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Fluoxeren: cos'è, indicazioni e quando affiancare la psicoterapia

Fluoxeren: cos'è, indicazioni e quando affiancare la psicoterapia
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.9.2026
Fluoxeren: cos'è, indicazioni e quando affiancare la psicoterapia
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  • Fluoxeren è uno dei nomi commerciali della fluoxetina, un antidepressivo SSRI disponibile in capsule rigide, compresse dispersibili e soluzione orale, tutte da 20 mg e rimborsabili in fascia A.
  • Le indicazioni approvate sono gli episodi di depressione maggiore, il disturbo ossessivo-compulsivo e la bulimia nervosa, quest'ultima in associazione alla psicoterapia, con un uso pediatrico previsto solo dagli 8 anni nella depressione da moderata a severa.
  • I primi miglioramenti compaiono in genere dopo due o quattro settimane, mentre tra gli effetti indesiderati molto comuni la scheda tecnica riporta insonnia, cefalea, nausea, diarrea e affaticamento.
  • La fluoxetina resta attiva nell'organismo per settimane dopo l'ultima dose, e questo allunga gli intervalli di sicurezza prima di associare altri farmaci, in particolare gli I-MAO.
  • L'interruzione va sempre graduale e definita dal medico, e il trattamento combinato con la psicoterapia può dare risultati più stabili rispetto al solo farmaco.

Fluoxeren è uno dei nomi commerciali con cui viene distribuita in Italia la fluoxetina, un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).

Viene utilizzato nel trattamento di alcune condizioni, tra cui la depressione maggiore, il disturbo ossessivo-compulsivo e la bulimia nervosa, e può essere assunto solo su prescrizione medica.

In questo articolo vedremo a cosa serve Fluoxeren, come agisce e quali effetti indesiderati può comportare, soffermandoci anche sul ruolo che la psicoterapia può avere nel percorso di cura.

Cos'è Fluoxeren e a cosa serve

Fluoxeren contiene fluoxetina cloridrato, la stessa molecola presente in Prozac e in diversi medicinali equivalenti. È un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, viene dispensato con ricetta ripetibile ed è rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale in fascia A.

Il farmaco è in commercio in tre formulazioni orali da 20 mg, cioè capsule rigide, compresse dispersibili e soluzione orale da 20 mg/5 ml. Le compresse dispersibili e la soluzione possono risultare più praticabili per chi ha difficoltà a deglutire, un aspetto che il medico considera nella scelta della forma.

Il riassunto delle caratteristiche del prodotto indica Fluoxeren per:

La scheda tecnica prevede l'uso di Fluoxeren anche tra gli 8 e i 18 anni, esclusivamente per gli episodi di depressione maggiore da moderata a grave e in associazione alla psicoterapia. In questa fascia d'età il trattamento richiede una particolare attenzione e deve essere seguito da uno specialista.

L'impiego del farmaco per condizioni diverse da quelle autorizzate rientra invece nel cosiddetto uso off-label, una scelta che spetta al medico valutare, motivare e monitorare nel singolo caso.

Fluoxeren non è, quindi, un farmaco da automedicazione: l'opportunità di iniziare il trattamento viene stabilita sulla base di una valutazione diagnostica e clinica effettuata dal medico.

Non esiste infatti una soglia di tristezza o di ansia oltre la quale sia automaticamente necessario assumere un antidepressivo. La decisione dipende dal quadro clinico complessivo, dalla gravità e dalla persistenza dei sintomi e dal loro impatto sul funzionamento quotidiano, per esempio nella vita personale, lavorativa o scolastica e nelle relazioni.

Ritratto di una donna che guarda fuori da una finestra con un'espressione pensierosa in una stanza poco illuminata.
Brett Sayles – Pexels

Di che classe farmacologica fa parte Fluoxeren

Fluoxeren appartiene agli SSRI, sigla che indica gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Si tratta di una delle principali classi di antidepressivi, che comprende farmaci capaci di aumentare la disponibilità della serotonina nello spazio tra le cellule nervose, riducendone la ricaptazione.

Gli SSRI sono oggi tra le opzioni di prima scelta nel trattamento della depressione negli adulti. Una network meta-analisi che ha confrontato 21 antidepressivi nel trattamento acuto della depressione maggiore ha incluso la fluoxetina tra i farmaci con un profilo favorevole nel rapporto tra efficacia e accettabilità (Cipriani et al., 2018).

