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Salute mentale
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I tormentoni estivi: cosa ci dice la psicologia?

I tormentoni estivi: cosa ci dice la psicologia?
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.6.2026
I tormentoni estivi: cosa ci dice la psicologia?
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  • I tormentoni fanno stare bene perché stimolano la produzione di dopamina nel cervello.
  • Un tormentone si riconosce per melodia orecchiabile, ritmo ripetitivo, testo leggero e slogan che rimangono impressi come claim pubblicitari.
  • La musica semplice e immediata è più efficace nel suscitare emozioni: per quanto riguarda le emozioni, "il poco funziona più del molto".

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Estate tempo di mare, spiagge, parchi acquatici, serate, feste e… musica. Si apre la stagione dei tormentoni, immediatamente familiari, ballabili, capaci di creare atmosfera. Cosa ci dice la psicologia di questo fenomeno? Quali sono le caratteristiche che fanno di una canzone un tormentone? Cosa ci propone l'Estate 2026?

Tormentone: storia e definizione

Nel suo articolo Pangrazi (2003, p. 57) fornisce la seguente definizione del termine:

"Il tormentone, in uso in Italia, indica una canzone, a forte impatto mediatico, di pronta fruibilità, con melodie facilmente orecchiabili e ritmi ripetitivi, con testi leggeri, spesso legati ai temi dell'estate e del divertimento. Infatti, il momento topico per il lancio del disco tormentone sul mercato è il mese di maggio, in apertura dell'estate, per imporsi, appunto, come moda estiva".

Il termine è entrato nel vocabolario Zanichelli a partire dal 1983 (Corti, 2023), ma sembra che i primi esempi di canzoni con i crismi del tormentone risalgano addirittura a "Te voglio bene assaje" del 1839 (Mattioli, 2016).

La storia della musica del bel paese è ricca di esempi di canzoni capaci di imprimere un marchio indelebile sulle estati italiane:

  • Nico Fidenco nel 1961 con il ritornello di Legata a un granello di sabbia inaugura l'elenco con l'indimenticabile "Ti voglio cullare cullare…"
  • Edoardo Vianello negli stessi anni infiamma le estati italiane con Pinne Fucile ed occhiali (1962) e con Abbronzatissima (1963).
  • Gino Paoli innalza il tono poetico con Sapore di sale nel 1963.

Azzurro di Celentano (1966), Ti amo (1977) e Gloria (1979) di Tozzi ci traghettano negli anni '80 segnati dai ritmi ipnotici dei fratelli Righeira (Vamos a la playa è datata 1983). Gli anni '90 e 2000 sono segnati da ritmi che arrivano anche dall'estero come le indimenticabili Macarena, Asereje, Mambo N.5, ma anche da hit nostrane come La canzone del capitano o la Vamos a bailar firmata da Paola e Chiara.

Le caratteristiche di un tormentone

Ball (2011, p. 316) ci porta nel vivo di un tema caro alla psicologia: l'emozione.

"La musica non ha bisogno di essere particolarmente elaborata per suscitare emozione. Una canzoncina melensa o un improvviso e sdolcinato passaggio per archi in un film possono risultare strappalacrime per tutti. Molti dei ritmi e delle strutture armoniche della musica rock possono essere considerati rozzi in confronto ad altre musiche, eppure, quanto è vero il cielo, possono colpire nel segno e scatenare passioni estreme. Si potrebbe dire che, per quanto riguarda le emozioni, il poco funziona più del molto".

La possibilità per un brano di suscitare in maniera immediata e semplice emozioni è sicuramente uno dei segreti per trasformarlo in tormentone.

Altre caratteristiche importanti sono le seguenti (Pangrazi, 2023):

  • Struttura circolare e ripetitiva;
  • Presenza di slogan nel testo, frasi capaci di rimanere impresse proprio come claim pubblicitari;
  • Energia e ballabilità, valori percepiti che si ottengono mescolando tonalità e il numero di battiti al minuto (i BPM): maggiore è il BPM di una canzone, maggiore è l'energia;
  • Happiness, un parametro soggettivo che rimanda a uno stato di leggerezza e serenità che alcune canzoni sanno produrre più di altre. Del resto le neuroscienze ci dicono che la musica cantata, ascoltata, ballata porta il cervello a produrre dopamina.

Inoltre la ritualità che si condivide in gruppo, la rassicurante leggerezza, i testi semplici con parole che richiamano esperienze comuni, l'atmosfera rilassata e festosa rendono i tormentoni dei fenomeni che oggi si cercano di costruire ad hoc tramite appositi software.

