affrontiamo le difficoltà quotidiane.
Elontril può ridurre sintomi come il calo di energia e il pensiero negativo ricorrente, e questo può rendere più praticabile la partecipazione a un percorso terapeutico. Nelle prime settimane, quando l'effetto pieno non è ancora arrivato, capire quando psicoterapia e psicofarmaci si affiancano può aiutare a dare un senso all'attesa.
Una metanalisi su 52 studi ha osservato che il trattamento combinato, cioè la psicoterapia aggiunta al farmaco, può risultare più efficace della sola farmacoterapia nella depressione maggiore e in alcuni disturbi d'ansia (Cuijpers et al., 2014).
Tra gli approcci con maggiori evidenze nella depressione c'è la terapia cognitivo-comportamentale, che lavora sul riconoscimento dei pensieri disfunzionali e sulla costruzione di routine più stabili. La scelta dell'approccio dipende però dalla persona e dal quadro clinico, e va discussa con i professionisti di riferimento. Se stai valutando di affiancare un percorso psicologico alla terapia farmacologica, su Unobravo puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze.




