Crescita personale

La genialità delle intuizioni freudiane e l’interpretazione dei sogni

Come ci ricorda Fromm, se Freud non avesse elaborato una teoria della nevrosi e un metodo terapeutico, sarebbe comunque una delle figure di maggior rilievo delle scienze dell’uomo per il solo fatto di aver scoperto l’arte di interpretare i sogni. In questo articolo cercheremo di comprendere le sorprendenti implicazioni cliniche di queste intuizioni, tuttora messe in uso dagli psicologi di tutto il mondo attraverso il metodo interpretativo.

Freud sosteneva che il lavoro del sogno fosse accessibile solo attraverso l’interpretazione e questa teoria ha costituito il primo esempio e modello sul tema. Il regno dell’inconscio penetra nei nostri sogni. Quando sogniamo, pensiamo cose che nella vita diurna sono assolutamente inconcepibili o insensate ma, per citare il filosofo Paul Ricœur

“il sogno in quanto spettacolo notturno ci è ignoto, è la narrazione, al risveglio che ce lo rende accessibile”.

L’interpretazione dei sogni: metodi e teorie

In quasi tutte le epoche gli uomini hanno cercato di interpretare i sogni utilizzando vari metodi:

  • le teorie scientifiche cercavano di spiegare il sogno come fenomeno della vita mentale, appellandosi ad una riduzione dell’attività psichica, ad un allentamento delle associazioni;
  • alcuni metodi erano basati su superstizioni e idee irrazionali;
  • altri, come quelli dell’antico Oriente, erano caratterizzati da una profonda comprensione del significato del sogno, inteso come un messaggio che inviamo a noi stessi e che dobbiamo comprendere se vogliamo capire la nostra soggettività.

Freud dichiara esplicitamente di collegarsi a tale tradizione tuttavia, come egli stesso afferma nel saggio L’interpretazione dei sogni:

“Tutti i precedenti tentativi di risolvere i problemi del sogno si rifacevano direttamente al contenuto onirico manifesto, dato nel ricordo, e si sforzavano di ricavare da questo l’interpretazione del sogno. (…) Noi siamo i soli a trovarci in una situazione diversa; per noi, fra il contenuto del sogno e risultati della nostra osservazione si inserisce un nuovo materiale psichico: il contenuto latente o pensieri del sogno, ottenuto per mezzo del nostro procedimento. Da questo contenuto, e non da quello manifesto, siamo venuti sviluppando la soluzione del sogno. È a noi pertanto che spetta anche il nuovo compito, che prima non esisteva, il compito di esaminare i rapporti tra contenuto manifesto e pensieri onirici latenti e di indagare per quali processi da questi ultimi abbia a risultare il primo.”
Comfreak - Pixabay;

Un insieme di significati

Partendo dalle idee freudiane lo psichiatra Matte Blanco approfondì un aspetto molto interessante: l’inconscio come classe aperta. Nei sogni abbiamo a che fare con il linguaggio simbolico e nel simbolo la parte è trattata come avente le potenzialità del tutto. Ogni volta che l’inconscio si trova di fronte a un oggetto totale o parziale, lo tratta come una classe di oggetti.

Prendiamo l’esempio di un seno. Ogni volta che ci troviamo di fronte a qualsiasi oggetto che assomiglia in qualche modo ad un seno, rispetto al suo aspetto formale o a quello funzionale, esso può arrivare a rappresentare il seno per l’inconscio. Un seno può essere:

  • qualsiasi oggetto rotondo soffice o caldo;
  • qualsiasi oggetto che può nutrire fisicamente ma anche psicologicamente;
  • può rappresentare anche tutte queste cose insieme.

 Per l’inconscio, quindi, un seno è una classe aperta che può contenere un numero infinito di possibilità.

Il sogno che svela il trauma

Le immagini del sogno sono un tentativo di raffigurabilità, talvolta di una situazione traumatica altrimenti non rappresentabile. Attraverso la simbolizzazione, il sogno rende pensabili e rappresentabili esperienze che il paziente non ha potuto né verbalizzare né pensare. 

Il sogno è un’intima creazione del paziente, in certi casi può rappresentare la migliore finestra che abbiamo a disposizione sul suo mondo interiore. L’analista può aiutare questo lavoro prendendo spunto dalle immagini oniriche del paziente, per poi offrirgli ipotesi interpretative e può quindi rafforzare e irrobustire il livello di raffigurabilità messo in atto dalle immagini del sogno.

Pixel2013 – Pixabay.

Il tempo del sogno

Nel sogno, una delle leggi dell’inconscio è “l’assenza di tempo”. Così un adulto può scoprirsi bambino, annullando il riferimento al tempo reale. Un esempio clinico molto interessante riguarda i sogni di 195 sopravvissuti all’oppressione nazista che lo studioso Klaus Fink ha esaminato in 25 anni dalla persecuzione. Il tratto comune di queste persone era:

  • gravi disturbi del sonno;
  • sogni angoscianti e terrificanti che riproponevano, azzerando il tempo trascorso, contenuti legati a profonde esperienze di vergogna, atroci sensi di colpa, timore reverenziale dell’autorità, tane, covi, nascondigli.

La storia di queste persone era stata talmente devastata da eventi traumatici, che la percezione del tempo si era deformata: gli eventi sembravano essere vissuti il giorno prima, come se fossero accaduti nel tempo presente. Lo stato immutato di terrore di queste vittime può essere interpretato solo se consideriamo le leggi dell’inconscio, in questo caso quella dell’atemporalità, più possente e robusta della realtà esterna e del passare del tempo.


La rivoluzione di Freud

La grande rivoluzione freudiana nell’interpretazione dei sogni è stata in primo luogo quella di sostenere che il nostro apparato psichico funziona senza un riferimento anatomico. L’altro grande aspetto rivoluzionario riguarda il versante interpretativo: la possibilità all’interno della coppia paziente-psicologo che il sogno, da esclusivo prodotto del paziente, diventi oggetto di comunicazione e si trasformi da significato oscuro a senso maggiormente intelligibile.

Freud si pose domande rivoluzionarie:

  • che tipo di relazione c’è tra inconscio e coscienza?
  • in che modo l’analista, attraverso il processo interpretativo, arriva ad esplorare il nostro inconscio?
  • in che modo il professionista riesce, attraverso l’osservazione esplicativa, a comunicare il modo in cui pensieri, sentimenti, comportamenti del paziente si collega al loro significato o origine inconscia?

Potrebbero interessarti