Il Parent Training (PT) è concepito come un programma volto a fornire sostegno alla coppia genitoriale nella gestione del comportamento del bambino. Grazie a questo percorso, i genitori acquisiscono competenze per intervenire sulle condotte problematiche e promuovere comportamenti positivi. Il Parent Training può essere una tecnica efficace per aiutare i genitori a diventare agenti di cambiamento nella vita e nel comportamento del figlio.
I comportamenti problema
Spesso i comportamenti dei bambini sottendono un intento comunicativo: sono tentativi di esprimere una richiesta, un’emozione o un disagio. Tuttavia, quando l’attivazione emotiva del bambino è molto intensa e il suo repertorio comportamentale è poco vario, la comunicazione può avvenire in modo non funzionale. In questi casi si possono manifestare comportamenti problema, così chiamati perché possono interferire con il funzionamento del bambino su più livelli (sociale, scolastico, familiare), rendendo difficile per il contesto (genitori, insegnanti, amici) accettarli e gestirli.
I comportamenti problema possono avere diverse funzioni:
- tenere sotto controllo l’ambiente
- ricevere attenzioni e vicinanza fisica
- ottenere oggetti o attività gradite
- evitare qualcosa di sgradevole o noioso
La comparsa di un comportamento può dipendere da variabili ambientali, come le persone presenti, il momento della giornata o la concomitanza di eventi specifici.
Per i genitori, comprendere la funzione specifica dei comportamenti problema è fondamentale per aiutare il bambino a sviluppare condotte alternative e più funzionali. Inoltre, per capire perché un comportamento problema tende a ripetersi e a strutturarsi, nonostante possa creare difficoltà al bambino e all’ambiente circostante, è importante analizzarne i fattori di mantenimento.
Uno strumento utile a questo scopo è l’analisi funzionale del comportamento, che permette ai genitori di individuare e comprendere la funzione del comportamento problema, ridurne la frequenza e attuare modalità comportamentali alternative. Si insegna quindi ad analizzare le condizioni ambientali che precedono il comportamento (antecedenti) e le reazioni al comportamento (conseguenze), che possono contribuire a mantenerlo. In quest’ottica, il comportamento problematico non è più visto solo come un sintomo da eliminare, ma come espressione di un malessere da analizzare e modificare.
I percorsi di Parent Training aiutano la coppia genitoriale a familiarizzare con strumenti come l’analisi funzionale, permettendo loro di comprendere meglio il senso dei comportamenti del bambino e di intervenire in modo più efficace.
Il ruolo dei genitori nel Parent Training
Con il termine inglese parenting si intende l’insieme dei comportamenti che i genitori mettono in atto con i loro figli.
Il rapporto genitori-figli è influenzato da molteplici fattori: le caratteristiche di personalità, il temperamento e le caratteristiche fisiche del bambino, ma anche la personalità, lo stile cognitivo, le credenze, la storia familiare e la capacità di adattamento del genitore. Questo sistema è ulteriormente influenzato dalla famiglia allargata, dallo status socio-economico, dagli eventi di vita (malattie, trasferimenti, lutti, ecc.), dalla relazione tra i genitori e dall’approccio educativo condiviso.
Rispetto agli stili di parenting, è stato osservato che uno stile educativo negativo si caratterizza per comportamenti controllanti, intrusivi e regole troppo rigide o assenti, mentre uno stile positivo si distingue per responsività, sensibilità, empatia, prevedibilità e capacità di sintonizzarsi con il proprio figlio. Secondo Laurence Steinberg, professore di psicologia alla Temple University di Philadelphia, lo stile educativo più equilibrato è quello che trova un giusto equilibrio tra affetto e fermezza.
Un altro aspetto importante riguarda le differenze tra lo stile genitoriale materno e paterno: può accadere che i genitori non condividano la stessa visione educativa e questo può confondere il bambino, che tenderà a rifugiarsi nell’adulto più permissivo. È quindi fondamentale che i genitori mantengano uno stile il più possibile uniforme e coerente.
Durante i primi incontri di Parent Training, è importante dedicare spazio ai significati che ciascun genitore attribuisce al comportamento disfunzionale del proprio figlio o, in caso di disturbo del neurosviluppo, alla diagnosi ricevuta.
