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Psiconcologia
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minuti di lettura

L’approccio EMDR nella psiconcologia

L’approccio EMDR nella psiconcologia
Francesca Siino
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
27.1.2026
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La diagnosi di cancro rappresenta un evento traumatico che può colpire profondamente la persona, generando ripercussioni significative sulla sfera psico-emotiva. Le persone con una diagnosi oncologica spesso arrivano in terapia sopraffatte dalla paura della malattia, dall’angoscia e dal timore della morte. Anche i familiari possono sperimentare emozioni simili e trovarsi in difficoltà nella gestione dei propri pensieri e di quelli legati al proprio caro. In questo contesto, il metodo EMDR può essere applicato come supporto per pazienti, familiari e personale medico.

Le conseguenze di una diagnosi di cancro

A livello psicologico, ricevere una diagnosi di tumore può compromettere il delicato equilibrio psico-fisico della persona. Il termine cancro viene spesso associato a gravità e morte, suscitando vissuti di sofferenza e paura. Chi riceve questa diagnosi può sentirsi traumatizzato, poiché alla “ferita” fisica si aggiungono gli effetti di uno shock violento sull’intero organismo. Al momento della diagnosi, la persona può sperimentare un forte senso di:

  • impotenza
  • paura
  • angoscia
  • disperazione
  • rabbia
  • confusione.

Il termine trauma viene utilizzato anche per indicare la sopraffazione della persona da parte di uno stimolo eccessivo, che la rende priva di difese e incapace di reagire.

L’EMDR e il cancro

Come dimostrato da numerose pubblicazioni sull’applicazione nei traumi e nelle psicoterapie, la tecnica EMDR si è rivelata efficace anche nel campo della psiconcologia, diventando parte di un approccio integrato rivolto alle persone con diagnosi oncologica.

Negli ultimi anni è cresciuta l’esigenza di sviluppare un modello integrativo di trattamento, che unisca diverse tecniche e protocolli per potenziare l’efficacia degli interventi esistenti. L’efficacia dell’EMDR è riconosciuta da diverse organizzazioni, tra cui l’OMS che, nel 2013, l’ha indicata come trattamento di elezione per le vittime di traumi.

L’intervento EMDR per il cancro si struttura sulle 7 fasi che una persona con tumore può dover affrontare nel corso della malattia:

1) Screening

In questa fase, la persona vive uno stato di allarme, sperimentando ansia e mettendo in atto comportamenti di minimizzazione o negazione della propria condizione.

2) Diagnosi e piano di trattamento

La reazione può essere depressiva. Il terapeuta raccoglie informazioni utili e individua le reti di supporto; nella pratica EMDR, si lavora sull’installazione del “posto sicuro” e sull’identificazione di risorse interne ed esterne.

3) L’intervento chirurgico

La persona si prepara ad affrontare gli effetti collaterali della terapia e il carico emotivo che ne deriva.

4) Terapia aggiuntiva

Durante questa fase, la terapia successiva all’intervento chirurgico può far sentire la persona come se il corpo, il tempo e la vita non le appartenessero più. Anche la psicoterapia può risentirne.

5) Remissione e follow up

Le reazioni al ritorno alla “normalità” sono diverse e influenzate dallo stile di coping adottato; in alcuni casi, l’esperienza della malattia può portare a una paura ossessiva dei tumori, che si acutizza proprio in fase di remissione.

6) La recidiva

Questa fase può essere particolarmente traumatica, poiché la persona prende consapevolezza che la cura non ha funzionato. Il lavoro sulle risorse deve essere ampliato per fornire strumenti utili ad affrontare nuove sfide.

7) Accompagnamento alla morte

Il trattamento EMDR può affiancare le cure palliative per affrontare timori specifici di questa fase, come la paura di soffrire o di morire soli, e può aiutare a risolvere esperienze irrisolte.

Thirdman - Pexels

Il ruolo del terapeuta

La raccolta di informazioni deve concentrarsi anche sulle attuali condizioni di vita della persona, considerando aspetti come il dolore o il timore della malattia. Durante tutto il percorso, è fondamentale costruire un clima di fiducia. Il terapeuta presta particolare attenzione ai traumi irrisolti, collegando il disagio attuale alle esperienze pregresse.

