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Bromazepam: a cosa serve, avvertenze e rischio di dipendenza

Bromazepam: a cosa serve, avvertenze e rischio di dipendenza
Redazione
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
31.7.2026
Bromazepam: a cosa serve, avvertenze e rischio di dipendenza
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Il bromazepam è un principio attivo della classe delle benzodiazepine, tra i più prescritti per l'ansia intensa. Rientra nel gruppo degli ansiolitici e agisce sul sistema nervoso centrale, modulando la risposta a stress e ansia.

Viene prescritto per condizioni come ansia grave, tensione emotiva difficile da gestire o disturbi del sonno legati a vissuti ansiosi, e va assunto per un uso a breve termine, sempre sotto controllo medico. In questo articolo vediamo come funziona, quando è indicato, quali effetti comporta e come si colloca in un percorso di cura.

Di che classe fa parte e con quali nomi è in commercio

Il bromazepam appartiene alla classe delle benzodiazepine, un gruppo di farmaci che agisce sul sistema nervoso centrale, e più nello specifico al sottogruppo degli ansiolitici benzodiazepinici.

In Italia è disponibile con diversi nomi commerciali. Il più conosciuto è il Lexotan, ma lo stesso principio attivo si trova anche nel Compendium e in equivalenti generici come Bromazepam Zentiva e Bromazepam DOC, che contengono la stessa molecola allo stesso dosaggio.

Le formulazioni disponibili sono principalmente due, ovvero le compresse, in due concentrazioni (1,5 mg e 3 mg), e le gocce orali in soluzione (2,5 mg/ml), una forma utile per chi ha difficoltà a deglutire o necessita di maggiore flessibilità nella somministrazione.

In ogni caso si tratta di un farmaco soggetto a prescrizione medica, che non può essere acquistato liberamente in farmacia, perché il suo utilizzo richiede una valutazione e un monitoraggio da parte di un medico.

Come funziona e per cosa si usa Bromazepam

Il bromazepam sembra agire principalmente attraverso il sistema GABAergico, il circuito che utilizza l'acido gamma-aminobutirrico (GABA) come neurotrasmettitore. Il GABA è il principale segnale inibitorio del sistema nervoso centrale, perché riduce l'eccitabilità dei neuroni e aiuta a mantenere l'equilibrio tra attivazione e riposo.

L'effetto ansiolitico sembra derivare dalla capacità del farmaco di potenziare l'azione inibitoria del GABA. Nello specifico, il bromazepam è associato a una modulazione dell'eccitabilità neuronale che può ridurre gli stati di iperattivazione collegati, tra gli altri fattori, ad ansia intensa, tensione e difficoltà del sonno.

Un aspetto che genera spesso confusione è che il principio attivo non agisce sulla serotonina né sulla dopamina e non ha alcun effetto antidepressivo. Il suo campo d'azione è specifico, e questo lo distingue nettamente dagli antidepressivi.

Il bromazepam viene impiegato soprattutto nella fase acuta degli stati d'ansia, quando i sintomi sono gravi o invalidanti. In base alle indicazioni approvate dalle autorità regolatorie, può essere prescritto per il trattamento a breve termine di:

  • ansia grave e tensione emotiva,
  • disturbi del sonno e insonnia secondaria a vissuti ansiosi,
  • manifestazioni somatiche dell'ansia, i cosiddetti disturbi psicosomatici,
  • alcune fobie,
  • gli attacchi di panico.

Un punto fondamentale è che il bromazepam è indicato per il trattamento a breve termine. Non rimuove le cause dell'ansia, ma può aiutare a gestirne i sintomi nella fase acuta, mentre si lavora su un percorso più ampio.

Le benzodiazepine agiscono rapidamente e possono essere utili quando i sintomi ansiosi sono gravi o invalidanti. Tuttavia l'uso prolungato espone a rischi concreti di abuso e dipendenza, perché il rapporto tra benefici e rischi è favorevole solo quando l'assunzione è limitata a periodi brevi (Papola et al., 2023).

Una proposta di revisione per l'Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce che le benzodiazepine non dovrebbero essere il trattamento standard per il disturbo d'ansia generalizzata o di panico. Nei casi di emergenza vanno considerate solo come soluzione temporanea, per un massimo di sette giorni (Papola et al., 2023).

Per l'uso in età pediatrica, le benzodiazepine possono essere considerate solo in casi di assoluta necessità e dopo un'attenta valutazione da parte di uno specialista.

Controindicazioni, avvertenze e precauzioni

Prima di iniziare il trattamento è importante sapere che questo farmaco non è adatto a tutti, perché esistono situazioni in cui il suo utilizzo è controindicato o richiede una valutazione medica particolarmente attenta.

