Essere vicino a qualcuno con difficoltà legate al gioco d'azzardo tutelando il proprio benessere: è possibile?

Non so più cosa è vero e cosa no
Mi sento in colpa se penso a me

Quando una persona a cui vuoi bene sviluppa delle difficoltà legate al gioco d'azzardo, l’equilibrio della vita quotidiana può cambiare profondamente. Non solo per chi gioca, ma anche per chi gli sta accanto. Può instaurarsi un clima di incertezza continua, fatto di spiegazioni che non tornano, promesse che si ripetono e una fiducia che, poco alla volta, si assottiglia.

Chi vive vicino a una persona con questo problema spesso si trova diviso tra due spinte opposte: il desiderio di aiutare e la sensazione crescente di non riuscire più a reggere il peso della situazione. Nel frattempo, i propri bisogni rischiano di passare in secondo piano. Le conseguenze emotive, economiche e relazionali della dipendenza dal gioco si estendono a tutto il nucleo familiare, creando una sofferenza condivisa che è importante riconoscere.

Uno degli aspetti più dolorosi da affrontare riguarda le bugie e la negazione del problema. Comprendere che questi comportamenti sono spesso parte del funzionamento della dipendenza più che un attacco personale può aiutare a leggere la situazione con maggiore lucidità.

Se ti riconosci in questa esperienza, sappi che prenderti cura di te stesso è una condizione fondamentale per mantenere equilibrio, proteggere i tuoi confini e trovare il modo più sano possibile di stare accanto alla persona che ami.

Le dinamiche della dipendenza

Perché è così difficile stare accanto a chi gioca

Continua a promettermi che smetterà
Mi chiedo se è colpa mia

Capire cosa succede dentro una relazione segnata dalla dipendenza dal gioco d’azzardo è un percorso che spesso necessita del supporto di un professionista della salute mentale, che può aiutarti a dare un senso a emozioni molto intense e a trovare strategie su misura per te per poter fronteggiare la tua situazione. Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni di quello che stai vivendo.

Le bugie come parte della dipendenza

  • Le menzogne nel contesto del gioco d'azzardo non sono un semplice difetto di carattere, masono spesso legate alla vergogna e alla paura del giudizio, che spingono la persona a nascondere il proprio comportamento.
  • La negazione del problema può funzionare come una forma di difesa psicologica: chi gioca minimizza o nega la gravità della situazione per evitare di confrontarsi con il dolore e le conseguenze delle proprie azioni.
  • Questo non giustifica le bugie, ma può aiutarti a comprenderle senza sentirti direttamente responsabile o colpevole per ciò che sta accadendo.

Il circolo vizioso di chi sta accanto

  • Chi vive accanto a una persona con difficoltà legate al gioco d’azzardo può iniziare, senza rendersene conto, a coprire le bugie, saldare i debiti o giustificare le assenze, alimentando una dinamica difficile da interrompere.
  • Il senso di colpa e la convinzione di poter "salvare" l'altro da soli spingono molte persone a sacrificare il proprio equilibrio emotivo, trascurando segnali di stress, ansia e stanchezza profonda.

Quando la fiducia si logora

  • La dipendenza dal gioco d’azzardo altera le dinamiche relazionali in modo profondo. Le bugie ripetute erodono la fiducia progressivamente, generando un ciclo di speranza e delusione.
  • Potresti trovarti a oscillare tra rabbia e compassione, senza sapere quale emozione sia più legittima. In realtà, entrambe possono convivere: sono reazioni comprensibili di fronte a una situazione complessa e faticosa da gestire.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Il gioco d'azzardo nella vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ho smesso di uscire per tenerlo d'occhio
Non mi fido più di niente di quello che dice

Le difficoltà legate al gioco d'azzardo si manifestano nella vita di tutti i giorni in modi diversi. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti riconoscerti.

