Quando l'ex del/della partner frequenta il nostro gruppo di amici: come orientarsi?

Ogni volta che usciamo in gruppo, non riesco a stare tranquillo
So che è finita tra loro, ma non basta a calmarmi

Frequentare lo stesso gruppo di amici dell'ex del proprio partner è una situazione più comune di quanto si immagini. Può generare un disagio emotivo intenso, anche quando razionalmente si sa che la relazione passata è conclusa da tempo.

Quello che si prova in queste circostanze spesso non è semplice gelosia verso il presente, ma qualcosa di più sottile: il passato sentimentale del partner diventa un pensiero ricorrente, amplificato dalla vicinanza fisica e sociale con l'ex. Ogni uscita di gruppo, ogni interazione, ogni like sui social può trasformarsi in un innesco emotivo difficile da gestire.

Condividere gli stessi spazi sociali può rendere quasi impossibile mettere da parte l'esistenza dell'ex. E questo può far sentire intrappolati in una situazione senza via d'uscita.

Provare disagio in queste circostanze non significa essere irrazionali. Tuttavia, il modo in cui si sceglie di rispondere a quel disagio può fare la differenza tra proteggere la relazione e metterla a rischio.

Le radici del malessere

Cosa c'è davvero dietro il disagio che provi

Mi chiedo sempre cosa avesse lei più di me
Razionalmente lo so, ma l'ansia non mi ascolta

Capire cosa alimenta il disagio quando l’ex del/della partner frequenta lo stesso gruppo di amici è un passaggio importante, e spesso non è qualcosa che si riesce a fare completamente da soli. Per molte persone, indagare queste emozioni con l'aiuto di uno/a psicologo/a può offrire una prospettiva più chiara e strumenti concreti per stare meglio. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questo malessere.

Il confronto con l'ex e quanto può influire l'insicurezza

  • Il punto spesso non è la gelosia in sé, ma un'insicurezza personale più profonda: ci si può confrontare involontariamente con l'ex, temendo di non essere all'altezza.
  • La presenza nel gruppo di amici può rendere quel confronto costante e difficile da evitare.
  • Spesso non è l'ex in sé a preoccupare, ma ciò che rappresenta: se viene percepito come più attraente, più brillante o più affine al partner, l'insicurezza può intensificarsi perché la vera questione è il confronto con sé stessi.

Il circolo vizioso della ricerca di conferme

  • La vicinanza sociale con l'ex può alimentare un circolo vizioso difficile da interrompere: si cercano segnali di complicità tra il/la partner e l'ex, ci si sente sollevati quando non se ne trovano, ma l'ansia torna più forte poco dopo.
  • Questo accade perché ogni rassicurazione esterna tende a indebolire la fiducia interiore, creando un bisogno crescente di nuove conferme.

Il ruolo delle esperienze passate e dei social media

  • Chi ha vissuto in passato esperienze di abbandono o tradimento può essere più sensibile a queste dinamiche: ogni interazione tra il/la partner e l'ex rischia di essere letta come una potenziale minaccia, anche quando non ci sono segnali reali.
  • I social media amplificano enormemente la questione: vedere interazioni online, foto di gruppo, commenti o like può attivare pensieri persistenti e alimentare scenari immaginari che non corrispondono alla realtà.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Dopo ogni serata passo un'ora a controllare i social
Ho smesso di uscire con il gruppo, non ce la facevo

Questo tipo di disagio può manifestarsi in tanti modi diversi. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Controllare e cercare segnali

  • Dopo ogni uscita di gruppo, controllare in modo ricorrente i social per verificare le interazioni tra il/la partner e l'ex, cercando like, commenti o foto insieme, e sentirsi sollevati solo temporaneamente quando non si trova nulla.
  • Calcolare mentalmente quanto tempo il/la partner trascorre a parlare con l'ex durante le serate in compagnia, interpretando ogni risata condivisa o conversazione prolungata come il segnale di un legame ancora vivo.
  • Arrivare a creare un profilo falso sui social per monitorare le attività dell'ex senza essere scoperti.

Fare domande e rivivere il passato

  • Porre al/alla partner domande insistenti sulla relazione passata: come si sono lasciati, cosa provavano, com'era la loro intimità. Ogni risposta diventa nuovo materiale per i propri pensieri ricorrenti, invece di offrire la rassicurazione sperata.
  • Provare un'ondata di rabbia o ansia quando il/la partner e l'ex condividono ancora riferimenti comuni, come battute, ricordi o abitudini del gruppo, sentendosi esclusi da una storia che non si è vissuta.

