Quando le condizioni economiche influenzano la scelta di avere figli: come orientarsi in modo consapevole?
Vorrei un figlio ma non so se posso permettermelo
Mi sento in colpa perché ci penso troppo
Hai mai pensato «vorrei un figlio, ma come faccio?» sentendoti subito dopo in colpa per quel pensiero? Se è così, sappi che non sei la sola persona a vivere questo conflitto.
La decisione di avere figli, oggi, è sempre più intrecciata con valutazioni economiche concrete come la precarietà lavorativa, il costo della vita, l'assenza di reti di supporto. Tutto questo può trasformare un desiderio profondo in una fonte di ansia e conflitto interiore.
Il calo demografico viene spesso visto come il risultato di scelte egoistiche. Eppure, per molte persone si tratta di una risposta razionale a condizioni che rendono difficile immaginare di poter garantire stabilità e cura a chi potrebbe nascere.
Interrogarsi sulla propria capacità di sostenere una responsabilità così grande, anche dal punto di vista economico, non è un segno di debolezza ma è un atto di maturità e consapevolezza. La società tende a giudicare chi rimanda o rinuncia alla genitorialità per motivi economici, ma raramente si ferma a guardare le condizioni che rendono quella scelta così difficile.
Le radici della difficoltà
Da dove nasce il conflitto tra desiderio e possibilità
Non ho un contratto stabile, come faccio a pensarci?
Ho paura di non potergli dare abbastanza
Capire cosa alimenta il blocco davanti a questa scelta può essere un primo passo importante. In molti casi, esplorare queste emozioni con il supporto di uno/a psicologo/a aiuta a fare chiarezza tra ciò che si desidera e ciò che si teme. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questo conflitto.
Il divario tra desiderio e risorse concrete
- Diventare genitori implica un impegno che va ben oltre il desiderio affettivo: servono risorse concrete per il mantenimento, l'istruzione, la salute e lo sviluppo di un figlio.
- La consapevolezza di tutto ciò che serve può generare un vero e proprio blocco decisionale, soprattutto quando le risorse disponibili sembrano insufficienti.
- Il costo crescente della vita, dall'abitazione alle attività formative, rende sempre più difficile immaginare di poter offrire a un figlio le opportunità ritenute necessarie per il suo benessere.
L'instabilità lavorativa e la mancanza di sicurezze
- La precarietà lavorativa diffusa tra i giovani adulti crea un senso di instabilità che si scontra con il bisogno di continuità necessario per crescere un figlio.
- L'assenza o l'insufficienza di politiche di welfare fa ricadere quasi interamente sui singoli il carico economico della genitorialità, amplificando il senso di inadeguatezza.
- La necessità di doppi redditi e i ritmi lavorativi intensi alimentano il timore di non riuscire a essere genitori abbastanza presenti, di non poter offrire al figlio la cura e l'attenzione di cui ha bisogno.
Scenari di vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Ogni anno dico 'l'anno prossimo', e intanto il tempo passa
La mia compagna vorrebbe un figlio ma io ho paura
Le preoccupazioni economiche legate alla genitorialità possono manifestarsi in molti momenti della vita. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.
Rimandare in attesa del momento giusto
- Rimandare la decisione di avere figli di anno in anno, aspettando un contratto stabile o una situazione abitativa adeguata, e nel frattempo vivere un senso di frustrazione crescente perché il tempo passa e le condizioni non cambiano.
- Desiderare di diventare genitore ma sentirsi in colpa al pensiero di non poter garantire al figlio le stesse opportunità, come vacanze, sport o scuole, di cui godono altri bambini nel proprio contesto sociale, come se le proprie risorse non bastassero mai.
- Scegliere consapevolmente di non avere figli perché si valuta che le condizioni strutturali non permetterebbero una genitorialità serena, e trovarsi a dover continuamente giustificare questa decisione davanti a familiari e conoscenti.
Le tensioni nella coppia e il giudizio sociale
- Vivere un conflitto silenzioso nella coppia perché uno dei due si sente pronto emotivamente alla genitorialità mentre l'altro frena per timori economici, senza riuscire a trovare un terreno comune di confronto.
- Trovarsi, dopo la nascita di un figlio, a ridimensionare il proprio stile di vita e vivere tensioni di coppia legate alla gestione economica quotidiana, tra spese impreviste e rinunce.