All'interno di questa classe, la fluoxetina si distingue anche per la sua lunga permanenza nell'organismo: sia il principio attivo sia il suo metabolita attivo, la norfluoxetina, vengono eliminati lentamente. È una caratteristica clinicamente rilevante, perché può influire sulle interazioni con altri farmaci e sulla gestione del passaggio ad altre terapie o della sospensione del trattamento.

Come funziona Fluoxeren

La fluoxetina riduce il riassorbimento della serotonina da parte del neurone che l'ha rilasciata, così il neurotrasmettitore resta disponibile più a lungo nello spazio tra le cellule nervose. Il meccanismo è approfondito nella pagina dedicata alla fluoxetina.

Alterazioni del sistema serotoninergico sono associate, tra gli altri fattori, ai disturbi depressivi e ossessivi.

La serotonina partecipa alla regolazione dell'umore, dell'ansia, del sonno e dell'appetito, funzioni che nei quadri depressivi e nei disturbi del comportamento alimentare risultano spesso compromesse insieme.

Gli effetti terapeutici non sono immediati. Servono in genere da due a quattro settimane perché compaiano i primi miglioramenti, mentre nel disturbo ossessivo-compulsivo la risposta può richiedere più tempo e viene rivalutata dal medico nel corso delle prime settimane.

La molecola resta poi nell'organismo a lungo, perché la fluoxetina ha un'emivita da quattro a sei giorni e il suo metabolita attivo, la norfluoxetina, di quattro a sedici. Le sostanze attive persistono quindi per settimane dopo l'ultima dose assunta.

Effetti terapeutici ed effetti collaterali

Il trattamento con Fluoxeren può produrre benefici sui sintomi per cui viene prescritto, ma può anche comportare alcuni effetti indesiderati. Conoscere entrambi aiuta a osservare l'andamento della terapia e a riferire al medico eventuali cambiamenti rilevanti durante il trattamento.

Effetti terapeutici

Quando il trattamento è efficace, i cambiamenti riguardano i sintomi che hanno motivato la prescrizione. Nella depressione maggiore possono ridursi progressivamente l'umore depresso, la perdita di interesse o piacere nelle attività abituali e altri sintomi che caratterizzano l'episodio depressivo.

Nel disturbo ossessivo-compulsivo, gli effetti attesi riguardano la riduzione dell'intensità e della frequenza delle ossessioni e delle compulsioni, con una minore interferenza dei sintomi sulla vita quotidiana.

Nella bulimia nervosa, la scheda tecnica indica come obiettivo del trattamento la riduzione delle abbuffate e delle condotte di eliminazione.

Anche la durata del trattamento varia in base alla condizione e alla risposta individuale. Nella depressione, la scheda tecnica indica che il trattamento antidepressivo deve essere proseguito per almeno 6 mesi, così da assicurare la remissione dei sintomi. Tempi e modalità restano comunque definiti dal medico sulla base dell'andamento clinico individuale.

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, Fluoxeren può causare effetti indesiderati, con intensità e durata variabili da persona a persona. Il riassunto delle caratteristiche del prodotto classifica come molto comuni, cioè riferiti da almeno una persona su dieci:

  • insonnia,
  • cefalea,
  • nausea,
  • diarrea,
  • affaticamento.

Tra gli effetti comuni, cioè riferiti fino a una persona su dieci, rientrano:

  • ansia, nervosismo e irrequietezza,
  • riduzione dell'appetito e del peso,
  • capogiri, sonnolenza e tremori,
  • disturbi gastrointestinali e secchezza delle fauci,
  • aumento della sudorazione,
  • visione offuscata e palpitazioni,
  • riduzione del desiderio sessuale e difficoltà nella sfera sessuale,
  • eruzioni cutanee.

Alcuni effetti indesiderati possono attenuarsi nelle prime settimane di trattamento. Quando invece persistono o interferiscono con la vita quotidiana, come può accadere con l'insonnia o con i disturbi della sfera sessuale, è opportuno segnalarli al medico, che potrà valutare come proseguire il trattamento.

Nelle prime settimane alcune persone possono sperimentare un aumento dell'irrequietezza, dell'agitazione, dell'insonnia o dell'ansia. Questi sintomi possono attenuarsi con il proseguimento della terapia, ma è importante comunicarli al medico, soprattutto se sono intensi o in peggioramento, senza modificare la dose o interrompere autonomamente il farmaco.

