Cerchi supporto per prenderti cura di te?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Salute mentale
5
minuti di lettura

Idrossizina: cos'è, uso nell'ansia ed effetti collaterali

Idrossizina: cos'è, uso nell'ansia ed effetti collaterali
Redazione
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
8.9.2026
Idrossizina: cos'è, uso nell'ansia ed effetti collaterali
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo
  • L'idrossizina è un antistaminico di prima generazione con proprietà sedative e ansiolitiche, in commercio in Italia con il nome Atarax nelle formulazioni in compresse da 25 mg e in sciroppo, entrambe soggette a prescrizione medica.
  • Le indicazioni approvate sono due, il trattamento sintomatico dell'ansia negli adulti e il trattamento sintomatico del prurito, ed è previsto un uso a breve termine. L'insonnia non è tra le indicazioni autorizzate in Italia.
  • Agisce bloccando i recettori dell'istamina e interferendo con il sistema della serotonina, con un'attività più debole sui sistemi della dopamina e della noradrenalina. L'emivita media è di circa 14 ore e può arrivare a 29 ore nelle persone anziane.
  • Non è associata a dipendenza fisica né a tolleranza, e in questo si differenzia dalle benzodiazepine. Alla sospensione i sintomi d'ansia possono ripresentarsi se i fattori che li alimentano non sono stati affrontati.
  • Il profilo di sicurezza è governato dall'attenzione al ritmo cardiaco, perché la molecola può prolungare l'intervallo QT. Sono controindicazioni la porfiria, l'uso di IMAO, il QT lungo accertato o i suoi fattori di rischio, la gravidanza e l'allattamento.
  • L'effetto indesiderato più frequente è la sonnolenza, seguita da cefalea, sedazione, secchezza della bocca e affaticamento. Quando gli effetti non si attenuano o interferiscono con la quotidianità vanno riferiti al medico.
  • Farmaco e psicoterapia agiscono su livelli diversi e non sono alternativi, perché il lavoro psicologico interviene sui fattori che mantengono l'ansia e costruisce strumenti che restano disponibili nel tempo.

L'idrossizina è un antistaminico di prima generazione con proprietà sedative e ansiolitiche. In Italia le indicazioni approvate sono due, il trattamento sintomatico dell'ansia negli adulti e quello del prurito, e non comprendono altri impieghi che le vengono spesso attribuiti.

Chi cerca informazioni su questa molecola può averla vista su una ricetta o può accompagnare una persona in trattamento. Qui vediamo a quale classe appartiene, come agisce, per cosa è indicata, quali effetti indesiderati può causare e come la psicoterapia può affiancare il percorso di cura.

Di che classe fa parte e con quali nomi è in commercio

L'idrossizina appartiene alla classe degli antistaminici di prima generazione, quelli che raggiungono il sistema nervoso centrale e per questo hanno un effetto sedativo. La scheda tecnica la descrive come derivato del difenilmetano, mentre le classificazioni internazionali la collocano tra i derivati piperazinici.

Nella classificazione ATC, il sistema internazionale che ordina i farmaci per azione terapeutica, la molecola compare sia nell'area allergologica sia in quella degli ansiolitici. Non è chimicamente correlata alle fenotiazine, alle benzodiazepine o al meprobamato, quindi il suo profilo di sicurezza segue regole proprie.

Il confronto più frequente è quello con gli altri farmaci usati per l'ansia. A differenza delle benzodiazepine, l'idrossizina non è associata a dipendenza fisica né allo sviluppo di tolleranza, e a differenza del Buspar segue un meccanismo d'azione del tutto diverso, perché non passa dal sistema della serotonina come bersaglio principale.

In Italia il principio attivo è commercializzato con il nome Atarax, di UCB Pharma, disponibile come compresse rivestite da 25 mg e come sciroppo 2 mg/ml. Si tratta di un medicinale soggetto a prescrizione medica, quindi la decisione di iniziare il trattamento spetta al medico.

Resta invece vietato l'uso dell'idrossizina nei preparati galenici a scopo dimagrante, un divieto introdotto dal Decreto del Ministero della Salute del 31 marzo 2017 che riguarda un uso improprio della sostanza, non la sua indicazione ansiolitica (Menniti et al., 2025).

Arte creativa che presenta un cervello e un cuore su uno sfondo bianco simboleggiando logica ed emozione.
Nadezhda Moryak – Pexels

Come funziona e per cosa si usa l'idrossizina

Il meccanismo d'azione dell'idrossizina parte dal blocco dei recettori dell'istamina, la stessa via che spiega l'effetto sul prurito. Molti antistaminici condividono questa azione senza avere effetti sull'ansia, perciò il profilo ansiolitico della molecola non si spiega con l'istamina da sola.

