Terapia online

Fare terapia in un mondo digitale

Fare terapia in un mondo digitale
Fare terapia in un mondo digitalelogo-unobravo
Assunta Alfieri
Unobravo
Psicologa ad orientamento Umanistico-Bioenergetico
Servizio di psicologia online
Pubblicato il

L’emergenza pandemica da Covid-19 da un lato ha amplificato le ansie e le paure collettive legate alla gestione della vita quotidiana, dall’altro ha ampiamente incrementato l’utilizzo della tecnologia da parte degli individui, sia in ambito lavorativo che in quello della comunicazione relazionale-affettiva.

La vita e la psiche diventano sempre più permeate dal digitale nei vari settori dell’esperienza umana e oltre il lavoro, anche la conoscenza, l’apprendimento e la socializzazione continuano a subire una radicale trasformazione attraverso la comunicazione mediata da Internet.


La terapia online in un mondo digitale

Anche la terapia può assumere quindi la modalità di assistenza psicologica remota che utilizza tecnologie di comunicazione virtuale. Si tratta di un’interazione terapeutica professionale e qualificata che utilizza il mezzo di Internet per connettere professionisti della salute mentale con i destinatari del servizio.


Una definizione di terapia online

La terapia online è stata definita come:

“Una nuova modalità terapeutica improntata all’assistenza e alla cura della sofferenza psichica attraverso vie virtuali, sincroniche o asincroniche. Si tratta di un processo di interazione tra terapeuta e paziente mirato al trattamento di problematiche di vita, con la particolarità che i due attori sono in luoghi separati o remoti ed utilizzano la via digitale per comunicare tra di loro”

                                                                                                            

Samantha Borges - Unsplash


I riferimenti nella comunità internazionale

La psicoterapia online è stata utilizzata dapprima negli Stati Uniti e poi anche in Europa e in Italia. Non esiste ancora un quadro teorico di riferimento e servirebbero nuovi paradigmi e più esperienze in prima persona, ma le organizzazioni professionali come NBCC (National Board for Certified Counselors), APA (American Psychological Association) e ISMHO (International Society for Mental Health Online) hanno già stabilito un codice etico che moduli la terapia online.


Alcuni degli obiettivi proposti dall’ISMHO, ad esempio, sono:

  • educare i professionisti della salute mentale sulle tecnologie di comunicazione ed informazione più attuali;
  • esplorare e sviluppare l’uso del computer nell’ambito del lavoro di salute mentale;
  • analizzare le questioni legate alla privacy e all’anonimato nel contesto online;
  • sviluppare linee guida per modulare le interazioni online tra professionisti della salute mentale e clienti.


Le linee guida in Italia

Anche il CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) in Italia ha sancito delle linee guida per la prestazione psicologica via Internet, che riguardano l’applicazione di principi etici e le norme del Codice deontologico degli psicologi nella prestazione a distanza:

  • valutare l’adeguatezza dello strumento online per i soggetti coinvolti e i limiti della propria competenza;
  • attenzionare gli aspetti legali per la gestione del servizio;
  • tutelare la riservatezza dei dati e delle informazioni dei propri clienti;
  • gestire il consenso informato da ottenere e documentare accuratamente;
  • fornire riferimenti a strutture cliniche nella posizione geografica del cliente in caso di emergenza per la gestione delle crisi.


Come avviene la comunicazione con lo psicologo online?

Lo psicologo e psicoterapeuta John Suler affronta il problema della terapia online cercando di fare chiarezza e di proporre sistematicità nelle dinamiche di scambio comunicativo psicoterapico online. Descrive i tipi di comunicazioni online come:

  1. comunicazioni sincrone: sono quelle in cui cliente e terapeuta sono seduti davanti ai loro PC nello stesso tempo. Sono un esempio le comunicazioni di solo testo, le telefonate con Internet le videotelefonate, le conferenze audio-video;
  2. comunicazioni asincrone: cliente e terapeuta non interagiscono in tempo reale in diretta, ma utilizzano e-mail, messaggi sui newsgroup e registrazioni audio o audio-video. Tra le comunicazioni asincrone ci sono quelle testuali in cui si utilizza la sola scrittura e quelle sensoriali, cioè quelle con segni e suoni, per cui si possono usare immagini, avatar, corpo e voce.
  3. comunicazioni immaginarie: vengono utilizzate le tecniche di role-playing, psicodramma, analisi dei sogni e creazione di uno scenario/comunità multimediale; 
  4. comunicazioni reali, che utilizzano la chiamata video e audio in tempo reale;
  5. comunicazioni automatiche: includono l’utilizzo di programmi specifici come Eliza, dei protocolli di diagnosi e trattamento;
  6. comunicazioni interpersonali: sono quelle che includono la presenza del terapeuta.
LinkedIn Sales Solutions - Unsplash

Possiamo pensare ai computer come strumenti da integrare all’approccio dello psicoterapeuta che con questo mezzo può regolare:

  • i limiti temporali ed il ritmo dell'interazione terapeutica, incluso il suo grado di spontaneità e la "zona di riflessione";
  • quanta parte dell'incontro terapeutico può essere conservata e rivista;
  • le componenti visiva, uditiva e testuale dell'interazione, compresi i livelli di anonimato, intimità, disinibizione e transfert che ne risultano;
  • l’evidenziazione dei processi cognitivi ed emozionali;
  • gli aspetti immaginari e fantasmatici dell'incontro terapeutico, inclusa la capacità di cogliere le dinamiche inconsce associate con questi aspetti;
  • il grado di presenza e di invisibilità umana, compresa la possibilità di automatizzare parte o tutta l'interazione terapeutica.

Incoraggiare un paziente a sperimentare una serie di canali di comunicazione, sia quelli che preferiscono sia quelli che sembrano loro alieni, può essere di aiuto nel valutare con precisione le loro risorse e le loro debolezze cognitive e sociali.


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