Psicologia della salute
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La psiconcologia per affrontare una diagnosi di cancro

La psiconcologia per affrontare una diagnosi di cancro
La psiconcologia per affrontare una diagnosi di cancrologo-unobravo
Ludovica Mastrilli
Ludovica Mastrilli
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento analitico transazionale
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il

Quando si scopre di soffrire di malattie gravi come un tumore, la vita nella sua totalità cambia. Mentre il corpo si ritrova a combattere con un nemico che sconvolge la qualità e lo stile di vita, la mente inizia a soffrire di stati d’ansia, depressione, paura e confusione. Affrontarli può essere difficile, per questo la psiconcologia può essere d’aiuto per gestire i risvolti emotivi della malattia. Approfondiamo in questo articolo gli obiettivi e i benefici della psiconcologia.

La diagnosi di cancro

Il cancro rappresenta, per il paziente e per la sua famiglia, una prova esistenziale sconvolgente, che riguarda tutti gli aspetti della vita:

  • il rapporto con il proprio corpo;
  • il significato dato alla sofferenza, alla malattia e alla morte;
  • le relazioni familiari, sociali e professionali.

Il tumore può provocare un ampio spettro di disturbi fisici e psicologici. Spesso, infatti, il malato manifesta un significativo livello di distress psicologico e disturbi psichiatrici come:

  • depressione maggiore;
  • distimia, cioè il disturbo depressivo persistente;
  • ansietà.

Le conseguenze della scoperta della malattia possono dunque essere strategie inconsce per allontanare dalla consapevolezza le emozioni intollerabili: queste difficoltà psicologiche possono essere trattate con la psiconcologia.

Cos’è la psiconcologia

La psiconcologia si rivolge ad una persona il cui disagio psicologico non dipende da un disturbo psicopatologico, ma dal trauma della diagnosi di cancro e che quindi tocca molti aspetti della vita:

  • il rapporto con il proprio corpo
  • la sofferenza
  • la morte
  • le relazioni
  • la qualità di vita
  • la progettualità.
SHVETS production - Pexels

Per questo si concentra su due aspetti fondamentali:

  1. la crisi, cioè il “momento del cambiamento”;
  2. le “strategie di adattamento”, cioè le dinamiche per affrontare la situazione.

La Società Italiana di Psiconcologia definisce questo intervento come “finalizzato a promuovere, migliorare e sostenere l'adattamento alla malattia oncologica quale evento traumatico che destabilizza la vita di una persona e il suo equilibrio psicofisico”. La malattia neoplastica innesca una crisi nella quale il supporto psicologico può favorire l’adattamento e la resilienza per un nuovo equilibrio.


A chi si rivolge la psiconcologia?

La psiconcologia si rivolge sia a chi vive in prima persona la diagnosi che alla rete familiare più stretta. Lo scopo è supportare paziente e famiglia durante il processo di cura e aiutare ad affrontare le criticità psicologiche, cercando di potenziare le proprie risorse personali.

L’obiettivo principale della psiconcologia è quello di migliorare la qualità di vita di chi affronta la diagnosi di cancro e la gestione delle terapie. Accade, infatti, di aver bisogno di un aiuto per gestire la sensazione di impotenza e di paura che ne derivano. La richiesta di aiuto è normale anzi, dimostra consapevolezza e lucidità, e una maggiore capacità emotiva di affrontare la situazione.

La psiconcologia interviene anche nel fine vita: accanto alle cure palliative è di aiuto al paziente nella gestione delle forti emozioni che possono caratterizzare questo momento. Questo tipo di intervento psicologico, che può assumere la forma della death education, è rivolto anche ai familiari, sia durante la malattia che dopo il decesso.

Ivan Samkov - Pexels

Quali sono i benefici della psiconcologia

Lo psiconcologo è un alleato in grado di accompagnare chi affronta una diagnosi di tumore nelle fasi più delicate del percorso di cura. Partendo dalle caratteristiche personali di ciascuno, si lavora per aiutare a far emergere o a rafforzare le capacità personali, cruciali per:

  • gestire le emozioni che emergono, come ansia, paura, preoccupazione, rabbia
  • individuare le strategie più adatte a gestire il percorso di cura
  • accettare un corpo da cui ci si sente traditi e in cui non ci si riconosce più
  • trovare un nuovo equilibrio e una nuova modalità di dialogo con il partner o con i familiari.

Tutto questo è di grande aiuto perché, oltre a migliorare la qualità di vita della persona stessa, assicura anche una migliore adesione alle cure con un beneficio sulla risposta del corpo alle terapie.


Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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