La scheda tecnica riporta anche eventi meno comuni ma potenzialmente importanti, tra cui sindrome serotoninergica, convulsioni, iponatriemia, reazioni allergiche gravi e comparsa di sintomi maniacali. Anche la comparsa o l'aumento di pensieri suicidari richiede particolare attenzione, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento o in occasione di variazioni della dose. In presenza di sintomi gravi o di un rischio immediato è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o ai servizi di emergenza.

Un altro aspetto riguarda i sintomi da sospensione, che possono comparire quando il trattamento viene interrotto, soprattutto se bruscamente. Tra quelli descritti figurano capogiri, disturbi sensitivi come formicolii, alterazioni del sonno, agitazione o ansia, nausea e vomito. La loro comparsa non equivale a una dipendenza nel senso tipico associato alle sostanze d'abuso.

La lunga permanenza della fluoxetina nell'organismo può rendere i sintomi da sospensione meno frequenti rispetto ad antidepressivi con un'emivita più breve, ma non li esclude. Una revisione sistematica con metanalisi ha confermato che la frequenza e l'intensità di questi sintomi variano anche in base al farmaco utilizzato (Henssler et al., 2024). Per questo, modalità e tempi dell'interruzione vanno concordati con il medico.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Alcune associazioni con Fluoxeren sono controindicate dalla scheda tecnica. La prima riguarda gli inibitori delle monoamminossidasi (I-MAO) non selettivi irreversibili, perché l'associazione può contribuire alla sindrome serotoninergica, una condizione che può manifestarsi con febbre, rigidità muscolare, agitazione e confusione.

Per questo vanno rispettati intervalli precisi, infatti devono passare almeno due settimane dalla sospensione di un I-MAO irreversibile prima di iniziare Fluoxeren, e almeno cinque settimane dalla sospensione di Fluoxeren prima di assumere un I-MAO. L'intervallo più lungo dipende dalla permanenza della molecola nell'organismo.

È controindicata anche l'associazione con il metoprololo utilizzato nell'insufficienza cardiaca. La fluoxetina inibisce infatti un enzima epatico coinvolto nel metabolismo di molti medicinali, e può aumentarne la concentrazione nel sangue.

Sullo stesso meccanismo si basa un'altra possibile interazione da conoscere, quella con il tamoxifene, di cui la fluoxetina può ridurre l'efficacia. In presenza di una terapia oncologica in corso la scelta dell'antidepressivo va discussa con i medici che seguono entrambi i trattamenti.

Altre associazioni richiedono cautela e monitoraggio:

  • Sostanze serotoninergiche: litio, triptani, analgesici oppioidi come il tramadolo, triptofano ed erba di San Giovanni, per la possibile sindrome serotoninergica;
  • Anticoagulanti, antiaggreganti e antinfiammatori non steroidei: possono aumentare la tendenza al sanguinamento;
  • Farmaci che prolungano l'intervallo QT: alcuni antiaritmici, antipsicotici e antibiotici;
  • Medicinali che riducono il sodio nel sangue: diuretici, carbamazepina e desmopressina;
  • Altri antidepressivi e antipsicotici: possono aumentare la probabilità di convulsioni.

La scheda tecnica non considera consigliabile l'associazione tra un SSRI e l'alcol. È inoltre importante informare il medico di ogni farmaco, integratore o prodotto erboristico in uso, compresi quelli acquistati senza prescrizione.

Avvertenze e precauzioni d'uso

Alcune condizioni richiedono una valutazione attenta prima di iniziare Fluoxeren e un monitoraggio nel corso del trattamento.

Nelle prime settimane di terapia e nelle persone al di sotto dei 25 anni va monitorata la comparsa o l'intensificarsi di pensieri suicidari. Un'analisi dei dati degli studi clinici sugli antidepressivi ha rilevato in questa fascia d'età un rischio più elevato rispetto al placebo (Stone et al., 2009).

Va inoltre considerato che la depressione è di per sé associata a un aumento di questo rischio. In presenza di questi segnali è necessario contattare subito il medico o rivolgersi al pronto soccorso, senza attendere il controllo successivo.