Scoprire le bugie economiche

  • Scoprire che il/la partner ha contratto debiti nascosti per continuare a giocare, dopo mesi di rassicurazioni sulla situazione economica familiare. In questi momenti il danno finanziario può sembrare quasi secondario rispetto alla rottura della fiducia.
  • Renderti conto che i soldi messi da parte per un progetto comune sono stati spesi senza che tu ne sapessi nulla, e sentire che la tua percezione della realtà viene messa in discussione.

Vivere nell'incertezza quotidiana

  • Notare che un familiare mente su dove trascorre il proprio tempo, inventando impegni di lavoro o sociali per coprire le ore passate a giocare. Il risultato è una costante incertezza su cosa sia vero e cosa no.
  • Trovarsi a controllare il conto corrente, le tasche o il telefono della persona cara per cercare prove del gioco, rendendosi conto che questo comportamento sta consumando la propria serenità.
  • Affrontare la persona con le prove delle sue bugie e ricevere in risposta ulteriori negazioni o accuse di essere troppo controllanti.

Perdere di vista sé stessi

  • Rinunciare progressivamente alla propria vita sociale e ai propri interessi per sorvegliare il familiare o gestire le emergenze economiche, fino a non riconoscersi più.
  • Vivere momenti di forte ambivalenza, oscillando tra la rabbia per le menzogne e la compassione per la sofferenza dell'altro, sentendosi esausti emotivamente.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Se le difficoltà nelle relazioni si ripetono, puoi farti aiutare

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Quando le relazioni pesano sul tuo benessere, parliamone

Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.

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Piccoli passi per ritrovare il tuo equilibrio

Ho capito che non posso salvarlo da solo
Ho iniziato a chiedere aiuto per me
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Informarsi sulla natura della dipendenza dal gioco

Comprendere che il gioco d'azzardo problematico è un disturbo riconosciuto può aiutarti a guardare la situazione con uno sguardo diverso. Le bugie e la negazione, per quanto dolorose, non sono necessariamente attacchi personali nei tuoi confronti: spesso fanno parte del funzionamento stesso della dipendenza. Questo non significa giustificarle, ma riconoscere che ci si trova di fronte a un problema complesso che richiede un supporto e un intervento specializzato. Informarti attraverso fonti affidabili può essere un primo passo utile. Puoi consultare, ad esempio, i siti dei servizi pubblici per le dipendenze della tua regione o delle strutture sanitarie territoriali, dove è possibile trovare indicazioni su percorsi di supporto e centri dedicati al trattamento del disturbo da gioco d’azzardo.

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Stabilire dei confini chiari

Puoi scegliere, ad esempio, di non coprire i debiti di gioco o di non mentire ad altre persone per proteggere chi gioca. Stabilire questo tipo di confini non è un gesto di durezza o di mancanza di affetto: è un modo per tutelare te stesso/a e, allo stesso tempo, evitare di sostenere involontariamente una dinamica che rischia di mantenere o aggravare il problema.

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Provare a comunicare come ti senti, senza accusare

Quando ti senti pronto, può essere utile provare a esprimere ciò che provi partendo dalla tua esperienza. Ad esempio: "Mi sento spaventato quando non so dove sei" invece di "Tu menti sempre". Formulare le frasi in questo modo non significa minimizzare il problema, ma spostare l’attenzione su ciò che stai vivendo, riducendo il rischio che l’altra persona si senta immediatamente accusata o attaccata. Questo può aiutare a mantenere aperto uno spazio di dialogo e, in alcuni casi, a diminuire le reazioni difensive.

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Dedicare tempo a qualcosa che ti fa stare bene

Quando gran parte della tua energia viene assorbita dalla gestione della situazione, è facile che i tuoi bisogni passino in secondo piano. Con il tempo, questo può portarti a vivere quasi esclusivamente in funzione del problema dell’altra persona. Potresti provare a ritagliarti anche solo un piccolo spazio quotidiano per te da dedicare a qualcosa che ti faccia stare bene: una passeggiata, una telefonata a un amico, leggere qualche pagina di un libro o fare un’attività che ti permetta di staccare, anche solo per un po’, da ciò che sta accadendo.