Il bromazepam è controindicato in presenza di:

  • allergia al bromazepam o ad altre benzodiazepine,
  • miastenia grave, una malattia neuromuscolare che causa debolezza muscolare,
  • grave insufficienza respiratoria,
  • sindrome da apnea notturna,
  • grave insufficienza epatica,
  • glaucoma ad angolo stretto,
  • intossicazione acuta da alcol o da altri depressori del sistema nervoso centrale.

Esistono poi situazioni in cui il farmaco può essere usato solo con estrema cautela e dopo un'attenta valutazione del medico, come una depressione non adeguatamente trattata, una storia di abuso di alcol o di sostanze e la presenza di una sindrome cerebrale organica.

In gravidanza l'uso del bromazepam richiede una valutazione medica attenta del rapporto tra benefici e rischi. Alcuni studi associano l'esposizione nel primo trimestre a un lieve aumento del rischio di alcune malformazioni, mentre nell'ultima fase può comparire la sindrome del bambino flaccido, con possibili fenomeni di astinenza neonatale.

Durante l'allattamento il principio attivo può passare nel latte materno, motivo per cui non è raccomandato assumerlo in questa fase senza il parere del medico.

Alla guida e nell'uso di macchinari va ricordato che il bromazepam può causare sonnolenza, riduzione della concentrazione e rallentamento dei riflessi, perciò è consigliabile evitare attività che richiedano prontezza finché non si conosce la propria risposta al farmaco.

Le persone anziane possono essere più sensibili al farmaco, con un rischio maggiore di difficoltà di coordinazione, debolezza muscolare, cadute e stati confusionali, e per loro il medico può valutare dosi ridotte. Anche con insufficienza epatica o renale il metabolismo può rallentare, prolungando gli effetti nel tempo.

Un'avvertenza specifica riguarda l'alcol, che va evitato durante il trattamento perché ne potenzia l'effetto sedativo e può deprimere la respirazione. Infine, qualsiasi modifica alla terapia, dalla variazione della dose alla sospensione, va sempre concordata con il medico, senza mai agire in autonomia.

Una donna seduta in casa che si copre il viso di fronte alla frustrazione, che rappresenta stress e sfide nella salute mentale.
MART  PRODUCTION – Pexels

Effetti indesiderati

Come tutti i farmaci, il bromazepam può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Conoscerli in anticipo permette di poterli riconoscere e sapere quando parlarne con il proprio medico.

Gli effetti più comuni, soprattutto nelle prime fasi del trattamento, riguardano principalmente il sistema nervoso centrale:

  • sonnolenza diurna e sedazione,
  • riduzione della prontezza dei riflessi,
  • capogiri e vertigini,
  • debolezza muscolare,
  • difficoltà di concentrazione,
  • confusione mentale, in particolare nelle persone anziane.

Tra gli effetti meno frequenti, ma comunque possibili, si possono riscontrare:

  • disartria, cioè difficoltà ad articolare le parole,
  • visione offuscata,
  • disturbi gastrointestinali come nausea, stipsi o vomito,
  • alterazioni del tono dell'umore,
  • amnesia anterograda, ovvero difficoltà a formare nuovi ricordi, soprattutto a dosaggi elevati.

Più raramente possono comparire reazioni paradosse, cioè l'opposto di quanto ci si aspetterebbe da un sedativo, come irritabilità, aggressività, agitazione, allucinazioni o stati di delirio. Sono più frequenti nei bambini, negli anziani e in chi ha patologie cerebrali organiche, e in casi rari sono possibili anche reazioni allergiche gravi.

Molti di questi effetti tendono ad attenuarsi nei primi giorni, ma se non diminuiscono o se peggiorano nel tempo è importante contattare il medico per rivalutare insieme la terapia.

Un aspetto che merita attenzione specifica è il rischio di dipendenza. Le benzodiazepine, come classe, possono creare sia dipendenza fisica sia dipendenza psicologica, e l'uso continuato può portare allo sviluppo di tolleranza, con necessità di dosi crescenti per ottenere lo stesso effetto.

I rischi aumentano con la durata del trattamento e con dosi giornaliere più elevate (Papola et al., 2023). La parte più delicata è che la dipendenza può svilupparsi anche a dosi terapeutiche, cioè quelle prescritte dal medico, e il rischio è maggiore in chi ha una storia di dipendenza da alcol o da altre sostanze.

È importante distinguere tra sospensione graduale e sindrome da astinenza. Se il bromazepam viene interrotto all'improvviso, senza una riduzione progressiva concordata con il medico, può comparire una sindrome da astinenza, e dopo un uso continuato l'interruzione brusca può scatenare reazioni acute potenzialmente pericolose (Papola et al., 2023).