Evitare o trattenere

  • Evitare le uscite di gruppo o cercare di convincere il/la partner a non partecipare quando si sa che l'ex sarà presente, finendo per isolarsi socialmente o creare tensioni nella coppia.
  • Oscillare tra il voler apparire disinvolti davanti al gruppo e il covare un risentimento che poi emerge in discussioni private con il/la partner, magari per motivi apparentemente banali.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Le relazioni a cui tieni a volte ti mettono in difficoltà?

Sentirsi feriti, incompresi o distanti dalle persone capita a tutti, in amore come in amicizia. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio le dinamiche che si creano tra le persone.

Comunicazione efficace: come il “come” cambia le relazioni
leggi l'articolo
Figure di attaccamento: come influenzano la personalità e le relazioni interpersonali
leggi l'articolo
Principe o ranocchio? L’autostima nelle relazioni interpersonali
leggi l'articolo

Coltivare relazioni più sane si può imparare, passo dopo passo

Comunicare i propri bisogni, ascoltare e gestire i conflitti sono capacità che si allenano. Questi articoli possono darti strumenti concreti per costruire legami più autentici, in amore e non solo.

I principi della comunicazione non violenta
leggi l'articolo
Assertività: come sviluppare una comunicazione assertiva
leggi l'articolo
Comunicare i propri bisogni in modo efficace
leggi l'articolo

Se le difficoltà nelle relazioni si ripetono, puoi farti aiutare

Quando le stesse difficoltà si ripresentano, anche in relazioni diverse, un percorso può aiutarti a capirne l'origine e a viverle in modo più sereno. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando le relazioni pesano sul tuo benessere, parliamone

Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche e accessibili

Piccoli passi per affrontare la situazione

Ho provato a parlarne con lei e mi sono sentito meglio
Ho capito che il problema non era davvero l'ex
1

Provare a rimandare l'impulso di controllare

Quando senti il bisogno di controllare i social o di fare domande sul passato, puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti prima di agire. Spesso il bisogno di controllare nasce da una percezione di pericolo che, se non alimentata subito, tende a calare da sola. Non si tratta di reprimere l'emozione, ma di darle il tempo di affievolirsi.

2

Parlare con il/la partner di come ti senti

Puoi provare a condividere il tuo disagio con il/la partner usando il tuo punto di vista: dire "mi sento in difficoltà quando usciamo tutti insieme" è diverso da "tu passi troppo tempo a parlare con il tuo ex". Esprimere come ti senti, senza accusare, apre uno spazio di dialogo che può avvicinarvi.

3

Dedicare tempo a qualcosa che ti fa stare bene

Quando il pensiero dell'ex del/della partner occupa troppo spazio, può aiutare riempire quel tempo con attività che ti piacciono e che ti fanno sentire bene con te stesso/a. Coltivare interessi personali e amicizie al di fuori della coppia può aiutare a ridimensionare il peso di questa situazione.

4

Provare a restare nel disagio senza reagire subito

Non ogni dubbio ha bisogno di una risposta immediata. Puoi provare a notare il disagio quando arriva, riconoscerlo, e scegliere di non fare nulla in quel momento. Con il tempo, questo può aiutarti a scoprire che l'ansia, se non alimentata, tende a passare.

5

Chiedersi cosa rappresenta davvero l'ex

A volte può essere utile fermarsi e chiedersi: cosa mi spaventa davvero? Spesso la risposta non riguarda l'ex in sé, ma una paura più profonda, come per esempio quella di non sentirsi abbastanza. Anche solo porsi la domanda può aiutare a vedere la situazione con più chiarezza.

6

Parlarne con qualcuno di cui ti fidi

Condividere quello che provi con un amico o un'amica di fiducia può aiutare a sentirsi meno soli con questi pensieri e a ridimensionarli, vedendoli attraverso gli occhi di qualcuno che ti conosce.

7

Valutare un percorso di psicoterapia

Un percorso con uno/a psicologo/a, individuale o di coppia, può essere uno spazio prezioso per capire cosa si muove dietro questo disagio e trovare strumenti concreti per gestirlo. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: la terapia è uno spazio di crescita e riflessione, utile anche per sentirsi capiti e sostenuti in un momento di fatica.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Uno sguardo d'insieme

Il passato del partner non è un nemico da combattere

Sto imparando ad accettare il suo passato, un po' alla volta
Non devo competere con nessuno, devo stare bene con me

La presenza dell'ex del/della partner nel gruppo di amici non è di per sé il problema: è ciò che quella presenza può attivare dentro di noi, come insicurezze, confronti e paure, a generare la sofferenza.

Il passato del/della partner è una parte della sua storia, e in qualche modo ha contribuito a renderlo la persona di cui ci si è innamorati. Accettarlo non significa ignorare il proprio disagio, ma provare a rispettare l'altro nella sua interezza.