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Parlare con qualcuno di cui ti fidi

Condividere ciò che stai vivendo con una persona di fiducia può aiutarti a sentirti meno solo e a guardare la situazione con maggiore chiarezza. Parlare con qualcuno che ti ascolta senza giudicare può alleggerire il peso emotivo e offrire uno spazio in cui rimettere le cose in prospettiva. L’isolamento, infatti, è una delle conseguenze più frequenti e più pesanti per chi vive accanto a una persona con dipendenza dal gioco.

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Riconoscere che non puoi guarire l'altro al suo posto

Questo è spesso il passaggio più difficile da accettare. Il cambiamento può avvenire davvero solo quando la persona che gioca riconosce il problema e decide di affrontarlo. Il tuo ruolo può essere quello di sostenere senza sostituirti. Accettare questo limite non significa arrendersi o smettere di prendersi cura della relazione, ma piuttosto riconoscere che ci sono aspetti che non dipendono da te. Rispettare questo confine è un atto di tutela verso te stesso e, allo stesso tempo, di rispetto verso la responsabilità dell’altra persona.

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Valutare un percorso di supporto psicologico

Un percorso con uno psicologo può diventare uno spazio prezioso per sentirti capito, sostenuto e guidato nel trovare il tuo modo di affrontare questa situazione. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili da gestire per iniziare. Può essere utile anche per fare chiarezza su quello che provi. Esistono, inoltre, gruppi di auto-aiuto per familiari di persone con dipendenza dal gioco d’azzardo, che offrono un contesto di confronto e condivisione.

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Un percorso, non una colpa

Prendersi cura di sé per poter esserci davvero

Sto imparando che aiutarla parte da me
Non è egoismo, è sopravvivenza

Stare accanto a una persona con difficoltà legate al gioco d'azzardo è un'esperienza che richiede consapevolezza, informazione e il coraggio di mettere il proprio benessere tra le priorità.

Le bugie e la negazione, per quanto dolorose, non definiscono la persona che ami: sono espressioni di una dipendenza che ha bisogno di essere trattata con un supporto specializzato, non solo con la buona volontà di chi sta accanto.

Il percorso di recupero dalla dipendenza dal gioco non è lineare, e le ricadute possono far parte del cammino. Sapere questo può aiutarti ad affrontare le difficoltà con più pazienza e meno senso di fallimento.

È possibile, quindi, essere vicini a qualcuno con queste difficoltà senza perdersi. Servono confini sani, supporto adeguato e la consapevolezza che prenderti cura di te è il fondamento su cui costruire qualsiasi relazione di aiuto. Un percorso con un professionista della salute mentale può aiutarti a trovare questo equilibrio.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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FAQ

Domande frequenti

È molto comune provare sensi di colpa, e il fatto che tu te lo stia chiedendo indica quanto tieni alla persona che ami. Quando qualcuno vicino a te ha difficoltà legate al gioco d'azzardo, è facile cadere nella convinzione che ogni tua energia debba andare verso l'altro. Ma trascurare i tuoi bisogni rischia, col tempo, di esaurire le tue risorse emotive, di farti perdere la lucidità e di non permetterti più di essere davvero presente. Prenderti cura di te non è egoismo, è la base per poter sostenere chi ami. Può significare ritagliarti del tempo per un'attività che ti fa stare bene, parlare con una persona di fiducia o valutare un percorso di supporto psicologico. Riconoscere che anche tu stai soffrendo è un primo passo importante. Un professionista può aiutarti a lavorare su questo senso di colpa e a trovare un equilibrio più sostenibile.

Le bugie nel contesto del gioco d'azzardo non sono un attacco personale verso di te, anche se fanno molto male. Sono spesso legate a un meccanismo di difesa psicologica: chi gioca prova vergogna e paura del giudizio, e tende a minimizzare o negare la gravità della situazione per evitare di confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni. Questo non giustifica le menzogne, ma può aiutarti a capire che non dipendono da una mancanza di amore nei tuoi confronti. La negazione del problema è una caratteristica frequente della dipendenza, non un difetto di carattere. Comprendere questo aspetto può alleggerire il peso che senti e aiutarti a non sentirti responsabile per qualcosa che non dipende da te. Se le bugie ripetute stanno erodendo la fiducia nella relazione, un percorso con uno o una psicologa può offrirti strumenti per gestire questa situazione.

