Ezequa è un farmaco antidepressivo a base di duloxetina, un principio attivo utilizzato nel trattamento di alcuni disturbi dell’umore e d’ansia e di specifiche forme di dolore cronico. Può capitare di trovarlo sulla ricetta o in farmacia al posto di un altro medicinale a base dello stesso principio attivo e chiedersi se si tratti davvero dello stesso farmaco.
In questa pagina vedremo cosa contiene Ezequa, come agisce e per quali condizioni può essere prescritto, quali effetti indesiderati può causare e quali precauzioni e interazioni è importante conoscere. Approfondiremo inoltre il ruolo della psicoterapia, che in alcuni casi può affiancare il trattamento farmacologico all’interno di un percorso di cura più ampio.
Cos'è Ezequa, a cosa serve e di che classe farmaceutica fa parte
Ezequa è un medicinale equivalente a base di duloxetina cloridrato. Un farmaco equivalente contiene lo stesso principio attivo, nella stessa quantità, del medicinale di riferimento e deve dimostrarne la bioequivalenza. Nel caso di Ezequa, il principio attivo è lo stesso di Cymbalta. Il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio è Mylan S.p.A.
Dal punto di vista farmacologico, Ezequa appartiene agli SNRI, gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina, una delle principali classi di antidepressivi. A differenza degli SSRI, che agiscono prevalentemente sulla serotonina, gli SNRI intervengono sia sulla serotonina sia sulla noradrenalina. Alla stessa classe appartiene, per esempio, la venlafaxina, commercializzata anche come Efexor.
Secondo il foglio illustrativo approvato da AIFA, Ezequa è indicato negli adulti per il trattamento di:
- depressione maggiore;
- disturbo d'ansia generalizzato;
- dolore neuropatico diabetico periferico, una forma di dolore causata dal danno dei nervi associato al diabete.
Nel trattamento della depressione e dell'ansia, il medico può indicare di proseguire la terapia anche dopo il miglioramento dei sintomi, con l'obiettivo di ridurre il rischio di ricadute. La duloxetina può essere impiegata anche in altri contesti clinici, ma non tutti gli utilizzi della molecola rientrano necessariamente tra le indicazioni autorizzate per Ezequa. Un eventuale impiego al di fuori delle indicazioni approvate deve quindi essere valutato dal medico.
Ezequa può essere acquistato solo con prescrizione medica ed è disponibile in capsule rigide gastroresistenti da 30 mg e 60 mg. Il dosaggio e la durata del trattamento vengono stabiliti dal medico in base all'indicazione, alla risposta alla terapia e alle caratteristiche della persona.
Per approfondire il principio attivo, puoi consultare anche la pagina dedicata alla duloxetina.

Come agisce Ezequa: il meccanismo d'azione della duloxetina
Il principio attivo di Ezequa, la duloxetina, agisce inibendo la ricaptazione della serotonina e della noradrenalina, cioè il processo attraverso cui questi neurotrasmettitori vengono riassorbiti dai neuroni dopo essere stati rilasciati. In questo modo ne aumenta la disponibilità nello spazio tra le cellule nervose, contribuendo a modulare i circuiti coinvolti nella regolazione dell'umore, nella risposta allo stress e nella percezione del dolore.
Serotonina e noradrenalina sono coinvolte nei meccanismi neurobiologici associati alla depressione, all'ansia e al dolore, ma è importante ricordare che questi disturbi non dipendono semplicemente da uno squilibrio di neurotrasmettitori. Il loro sviluppo è legato all'interazione di molteplici fattori biologici, psicologici e ambientali.
Ezequa è formulato in capsule gastroresistenti: i granuli contenenti duloxetina sono rivestiti in modo da resistere all'ambiente acido dello stomaco e rilasciare il principio attivo successivamente. La capsula va quindi assunta seguendo le indicazioni del medico e senza alterarne la formulazione.
Anche i tempi di risposta possono variare da persona a persona. Nel trattamento della depressione e dell'ansia, i primi effetti possono comparire nelle prime settimane, mentre per percepire un miglioramento più evidente può essere necessario più tempo. Anche nel dolore neuropatico diabetico la risposta viene valutata nel corso delle settimane. Se il miglioramento non compare o i sintomi peggiorano, è importante confrontarsi con il medico senza modificare autonomamente la dose o interrompere il trattamento.Effetti terapeutici ed effetti collaterali
Come per ogni farmaco, ai possibili benefici di Ezequa possono affiancarsi effetti indesiderati, la cui comparsa e intensità possono variare da persona a persona e vanno monitorate nel corso del trattamento.
Effetti terapeutici
L'efficacia della duloxetina è stata valutata in diversi studi clinici controllati. In un'ampia meta-analisi a rete su 21 antidepressivi utilizzati nel trattamento acuto della depressione maggiore negli adulti, tutti i farmaci considerati, compresa la duloxetina, sono risultati più efficaci del placebo (Cipriani et al., 2018).