Le fasi del lavoro

Il terapeuta EMDR aiuta la persona a immaginare come vorrebbe pensarsi, sentirsi e agire in futuro. Invita a riflettere sul momento che rappresenta il ricordo traumatico, identificando l’immagine peggiore di quel ricordo e le sensazioni, i pensieri e le emozioni che emergono nel presente.

La persona viene guidata a esplorare la Cognizione Negativa (l’autoaffermazione negativa legata all’evento traumatico) e la Cognizione Positiva (la verbalizzazione dello stato desiderato). Dopo aver individuato queste cognizioni, si chiede di identificare e misurare l’emozione negativa e localizzare le sensazioni fisiche associate. In questa fase possono emergere emozioni intense, come:

  • esperienze di dolore
  • angoscia
  • timore e paura della morte.

Per questo motivo, è importante che il terapeuta rappresenti una base sicura per la persona.

Successivamente, il terapeuta verifica quanto siano ancora presenti il disagio e la cognizione negativa rispetto al ricordo originale, per poi installare la cognizione positiva. Infine, attraverso la “scansione corporea”, si esplora se permangono sensazioni fisiche disturbanti a livello somatico.

SHVETS production - Pexels

Obiettivi e aree di intervento

È importante offrire alla persona sia una psicoeducazione sulla gestione del dolore e delle emozioni, sia un insieme di strumenti utili per elaborare il materiale traumatico.

Un’altra area di intervento riguarda il rinforzo di azioni e attività di auto cura, che possono favorire una migliore osservanza dei trattamenti medici e la realizzazione di attività per il benessere personale.

Il primo obiettivo da condividere con la persona con diagnosi oncologica è trasformare il proprio ruolo: da vittima di eventi incontrollabili (la malattia vissuta come una condanna) a protagonista attivo della propria vita (fare tutto il possibile per affrontare la malattia).

I benefici del trattamento

Al termine del trattamento, la persona può non sentirsi più bloccata al momento della diagnosi o dalla paura di non farcela, ma sviluppare un atteggiamento più consapevole e la sensazione di potercela fare.

Con l’EMDR in psicoterapia è possibile rielaborare tutte le condizioni fonte di stress legate:

  • al presente
  • alla malattia e alla sua gestione
  • alla rete di sostegno che opera nei confronti della persona
  • agli eventi traumatici della storia personale.

Evidenze scientifiche sull’efficacia dell’EMDR nelle persone con diagnosi oncologica

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconoscono l’EMDR come trattamento di elezione per i disturbi da stress post-traumatico, una condizione che può colpire fino al 20% delle persone con diagnosi oncologica secondo uno studio pubblicato su "Psycho-Oncology" (Abbey et al., 2015). Questo dato sottolinea l’importanza di un intervento mirato e validato scientificamente per affrontare le ripercussioni psicologiche della malattia. In particolare, è stato osservato che, dopo il trattamento, tutte le persone con cancro al seno trattate con EMDR non soddisfacevano più i criteri per il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), mentre tutte le persone trattate con il trattamento abituale (TAU) mantenevano la diagnosi di PTSD (Carletto et al., 2019).

L’American Psychological Association (APA) raccomanda l’EMDR come opzione terapeutica per la gestione dei traumi, inclusi quelli legati a diagnosi e trattamenti oncologici, grazie alle evidenze che ne supportano l’efficacia nel favorire la rielaborazione di esperienze traumatiche e nel promuovere il recupero emotivo.

I benefici neurobiologici dell’EMDR nel contesto oncologico

Oltre ai benefici psicologici, la ricerca ha evidenziato che l’EMDR può produrre cambiamenti misurabili a livello neurobiologico. Studi di neuroimaging, come quello condotto da Pagani e colleghi nel 2017, hanno mostrato che dopo un ciclo di EMDR si possono osservare modifiche nell’attività di alcune aree cerebrali coinvolte nella gestione delle emozioni e nella memoria traumatica, come l’amigdala e la corteccia prefrontale.

Questi cambiamenti suggeriscono che l’EMDR non solo può aiutare a ridurre i sintomi psicologici, ma può anche favorire una riorganizzazione funzionale del cervello, facilitando l’integrazione delle esperienze traumatiche legate alla malattia oncologica. In particolare, nelle persone con cancro al seno e disturbo post-traumatico da stress (PTSD) trattate con EMDR, si è osservato un aumento statisticamente significativo del collegamento funzionale dal cuore al cervello rispetto ai controlli (Malandrone et al., 2024). Inoltre, si evidenzia una riduzione dell’iperattivazione dell’amigdala: l’area cerebrale responsabile delle risposte di paura e allarme può normalizzarsi, contribuendo a una diminuzione dell’ansia. Si riscontra anche un miglioramento della connettività prefrontale, poiché la corteccia prefrontale, coinvolta nella regolazione delle emozioni, può mostrare una maggiore capacità di modulare le risposte emotive intense. Infine, l’integrazione della memoria traumatica permette che le esperienze legate alla diagnosi e ai trattamenti vengano elaborate in modo più adattivo, contribuendo a ridurre il rischio di flashback e pensieri intrusivi. Questi risultati offrono una solida base scientifica per l’utilizzo dell’EMDR come supporto integrato nella psiconcologia.

Strategie pratiche e tecniche di rilassamento integrate nell’EMDR per persone con una diagnosi oncologica

Nel percorso EMDR rivolto a persone con diagnosi di cancro, vengono spesso integrate strategie pratiche per favorire la gestione dello stress e delle emozioni difficili. Queste tecniche possono aiutare la persona a sentirsi più sicura e a mantenere un senso di controllo durante le fasi più delicate del trattamento.

Tra le strategie più utilizzate troviamo:

  • Tecniche di respirazione consapevole: esercizi semplici che aiutano a ridurre la tensione fisica e a calmare la mente nei momenti di ansia.
  • Visualizzazione del "posto sicuro": una pratica guidata che permette di immaginare un luogo protetto e rassicurante, utile per gestire le emozioni intense durante le sedute EMDR.
  • Body scan (scansione corporea): una tecnica che favorisce la consapevolezza delle sensazioni fisiche, aiutando a riconoscere e sciogliere le tensioni legate allo stress della malattia.
  • Strategie di coping personalizzate: il terapeuta aiuta a individuare risorse interne ed esterne, come il supporto della rete familiare o attività piacevoli, per affrontare le difficoltà quotidiane.

Queste pratiche, integrate nel protocollo EMDR, possono contribuire a rafforzare la resilienza e a promuovere un senso di autoefficacia, elementi fondamentali per il benessere psicologico durante il percorso oncologico.

Dati epidemiologici e impatto psicologico del cancro: il ruolo dell’EMDR

Ricevere una diagnosi di cancro può rappresentare un evento potenzialmente traumatico per molte persone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno vengono diagnosticati circa 19,3 milioni di nuovi casi di cancro nel mondo (OMS, 2021).

L’EMDR si configura come uno strumento terapeutico particolarmente efficace nel rispondere alle esigenze di rielaborazione dei vissuti traumatici legati alla malattia, offrendo un supporto mirato e sensibile. Studi recenti hanno evidenziato che sia la terapia EMDR che la psicoterapia standard risultano efficaci nel ridurre i sintomi di PTSD nei pazienti pediatrici oncologici; tuttavia, l’EMDR si dimostra significativamente più efficace, soprattutto nella riduzione dei sintomi intrusivi (Zucchetti et al., 2024). L’intervento precoce con EMDR può quindi contribuire non solo a ridurre il rischio di cronicizzazione dei sintomi psicologici, ma anche a migliorare la qualità della vita delle persone, sia durante il percorso di cura che nella fase di remissione.

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Affrontare una diagnosi di cancro significa spesso dover gestire emozioni intense, paure e momenti di grande vulnerabilità. In questo percorso non è necessario essere soli: grazie a un supporto psicologico specializzato e all’efficacia di approcci come l’EMDR, in molti casi è possibile ritrovare forza, serenità e nuove risorse per affrontare la malattia. Con Unobravo puoi trovare uno psicologo online preparato ad accompagnarti – o ad accompagnare un tuo caro – in ogni fase, con empatia e competenza. Se senti il bisogno di un aiuto concreto per elaborare il trauma, gestire l’ansia o semplicemente ritrovare un po’ di equilibrio, inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online: il primo passo verso un benessere psicologico più solido e consapevole.


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