Una relazione solida non si costruisce sull'assenza di difficoltà, ma sulla capacità di affrontarle insieme: parlare apertamente di quello che si prova, senza vergogna e senza accuse, può rafforzare il legame invece di indebolirlo.

Se il disagio persiste e incide sulla qualità della vita e della relazione, rivolgersi a uno/a psicologo/a è un atto di cura verso sé stessi e verso la coppia. A volte basta uno spazio in cui sentirsi capiti per iniziare a guardare le cose da una prospettiva diversa.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
FAQ

Domande frequenti

Sì, è una reazione molto comune e non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in te. Quando l'ex del/della partner fa parte del vostro gruppo di amici, il passato sentimentale diventa qualcosa di concreto e visibile, difficile da mettere da parte.

Spesso quello che si prova non è semplice gelosia verso il presente, ma un disagio più sottile legato al confronto con sé stessi: ci si può chiedere se si è abbastanza, se il/la partner prova ancora qualcosa, se quella storia passata aveva qualcosa di più.

Riconoscere queste emozioni senza giudicarti è già un primo passo importante. Più che chiederti se è "normale" quello che senti, può essere utile chiederti cosa provi davvero e di cosa hai bisogno in questo momento. A volte spostare l'attenzione da "dovrei sentirmi così?" a "cosa posso fare per stare meglio?" apre prospettive nuove.

Quel bisogno di controllare può nascere da una percezione di pericolo che il tuo cervello registra, anche quando razionalmente sai che non c'è motivo di preoccuparti. Cerchi rassicurazioni: vuoi verificare che non ci siano segnali di complicità o vicinanza tra il/la partner e l'ex.

Il punto è che questo meccanismo può tendere a diventare un circolo vizioso: controlli, ti senti sollevato per un momento, ma poco dopo l'ansia torna più forte e hai bisogno di controllare di nuovo. Ogni rassicurazione esterna, invece di rafforzare la tua fiducia, la indebolisce un po'.

Una strategia che puoi provare è rimandare l'impulso anche solo di dieci minuti. Non si tratta di reprimere quello che senti, ma di dare all'emozione il tempo di affievolirsi da sola. Con il tempo, potresti scoprire che l'ansia, se non la alimenti subito, passa.

Il modo in cui scegli di comunicare quello che senti può fare una grande differenza. Un buon punto di partenza può essere usare il tuo punto di vista anziché formulare accuse.

Dire "mi sento in difficoltà quando usciamo tutti insieme" è molto diverso da "tu passi troppo tempo a parlare con il tuo ex". La prima frase può aprire uno spazio di dialogo, la seconda rischia di mettere il/la partner sulla difensiva.

Puoi provare a scegliere un momento tranquillo, lontano dalle situazioni che ti attivano, per condividere come ti senti. Non devi avere tutte le risposte: puoi anche dire che non sai bene cosa ti servirebbe, ma che avevi bisogno di parlarne.

Ricorda che esprimere vulnerabilità non è un segno di debolezza. Al contrario, può avvicinarvi e aiutare il/la partner a capire cosa stai attraversando, dandogli la possibilità di sostenerti.

Il confronto con l'ex spesso non riguarda davvero l'altra persona, ma una paura più profonda: quella di non sentirsi abbastanza. L'ex diventa una sorta di specchio in cui si proiettano le proprie insicurezze.

Un primo passo può essere chiederti: cosa mi spaventa davvero? Spesso la risposta ha poco a che fare con le qualità dell'ex e molto a che fare con il tuo rapporto con te stesso/a.

Può aiutare anche dedicare tempo e energia a ciò che ti fa stare bene: coltivare interessi personali, amicizie, passioni. Quando ti senti soddisfatto/a della tua vita, il peso del confronto tende a ridimensionarsi.

Se questi pensieri sono molto persistenti e faticano a calare nonostante i tuoi sforzi, un percorso con uno/a psicoterapeuta può offrirti strumenti concreti per lavorare sull'autostima e sulla fiducia in te stesso/a. È uno spazio di crescita che può aiutarti a sentirti più sicuro/a, nella relazione e fuori.

Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per chiedere supporto. Se il disagio legato alla presenza dell'ex nel gruppo di amici occupa stabilmente i tuoi pensieri, influenza il tuo umore o crea tensioni nella coppia, un percorso con uno/a psicologo/a può essere molto utile.

Alcuni segnali a cui potresti prestare attenzione sono: evitare le uscite di gruppo per non incontrare l'ex, controllare i social in modo persistente, fare domande ripetute al/alla partner sulla relazione passata senza mai sentirsi rassicurati, o litigare frequentemente per questo motivo.

