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Sincope da stress: sintomi, cause e strategie per affrontarla

Sincope da stress: sintomi, cause e strategie per affrontarla
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
12.2.2026
Sincope da stress: sintomi, cause e strategie per affrontarla
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La sincope da stress, spesso chiamata anche svenimento da stress emotivo, è un fenomeno in cui una forte pressione emotiva o psicologica può innescare una sincope vasovagale, con perdita transitoria di coscienza dovuta a ipoperfusione cerebrale. Sebbene termini come “crisi vagale” o “svenimento da stress emotivo” siano comunemente usati per descrivere questi episodi, dal punto di vista clinico la “sincope da stress” rientra nelle sincopi riflesse/neurali (vasovagali), in cui lo stress emotivo è un trigger tipico.

Riconoscere la sincope da stress è fondamentale per comprendere che il malessere ha radici sia psicologiche che fisiologiche, e che chiedere aiuto rappresenta un passo importante verso il benessere.

In questo articolo esploreremo le cause, i sintomi, le differenze rispetto ad altre forme di svenimento, e le strategie per affrontare e prevenire questi episodi, mantenendo un linguaggio accessibile e rispettoso delle evidenze cliniche.

Cos’è la sincope da stress 

La sincope da stress è una perdita temporanea e improvvisa di coscienza, innescata da una situazione di intensa pressione emotiva o psicologica. Dal punto di vista clinico, questa condizione si inserisce tra le sincopi vasovagali, in cui il sistema nervoso autonomo reagisce in modo eccessivo a uno stimolo emotivo, causando un calo della pressione sanguigna e un calo della frequenza cardiaca.

È importante distinguere la sincope da stress da altre forme di svenimento, come quelle dovute a cause neurologiche, cardiache o metaboliche. È quindi fondamentale sottolineare che la diagnosi precisa richiede un’attenta valutazione medica.

Differenza tra sincope, lipotimia e altre perdite di coscienza

Quando si parla di “svenimento” o perdita di coscienza, in realtà ci si riferisce a condizioni diverse tra loro, che è importante distinguere per comprendere meglio cosa sta accadendo e quando è necessario approfondire con il medico.

La sincope è una perdita di coscienza completa, improvvisa e transitoria, seguita da un recupero spontaneo e rapido. Nella maggior parte dei casi è legata a una riduzione temporanea del flusso di sangue al cervello. Un esempio frequente è la sincope vasovagale (o crisi vagale), che può essere scatenata da emozioni intense, dolore, vista del sangue, caldo, disidratazione o stazione eretta prolungata.

La lipotimia è una sensazione di svenimento imminente senza arrivare alla perdita completa di coscienza. La persona rimane vigile, ma avverte segnali corporei di allarme come debolezza improvvisa, sudorazione fredda, pallore, capogiri, offuscamento della vista o nausea. Spesso, se ci si siede o ci si sdraia tempestivamente, l’episodio si risolve.

Alcune condizioni possono causare una perdita di coscienza più prolungata o con caratteristiche diverse, come ad esempio: crisi epilettiche, traumi cranici o gravi alterazioni metaboliche o cardiache. In questi casi, la perdita di coscienza può essere accompagnata da convulsioni, confusione persistente al risveglio, difficoltà nel linguaggio, debolezza di un lato del corpo o dolore intenso, e richiede una valutazione medica urgente.

Cosa succede nel corpo durante la sincope

Durante una sincope, si verifica una diminuzione del flusso di sangue e di ossigeno al cervello. Nelle forme più comuni (come la sincope vasovagale), il meccanismo coinvolge il sistema nervoso autonomo, che regola funzioni automatiche come battito cardiaco e pressione arteriosa.

In risposta ad uno stimolo percepito come stressante (emotivo o fisico), può attivarsi il nervo vago, rallentando la frequenza cardiaca e dilatando i vasi sanguigni. Questo meccanismo, noto come "crisi vagale", può portare a un abbassamento della pressione arteriosa e, di conseguenza, a una perdita di coscienza. Si tratta di una reazione protettiva del corpo, ma può risultare spaventosa e avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

All’interno di questo quadro possono intervenire diversi meccanismi:

  • Iperventilazione: in situazioni di ansia o allarme, la respirazione può diventare rapida e superficiale. Questo modifica l’equilibrio dei gas nel sangue (riduzione dell’anidride carbonica) e può favorire vasocostrizione cerebrale, contribuendo a sensazioni di testa leggera, capogiri e offuscamento della vista.
  • Attivazione del nervo vago: una stimolazione eccessiva del nervo vago può provocare rallentamento della frequenza cardiaca (bradicardia) e dilatazione dei vasi sanguigni, con conseguente abbassamento della pressione arteriosa.
  • Ridotta perfusione cerebrale: la combinazione di calo pressorio e rallentamento del battito determina una temporanea riduzione dell’apporto di sangue e ossigeno al cervello, che può sfociare nella perdita di coscienza.