Il desiderio di aiutare è comprensibile, ma alcune azioni, pur fatte con le migliori intenzioni, possono involontariamente prolungare il problema. Coprire i debiti, mentire ad altri per proteggere chi gioca o giustificare le sue assenze sono comportamenti che rischiano di alimentare un circolo vizioso. Un primo passo concreto è stabilire dei confini chiari: puoi decidere, per esempio, di non saldare debiti di gioco o di non nascondere la situazione. Non è crudeltà, è cura. Quando ti senti pronto, prova a comunicare come ti senti usando frasi che partano da te, come "Mi sento spaventato quando non so dove sei", anziché accusare. Questo può mantenere aperto il dialogo. È importante anche riconoscere che non puoi guarire l'altro al suo posto: il cambiamento deve partire da chi gioca. Il tuo ruolo è sostenere senza sostituirti. Un percorso di supporto psicologico, anche solo per te, può aiutarti a trovare il modo giusto di stare accanto senza perderti.

Quando vivi accanto a una persona con difficoltà legate al gioco, la tua sofferenza può crescere in modo graduale, fino a sembrarti quasi "naturale". Alcuni segnali a cui prestare attenzione: ti ritrovi a controllare continuamente il conto corrente, le tasche o il telefono della persona cara; hai rinunciato progressivamente alla tua vita sociale e ai tuoi interessi; ti senti costantemente in ansia, stanco o emotivamente esausto; oscilli tra rabbia e compassione senza riuscire a trovare equilibrio. Potresti anche accorgerti di non riconoscerti più, di aver messo completamente da parte chi eri prima. Questi sono segnali importanti che indicano che il tuo benessere ha bisogno di attenzione. Non devi aspettare di stare molto male per chiedere supporto: un percorso con un professionista può aiutarti a fare chiarezza su quello che provi e a ritrovare il tuo spazio. Esistono anche gruppi di auto-aiuto specifici per familiari, che offrono un contesto di confronto prezioso.

Ricostruire la fiducia è possibile, ma richiede tempo, pazienza e un impegno condiviso. Il percorso di recupero dalla dipendenza dal gioco non è lineare: possono esserci ricadute, e sapere questo fin dall'inizio può aiutarti ad affrontare le difficoltà con meno senso di fallimento. La fiducia non si ripristina con una singola promessa, ma attraverso comportamenti coerenti e costanti nel tempo. Da parte tua, è importante riconoscere che le bugie passate erano espressione di una dipendenza, non della qualità del legame tra voi. Questo non significa dimenticare o minimizzare il dolore che hai provato, ma provare a separare la persona dal disturbo. Il supporto professionale gioca un ruolo fondamentale in questo processo: un percorso psicologico può aiutare entrambi a elaborare quanto accaduto e a costruire nuove basi relazionali più solide. La buona volontà da sola spesso non basta, e chiedere aiuto specializzato è un segno di forza, non di debolezza.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Sì, la terapia di coppia può essere uno spazio molto prezioso in questa situazione. La dipendenza dal gioco non riguarda solo chi gioca: trasforma le dinamiche relazionali, erode la fiducia e crea sofferenza condivisa. In terapia di coppia potete lavorare insieme su aspetti specifici come la comunicazione, la gestione dei confini e la ricostruzione della fiducia, con la guida di un professionista. Non è necessario che la relazione sia in crisi profonda per iniziare: la terapia di coppia è utile anche per migliorare dinamiche che già funzionano ma che potrebbero beneficiare di maggiore consapevolezza. È importante sapere che il percorso di coppia non sostituisce un eventuale percorso individuale per la dipendenza: sono due interventi diversi che possono coesistere e rafforzarsi a vicenda. La terapia di coppia si concentra sulla relazione e su come entrambi vivete questa esperienza, offrendo strumenti concreti per affrontarla insieme.

