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Psicologia dell’adolescenza
5
minuti di lettura

L’età adolescenziale: ragazzi e genitori a confronto

L’età adolescenziale: ragazzi e genitori a confronto
Giulia Balconi
Psicologa ad orientamento Psicoanalitico
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
31.12.2025
L’età adolescenziale: ragazzi e genitori a confronto
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Nell’antica Roma il termine adolescentia indicava il periodo di vita compreso tra i 17 e i 30 anni. Con il tempo, la percezione delle varie fasi della vita ha subìto un cambiamento, legato ai periodi storici e alle richieste che si modificano di generazione in generazione. Oggi, con il termine adolescenza, in psicologia ci si riferisce a quel periodo che va dai 13-14 anni ai 18, l’età in cui convenzionalmente si ritiene che si raggiunga l’età adulta.

Perchè adolescenti e adulti sono spesso in contrasto?

A causa dei cambiamenti fisici e psicologici in adolescenza viene rielaborato il rapporto con:

  • l’ambiente
  • gli adulti
  • le regole sociali.

Il processo di separazione/individuazione che si avvia in questa fase della crescita porta ragazzi e ragazze a voler comprendere quali sono i limiti fino a cui potersi spingere. E quale modo migliore se non “stressando” tali confini e le regole che le figure autoritarie pongono? Se questo, da un lato, è sintomo di voglia di crescere e avere maggiore autonomia, dall’altro può spesso raggiungere livelli di difficile gestione da parte di genitori, insegnanti, allenatori, educatori.

Gli adolescenti in famiglia: “mamma e papà non mi capiscono”

Affrontare il passaggio dall’età infantile a quella adulta porta spesso la persona adolescente a mettere in atto comportamenti trasgressivi e ad andare contro quelle regole che hanno caratterizzato fino a quel momento la sua quotidianità. In realtà, il passaggio che stanno affrontando è anche quello che avviene dalla condizione di figlio, dipendente e legato a doppio filo ai genitori, a quello di uomo o donna adulti, che si preparano ad affacciarsi e immergersi in autonomia nel mondo “dei grandi”.

Nella maggior parte dei casi, questo momento si esprime non solo nel desiderio di distinguersi nella propria individualità di ragazzo o ragazza, ma anche di contrapporsi, nel vero senso della parola, ai genitori e a tutto ciò che essi rappresentano, con l’intento di creare una propria identità personale. Si viene quindi a creare un clima di tensione, con discussioni e litigi sul poter uscire o meno con gli amici, sull’orario di rientro, sui compiti scolastici non svolti, sull’aiutare nelle faccende domestiche.

Giulia M Cameron - Pexels

Genitori: come farsi ascoltare?

Cercare di entrare in contatto con i propri figli adolescenti quando questi sembrano totalmente disinteressati a quanto viene detto può sembrare un’impresa impossibile. Tuttavia, una strategia efficace per i genitori può essere quella di creare connessioni e ponti comunicativi con loro:

  • pensando a quando si era adolescenti
  • cercando dei punti di contatto e di condivisione
  • riconoscendo nei figli qualcosa di sé
  • discutendo con loro di quanto potrebbe essere importante il rispetto di una certa regola, senza imporla, ma trasmettendo loro la sua importanza.

Un simile atteggiamento del genitore può portare ragazzi e ragazze a non sentirsi “vittime” di quanto imposto da mamma e papà, ma compartecipi e mediatori per la loro stessa libertà, consapevoli che tale autonomia non può arrivare da un giorno all’altro, ma che i genitori sono lì proprio per guidarli in questa graduale conquista dell’autonomia.

Questo permette di creare un sistema di valori condiviso, riconoscendo l’apporto che la persona adolescente può portare all’interno delle dinamiche familiari, non solo nell’esecuzione dei compiti di casa ma anche nel condividerne l’importanza. Così, l’adolescente assume un ruolo più attivo all’interno del menage familiare e nel riconoscimento dei suoi bisogni evolutivi, delle sue esigenze e della sua crescente maturità.

L’importanza delle regole

Oltre all’instaurazione di un dialogo, è altrettanto importante saper porre adeguatamente regole e limiti quando necessario: il contenimento è di grande rilevanza per chi si trova in fase di crescita. Sapere di trovarsi di fronte a qualcuno che è in grado di resistere e gestire i loro comportamenti permette:

  • di evitare che gli atteggiamenti trasgressivi possano volgere verso comportamenti a rischio o addirittura devianti;
  • di percepire la famiglia come un luogo sicuro, autorevole, in cui poter essere coerenti con se stessi e con quanto richiesto;
  • di sperimentare il senso di contenimento e cogliere il significato di responsabilità.

Qualora il ragazzo o la ragazza proseguano nella messa in atto di comportamenti trasgressivi che potrebbero metterli a rischio, è necessario che i genitori conoscano le strutture presenti sul territorio alle quali fare riferimento e rivolgersi:

  • Asl territorialmente competente;
  • centri che offrano percorsi di sostegno sia ai genitori che ai giovani.