- Interiorizzare il giudizio sociale del "non sei pronto" o del "sei egoista se non fai figli", sviluppando un senso di colpa qualunque sia la scelta che si compie.
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Strategie pratiche e accessibili
Piccoli passi per orientarsi con più chiarezza
Ho iniziato a scrivere le mie paure e ci vedo più chiaro
Ne ho parlato con la mia compagna e mi sono sentito meglio
Provare a distinguere i timori concreti dalle proiezioni sul futuro
Quando l'ansia prende il sopravvento, può essere utile fermarsi un momento e guardare la propria situazione con più concretezza. Potresti provare a scrivere, anche su un foglio, quali sono i vincoli economici reali e quali invece sono scenari futuri che ancora non si sono verificati. Questo non elimina le preoccupazioni, ma può aiutare a vederle con più proporzione.
Parlare apertamente con il/la partner di aspettative e timori
Se sei in coppia, potresti provare ad aprire un dialogo onesto su come entrambi vivete la questione economica legata alla genitorialità. Condividere paure e aspettative, anche quelle che sembrano difficili da dire, può aiutare a sentirsi meno soli nella decisione e a capire insieme quali sono i valori che contano davvero per voi.
Informarsi sulle risorse e i supporti disponibili
A volte non si conoscono tutte le possibilità che esistono come bonus, agevolazioni fiscali, servizi territoriali, reti di supporto nella propria comunità. Potresti raccogliere informazioni pratiche, anche attraverso i servizi sociali del proprio comune, per avere un quadro più completo di ciò che è effettivamente disponibile.
Dare spazio alle proprie emozioni senza giudicarle
Sentirsi inadeguati, spaventati o combattuti davanti a questa scelta è un'esperienza molto comune. Potresti provare a concederti il permesso di sentire queste emozioni senza etichettarle come segno di un problema e parlarne con una persona di fiducia, anche solo per sfogarsi, può alleggerire il carico emotivo.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Un percorso psicologico, individuale o di coppia, può essere uno spazio prezioso per esplorare con più profondità ciò che si muove dietro i timori legati alla genitorialità. A volte le preoccupazioni economiche si intrecciano con insicurezze più profonde che è difficile mettere a fuoco da soli. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: è un'occasione per sentirsi capiti e sostenuti nel fare chiarezza.
Ricordarsi che non esiste il momento perfetto
Aspettare che tutte le condizioni siano ideali rischia di trasformarsi in un'attesa senza fine. La consapevolezza dei propri limiti e la disponibilità a crescere insieme a un figlio possono contare più della perfezione delle condizioni di partenza e questo non significa ignorare le difficoltà, ma provare a distinguere tra prudenza e blocco.
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Riflessione finale
Una scelta che merita rispetto, qualunque essa sia
Ho capito che non devo giustificarmi con nessuno
Prendermi del tempo mi ha aiutata a scegliere
Tenere conto delle condizioni economiche quando si pensa alla genitorialità non è egoismo ma è un atto di responsabilità verso se stessi e verso chi potrebbe nascere.
Il benessere di un figlio dipende in larga parte dalla qualità della presenza e della cura che riceve, non solo dalle risorse materiali disponibili. La stabilità emotiva di chi cresce un bambino è il primo nutrimento che si può offrire e ogni persona ha il diritto di vivere la propria scelta riproduttiva senza vergogna, che si tratti di diventare genitore in condizioni imperfette o di decidere che la genitorialità non fa parte del proprio progetto di vita.
Se senti che questo tema ti crea sofferenza o ti tiene bloccato, prenderti il tempo per riflettere e, se lo desideri, confrontarti con uno/a psicologo/a può aiutarti a trasformare l'incertezza in un percorso di crescita personale, dentro o fuori la genitorialità.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale sentirsi in colpa perché non ci si sente pronti ad avere figli per motivi economici?
Quello che provi è molto più comune di quanto pensi. Tantissime persone vivono questo stesso conflitto tra il desiderio di genitorialità e la consapevolezza delle proprie risorse concrete.
Sentirsi in colpa spesso nasce dal confronto con le aspettative sociali, che tendono a giudicare chi rimanda o rinuncia alla genitorialità per ragioni economiche. Ma interrogarsi sulla propria capacità di sostenere una responsabilità così grande è in realtà un atto di maturità e consapevolezza, non un segno di debolezza.