Sagome di persone che alzano le mani in segno di festa sullo sfondo di un tramonto dai colori vivaci
Foto di Vitaly Gariev su Pexels

Cosa ci offre l'estate 2026?

Proviamo ad addentrarci tra spartiti, video clip e contenuti social virali alla scoperta dei tormentoni dell'estate 2026.

"Ossessione" di Samurai Jay — Già presentato a Sanremo, il pezzo reggaeton parla del sentimento potente e viscerale per la musica. Come spesso capita, amore per l'arte e per una persona entrano in dialogo. La longevità di un brano da Sanremo fino all'estate è attestato di successo.

"La testa gira" di Fre de Palma, Anitta, Emis Killa — Diventata virale su TikTok, la canzone è il frutto della collaborazione tra uno dei più importanti esponenti del reggaeton italiano, di una delle star più amate della musica brasiliana e delle stringhe rap di Emis Killa. Il mix sembra ben congegnato come un fresco cocktail da sorseggiare in spiaggia.

"Sorry, scusa, lo siento" dei Pinguini Tattici Nucleari — Con interessanti citazioni letterarie (da Pavese e Poe), il ritornello ha la forza dello slogan. Furbetto il richiamo al mondiale in Messico. Ritmo, giochi di parole in un testo più ricco rispetto a molti dei contendenti.

"Canzone Estiva" di Annalisa — La ricetta di Annalisa sembra essere da tempo la stessa, ma la sua bravura non stanca nessuno. Balletti semplici e ricercati, dichiarazione maliziosa nel testo: come le ciliegie, un tormentone tira l'altro.

"Al mio paese" di Serena Brancale, Levante e Delia — Fresco, capace fin dalla sua partenza di catapultarci nelle atmosfere estive del sud Italia. Un cambio di registro importante per Brancale dopo Sanremo. Questa canzone fa venire voglia di partire per le vacanze dal primo accordo.

Donna che ascolta la musica su un'amaca
Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

"Viva la vasca" di Benji, Fede e Alex Britti — Rivisitazione di una canzone di Alex Britti che compie 20 anni. Ripartire da un testo già tormentone aggiungendo qualche elemento nuovo: soltanto le radio di questi mesi ci diranno se si tratta di una missione possibile.

"Buon vento" di Alfa e Jovanotti — Un augurio, un invito a vivere e ad affrontare le difficoltà. Collaborazione interessante tra artista emergente e mostro sacro. Difficile rimanere fermi e non sentirsi toccati da ritmo e testo. Buon vento maturandi!

"Le ragazze" di Clara e Sangiovanni — Una descrizione fresca e leggera dal mondo femminile, cantato da voce femminile e controcanto maschile. Segna anche il ritorno di Sangiovanni dopo un periodo di stop.

"Bam bam bambina" di Elettra Lamborghini — Ritmo elettro reggaeton, testo semplice e ripetitivo come uno slogan, perfetto per reel in riva al mare. Occhio alla viralità: tramite i social questo ritmo può creare dipendenza.

"Tik Tak" di Gabry Ponte e Salmo — Collaborazione tra il Dj di "tutta l'Italia" e un vate della Urban. Ritmo dance con cassa dritta e BPM elevati: da ballare con camicia aperta e fronte grondante di sudore.

"Cabana" di Irama — Ritmi latini e spagnoleggianti per un brano caliente. La fisarmonica aggiunge un tocco gipsy davvero interessante.

"Bossa nostra" di Gaia — Atmosfere che richiamano quasi Ornella Vanoni in veste più commerciale. Una proposta alternativa nei ritmi ripetitivi dei tormentoni estivi.

"Summer Funk" di Gabbani — Magico, italico e romantico. Anche quest'anno il buon Francesco strizza l'occhio al successo. La voce elettro ci ricorda che questa sarà una summer funk!

"Buona domenica" e "Tu mi piaci tanto" di Sayf — Si candida, insieme a Samurai Jay, ad artista emergente e vera sorpresa di un festival di Sanremo non propriamente indimenticabile.

Canta che ti passa?

Innegabile l'effetto catartico, liberatorio, di benessere che i tormentoni estivi generano. Generano un'ondata di neurotrasmettitori amici del benessere. Sembra assurdo che qualcosa di così semplice, ripetitivo, capace di far storcere il naso a critici e intellettuali, possa garantire benessere. Non è la bacchetta magica e non può sostituire il ricorso a un professionista per un percorso di sostegno psicologico, ma può aiutarci con lo stress e a immagazzinare ricordi delle vacanze e del relax estivo. Buon ascolto e buona estate!