A questa azione si affianca infatti un'interferenza con il sistema della serotonina, che partecipa alla regolazione dell'umore, insieme a un'attività più debole sui sistemi della dopamina e della noradrenalina. Le alterazioni di questi sistemi sono associate all'ansia tra molti altri fattori, biologici, psicologici e ambientali.

Sono presenti anche effetti anticolinergici di grado moderato, che spiegano manifestazioni come la secchezza della bocca. L'azione si esercita principalmente sulle aree sottocorticali del sistema nervoso centrale, senza una depressione diretta della corteccia cerebrale.

Sul piano della farmacocinetica, la molecola viene assorbita rapidamente per via orale e raggiunge la concentrazione massima nel sangue intorno alle due ore. L'emivita media è di circa 14 ore negli adulti e può arrivare fino a 29 ore nelle persone anziane. Il metabolita principale è la cetirizina, un antistaminico di seconda generazione.

Le indicazioni approvate dalla scheda tecnica italiana sono due, ovvero il trattamento sintomatico dell'ansia negli adulti dai 18 anni e il trattamento sintomatico del prurito negli adulti, negli adolescenti e nei bambini dai 12 mesi. La scheda tecnica colloca l'impiego nel breve termine, non nelle terapie di lunga durata.

Nell'ambito dell'ansia le evidenze riguardano soprattutto il disturbo d'ansia generalizzata. Una revisione Cochrane ha rilevato una superiorità rispetto al placebo sui sintomi d'ansia, sottolineando però limiti metodologici e campioni ridotti, tali da non permettere di considerare l'idrossizina un trattamento di prima linea (Guaiana et al., 2010).

Vale la pena chiarire un impiego che le viene spesso attribuito. L'insonnia non è tra le indicazioni approvate in Italia, e una revisione sistematica sull'uso nel sonno degli adulti ha concluso che le prove disponibili sono limitate (Burgazli et al., 2023). Un eventuale impiego resta off-label e a discrezione del medico.

Controindicazioni, avvertenze e precauzioni

Esistono condizioni in cui l'idrossizina non può essere assunta. Le controindicazioni elencate dalla scheda tecnica sono:

  • ipersensibilità all'idrossizina, agli eccipienti, alla cetirizina, ad altri derivati piperazinici, all'aminofillina o all'etilendiammina,
  • porfiria,
  • uso concomitante di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO),
  • prolungamento dell'intervallo QT accertato, congenito o acquisito,
  • presenza di fattori di rischio noti per il prolungamento del QT, come cardiopatie, squilibri elettrolitici, bradicardia significativa, storia familiare di morte cardiaca improvvisa o assunzione di altri farmaci che allungano il QT,
  • gravidanza e allattamento.

L'attenzione al ritmo cardiaco deriva da una revisione europea del 2015, quando l'Agenzia Europea per i Medicinali ha concluso che l'idrossizina possiede proprietà pro-aritmiche. Da allora la scheda tecnica prevede la dose minima efficace, per il periodo più breve possibile e con limiti giornalieri per età e peso (Morales et al., 2021).

Un caso clinico documentato descrive la comparsa di torsione di punta, un'aritmia potenzialmente grave, dopo una singola dose standard assunta per l'ansia.

Gli autori raccomandano una valutazione individuale del rischio, il controllo degli elettroliti ed elettrocardiogrammi periodici in presenza di problemi cardiaci (Afzal et al., 2023).

Altre situazioni non escludono l'uso, ma richiedono cautela e un dosaggio definito dal medico:

  • persone anziane: la scheda tecnica non raccomanda l'idrossizina in questa popolazione, per la ridotta eliminazione del farmaco e la maggiore sensibilità agli effetti anticolinergici,
  • insufficienza epatica o renale: la clearance è ridotta e la scheda tecnica prevede una riduzione della dose,
  • bambini: la somministrazione avviene solo su indicazione medica esplicita, per la maggiore incidenza di convulsioni e di reazioni sul sistema nervoso centrale,
  • glaucoma, ipertrofia prostatica, miastenia grave, demenza e predisposizione alle convulsioni: richiedono una valutazione più attenta prima di iniziare il trattamento.