Nel trattamento della depressione, il miglioramento può riguardare diversi aspetti, come la riduzione della tristezza persistente e la progressiva ripresa dell'interesse e della partecipazione alle attività quotidiane. Nel disturbo d'ansia generalizzato, la duloxetina può contribuire a ridurre la preoccupazione eccessiva e persistente e alcuni dei sintomi di tensione associati.
Per quanto riguarda il dolore neuropatico diabetico, una revisione Cochrane ha rilevato che la duloxetina può determinare una riduzione clinicamente significativa del dolore in una parte delle persone trattate (Lunn et al., 2014).
L'entità e i tempi del miglioramento possono variare da persona a persona: per questo la risposta al trattamento viene valutata nel tempo insieme al medico.
Effetti collaterali
Come tutti i farmaci, Ezequa può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Il foglio illustrativo li distingue in base alla loro frequenza. Tra quelli riportati rientrano:
- Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10): mal di testa, sonnolenza, nausea e secchezza della bocca;
- Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10): riduzione dell'appetito, difficoltà a dormire, agitazione, ansia, capogiri, tremore, visione offuscata, palpitazioni, aumento della pressione arteriosa, sudorazione, stipsi o diarrea, disturbi digestivi, riduzione del desiderio sessuale e difficoltà nella funzione sessuale;
- Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100): tra gli altri, irrequietezza o difficoltà a stare fermi, digrignamento dei denti, battito cardiaco accelerato o irregolare e infiammazione del fegato;
- Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000): tra gli altri, gravi reazioni allergiche, riduzione dei livelli di sodio nel sangue, mania, sindrome serotoninergica, convulsioni e glaucoma.
Molti effetti indesiderati sono lievi o moderati e possono attenuarsi con il proseguimento del trattamento. Se persistono, peggiorano o diventano difficili da gestire, è importante parlarne con il medico, senza modificare autonomamente la dose o interrompere il farmaco.
Alcuni effetti, anche se meno frequenti, richiedono invece una valutazione medica tempestiva. È quindi importante seguire le indicazioni riportate nel foglio illustrativo e rivolgersi al medico in presenza di sintomi nuovi, intensi o preoccupanti.
Le difficoltà nella sfera sessuale meritano particolare attenzione: possono riguardare, per esempio, il desiderio, l'eccitazione o l'orgasmo e, in alcuni casi, alcuni sintomi possono persistere anche dopo l'interruzione del trattamento. Anche se può essere difficile parlarne, segnalarli al medico permette di valutare la situazione e le possibili opzioni.
Per quanto riguarda il peso corporeo, tra gli effetti indesiderati riportati figurano sia la perdita sia l'aumento di peso, con frequenze differenti. Le variazioni non sono quindi uguali per tutte le persone e, se diventano significative, è utile discuterne con il medico.
Interazioni con altri farmaci
Ezequa può interagire con diversi medicinali: alcune associazioni sono controindicate, mentre altre richiedono particolare cautela e un'attenta valutazione da parte del medico.
Ezequa non deve essere assunto insieme agli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) utilizzati per il trattamento della depressione, come la moclobemide, né nelle due settimane successive alla loro sospensione. Dopo l'interruzione di Ezequa, invece, devono trascorrere almeno 5 giorni prima di iniziare un trattamento con un IMAO. Particolare cautela è necessaria anche con medicinali che hanno attività IMAO, come l'antibiotico linezolid.
Sono controindicate anche le associazioni con fluvoxamina, ciprofloxacina ed enoxacina, perché questi farmaci inibiscono un enzima coinvolto nel metabolismo della duloxetina e possono aumentarne significativamente la concentrazione nell'organismo.
Tra le altre possibili interazioni che il medico valuta con attenzione rientrano:
- farmaci serotoninergici: alcuni antidepressivi, triptani, tramadolo, petidina, triptofano e buprenorfina possono aumentare il rischio di sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave dovuta a un'eccessiva attività della serotonina;
- iperico (erba di San Giovanni): questo preparato vegetale può aumentare la probabilità di effetti indesiderati e interagire con il trattamento;
- medicinali che agiscono sul sistema nervoso centrale: benzodiazepine, oppioidi, antipsicotici, fenobarbital e alcuni antistaminici richiedono cautela per la possibile somma degli effetti sul sistema nervoso centrale;
- anticoagulanti e antiaggreganti: l'associazione può aumentare il rischio di sanguinamento e richiedere un monitoraggio più attento.
È importante prestare attenzione anche alla duplicazione del principio attivo. La duloxetina è presente in diversi medicinali, commercializzati con nomi differenti e talvolta utilizzati per condizioni diverse. Assumere contemporaneamente più prodotti che la contengono può comportare il rischio di superare involontariamente la dose prescritta.
Per questo è importante informare il medico e il farmacista di tutti i medicinali che si stanno assumendo, compresi quelli senza obbligo di prescrizione, gli integratori e i preparati a base di piante. Prima di iniziare, sospendere o associare un altro prodotto a Ezequa è opportuno confrontarsi con il medico o il farmacista.
Avvertenze e precauzioni d'uso
Oltre alle interazioni descritte nella sezione precedente, Ezequa presenta alcune controindicazioni. Non deve essere assunto in caso di allergia alla duloxetina o a uno degli eccipienti, malattia epatica con compromissione della funzionalità del fegato, grave compromissione della funzionalità renale o contemporanea assunzione di altri medicinali contenenti duloxetina.