Le tappe evolutive dell’adolescenza: età, cambiamenti e differenze principali

Come abbiamo detto in apertura, l’adolescenza è un periodo di transizione che si estende generalmente dai 10 ai 19 anni, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), anche se alcune fonti, come la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA), ne estendono il limite superiore fino ai 24 anni per tenere conto dei cambiamenti sociali e culturali degli ultimi decenni. Questa fase non ha confini rigidi e può variare da persona a persona, ma è caratterizzata da una serie di trasformazioni profonde che coinvolgono diversi ambiti dello sviluppo.

Cambiamenti biologici

Durante l’adolescenza si verificano profondi cambiamenti fisici e neurologici che segnano questa fase di transizione. Dal punto di vista corporeo, la pubertà inizia mediamente tra i 10 e i 12 anni nelle femmine e tra i 12 e i 14 anni nei maschi, anche se sono possibili ampie variazioni individuali. Sul piano endocrino, la maturazione ormonale comporta significative variazioni nei livelli di estrogeni e testosterone, influenzando sia il corpo sia il comportamento. Inoltre, a livello cerebrale, la corteccia prefrontale – area deputata al controllo degli impulsi – non raggiunge ancora una maturazione completa durante l’adolescenza, favorendo così comportamenti più impulsivi e una maggiore propensione alla ricerca di nuove esperienze.

Cambiamenti psicologici e cognitivi

L’adolescenza è anche un periodo di intensa riorganizzazione psicologica:

  • Sviluppo dell’identità: secondo lo psicologo Erik Erikson, questa fase è cruciale per la costruzione dell’identità personale, in cui il ragazzo o la ragazza si interroga su chi è e quale ruolo vuole assumere nella società.
  • Miglioramento delle capacità cognitive: si sviluppano il pensiero astratto, la capacità di pianificazione e la riflessione critica, come descritto da Jean Piaget nella sua teoria delle fasi cognitive.
  • Ricerca di autonomia: cresce il desiderio di indipendenza dai genitori e dalle figure adulte, con una maggiore attenzione ai valori e alle opinioni dei pari.

Cambiamenti socioculturali

L’adolescente si confronta con nuove sfide sociali e culturali: il passaggio dall'infanzia all'età adulta comporta un progressivo distacco dai modelli genitoriali e una maggiore identificazione con il gruppo dei pari, favorendo l'indipendenza ma anche l'esposizione a comportamenti rischiosi. Il gruppo di amici diventa così un punto di riferimento fondamentale, influenzando scelte, comportamenti e senso di appartenenza. L’uso di social network e dispositivi digitali può incidere sull’autostima e sulle relazioni interpersonali. Inoltre, gli adolescenti si trovano spesso a dover gestire aspettative scolastiche, familiari e sociali, che possono generare stress o ansia.

Differenze tra maschi e femmine

Le tappe dello sviluppo adolescenziale possono presentare differenze tra i due sessi:

  • Tempistiche della pubertà: le ragazze tendono a iniziare e concludere la pubertà prima dei ragazzi, con una maggiore precocità nello sviluppo fisico.
  • Aspetti emotivi: le ragazze, secondo alcune ricerche, possono essere più soggette a fluttuazioni dell’umore e disturbi d’ansia, mentre i ragazzi possono manifestare una maggiore impulsività o comportamenti di rischio (Secondo il DSM-5-TR, American Psychiatric Association, 2022).
  • Relazioni sociali: le ragazze spesso danno più importanza alle relazioni intime e al supporto emotivo, mentre i ragazzi possono privilegiare attività di gruppo e competizione.

Queste differenze non sono regole fisse, ma tendenze che possono variare molto da individuo a individuo. Comprendere le tappe evolutive dell’adolescenza e le sue sfumature aiuta genitori, educatori e ragazzi stessi a riconoscere i cambiamenti in atto e a viverli con maggiore consapevolezza.

Cottonbro - Pexels

Le principali sfide psicologiche e sociali dell’adolescenza

L’adolescenza rappresenta una fase di grande complessità, in cui ragazzi e ragazze affrontano sfide che coinvolgono la sfera psicologica, relazionale e sociale.

Nel processo di costruzione dell’identità, la persona adolescente si interroga su chi sia, quali valori desideri abbracciare e come voglia essere percepita dagli altri; tali domande possono generare momenti di incertezza, ma sono fondamentali per lo sviluppo di una personalità autonoma. La ricerca di autonomia si manifesta spesso attraverso richieste di maggiore libertà e la sperimentazione di nuovi comportamenti, che possono sfociare in conflitti con le figure adulte: in questo contesto, gli adolescenti evidenziano una spiccata tendenza alla ricerca di novità e una propensione al rischio. Questo passaggio, seppur talvolta problematico, è necessario per acquisire responsabilità e autonomia.

Le relazioni con i pari assumono un ruolo centrale: il gruppo di amici può influenzare profondamente scelte e comportamenti, offrendo sostegno ma anche esercitando pressioni a conformarsi a determinati modelli.

Inoltre, la persona adolescente si trova a gestire emozioni intense e spesso contrastanti; imparare a riconoscerle e regolarle è una competenza che si sviluppa gradualmente, favorita dal dialogo con adulti di riferimento. Infine, le aspettative scolastiche, familiari e sociali rappresentano ulteriori fonti di stress. Queste sfide, se affrontate in un contesto di ascolto e supporto, possono trasformarsi in occasioni di crescita e rafforzare le competenze emotive e sociali dei ragazzi e delle ragazze.

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