In gravidanza e allattamento l'uso è controindicato. La molecola può attraversare la placenta raggiungendo concentrazioni fetali superiori a quelle materne, e la cetirizina viene escreta nel latte. Nei neonati di madri trattate a fine gravidanza sono stati osservati ipotonia, disturbi del movimento e riduzione dell'ossigenazione. Chi scopre di essere incinta durante il trattamento non deve interrompere la terapia da sola, ma contattare il medico.

Il consumo di alcol è da evitare durante il trattamento, perché può accentuare gli effetti sul sistema nervoso centrale. La scheda tecnica segnala inoltre una possibile compromissione della capacità di guidare e di usare macchinari, soprattutto nelle prime fasi della terapia.

Ritratto artistico in bianco e nero di una donna distesa in un ambiente interno con un'espressione serena.
Rafael Barros – Pexels

Effetti indesiderati

Come tutti i farmaci, l'idrossizina può causare effetti indesiderati. La loro comparsa, l'intensità e la durata variano da persona a persona, e la scheda tecnica li organizza per frequenza. L'effetto molto comune è la sonnolenza. Tra quelli comuni rientrano:

  • cefalea,
  • sedazione,
  • secchezza della bocca,
  • affaticamento.

Gli effetti non comuni comprendono nausea, capogiro, insonnia, tremore, agitazione, confusione e astenia. Tra quelli rari sono descritti tachicardia, disturbi dell'accomodazione, stipsi, vomito, alterazioni dei test epatici, convulsioni, discinesie, disorientamento, ritenzione urinaria e manifestazioni cutanee come orticaria e dermatite.

Sono classificate come molto rare alcune reazioni che richiedono attenzione medica immediata, tra cui lo shock anafilattico, il broncospasmo, la sindrome di Stevens-Johnson e l'edema angioneurotico. A frequenza non nota la scheda tecnica riporta il prolungamento dell'intervallo QT, le aritmie ventricolari e l'epatite.

Tra gli effetti che chi inizia il trattamento può riferire, vi è spesso la sensazione di essere troppo sedati o emotivamente distanti. È una preoccupazione legittima, riconducibile alla sedazione del sistema nervoso centrale, e va riferita al medico, che può valutare se rivalutare il dosaggio o la strategia terapeutica.

Quando questi effetti non si attenuano, oppure interferiscono con la vita quotidiana, la cosa che puoi fare è segnalarlo al medico invece di interrompere la terapia di propria iniziativa. Manifestazioni come irritabilità o chiusura verso gli altri possono essere correlate al trattamento, all'andamento del disturbo o ad altri fattori clinici.

Sul piano della dipendenza l'idrossizina si differenzia dalle benzodiazepine, perché non è associata a dipendenza fisica, a tolleranza né a una sindrome da astinenza. Alla sospensione i sintomi d'ansia possono ripresentarsi, quindi l'interruzione va concordata con il medico.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci e sovradosaggio

L'idrossizina viene metabolizzata dal fegato attraverso l'alcol deidrogenasi e il sistema enzimatico del citocromo P450, e da qui derivano diverse interazioni da conoscere. Chi la assume dovrebbe informare il medico di tutti i farmaci in uso, inclusi i prodotti da banco e gli integratori.

Le associazioni controindicate riguardano gli IMAO, una classe di antidepressivi, e tutti i farmaci che prolungano l'intervallo QT o possono indurre torsione di punta. In questo gruppo rientrano alcuni antiaritmici, diversi antipsicotici, alcuni antidepressivi, antibiotici, antimalarici e il metadone. Altre interazioni richiedono attenzione e una valutazione medica:

  • depressori del sistema nervoso centrale: alcol, analgesici oppioidi, barbiturici, anestetici e sonniferi possono potenziare reciprocamente l'effetto sedativo,
  • cimetidina: può aumentare le concentrazioni di idrossizina nel sangue fino al 36%,
  • adrenalina: l'idrossizina può contrastarne l'effetto sulla pressione arteriosa,
  • betaistina e anticolinesterasici: la molecola può antagonizzarne l'azione,
  • anticoagulanti: è raccomandata una sorveglianza di laboratorio più attenta,
  • substrati del CYP2D6: a dosi elevate l'idrossizina può inibire questo enzima epatico e alterare il metabolismo di altri farmaci.

In caso di sovradosaggio i primi sintomi descritti sono nausea, vomito, tachicardia, febbre, sonnolenza marcata e confusione. Nei quadri più seri possono comparire allucinazioni, depressione respiratoria, convulsioni e aritmie, e il trattamento è sintomatico, perché non esiste un antidoto specifico.