Proporre la terapia di coppia può sembrare delicato, soprattutto se il/la partner tende a negare il problema o a reagire in modo difensivo. Un approccio che può funzionare è partire da come ti senti tu, anziché concentrarti su ciò che l'altro fa di sbagliato. Potresti dire qualcosa come: "Mi piacerebbe che trovassimo insieme uno spazio dove parlare di come stiamo, perché tengo a noi". Evita di presentare la terapia come una conseguenza di un errore o come un ultimatum: descrivila piuttosto come un'opportunità per ritrovare un modo di stare bene insieme. Scegli un momento tranquillo, lontano da discussioni o momenti di tensione. Se il/la partner non è pronto, non forzare: puoi sempre iniziare un percorso individuale per te. A volte, vedere che una persona si prende cura del proprio benessere può aprire una porta anche per l'altro. Un professionista può poi aiutarvi a valutare insieme il momento giusto per un percorso condiviso.

Sono due percorsi con obiettivi diversi e complementari. La terapia individuale è uno spazio dedicato a te: ti aiuta a elaborare le tue emozioni, a comprendere l'impatto che la situazione ha sul tuo benessere e a sviluppare strategie personali per affrontarla. È particolarmente utile per lavorare sul senso di colpa, sullo stress e sulla tendenza a trascurare i propri bisogni. La terapia di coppia, invece, si concentra sulla relazione tra voi due: come comunicate, come avete gestito la fiducia, quali dinamiche si sono create intorno alla dipendenza e come potete costruire basi più solide insieme. Non sono percorsi in competizione: puoi fare entrambi, oppure iniziare con uno e valutare l'altro in un secondo momento. Spesso chi inizia un percorso individuale scopre che alcune questioni riguardano anche la coppia e viceversa. Un professionista può aiutarti a capire quale tipo di supporto può essere più adatto alla tua situazione attuale.

In una seduta di terapia di coppia legata a difficoltà con il gioco d'azzardo, il terapeuta crea uno spazio sicuro e strutturato dove entrambi potete esprimere quello che provate senza giudizio. Nelle prime sedute si lavora spesso sulla comprensione reciproca: come ognuno vive la situazione, quali emozioni sono in gioco, quali dinamiche si sono create. Non si tratta di stabilire chi ha ragione o torto, ma di capire cosa sta succedendo nella relazione. Progressivamente si affrontano temi concreti: come ricostruire la fiducia dopo le bugie, come stabilire confini sani, come comunicare bisogni e paure senza scivolare in accuse o chiusure difensive. Il terapeuta può anche aiutarvi a distinguere tra il ruolo di partner e quello di "controllore", una dinamica frequente in queste situazioni. Ogni percorso è diverso e viene adattato alla vostra storia. L'obiettivo non è risolvere tutto subito, ma costruire insieme gli strumenti per affrontare le difficoltà come coppia, con maggiore consapevolezza.

Anche quando il gioco si è fermato, le conseguenze relazionali possono continuare a farsi sentire a lungo. La fiducia non si ricostruisce automaticamente, e spesso restano ferite emotive, risentimenti o paure non elaborate che possono influenzare il modo in cui vi relazionate. Potresti ancora provare ansia, controllare i movimenti del/della partner o faticare a credere alle sue parole, anche quando la situazione è cambiata. Il/la partner, d'altra parte, potrebbe sentirsi sotto costante osservazione e faticare a ritrovare un equilibrio. La terapia di coppia in questa fase può aiutarvi a elaborare insieme quello che avete attraversato, a dare voce a emozioni rimaste inespresse e a costruire nuove modalità di comunicazione. Non è un percorso riservato ai momenti di crisi: può essere uno strumento di crescita condivisa per rafforzare la relazione e prevenire il rischio che vecchie dinamiche si ripresentino.

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