I sintomi più comuni includono insonnia di rimbalzo, ansia più intensa di prima, tremori, irritabilità e palpitazioni, mentre nei casi più gravi possono comparire convulsioni, sensazione di irrealtà e ipersensibilità ai suoni. Per questo la sospensione deve essere sempre graduale e sotto supervisione medica, senza mai decidere di smettere da soli.

Un altro fenomeno è la tolleranza, perché dopo alcune settimane il farmaco può sembrare meno efficace. Secondo lo studio già citato, circa il 39% degli utilizzatori continuativi diventa utilizzatore a lungo termine (Papola et al., 2023). Se sembra fare meno effetto, non va aumentata la dose da soli, ma occorre parlarne con il proprio medico.

Infine, se durante il trattamento ci si sente insolitamente apatici, distaccati da ciò che ci circonda o emotivamente "spenti", è importante segnalarlo al medico. Questi sintomi possono essere correlati agli effetti del farmaco o ad altri fattori clinici e meritano una valutazione, per verificare se sia opportuno riconsiderare la terapia.

Interazioni con altri farmaci e sovradosaggio

Quando si assume il bromazepam è importante informare sempre il medico o il farmacista di tutti i prodotti in uso, non solo altri medicinali con ricetta ma anche farmaci da banco, integratori e rimedi erboristici, perché anche sostanze apparentemente comuni possono dare interazioni significative.

Le interazioni più rilevanti riguardano i farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale. L'associazione del bromazepam con queste categorie può aumentare gli effetti sedativi:

  • antipsicotici,
  • antidepressivi,
  • altri ansiolitici e sedativi,
  • ipnotici,
  • antiepilettici,
  • antistaminici con effetto sedativo,
  • anestetici generali.

Un'attenzione particolare riguarda l'associazione con gli analgesici oppioidi, come morfina, ossicodone o tramadolo, perché questa combinazione può comportare una depressione respiratoria grave, fino al coma. È opportuno segnalare al medico qualsiasi terapia antidolorifica in corso, anche se prescritta da un altro specialista.

Altri farmaci possono alterare il modo in cui l'organismo metabolizza il bromazepam, modificandone durata o intensità. Tra questi:

  • azoli antifungini, come fluconazolo o itraconazolo,
  • inibitori delle proteasi, usati in alcune terapie antivirali,
  • antibiotici macrolidi, come eritromicina o claritromicina,
  • cimetidina, un farmaco per la protezione gastrica.

Questi medicinali possono rallentare l'eliminazione del bromazepam, aumentando l'effetto e la durata, mentre teofillina e aminofillina, usate per alcune patologie respiratorie, possono ridurre l'effetto sedativo. Vale la pena ricordare, anche qui, che l'alcol potenzia l'azione depressiva del farmaco sul sistema nervoso centrale.

Sovradosaggio: riconoscerlo e cosa fare

Assumere una dose superiore a quella prescritta, o combinarla con altre sostanze, può portare a un sovradosaggio. I sintomi che possono comparire includono:

  • sedazione e sonnolenza profonda, difficili da interrompere,
  • atassia, cioè difficoltà a coordinare i movimenti e a mantenere l'equilibrio,
  • ipotensione, ovvero un calo della pressione sanguigna,
  • depressione respiratoria, con respiro lento e superficiale,
  • nei casi più gravi, soprattutto se associato ad alcol o altri depressori, il coma.

Se si sospetta un sovradosaggio bisogna chiamare immediatamente il 112 o recarsi al pronto soccorso, senza aspettare che i sintomi peggiorino. In ospedale esiste un antidoto specifico per le benzodiazepine, il flumazenil, ma la sua disponibilità non rende il sovradosaggio privo di rischi, perché conta soprattutto l'intervento tempestivo.

Terapeuta e cliente durante una sessione di psicoterapia in un ufficio moderno.
Kampus Production – Pexels

Bromazepam e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Chiedere aiuto, in qualsiasi forma, è già un passo importante. Che si stia assumendo il bromazepam su indicazione del medico, che si stia già seguendo un percorso di psicoterapia o che si stiano semplicemente cercando informazioni, nessuna di queste condizioni esclude le altre.

Il bromazepam può offrire un sollievo concreto nel breve termine, attenuando i sintomi più acuti dell'ansia o le difficoltà del sonno nei momenti di maggiore intensità. Spesso, però, questi sintomi sono la superficie di qualcosa di più profondo, fatto di pensieri ricorrenti, schemi emotivi e situazioni di vita che continuano a pesare.

La psicoterapia lavora su un piano diverso, aiutando a comprendere le origini del disagio e a costruire strumenti che restano nel tempo. I due percorsi possono procedere insieme e spesso si completano, perché il farmaco può creare le condizioni per il lavoro terapeutico.

Se ti stai chiedendo come questo farmaco si inserisce nel tuo percorso di cura, parlarne può aiutarti a fare chiarezza, e puoi valutare di trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

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