Ci sono poi alcune situazioni in cui l'uso di Fluoxeren richiede una valutazione particolarmente attenta da parte del medico:

  • Gravidanza: il rapporto tra benefici e possibili rischi deve essere valutato individualmente. I dati disponibili indicano un lieve aumento del rischio di malformazioni cardiovascolari associato all'esposizione alla fluoxetina nel primo trimestre. L'assunzione di SSRI nelle fasi avanzate della gravidanza, inoltre, è stata associata a un aumento del rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato.
  • Allattamento: fluoxetina e norfluoxetina passano nel latte materno, perciò la scelta di proseguire il trattamento va discussa con il medico.
  • Persone anziane: la scheda tecnica raccomanda cautela nell'aumento della dose; particolare attenzione va inoltre prestata al rischio di iponatriemia, cioè una riduzione della concentrazione di sodio nel sangue.
  • Ridotta funzionalità epatica: può rendere necessario utilizzare una dose più bassa o somministrare il farmaco con minore frequenza.
  • Diabete: il trattamento può modificare il controllo della glicemia e rendere necessario un adeguamento della terapia con insulina o farmaci antidiabetici.
  • Epilessia o precedenti crisi convulsive: è necessaria cautela e il trattamento deve essere rivalutato se compaiono convulsioni o aumenta la frequenza delle crisi.
  • Disturbo bipolare: la presenza di episodi maniacali in anamnesi richiede particolare cautela, anche per il possibile rischio di viraggio verso una fase maniacale.
  • Condizioni cardiache o prolungamento dell'intervallo QT: in presenza di specifici fattori di rischio il medico può valutare l'opportunità di un controllo elettrocardiografico.
  • Guida e uso di macchinari: la fluoxetina può influire sulla capacità di svolgere attività che richiedono attenzione e coordinazione. È quindi prudente verificare la propria risposta al farmaco prima di guidare o utilizzare macchinari.

Nella popolazione pediatrica, l'uso è previsto a partire dagli 8 anni esclusivamente per gli episodi di depressione maggiore da moderata a grave. Durante il trattamento è necessario un monitoraggio attento, in particolare per riconoscere tempestivamente la comparsa di comportamenti suicidari, ostilità o altri cambiamenti significativi del comportamento.

Anche l'interruzione del trattamento deve essere concordata con il medico. La scheda tecnica raccomanda di evitare una sospensione brusca e di ridurre gradualmente la dose nell'arco di almeno una o due settimane, adattando eventualmente i tempi alla risposta individuale.

Il monitoraggio medico è particolarmente importante nelle prime fasi della terapia e dopo eventuali variazioni del dosaggio. In alcuni casi può essere utile coinvolgere anche una persona di fiducia, che possa contribuire a riconoscere cambiamenti importanti dell'umore o del comportamento.

Due amiche si rilassano a casa, una con un libro, godendo di un'atmosfera accogliente e condividendo acqua su un divano giallo.
cottonbro studio – Pexels

Fluoxeren e psicoterapia: come si integrano nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia possono intervenire su aspetti diversi dello stesso problema e non si escludono a vicenda. Il trattamento farmacologico può contribuire a ridurre l'intensità dei sintomi, mentre la psicoterapia permette di lavorare sui meccanismi psicologici e comportamentali che contribuiscono alla sofferenza e sul modo in cui questa incide sulla vita quotidiana.

Nella bulimia nervosa, la stessa indicazione della fluoxetina ne prevede l'impiego in associazione alla psicoterapia per ridurre le abbuffate e le condotte di eliminazione. Anche nella depressione dell'adulto il trattamento combinato può offrire vantaggi: una network meta-analisi ha rilevato una maggiore efficacia dell'associazione tra psicoterapia e farmacoterapia rispetto ai due trattamenti utilizzati singolarmente (Cuijpers et al., 2020).

Nel disturbo ossessivo-compulsivo, la terapia cognitivo-comportamentale con esposizione e prevenzione della risposta (ERP) rappresenta uno degli interventi psicoterapeutici con maggiori evidenze. Le possibilità di trattamento dei disturbi depressivi sono invece approfondite nella pagina dedicata alla depressione.

Nella pratica, la riduzione dei sintomi ottenuta con il farmaco può, in alcuni casi, facilitare il lavoro psicoterapeutico. Allo stesso tempo, la terapia può aiutare a riconoscere e modificare modalità che mantengono la sofferenza, per esempio quando il rimuginio occupa gran parte della giornata o quando l'evitamento restringe progressivamente le attività e le relazioni.

