Cerchi supporto per il disagio che provi?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Disturbi psichici
5
minuti di lettura

Il perfezionismo: miglioramento di sé o gabbia esistenziale?

Il perfezionismo: miglioramento di sé o gabbia esistenziale?
Silvia Moroso
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Neuropsicologico
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
7.2.2020
Il perfezionismo: miglioramento di sé o gabbia esistenziale?
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Metti al primo posto il tuo benessere psicologico

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 400.000 pazienti
9.000+ psicologi sulla piattaforma

Cosa si intende per perfezionismo?

È ormai ampiamente riconosciuto che la caratteristica principale di quest’epoca è la spinta al miglioramento di se stessi e al conseguimento di obiettivi, che però molto spesso sono difficili da raggiungere o addirittura irrealizzabili.

Nella società contemporanea, in cui ognuno di noi vive ed è immerso, gli standard sono altissimi e il perfezionismo domina ogni campo dell’esistenza. Siamo costantemente esortati a dare di più e a pretendere dalle nostre prestazioni risultati sempre migliori… Ma quando essere perfezionisti può diventare patologico?

Perfezionismo sano e patologico

Con la parola perfezionismo si definisce la tendenza a pretendere da se stessi o dagli altri una prestazione di qualità maggiore rispetto a quella richiesta, oltre che alla costante volontà di raggiungere obiettivi irrealistici e spesso al di sopra delle proprie possibilità.

La spinta al miglioramento e alla perfezione però non sempre può essere definita come “patologica”. Infatti, molte volte, questa può rivelarsi funzionale al raggiungimento di importanti obiettivi personali e di vita. Si può dunque compiere una distinzione tra un:

  • perfezionismo sano che porta l’individuo a misurarsi con le proprie capacità e con obiettivi diversi e stimolanti;
  • un perfezionismo significativo a livello clinico, dove l’autostima e il valore della persona dipendono dai risultati ottenuti dalle proprie azioni

Questo può causare un’esagerata preoccupazione di commettere errori, standard personali irragionevoli,  insicurezza, dubbio e talvolta totale inazione.

Alcune caratteristiche del perfezionismo

  • Non accettazione dell’errore, che viene interpretato come un fallimento personale;
  • ipercriticismo e paura di non riuscire a portare a termine le proprie attività in modo perfetto, con conseguente procrastinazione;
  • standard personali e prestazionali elevati, a volte irraggiungibili;
  • paura del giudizio e della valutazione altrui, spesso connessa ad una sovrastima delle aspettative dell’altro;
  • pensiero del “tutto o nulla”: o si raggiunge un successo oppure è un totale fallimento;
  • insoddisfazione causata dal mancato raggiungimento dei propri standard o dal mancato apprezzamento dei risultati conseguiti: a ogni traguardo corrisponde un innalzamento delle aspettative.
Pixabay - Pexels

È inoltre importante sottolineare come Il perfezionismo clinico possa avere un ruolo rilevante nell’eziologia di alcuni disturbi psicopatologici quali:

  • depressione;
  • disturbi d’ansia (ansia sociale, fobia sociale, disturbo ossessivo compulsivo (DOC);
  • disturbo di personalità ossessivo-compulsivo (DPOC);
  • disturbi dell’alimentazione (DCA).

Cosa fare se il voler essere perfetto ti blocca?

Un primo passo può consistere nel capire se la propria propensione al perfezionismo è disfunzionale o meno. Infatti, come sottolineato in precedenza, non c’è nulla di male nel voler far bene le cose o nel volersi migliorare; tuttavia, quando questa tendenza comporta insoddisfazione, inazione e sofferenza, è giusto domandarsi se questa non costituisca un danno o una limitazione alla propria esistenza.

Pertanto è utile compiere un’analisi dei costi e dei benefici rispetto alle proprie convinzioni perfezionistiche, per poter valutare i vantaggi e gli svantaggi, con le conseguenti reazioni emotive e comportamentali che si hanno nel mantenerle.

È inoltre possibile individuare le attività che si svolgono compulsivamente e attuare una progressiva diminuzione del tempo dedicatogli o sfidare il perfezionismo, mettendo in pratica comportamenti opposti a quelli finora utilizzati.

La psicoterapia può aiutare?

Lo scopo della psicoterapia è quello di uscire dalle strette maglie della perfezione ad ogni costo e portare a un cambio di prospettiva: si può essere altrimenti e si possono avere nuove possibilità.

Quando il perfezionismo diventa disfunzionale e l’esistenza dell’individuo è messa in scacco, è altresì importante rivolgersi ad un professionista. Infatti quest’ultimo potrà accompagnare la persona nel percorso di cura, favorendo la comprensione dei suoi modi d’essere e l’apertura a nuove possibilità d’azione.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Silvia Moroso
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Neuropsicologico
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Trova il tuo psicologo

Vuoi saperne di più sul tuo benessere psicologico?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.