A questi meccanismi di base possono sommarsi fattori facilitanti come disidratazione, caldo eccessivo, stanchezza marcata o cambiamenti posturali improvvisi, che abbassano ulteriormente la soglia di tolleranza dell’organismo.

Foto di Anna Shvets - Pexels

Cause e fattori di rischio della sincope da stress 

La sincope correlata allo stress (spesso rientrante nelle forme vasovagali) può essere favorita da diversi fattori, che incidono sulla regolazione del sistema nervoso autonomo e sulla stabilità della pressione arteriosa. Tra i principali fattori scatenanti e di vulnerabilità si trovano:

  • Stress emotivo intenso: eventi come lutti, separazioni, cambiamenti improvvisi possono sovraccaricare i sistemi di regolazione dello stress.
  • Ansia generalizzata o attacchi di panico: stati di iperattivazione prolungata rendono l’organismo più sensibile a brusche oscillazioni di battito e pressione.
  • Traumi psicologici irrisolti: esperienze traumatiche possono aumentare la reattività fisiologica agli stimoli percepiti come minacciosi.
  • Disidratazione o alimentazione inadeguata: un ridotto volume di liquidi o un apporto energetico insufficiente facilitano cali pressori.
  • Caldo eccessivo o ambienti affollati: il calore e la scarsa ventilazione favoriscono la vasodilatazione e la sensazione di malessere.
  • Cambio rapido di posizione (ipotensione ortostatica): alzarsi velocemente da seduti o sdraiati può determinare un temporaneo abbassamento della pressione.

Questi fattori possono agire singolarmente o in combinazione, aumentando la probabilità che si verifichi un episodio di sincope. È importante evitare una conclusione affrettata: la presenza di sensazione di svenimento o perdita di coscienza non implica automaticamente una causa psicologica, così come non va attribuita esclusivamente a una causa organica senza accertamenti.

Una valutazione clinica consente di escludere condizioni mediche rilevanti e di inquadrare correttamente il fenomeno, orientando eventuali approfondimenti e interventi mirati.

Sintomi della sincope da stress: segnali premonitori, fase acuta e post-evento

Gli episodi di sincope da stress sono spesso preceduti da segnali premonitori che rappresentano campanelli d’allarme utili da riconoscere. I più comuni sono:

  • sudorazione improvvisa,
  • pallore,
  • debolezza muscolare,
  • tachicardia,
  • visione offuscata o "a tunnel",
  • sensazione di testa leggera o di perdere il controllo,
  • nausea.

Dopo l’episodio, è frequente avvertire una stanchezza marcata, una lieve confusione o rallentamento e un senso di spavento o preoccupazione per quanto accaduto. Queste reazioni sono, nella maggior parte dei casi, transitorie.

Tuttavia, è importante non normalizzare in modo automatico: se i sintomi si presentano con frequenza, peggiorano nel tempo o sono associati a dolore toracico, palpitazioni persistenti, difficoltà respiratorie, perdita di forza o alterazioni del linguaggio, è fondamentale rivolgersi a un medico per un approfondimento.

Riconoscere precocemente i segnali premonitori permette, in molti casi, di intervenire (sedersi, sdraiarsi, rallentare il respiro), riducendo il rischio che l’episodio progredisca fino allo svenimento.

Diagnosi e valutazione della sindrome da stress

La diagnosi di sincope da stress richiede un approccio integrato. Il medico raccoglie un’anamnesi dettagliata, valuta le circostanze dell’episodio e può richiedere esami clinici (come elettrocardiogramma, ecocardiogramma, test della tavola basculante) per escludere cause organiche, come patologie cardiache o neurologiche.

Solo dopo aver escluso queste condizioni, si può orientare la diagnosi verso una sincope vasovagale o da stress emotivo. In alcuni casi, una valutazione psicologica può essere utile per identificare fattori emotivi o comportamentali che contribuiscono agli episodi.

È essenziale distinguere la sincope da stress da altre cause di perdita di coscienza, come crisi epilettiche, aritmie cardiache o disturbi metabolici. Gli esami clinici aiutano a escludere queste condizioni e a indirizzare il percorso terapeutico più appropriato.