Chi inizia un antidepressivo può avere timori legati alla possibilità di diventarne dipendente o alla paura che il farmaco possa cambiare il proprio modo di sentire. Sono preoccupazioni che possono essere affrontate apertamente sia con il medico sia con lo psicologo, distinguendo le informazioni sul trattamento farmacologico dal lavoro sui significati e sulle paure che lo accompagnano. Le decisioni relative all'inizio, al dosaggio o alla sospensione del farmaco restano di competenza medica.

Se stai valutando un supporto psicologico accanto alla terapia con Fluoxeren, puoi iniziare un percorso di psicoterapia online con Unobravo e trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

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FAQ

Fluoxeren è uno dei nomi commerciali della fluoxetina, un antidepressivo della classe degli SSRI. Le indicazioni approvate comprendono gli episodi di depressione maggiore, il disturbo ossessivo-compulsivo e la bulimia nervosa, quest'ultima in associazione alla psicoterapia. La stessa molecola è distribuita in Italia anche come Prozac e come medicinale equivalente.
Contengono lo stesso principio attivo, la fluoxetina, e rispondono alle stesse indicazioni approvate. Cambiano il nome commerciale, l'azienda che li distribuisce e le formulazioni disponibili. La scelta tra un medicinale e l'altro viene fatta dal medico e può dipendere anche dalla forma farmaceutica più adatta alla singola persona.
È in commercio in capsule rigide da 20 mg, compresse dispersibili da 20 mg e soluzione orale da 20 mg/5 ml. Le compresse dispersibili e la soluzione orale possono risultare più praticabili per chi ha difficoltà a deglutire. Il dosaggio e la forma vengono stabiliti dal medico.
I primi miglioramenti si percepiscono in genere dopo due o quattro settimane, mentre nel disturbo ossessivo-compulsivo la risposta può richiedere più tempo. L'assenza di effetti nelle prime settimane non indica che il farmaco non stia funzionando, e la sospensione non va decisa autonomamente.
Nelle prime settimane alcune persone riferiscono un'accentuazione temporanea di agitazione, insonnia o ansia. È una reazione che tende a ridursi con il proseguimento del trattamento, ma va segnalata al medico, soprattutto se compaiono pensieri suicidari o un peggioramento marcato del quadro.
La scheda tecnica classifica come molto comuni insonnia, cefalea, nausea, diarrea e affaticamento. Tra gli effetti comuni rientrano ansia e nervosismo, riduzione dell'appetito, capogiri, tremori, aumento della sudorazione, disturbi della sfera sessuale ed eruzioni cutanee. Intensità e durata variano da persona a persona.
No, la fluoxetina non è associata a dipendenza nel senso tipico delle sostanze d'abuso, perché non compaiono craving né ricerca compulsiva del farmaco. Un'interruzione brusca può però provocare sintomi da sospensione come capogiri, formicolii, disturbi del sonno e irritabilità, e per questo la riduzione della dose è graduale e definita dal medico.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) di Fluoxeren® (fluoxetina), capsule rigide, compresse dispersibili e soluzione orale.
  • Cipriani, A., Furukawa, T. A., Salanti, G., et al. (2018). Comparative efficacy and acceptability of 21 antidepressant drugs for the acute treatment of adults with major depressive disorder: a systematic review and network meta-analysis. The Lancet, 391(10128), 1357-1366. https://doi.org/10.1176/appi.focus.16407
  • Cuijpers, P., Noma, H., Karyotaki, E., et al. (2020). A network meta-analysis of the effects of psychotherapies, pharmacotherapies and their combination in the treatment of adult depression. World Psychiatry, 19(1), 92-107. https://doi.org/10.1002/wps.20701
  • Henssler, J., Schmidt, Y., Schmidt, U., et al. (2024). Incidence of antidepressant discontinuation symptoms: a systematic review and meta-analysis. The Lancet Psychiatry, 11(7), 526-535. https://doi.org/10.1016/S2215-0366(24)00133-0
  • Stone, M., Laughren, T., Jones, M. L., et al. (2009). Risk of suicidality in clinical trials of antidepressants in adults: analysis of proprietary data submitted to US Food and Drug Administration. BMJ, 339, b2880. https://doi.org/10.1136/bmj.b2880
  • World Health Organization. (2023). Antidepressants (tricyclic antidepressants and selective serotonin reuptake inhibitors) in the treatment of adults with depressive episode/disorder. WHO.

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