Una maggiore consapevolezza del comportamento disfunzionale permette al genitore di sviluppare interpretazioni più ampie riguardo al problema del figlio. Sono proprio queste attribuzioni di significato che influenzano la reazione di adattamento o di non adattamento al problema e, di conseguenza, la possibilità di modificare le strategie per supportare il bambino al meglio.
Durante il training è frequente che i genitori condividano dubbi e domande sulle cause ed evoluzioni del problema. La comprensione, l’elaborazione e l’accettazione del problema favoriscono un adattamento positivo alla situazione, aiutando la coppia genitoriale a spostare il focus dal “perché” si sia presentato il comportamento disfunzionale al “come gestire la situazione”, condividendo strategie di gestione più adatte.
Il terapeuta e la psicoeducazione dei genitori
Per fornire informazioni basate su dati di evidenza e superare falsi miti, è fondamentale che il terapeuta dedichi del tempo alla psicoeducazione: soprattutto nella fase iniziale, è importante informare i genitori sulle principali tappe dello sviluppo psicofisico e affettivo del bambino, sui principi che lo regolano e sui fattori che determinano un particolare comportamento.
In questi primi incontri si riscontrano spesso aspettative genitoriali non realistiche rispetto ai figli, dovute a una conoscenza limitata delle diverse abilità e dei bisogni in relazione all’età del bambino. È quindi utile intraprendere un’azione di informazione sulla natura del problema, aiutando i genitori a riconoscere le esigenze del figlio e le sue specificità.
La psicoeducazione accompagna i genitori anche in un percorso di consapevolezza del proprio ruolo nella relazione genitore-bambino. Le credenze, le idee e le aspettative dei genitori, spesso inconsapevoli e implicite, guidano comunque le azioni messe in atto con i figli.
Durante il Parent Training si lavora anche sulla ristrutturazione cognitiva, con l’obiettivo di aiutare i genitori a riconoscere le interpretazioni automatiche che danno alle situazioni, diventare consapevoli delle proprie risposte emotive e riformularle in modo più funzionale. La trasformazione dei pensieri disfunzionali è quindi fondamentale per migliorare lo stato emotivo del genitore, potenziare il senso di autoefficacia e ridurre lo stress percepito.
Un altro aspetto importante è il processo di attribuzione di causa degli eventi, ovvero il modo in cui il genitore cerca di comprendere i fattori che hanno portato a una determinata situazione. Quando si tende ad attribuire la causa dei problemi all’esterno, il Parent Training può risultare più impegnativo, perché i genitori possono sentirsi meno in controllo e meno coinvolti nella gestione del comportamento del figlio.
Credenze positive sul bambino, aspettative positive su se stessi e la fiducia nell’efficacia del trattamento sono elementi essenziali che, insieme all’acquisizione di strategie e di esercizi di Parent Training, contribuiscono al buon esito dell’intervento.
L'alleanza terapeutica nel Parent Training
Il primo passo per un trattamento efficace è favorire una buona alleanza terapeutica, ossia una relazione collaborativa tra i genitori e il terapeuta. L’alleanza terapeutica si basa su tre elementi:
- la condivisione di obiettivi tra genitori e terapeuta
- la definizione dei compiti necessari al cambiamento
- il legame della relazione terapeutica, caratterizzato da fiducia e rispetto
Un atteggiamento empatico, la capacità di riflettere sulle esperienze dei genitori, la tendenza a essere supportivi e collaborativi, e la promozione dell’espressione di emozioni in un clima di sostegno, sono fondamentali per costruire una buona alleanza terapeutica. Il genitore deve sentirsi nella condizione di collaborare attivamente con il terapeuta e con il bambino, favorendo così il buon andamento della terapia.
È importante sottolineare che coinvolgere la coppia genitoriale nell’intervento non significa attribuire colpe, ma renderla parte attiva del cambiamento.
La caratteristica che distingue il Parent Training da altri tipi di sostegno alla genitorialità è la responsabilità reciproca: si crea una relazione simmetrica in cui il terapeuta assume la prospettiva dei genitori, li incoraggia a condividere esperienze quotidiane in un clima di ascolto ed empatia e propone soluzioni in sintonia con i valori della famiglia.
La natura collaborativa dell’intervento permette ai genitori di esprimere il proprio parere sull’efficacia delle strategie proposte e sui risultati ottenuti.
Adottare una prospettiva collaborativa significa accogliere eventuali perplessità e critiche rispetto all’intervento, considerandole come opportunità per adattare le strategie alle caratteristiche della famiglia.