Per esempio, la sincope da stress può essere confusa con attacchi di panico o crisi d’ansia, poiché condividono alcuni sintomi (tachicardia, sudorazione, sensazione di svenimento). Tuttavia, nella sincope da stress si verifica una reale perdita di coscienza, seppur di breve durata, mentre negli attacchi di panico la perdita di coscienza è rara. 

Foto di Anna Tarazevich - Pexels

Gestione dell’episodio: cosa fare e cosa evitare in caso di sincope

Sapere come comportarsi durante o subito dopo un episodio di sincope (o di lipotimia) può ridurre il rischio di complicazioni e favorire un recupero più rapido. Cosa fare

  • sdraiarsi in posizione supina e sollevare le gambe,
  • rimanere calmi e respirare lentamente,
  • chiedere aiuto a chi è vicino,
  • monitorare i sintomi,
  • rivolgersi a un medico se l’episodio si ripete o si protrae.

Cose invece da evitare:

  • alzarsi bruscamente dopo la perdita di coscienza,
  • guidare o utilizzare macchinari subito dopo l’episodio,
  • sottovalutare l’evento, soprattutto se ricorrente,
  • somministrare farmaci senza indicazione medica,
  • esporsi a situazioni di stress immediatamente dopo l’episodio.

È comprensibile interpretare uno svenimento come qualcosa di pericoloso o, al contrario, liquidarlo come un evento banale. Entrambe le posizioni estreme possono risultare poco funzionali. E’ importante prendere sul serio l’episodio senza catastrofizzare, osservare il proprio corpo e affidarsi a una valutazione clinica quando indicato.

Quando rivolgersi al medico o a uno specialista

È indicato consultare il medico se: 

  • Gli episodi di sincope sono ripetuti, ravvicinati o tendono a peggiorare nel tempo.
  • La perdita di coscienza è prolungata o il recupero non è rapido.
  • Gli episodi sono associati a sintomi come dolore toracico, palpitazioni, difficoltà respiratorie.
  • Lo svenimento avviene senza un apparente fattore scatenante.
  • Sono presenti patologie cardiache note, assunzione di farmaci che influenzano pressione o battito, o familiarità per problemi cardiaci.
  • Si hanno disturbi d’ansia preesistenti.

Se emerge una relazione significativa tra gli episodi e stress emotivo, ansia, attacchi di panico o vissuti traumatici, un percorso psicologico può essere un valido complemento alla valutazione medica.

Prevenzione: gestione dello stress, tecniche di rilassamento ed esercizi utili

La prevenzione della sincope correlata allo stress passa soprattutto dalla capacità di intercettare precocemente i segnali corporei e di ridurre l’iperattivazione del sistema nervoso. Non si tratta di eliminare ogni forma di stress (obiettivo irrealistico), ma di sviluppare una maggiore capacità di regolazione. Alcune strategie che hanno mostrato utilità:

  • Respirazione diaframmatica: favorisce il rallentamento del ritmo respiratorio e l’attivazione della componente parasimpatica del sistema nervoso, contribuendo a stabilizzare battito e pressione.
  • Training autogeno: attraverso esercizi di autosuggestione corporea (peso, calore, respiro), aiuta a indurre uno stato di rilassamento profondo e a ridurre la tensione di base.
  • Mindfulness: allena l’attenzione al momento presente senza giudizio, migliorando la capacità di osservare sensazioni e pensieri senza reagire automaticamente ad essi.
  • Tecniche di grounding: utili soprattutto quando compaiono segnali premonitori: riportano l’attenzione al corpo e all’ambiente (contatto dei piedi a terra, descrizione di ciò che si vede, si tocca, si sente), contrastando la sensazione di perdita di controllo.

Non esiste la tecnica giusta che “fa sparire” il problema. In realtà, ciò che fa la differenza è la continuità nell’allenamento e l’integrazione delle strategie nella vita quotidiana. Ogni persona può costruire il proprio equilibrio attraverso un insieme di strumenti personalizzati. Quando gli episodi sono frequenti o l’impatto sulla qualità della vita è significativo, il supporto di un professionista può aiutare a individuare le strategie più adatte e a lavorare sulle dinamiche emotive sottostanti.

La sincope da stress è un segnale che merita attenzione. Prendersi cura di sé significa riconoscere i propri limiti e chiedere aiuto quando necessario. Rivolgersi a un professionista è un atto di responsabilità e coraggio. Se ti riconosci in questa descrizione, su Unobravo puoi trovare uno psicologo pronto ad ascoltarti e a guidarti verso il benessere.

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