Un'analisi di coorte statunitense su oltre 25.000 ingestioni di idrossizina segnalate al sistema nazionale di sorveglianza ha rilevato una mortalità dello 0,02%, quindi molto rara (Simon et al., 2023). Di fronte al sospetto di un'assunzione eccessiva la cosa da fare è contattare subito il 112 o il centro antiveleni.

Coppia asiatica che ha una conversazione accogliente su un divano moderno in un soggiorno elegante.
cottonbro studio – Pexels

Idrossizina e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia non sono in competizione, perché agiscono su livelli diversi. L'idrossizina può ridurre la tensione e i sintomi fisici dell'ansia nel breve periodo, mentre la psicoterapia interviene sui pensieri, sui comportamenti di evitamento e sui fattori che mantengono l'ansia nel tempo.

Questa distinzione diventa concreta quando l'ansia ritorna alla sospensione del farmaco, un segnale che i meccanismi che la alimentano possono essere ancora attivi. Nel lavoro psicologico possono essere integrate anche strategie praticabili nella quotidianità, come la respirazione diaframmatica e le tecniche di rilassamento, utili quando l'ansia si manifesta con sintomi fisici o con attacchi di panico. Restano strumenti complementari, non sostitutivi del percorso terapeutico.

Chi assume già il farmaco può usare il percorso psicologico per riconoscere i fattori che alimentano le proprie difficoltà, mentre chi è già in terapia e attraversa una fase intensa può trovare nel supporto farmacologico, valutato dal medico, lo spazio per proseguire il lavoro avviato. Se senti il bisogno di un supporto, con Unobravo puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

L'idrossizina è il principio attivo, mentre Atarax è il nome commerciale con cui viene venduta in Italia dall'azienda titolare dell'autorizzazione. Il farmaco è disponibile in compresse rivestite da 25 mg e come sciroppo, in entrambi i casi con prescrizione medica.
È un antistaminico di prima generazione che possiede anche proprietà sedative e ansiolitiche, e per questo compare in due aree della classificazione ATC, quella allergologica e quella degli ansiolitici. Non appartiene alle benzodiazepine e non è chimicamente correlata alle fenotiazine.
Le indicazioni approvate dalla scheda tecnica sono il trattamento sintomatico dell'ansia negli adulti dai 18 anni e il trattamento sintomatico del prurito negli adulti, negli adolescenti e nei bambini dai 12 mesi. La scheda tecnica ne colloca l'uso nel breve termine.
No, l'insonnia non è tra le indicazioni approvate in Italia. Una revisione sistematica ne ha valutato l'impiego sul sonno negli adulti concludendo che le prove disponibili sono ancora limitate, perciò un eventuale uso in questo ambito è off-label e resta una decisione del medico.
No, l'idrossizina non è associata a dipendenza fisica, a tolleranza o a una sindrome da astinenza, e in questo si differenzia dalle benzodiazepine. Alla sospensione i sintomi d'ansia possono ripresentarsi se i fattori che li alimentano non sono stati affrontati, quindi l'interruzione va comunque concordata con il medico.
Perché l'eliminazione del farmaco è più lenta, con un'emivita che può arrivare fino a 29 ore, e la sensibilità agli effetti anticolinergici è maggiore. La scheda tecnica prevede in questi casi un limite giornaliero più basso, definito dal medico.
L'associazione è controindicata con gli IMAO e con i farmaci che prolungano l'intervallo QT o possono indurre torsione di punta, tra cui alcuni antiaritmici, antipsicotici, antidepressivi, antibiotici, antimalarici e il metadone. Richiedono cautela i depressori del sistema nervoso centrale, la cimetidina, l'adrenalina e gli anticoagulanti.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Redazione
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Redazione
Unobravo
Nessun risultato trovato.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Heading
Trova il tuo psicologo

Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

1
Questionario di 3 min
2
Trova uno psicologo in linea con te
3
Primo colloquio gratuito
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot

Un momento per fermarsi

Hai mai pensato di fare terapia?

Capita di pensarci e poi rimandare, magari per uno di questi motivi. Tocca quello che senti più tuo, proviamo a risponderti.

Scegli il pensiero che senti più tuo

Il questionario è riservato e richiede pochi minuti. Al termine, potrai scegliere tra tre psicologi suggeriti e il primo colloquio è gratuito.

Altri dubbi comuni li trovi nelle domande frequenti.

Vuoi saperne di più sul tuo benessere psicologico?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.

Il nostro blog

Articoli correlati

Articoli scritti dal nostro team clinico per aiutarti a orientarti tra i temi che riguardano la salute mentale.

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot

Come possiamo aiutarti?

Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema