Nel secondo dopoguerra la televisione entra nelle case degli italiani, dando il via a riti come quello di trovarsi nel salotto dei fortunati possessori del nuovo elettrodomestico per le partite della nazionale, il Carosello o i notiziari.
Quante immagini sono state trasmesse da allora, quante emozioni, quante notizie, quanti momenti storici passati per il tubo catodico.
Con l’avvento di internet l’uso e il consumo di TV è molto cambiato. Le serie hanno iniziato a spadroneggiare prendendo spazi di trasmissione e di mercato sempre più importanti favorendo fenomeni come quello del binge watching, vere e proprie abbuffate televisive che proveremo ad approfondire da un punto di vista psicologico.

La storia della "scatola magica"
I primi esperimenti sull'apparecchio televisivo risalgono a fine ‘800 quando i fratelli Siemens proposero l’occhio elettrico artificiale che sfruttava le proprietà del selenio.
Nel 1925 fu John Baird a trovare il modo di trasferire delle immagini in movimento a distanza creando di fatto la televisione in bianco e nero. La prima dimostrazione pubblica di trasmissione avvenne nel gennaio del 1926 sfruttando miglioramenti nel campo delle conoscenze elettriche e delle linee telefoniche. Negli anni ‘30 la nuova tecnologia si diffuse anche in Europa e nel 1936 i giochi olimpici di Berlino furono occasione della prima trasmissione sportiva in diretta. La televisione elettronica (il dispositivo che utilizza il tubo catodico inventato da Braun nel 1897) fu inventata nel 1927 da Farnsworth. A partire dagli anni ‘90 del XX secolo avviene il graduale passaggio alla televisione digitale che utilizza la tecnologia che attualmente ci permette di godere degli spettacoli trasmessi sul piccolo schermo.
La tv on demand e il binge watching
A partire dal 2013 inizia la rivoluzione della tv on demand.
Guarda quello che vuoi, quando vuoi, senza interruzioni, senza pubblicità, con pieno controllo su inizio, scorrimento e fine dei programmi. Nascono le principali piattaforme che invadono il mercato con la "serialità" di contenuti strutturati su episodi e stagioni che si susseguono creando suspence e attesa negli spettatori.
L’uso dei dispositivi cambia radicalmente. Smartphone, tablet, pc diventano alternative portatili e sempre a portata di mano dei fans. In aereo, treno, mentre ci si sposta, in pausa pranzo, nel letto prima di addormentarsi, ogni occasione è buona per guardare un episodio. Nasce in questo modo il fenomeno del Binge Watching. Si tratta di un fenomeno comportamentale definibile nel momento in cui vengono guardati tra i due e i sei episodi di uno show televisivo in un’unica sessione (Starosta & Izydorczyk, 2020). Analogamente a quanto accade in ambito alimentare, il fenomeno si riferisce a un’abbuffata di contenuti audiovisivi.
I significati psicologici dietro le abbuffate di serie e contenuti audiovisivi
Cosa porta una persona ad “abbuffarsi” di contenuti audiovisivi? Proviamo a fornire spiegazioni in linea con quanto emerge dall’analisi della letteratura (Starosta & Izydorczyk, 2020; Flayelle et al., 2020). Il binge watching ha diverse motivazioni tra cui:
- Intrattenimento;
- Emozioni e pensieri positivi;
- Trascorrere il tempo libero.
- Connessioni sociali: guardare le serie permette il commento e il confronto con altre persone, altri fans e le persone guardano più facilmente serie se queste vengono loro consigliate da altri (Shim & Kim, 2018);
- Gratificazione immediata di bisogni legati a intrattenimento e relax.
Coloro che tendono ad abbuffarsi sembrerebbero avere differenti tratti di personalità e il comportamento potrebbe comportare rischi.
Binge watching e dipendenza
La letteratura (Starosta & Izydorczyk, 2020) mette in evidenza come nel comportamento connesso alle abbuffate di serie e immagini ci sarebbero aspetti riconducibili alla dipendenza. La Fomo (la paura di rimanere esclusi da qualcosa) sarebbe ad esempio fortemente correlata ai comportamenti compulsivi che inducono a trascorrere diverse ore davanti allo schermo (Collin et al., 2016). Paradossalmente le persone che sperimentano emozioni negative, ansia o nervosismo durante le abbuffate, sono più motivate a consumare i contenuti sviluppando una maggiore dipendenza. Il binge watching rappresenterebbe un comportamento compensatorio capace di offrire un rifugio alternativo alla realtà, controllare emozioni negative, affrontare problemi. L’esperienza di completa immersione favorisce la fuga nelle dimensioni fantastiche e l’immedesimazione con i personaggi.
Il profilo del binge watcher
Tratti di personalità riconducibili a vulnerabilità emotiva (ansia e bassa autostima), scarsa capacità di controllo sul comportamento (impulsività e urgenza), attrazione cognitiva ed emotiva verso le storie dei personaggi sarebbero alla base del comportamento di abbuffata.
La ricerca evidenzia 4 profili di binge watcher:
- Avido: presenta elevati livelli di urgenza ed emotività;
- Colui che guarda per fini ricreativi e intrattenimento: visione occasionale e non problematica con minore motivazione;
- Disregolato: forte reattività emotiva, massima impulsività e perdita di controllo con presenza di eventuali altre dipendenze;
- Regolato: la motivazione è data dall’arricchimento emotivo, non risultano impulsivi, ma più equilibrati.

Abbuffarsi di serie comporta dei rischi?
Il binge watching eccessivo può essere la causa di forme di dipendenza comportamentale. Emozioni, sonno, salute e relazioni possono essere impattati negativamente, ma la ricerca non è ancora riuscita a individuare esattamente i meccanismi causali.
Le abbuffate di contenuti audiovisivi possono infatti favorire:
- Sedentarietà, consumo di cibo non salutare, scarsa attività fisica;
- Depressione, ansia e solitudine;
- Riduzione della qualità del sonno;
- Sensazioni di insoddisfazione al termine delle sessioni;
- Perdita di autocontrollo, impulsività, sintomi di astinenza;
Ritornare a un uso funzionale della televisione è possibile
Il viaggio nella storia della televisione non si conclude per forza nelle abbuffate di contenuti audiovisivi. Come tutti i comportamenti riconducibili a discontrollo e dipendenza, il binge watching può richiedere la consulenza di un professionista per indagare le cause e operare trasformazioni comportamentali finalizzate al recupero di quote di benessere emotivo e psicologico. Rivolgersi a uno psicologo può essere utile per affrontare la tendenza compulsiva alla fruizione di serie televisive.