In sintesi, gli aspetti che caratterizzano una relazione positiva tra terapeuta e genitori sono:
- la natura collaborativa della relazione
- la motivazione
- la disponibilità dei genitori a esplorare le cause dei problemi del figlio
- la capacità di identificare soluzioni e modificare i comportamenti con il supporto del terapeuta
- un terapeuta disposto a riconoscere e superare eventuali pregiudizi e ostacoli, mantenendo sempre un atteggiamento comprensivo e accogliente
Le emozioni dei genitori e dei figli
Attraverso il Parent Training, il terapeuta può insegnare ai genitori a osservare e riconoscere le emozioni che coinvolgono i propri figli, andando oltre il comportamento problema. Ad esempio, alcuni comportamenti oppositivi possono emergere quando il bambino prova tristezza o paura e non sono quindi semplicemente espressione di capriccio o mancanza di rispetto.
Questa consapevolezza permette al genitore di fornire un’interpretazione alternativa alla reazione del figlio, con un impatto positivo sulle proprie emozioni: la rabbia può lasciare spazio a sentimenti di comprensione empatica, favorendo una risposta più razionale e adeguata ai bisogni del bambino.
Per modificare il comportamento, è quindi essenziale comprenderne gli elementi scatenanti. Se ci si concentra solo sul comportamento problema, senza considerare i possibili fattori scatenanti, si rischia di non cogliere appieno le reazioni del bambino. Se invece il professionista aiuta i genitori a svolgere una buona analisi funzionale, questi potranno imparare a identificare gli antecedenti e ad agire di conseguenza.
Quando si riesce a prevedere una situazione a rischio, grazie all’analisi di episodi passati, è possibile anche anticipare i comportamenti problema, motivando e supportando il bambino per creare le condizioni affinché non si verifichino.
Evidenze scientifiche sull’efficacia del Parent Training
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che il Parent Training rappresenta un intervento efficace per la gestione dei comportamenti problematici nei bambini, in particolare nei casi di disturbi del comportamento e disturbi del neurosviluppo. Una recente revisione ha evidenziato che in 11 su 12 studi analizzati, gli interventi di parent training hanno portato a una riduzione significativa dei problemi comportamentali esternalizzanti e dei disturbi del comportamento dirompente nei bambini (Zarakoviti et al., 2021).Inoltre, il Parent Training può contribuire a ridurre lo stress percepito dai genitori e a migliorare la qualità della relazione genitore-figlio. Secondo l’American Psychological Association (APA), questi programmi favoriscono anche una maggiore coerenza educativa e una migliore gestione delle emozioni familiari, elementi spesso associati al benessere di tutto il nucleo familiare.
Modalità di Parent Training: individuale, di gruppo e clinico
Il Parent Training può essere proposto in diverse modalità, ciascuna con caratteristiche e vantaggi specifici. La scelta della modalità più adatta dipende dalle esigenze della famiglia, dalla natura del problema e dalle risorse disponibili.
- Parent Training individuale: si svolge in incontri tra il terapeuta e la singola famiglia. Questa modalità permette di personalizzare l’intervento sulle specifiche dinamiche familiari e di lavorare in modo approfondito sulle difficoltà dei genitori.
- Parent Training di gruppo: coinvolge più famiglie che condividono esperienze simili. Il confronto tra genitori favorisce il sostegno reciproco, la condivisione di strategie e la normalizzazione delle difficoltà. Spesso, i genitori trovano conforto nel sapere di non essere soli nell’affrontare certe sfide.
- Parent Training clinico: si rivolge a famiglie con bambini che presentano disturbi specifici, come l’autismo o l’ADHD, e si basa su protocolli validati che prevedono l’insegnamento di tecniche mirate alla gestione di comportamenti complessi. Recenti studi hanno dimostrato che un parent training settimanale focalizzato sul miglioramento delle funzioni riflessive e della consapevolezza genitoriale, ispirato al modello di mentalizzazione di Fonagy, ha portato a un miglioramento significativo delle capacità di attenzione congiunta nei bambini a rischio di disturbo dello spettro autistico rispetto ai programmi basati esclusivamente sui principi ABA (Frolli et al., 2021).
- Parent Training psicoeducativo: si concentra sull’informazione e sulla formazione dei genitori rispetto alle tappe di sviluppo e alle strategie educative più efficaci. È particolarmente utile quando i genitori necessitano di acquisire conoscenze di base e strumenti pratici.