Il trattamento non deve inoltre essere iniziato nelle persone con ipertensione non controllata, per il possibile rischio di crisi ipertensiva.
Altre condizioni richiedono una valutazione attenta da parte del medico prima e durante il trattamento:
- Patologie e condizioni preesistenti: problemi renali, storia di convulsioni, episodi maniacali o disturbo bipolare, glaucoma, tendenza al sanguinamento, rischio di bassi livelli di sodio nel sangue, pressione arteriosa elevata o alcune patologie cardiache;
- Gravidanza: l'uso della duloxetina richiede una valutazione individuale dei benefici e dei possibili rischi insieme al medico. L'assunzione nelle fasi finali della gravidanza può essere associata ad alcuni sintomi nel neonato e a un aumento del rischio di sanguinamento eccessivo dopo il parto;
- Allattamento: l'uso di Ezequa durante l'allattamento non è generalmente raccomandato e va discusso con il medico;
- Guida e utilizzo di macchinari: Ezequa può provocare sonnolenza o capogiri. È quindi opportuno evitare di guidare o utilizzare macchinari finché non si conosce la propria risposta al farmaco;
- Alcol: durante il trattamento è raccomandata particolare cautela nel consumo di alcol;
- Intolleranza ad alcuni zuccheri: le capsule contengono saccarosio. In presenza di un'intolleranza ad alcuni zuccheri è importante parlarne con il medico prima dell'assunzione.
Nelle prime fasi del trattamento, prima che l'effetto antidepressivo si manifesti pienamente, i pensieri suicidari o di autolesionismo possono comparire o intensificarsi in alcune persone. L'attenzione deve essere particolarmente alta in chi ha già avuto pensieri di questo tipo e nei giovani adulti. Se compaiono pensieri di farsi del male o di togliersi la vita, è necessario contattare immediatamente un medico o rivolgersi al pronto soccorso.
Ezequa non viene normalmente utilizzato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni per queste indicazioni. In questa fascia d'età l'impiego della duloxetina richiede una specifica valutazione medica.
Ezequa non provoca dipendenza nel senso tipico delle sostanze d'abuso, ma l'interruzione improvvisa può causare sintomi da sospensione, come capogiri, formicolii o sensazioni simili a scosse elettriche, disturbi del sonno, ansia, nausea, tremore e mal di testa.
Questi sintomi sono spesso lievi o moderati e tendono a risolversi spontaneamente, ma in alcune persone possono essere più intensi o persistere più a lungo.
Per ridurne la probabilità, il trattamento non va interrotto autonomamente: il medico può indicare una riduzione graduale della dose, generalmente nell'arco di almeno due settimane e, quando necessario, più lentamente.
In caso di sovradosaggio possono comparire sonnolenza, vomito, battito cardiaco accelerato e, nei casi più gravi, sindrome serotoninergica, convulsioni o coma. Se si assume accidentalmente una quantità di Ezequa superiore a quella prescritta, è importante contattare immediatamente un medico o rivolgersi ai servizi di emergenza.

Ezequa e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Farmaco e psicoterapia non sono necessariamente alternative: in alcuni casi possono essere utilizzati insieme all'interno dello stesso percorso di cura. Ezequa può contribuire alla riduzione dei sintomi, mentre la psicoterapia offre uno spazio per comprendere e modificare pensieri, comportamenti e modalità relazionali che possono contribuire al malessere o al suo mantenimento.
Nella depressione maggiore, una meta-analisi sugli effetti a lungo termine ha osservato che la combinazione di farmacoterapia e psicoterapia può essere associata a risultati migliori rispetto al solo trattamento farmacologico, mentre non è emersa una differenza significativa rispetto alla sola psicoterapia (Karyotaki et al., 2016).
Tra gli approcci utilizzati, la terapia cognitivo-comportamentale può aiutare a riconoscere e modificare pensieri e comportamenti che contribuiscono a mantenere l'ansia o l'umore depresso e a sviluppare strategie più funzionali per affrontare le difficoltà. La psicoterapia psicodinamica, invece, pone particolare attenzione ai vissuti emotivi, alle esperienze personali e agli schemi relazionali che tendono a ripetersi nel tempo.
Quando al disagio psicologico si associa anche il dolore cronico, la psicoterapia può aiutare ad affrontare l'impatto che la condizione ha sulla quotidianità, sulle emozioni e sulle relazioni. Convivere con unacondizione cronica può infatti richiedere non solo la gestione dei sintomi fisici, ma anche un adattamento ai cambiamenti e ai limiti che questi possono comportare.
La scelta di affiancare la psicoterapia al trattamento farmacologico dipende dalla situazione individuale, dalla gravità dei sintomi, dalle preferenze della persona e dalle indicazioni dei professionisti che la seguono.
Se stai assumendo Ezequa e senti il bisogno di affiancare alla terapia uno spazio di ascolto, puoi iniziare a cercare un professionista in linea con le tue esigenze e valutare insieme quale percorso fa per te.