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FAQ

Un tormentone estivo è una canzone a forte impatto mediatico e di pronta fruibilità, con melodie facilmente orecchiabili, ritmi ripetitivi e testi leggeri, spesso legati ai temi dell'estate e del divertimento. Secondo la definizione riportata da Pangrazi, il momento ideale per lanciarlo sul mercato è il mese di maggio, in apertura dell'estate, così da imporsi come moda della stagione. È un fenomeno che mette insieme orecchiabilità, ballabilità e capacità di creare atmosfera. Proprio questa immediatezza lo rende riconoscibile e familiare fin dal primo ascolto.
Le caratteristiche che rendono una canzone un tormentone sono soprattutto la struttura circolare e ripetitiva, la presenza di slogan nel testo che restano impressi come claim pubblicitari, l'energia e la ballabilità (legate anche al numero di battiti al minuto, i BPM) e la cosiddetta happiness, cioè la capacità di trasmettere leggerezza e serenità. A queste si aggiunge la possibilità di suscitare emozioni in modo immediato e semplice, che l'articolo indica come uno dei segreti principali. Contano poi la ritualità condivisa in gruppo e i testi che richiamano esperienze comuni. Insieme, questi elementi creano quell'atmosfera rilassata e festosa tipica dell'estate.
I tormentoni estivi ci fanno stare bene perché generano un effetto catartico e liberatorio, accompagnato da un'ondata di neurotrasmettitori legati al benessere. Le neuroscienze, ricordate nell'articolo, indicano che la musica cantata, ascoltata e ballata porta il cervello a produrre dopamina. A questo si sommano la leggerezza dei testi e la dimensione festosa e condivisa dell'ascolto estivo. È un piacere semplice che riesce comunque a influire positivamente sull'umore.
Una canzone semplice riesce a emozionarci perché, come sottolinea Ball, la musica non ha bisogno di essere particolarmente elaborata per suscitare emozione. Anche melodie immediate o passaggi all'apparenza ingenui possono colpire nel segno e scatenare passioni intense. Secondo questa prospettiva, in ambito emotivo "il poco funziona più del molto". È proprio questa capacità di emozionare in modo diretto a trasformare un brano orecchiabile in un tormentone.
La parola "tormentone" è entrata nel vocabolario Zanichelli a partire dal 1983, ma le origini del fenomeno sono molto più antiche. Alcuni fanno risalire i primi esempi di canzoni con le caratteristiche del tormentone addirittura a "Te voglio bene assaje" del 1839. Nella storia della musica italiana il filone si consolida poi negli anni '60, con artisti come Nico Fidenco, Edoardo Vianello e Gino Paoli. Da allora quasi ogni estate ha lasciato il suo brano simbolo.
Un tormentone risulta ballabile soprattutto grazie all'energia, un valore percepito che nasce dalla combinazione tra tonalità e numero di battiti al minuto, i BPM. Come spiega l'articolo, maggiore è il BPM di una canzone, maggiore è l'energia che trasmette. A questo si aggiungono la struttura ripetitiva e i ritmi che invitano al movimento. Sono questi elementi a rendere certi brani perfetti per le serate e le feste estive.
Ascoltare i tormentoni non può sostituire un percorso psicologico: come ricorda l'articolo, la musica non è una bacchetta magica e non rimpiazza il ricorso a un professionista. Può però rappresentare un piccolo aiuto, perché contribuisce ad alleggerire lo stress e a fissare ricordi piacevoli delle vacanze e del relax estivo. Resta quindi una risorsa di benessere quotidiano, non una forma di cura. Se senti di aver bisogno di supporto, rivolgerti a un professionista è sempre la scelta più utile.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.
  • Ball, P. (2011). L'istinto musicale. Come e perché abbiamo la musica dentro, trad. di Santoro D., Bari, Edizioni Dedalo.
  • Cavaliere, G. (2022). Nico Fidenco è stato l'inventore dei tormentoni musicali dell'estate italiana. Domani, 23 novembre.
  • Corti, R. (2023). Vamos a la playa compie 40 anni, a Rimini il concerto di Johnson Righeira: ecco quando. Il Resto del Carlino, 21 luglio.
  • Mattioli, V. (2016). Superonda. Storia segreta della musica italiana. Milano, Baldini&Castoldi.
  • Pangrazi, T. (2023). Emozioni e tormentoni musicali: A partire dai quarant'anni di "Vamos a la playa". Comparatismi, (8).

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