Un percorso psicologico è uno spazio di crescita e riflessione, in cui puoi esplorare cosa si muove dietro il disagio e trovare strategie concrete per gestirlo. Spesso dietro la gelosia ci sono esperienze passate, paure o insicurezze che, una volta comprese, perdono parte del loro potere. A volte basta sentirsi capiti per iniziare a guardare le cose da una prospettiva diversa.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Assolutamente sì. La terapia di coppia può essere uno spazio prezioso per affrontare insieme questo tipo di disagio, perché permette a entrambi di esprimere come si sentono con la guida di un/una professionista.

Spesso chi prova gelosia fatica a comunicarla senza che il/la partner si senta accusato/a, e chi la riceve non sa come rassicurare senza sentirsi sotto esame. La terapia di coppia può aiutare a interrompere questi schemi e a trovare un modo nuovo di parlarsi.

Non è necessario che la relazione sia in crisi per iniziare. La terapia di coppia è utile anche quando le cose funzionano ma c'è un aspetto specifico, come la gestione della presenza dell'ex nel gruppo, che crea attrito o distanza. È un'occasione per rafforzare il legame e imparare a navigare insieme le situazioni più delicate.

È comprensibile temere che il/la partner interpreti la proposta come un segnale che qualcosa non va. Può aiutare presentarla come un desiderio di crescita condivisa, non come una critica.

Potresti dire qualcosa come: "Vorrei che trovassimo insieme un modo per stare meglio rispetto a questa situazione, e penso che avere uno spazio in cui parlarne con qualcuno potrebbe aiutarci". Questo tipo di comunicazione trasmette il messaggio che tieni alla relazione e che vuoi investire su di essa.

Puoi scegliere un momento sereno, lontano da litigi o discussioni a caldo. Puoi anche condividere che la proposta nasce dal tuo disagio e non da una mancanza del/della partner.

Se il/la partner non si sente pronto/a subito, rispetta i suoi tempi. Nel frattempo, anche un percorso individuale può aiutarti a gestire le emozioni e a trovare maggiore chiarezza.

Sono due percorsi diversi che possono anche essere complementari, e nessuno dei due esclude l'altro.

Un percorso individuale ti permette di esplorare cosa si muove dentro di te: le insicurezze, le esperienze passate che possono influenzare il tuo modo di vivere le relazioni, il rapporto con la tua autostima. È uno spazio tutto tuo, in cui puoi lavorare su di te a un livello più profondo.

La terapia di coppia, invece, si concentra sulla dinamica relazionale: come comunicate, come gestite i conflitti, come potete affrontare insieme questa situazione specifica. Aiuta entrambi a sentirsi ascoltati e a trovare soluzioni condivise.

Se il disagio riguarda soprattutto le tue emozioni e pensieri, un percorso individuale potrebbe essere un buon punto di partenza. Se invece la situazione crea tensioni nella coppia e faticate a parlarne, la terapia di coppia può offrire uno spazio sicuro per ritrovarvi.

In una seduta di terapia di coppia, il/la terapeuta crea uno spazio in cui entrambi potete esprimere il vostro punto di vista senza interruzioni e senza giudizio. Non si tratta di stabilire chi ha ragione, ma di capire cosa provate e perché.

Chi sente gelosia può raccontare il proprio disagio e le proprie paure. Chi riceve queste emozioni può condividere come si sente nel riceverle, magari esprimendo frustrazione o il desiderio di rassicurare senza sapere come.

Il/la terapeuta vi aiuta a riconoscere i meccanismi che si ripetono tra voi: per esempio, il circolo vizioso tra richiesta di rassicurazioni e sensazione di non essere creduti. Insieme, si lavora per trovare nuovi modi di comunicare e gestire le situazioni concrete, come le uscite di gruppo.

Ogni coppia è diversa, quindi il percorso si adatta alle vostre esigenze specifiche. L'obiettivo è sentirvi più vicini e più capaci di affrontare insieme ciò che vi mette in difficoltà.

Sì, e anzi questa è una delle situazioni in cui la terapia di coppia può essere particolarmente utile. Quando uno dei due prova un disagio che l'altro fatica a comprendere, può crearsi una distanza emotiva: chi soffre può sentirsi incompreso, chi non capisce può sentirsi impotente o accusato.

Il/la terapeuta può aiutare il/la partner a vedere la situazione attraverso i tuoi occhi, senza colpevolizzare nessuno. Allo stesso tempo, può aiutare te a comprendere il punto di vista dell'altro.

La terapia di coppia non richiede che siate d'accordo su tutto prima di iniziare. Anzi, è proprio lo spazio adatto per esplorare le differenze e trovare un terreno comune. Spesso, il semplice fatto di sentirsi ascoltati in un contesto sicuro cambia profondamente il modo in cui ci si relaziona con il disagio dell'altro.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot