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L’età adolescenziale: ragazzi e genitori a confronto

L’età adolescenziale: ragazzi e genitori a confronto
L’età adolescenziale: ragazzi e genitori a confrontologo-unobravo
Giulia Balconi
Redazione
Psicologa ad orientamento Psicoanalitico
Unobravo
Pubblicato il

Nell’antica Roma il termine adolescentia indicava il periodo di vita compreso tra i 17 e i 30 anni. Con il tempo, la percezione delle varie fasi della vita ha subìto un cambiamento, legato ai periodi storici e alle richieste che si modificano di generazione in generazione. Oggi, con il termine adolescenza, ci si riferisce a quel periodo che va dai 13-14 anni ai 18, l’età in cui convenzionalmente si ritiene che si raggiunga l’età adulta.


Perchè adolescenti e adulti sono spesso in contrasto?

Durante l’adolescenza viene rielaborato il rapporto con:

  • l’ambiente;
  • gli adulti;
  • le regole sociali.

Il processo di separazione/individuazione che si avvia in questa fase della crescita, porta ragazzi e ragazze a voler comprendere quali sono i limiti fino a cui potersi spingere. E quale modo migliore se non “stressando” tali confini e le regole che le figure autoritarie pongono? Se questo, da un lato, è sintomo di voglia di crescere e avere maggiore autonomia, dall’altro può spesso raggiungere livelli di difficile gestione da parte di genitori, insegnanti, allenatori, educatori.


Gli adolescenti in famiglia: “mamma e papà non mi capiscono”

Affrontare il passaggio dall’età infantile a quella adulta, porta spesso l’adolescente a mettere in atto comportamenti trasgressivi e a andare contro quelle regole che hanno caratterizzato fino a quel momento la sua quotidianità. In realtà, il passaggio che stanno affrontando è anche quello che avviene dalla condizione di figlio, dipendente e legato a doppio filo ai genitori, a quello di uomo o donna adulti, che si preparano ad affacciarsi e immergersi in autonomia nel mondo “dei grandi”.

Quello che si verifica nella maggior parte dei casi è che questo momento si esprima non solo nel desiderio di distinguersi nella propria individualità di ragazzo o ragazza, ma di contrapporsi, nel vero senso della parola, ai genitori e a tutto ciò che essi rappresentano, con l’intento di creare una propria identità personale. Si viene quindi a creare un clima di tensione, con discussioni e litigi sul poter uscire o meno con gli amici, sull’orario di rientro, sui compiti scolastici non svolti, sull’aiutare nelle faccende domestiche.

Giulia M Cameron - Pexels


Genitori: come farsi ascoltare?

Cercare di entrare in contatto con i propri figli adolescenti quando questi sembrano totalmente disinteressanti a quanto gli si dice sembra un’impresa impossibile. Invece, una strategia efficace per i genitori, potrebbe essere quella di creare connessioni e ponti comunicativi con loro:

  • pensando a quando si era adolescenti;
  • cercando dei punti di contatto e di condivisione;
  • riconoscendo nei figli qualcosa di sé;
  • discutendo con loro di quanto potrebbe essere importante il rispetto di una certa regola, senza imporla, ma trasmettendo loro la sua importanza.

Un simile atteggiamento del genitore porterebbe ragazzi e ragazze a non sentirsi “vittime” di quanto imposto da mamma e papà, ma compartecipi e mediatori per la loro stessa libertà, consapevoli che tale non può arrivare da un giorno all’altro, ma che i genitori sono lì proprio per guidarli in questa graduale conquista dell’autonomia.

Ciò permette di creare un sistema di valori condiviso, riconoscendo l’apporto che lo stesso adolescente può portare all’interno delle dinamiche familiari, non solo nell’esecuzione dei compiti di casa ma anche nel condividerne l’importanza. Così, l’adolescente assume un ruolo maggiormente attivo all’interno del menage familiare e nel riconoscimento dei suoi bisogni evoluti, delle sue esigenze e della sua crescente maturità.


L’importanza delle regole

Oltre all’instaurazione di un dialogo, è altrettanto importante saper porre adeguatamente regole e limiti, quando necessario: il contenimento è di grande rilevanza per coloro che si trovano in fase di crescita. Sapere di trovarsi di fronte a qualcuno che è in grado di resistere e gestire i loro comportamenti permette:

  • di evitare che gli atteggiamenti trasgressivi possano volgere verso comportamenti a rischio o addirittura devianti;
  • di percepire la famiglia come un luogo sicuro, autorevole, in cui poter essere coerenti con se stessi e con quanto richiesto;
  • sperimentare il senso di contenimento e cogliere il significato di responsabilità.

Qualora il ragazzo o la ragazza proseguano nella messa in atto di comportamenti trasgressivi che potrebbero metterli a rischio, è necessario che i genitori conoscano le strutture collocate sul territorio alle quali fare riferimento e rivolgersi:

  • Asl territorialmente competente;
  • centri che offrano percorsi di sostegno sia ai genitori che ai giovani.

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