La scelta della modalità viene effettuata insieme al terapeuta, valutando il livello di coinvolgimento richiesto, la gravità dei comportamenti problema e le preferenze della famiglia.
Strategie e tecniche pratiche nel Parent Training
All’interno dei programmi di Parent Training i genitori possono imparare strategie concrete per affrontare le difficoltà quotidiane. Alcune delle tecniche più utilizzate includono:
- Rinforzo positivo: premiare i comportamenti adeguati del bambino con lodi, attenzioni o piccoli privilegi, per aumentare la probabilità che si ripetano.
- Time-out: consiste nell’allontanare temporaneamente il bambino da una situazione problematica, permettendogli di calmarsi e riflettere sul proprio comportamento. Questa tecnica va applicata con coerenza e senza atteggiamenti punitivi.
- Definizione chiara delle regole: stabilire poche regole semplici e comprensibili, spiegandole al bambino e concordando insieme le conseguenze in caso di trasgressione.
- Gestione delle emozioni: aiutare il bambino a riconoscere e nominare le proprie emozioni, offrendo un modello di regolazione emotiva attraverso il dialogo e l’ascolto.
Ad esempio, in un caso tipico di comportamenti oppositivi, il terapeuta può guidare i genitori nell’uso del rinforzo positivo per valorizzare ogni piccolo progresso, mentre il time-out viene utilizzato solo per gestire episodi di particolare intensità. L’obiettivo è quello di promuovere l’autonomia e la responsabilità del bambino, rafforzando la relazione di fiducia con i genitori.
Il ruolo e le competenze del terapeuta nel Parent Training
Il successo di un percorso di Parent Training può dipendere in larga parte dalla preparazione e dalle competenze del terapeuta che lo conduce. È fondamentale che il professionista abbia una formazione specifica nell’ambito della psicologia dell’età evolutiva e delle tecniche di intervento comportamentale e relazionale.
Le competenze richieste includono:
- Capacità di ascolto empatico: il terapeuta deve saper accogliere le difficoltà dei genitori senza giudizio, creando un clima di fiducia e collaborazione. In questo contesto, i terapeuti svolgono sei ruoli principali nel parent training: costruire una relazione di supporto, responsabilizzare i genitori, insegnare, interpretare, guidare e sfidare, e fare previsioni (Webster-Stratton & Herbert, 1993).
- Conoscenza aggiornata delle linee guida: è importante che il professionista sia costantemente aggiornato sulle evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni delle principali società scientifiche, come l’American Psychological Association (APA) e il National Institute for Health and Care Excellence (NICE).
- Abilità nella conduzione di gruppi: quando il Parent Training è svolto in gruppo, il terapeuta deve facilitare la partecipazione di tutti, gestire le dinamiche e promuovere il confronto costruttivo.
- Flessibilità e personalizzazione: ogni famiglia è unica, perciò il terapeuta deve adattare le strategie alle specifiche esigenze, monitorando costantemente i progressi e ricalibrando l’intervento quando necessario.
La formazione continua e la supervisione clinica sono elementi essenziali per garantire la qualità e l’efficacia dell’intervento.
Per valutare l’efficacia del Parent Training, può essere importante utilizzare strumenti specifici e momenti di follow-up.
- Strumenti di assessment: vengono utilizzati questionari e scale di valutazione standardizzate, come la Child Behavior Checklist (CBCL) o la Parenting Stress Index (PSI), per misurare i cambiamenti nei comportamenti del bambino e nel livello di stress genitoriale.
- Osservazione diretta: il terapeuta può osservare le interazioni tra genitori e figli durante le sedute, raccogliendo informazioni preziose sull’andamento del percorso.
- Follow-up periodici: dopo la conclusione del programma, sono previsti incontri di verifica per monitorare la stabilità dei risultati e offrire eventuale supporto aggiuntivo.
Questi strumenti permettono di adattare l’intervento alle reali necessità della famiglia e di celebrare i progressi raggiunti, contribuendo a rafforzare la motivazione dei genitori e la fiducia nelle proprie capacità. Inoltre, la resilienza nell'applicare le competenze genitoriali e l'utilizzo dei supporti sociali disponibili sono risultati fattori chiave per mantenere gli esiti positivi nel tempo (Furlong & McGilloway, 2015).
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