Potresti provare a concederti il permesso di sentire queste emozioni senza etichettarle come qualcosa di sbagliato. Se il senso di colpa diventa molto pesante, parlarne con uno/a psicologo/a può aiutarti a fare chiarezza tra ciò che desideri davvero e ciò che temi, in uno spazio libero dal giudizio.
Come capire se la paura di non farcela economicamente è realistica o è solo ansia?
Quando le preoccupazioni per il futuro si accumulano, può diventare difficile distinguere i vincoli concreti dagli scenari che ancora non si sono verificati. L'ansia tende a presentare tutto come urgente e insormontabile, rendendo il quadro più cupo di quanto sia nella realtà.
Un esercizio che può aiutarti è provare a scrivere su un foglio, da un lato, le difficoltà economiche che stai effettivamente vivendo oggi e, dall'altro, le paure che riguardano il futuro. Questo non elimina le preoccupazioni, ma può restituire maggiore proporzione a ciò che senti.
Può essere utile anche informarti sulle risorse disponibili nel tuo territorio come bonus, agevolazioni fiscali, servizi comunali. Se senti che l'ansia prende il sopravvento e ti blocca, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti strumenti per gestirla con più serenità.
Rimando sempre la decisione di avere figli aspettando il momento perfetto: cosa posso fare?
Aspettare che tutte le condizioni siano ideali è una trappola in cui cadono molte persone: il contratto stabile, la casa giusta, i risparmi sufficienti. Il rischio è che questa attesa si trasformi in un ciclo senza fine, alimentando frustrazione e senso di impotenza.
Questo non significa che dovresti ignorare le difficoltà reali ma che potresti provare a distinguere tra prudenza e blocco. La consapevolezza dei propri limiti e la disponibilità a crescere insieme a un figlio possono contare più della perfezione delle condizioni di partenza.
Potresti iniziare chiedendoti cosa ti servirebbe davvero per sentirti abbastanza sicuro/a. A volte, esplorare questa domanda con uno/a psicoterapeuta aiuta a scoprire che dietro l'attesa delle condizioni perfette si nascondono insicurezze più profonde che è possibile affrontare.
Come smettere di sentirsi giudicati per la scelta di non avere figli per ragioni economiche?
Il giudizio sociale su questo tema può essere molto pesante. Frasi come "sei egoista" o "non sei ancora pronto/a" rischiano di essere interiorizzate, generando un senso di colpa che accompagna qualunque decisione si prenda.
Ogni persona ha il diritto di vivere la propria scelta riproduttiva senza vergogna e scegliere di non avere figli perché si valuta che le condizioni non lo permettano è una risposta consapevole, non una mancanza.
Un passo che può aiutarti è ricordarti che non devi giustificarti con nessuno e che la tua scelta riguarda la tua vita e il tuo benessere. Può essere utile anche circondarti di persone che rispettano il tuo punto di vista. Se il peso del giudizio diventa difficile da gestire, uno spazio di riflessione con uno/a psicologo/a può aiutarti a rafforzare la fiducia nelle tue decisioni e a proteggerti dalle pressioni esterne.
Le preoccupazioni economiche possono davvero influenzare il desiderio di avere figli?
Sì, e succede più spesso di quanto si pensi. La precarietà lavorativa, il costo della vita, l'assenza di reti di supporto sono fattori che possono trasformare un desiderio profondo in una fonte di ansia e conflitto interiore.
Per molte persone il calo del desiderio di genitorialità non nasce da disinteresse, ma da una valutazione realistica delle proprie risorse. Sapere che crescere un figlio richiede stabilità economica, tempo e energie porta a chiedersi se si è davvero in grado di offrire tutto questo.
Il benessere di un figlio dipende in larga parte dalla qualità della presenza e della cura che riceve, e chi si pone queste domande sta già dimostrando una grande attenzione. Se senti che questo conflitto ti crea sofferenza, parlarne con uno/a psicoterapeuta può aiutarti a esplorare con più chiarezza cosa desideri davvero.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
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Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
La terapia di coppia può aiutare quando si è in disaccordo sulla decisione di avere figli per motivi economici?
Quando in una coppia una persona si sente pronta alla genitorialità e l'altra frena per timori economici, può crearsi un conflitto silenzioso che col tempo diventa difficile da gestire. La terapia di coppia offre uno spazio protetto in cui entrambi potete esprimere le vostre paure e aspettative senza sentirvi giudicati.
Non si tratta di convincere qualcuno a cambiare idea ma capire cosa si muove dietro le posizioni di ciascuno perché a volte i timori economici si intrecciano con insicurezze più profonde, e le aspettative di genitorialità possono nascondere bisogni diversi.
L'obiettivo è costruire un terreno comune di comprensione, dove entrambi vi sentiate ascoltati. Questo può portare a decisioni più condivise e consapevoli, qualunque esse siano.
Come proporre al/la partner di iniziare un percorso di coppia per parlare della scelta di avere figli?
Proporre la terapia di coppia può sembrare un passo delicato, soprattutto se temi che il/la partner possa interpretarlo come un segnale che qualcosa non va. Può aiutarti presentarla come uno spazio di crescita condivisa, non la risposta a un problema.
Potresti dire qualcosa come: "Mi piacerebbe che avessimo un posto dove parlare con calma di questo tema, con qualcuno che ci aiuti a capirci meglio". Questo tipo di comunicazione trasmette apertura e cura per la relazione.
Scegli un momento tranquillo, lontano da discussioni accese. Non serve che entrambi siate convinti al cento per cento: basta la disponibilità a provare. La terapia di coppia non richiede che ci sia una crisi in corso perché può essere molto utile anche per migliorare il dialogo su temi importanti come la genitorialità e le preoccupazioni economiche.
Cosa succede concretamente in una terapia di coppia quando il tema è la genitorialità e i soldi?
In una terapia di coppia su questo tema, lo/la psicoterapeuta vi aiuta a esplorare insieme le emozioni e i pensieri che ciascuno porta nella decisione. Non si tratta di fare un piano finanziario, ma di capire cosa rappresentano i soldi per ognuno di voi e come questo influenza la visione della genitorialità.
Potreste scoprire, per esempio, che dietro il timore economico c'è una paura di non essere abbastanza come genitore, oppure che il desiderio di un figlio porta con sé aspettative diverse su come cambierà la vita di coppia.
Il percorso vi offre strumenti per comunicare in modo più aperto, accogliere il punto di vista dell'altro e costruire una visione condivisa. Le sedute hanno un ritmo che viene concordato insieme, e ogni coppia procede secondo i propri tempi ed è uno spazio dove potervi sentire davvero ascoltati, insieme.
È meglio fare un percorso individuale o di coppia per affrontare l'ansia legata alla scelta di avere figli?
Dipende da cosa senti di aver bisogno in questo momento, e le due opzioni non si escludono a vicenda.
Un percorso individuale può essere utile se senti che le tue preoccupazioni economiche si intrecciano con insicurezze personali più profonde, o se hai bisogno di uno spazio tutto tuo per fare chiarezza su ciò che desideri.
Un percorso di coppia è particolarmente indicato quando il tema della genitorialità crea tensioni nella relazione, quando faticate a trovare un terreno comune o quando sentite il bisogno di capirvi meglio su una decisione che riguarda entrambi.
In alcuni casi, può essere utile affiancare i due percorsi quindi lavorare su di sé individualmente e contemporaneamente sulla relazione. Uno/a psicoterapeuta può aiutarti a capire quale direzione sia più adatta alla tua situazione. L'importante è sapere che chiedere supporto è già un passo significativo verso una scelta più consapevole.
La terapia di coppia può servire anche se non siamo in crisi ma vogliamo solo decidere insieme con più serenità?
Assolutamente sì. Non è necessario attraversare un momento di crisi per iniziare un percorso di coppia. Anzi, scegliere di farlo quando la relazione funziona ma si affronta una decisione importante è un segno di grande cura reciproca.
La scelta sulla genitorialità, soprattutto quando si intreccia con preoccupazioni economiche, può essere complessa anche in coppie che si vogliono molto bene. A volte manca semplicemente uno spazio dove poterne parlare con calma e profondità, senza le interruzioni della vita quotidiana.
La terapia di coppia in questo caso funziona come un'occasione per allineare i vostri valori e priorità, esplorare insieme cosa significhi per voi diventare genitori e quali condizioni ritenete davvero importanti. È uno spazio dove potete crescere insieme nella consapevolezza, sentendovi accompagnati da qualcuno che vi aiuta a comunicare con più chiarezza e fiducia.
E ora?
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