Litigi sulle uscite: come costruire un dialogo aperto senza arrivare allo scontro?

Litighiamo sempre per le stesse cose
Ogni volta che esco scoppia una discussione

Un aperitivo con gli amici, una serata fuori dopo il lavoro. Può sembrare un aspetto di poca rilevanza ma, le uscite serali possono essere uno dei motivi di litigio più frequenti nella vita di coppia.

Dietro un "dove vai?" o un "a che ora torni?" possono nascondersi bisogni profondi che faticano a trovare le parole giuste per essere espressi. Le parole che scegliamo in quei momenti, possono aprire due scenari: da un lato possono favorire uno spazio di dialogo sincero, dall’altra possono alzare muri di incomprensione che si consolidano litigio dopo litigio. Chi desidera uscire e chi preferisce restare a casa hanno spesso entrambi motivazioni comprensibili. Il nodo non è capire chi abbia ragione, ma riuscire a riconoscere e comunicare i propri bisogni senza trasformare la differenza in uno scontro, evitando dinamiche fatte di accuse, pressioni o sensi di colpa reciproci. Quando il tema delle uscite diventa motivo di conflitto ricorrente, spesso il problema non riguarda solo “uscire o non uscire”, ma il modo in cui la coppia sta comunicando intorno a quel tema. È un segnale che le modalità abituali di confronto rischiano di alimentare tensione e incomprensioni invece di favorire ascolto reciproco. In questi casi può essere utile provare a comunicare in modo più consapevole, meno impulsivo e meno centrato sul reagire nel momento.

Le ragioni profonde del conflitto

Cosa si nasconde davvero dietro i litigi sulle uscite

Non è l'aperitivo, è che mi manca
Mi chiudo perché mi sento accusato

Comprendere cosa accende queste discussioni non è sempre semplice, soprattutto quando le emozioni sono intense e ci si sente incompresi. Per molte coppie, esplorare queste dinamiche con l'aiuto di un professionista può fare la differenza, perché offre uno spazio protetto in cui imparare a comunicare in modo diverso.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base dei litigi riguardo le uscite serali.

Bisogni insoddisfatti che non trovano parole

  • Dietro la rabbia per un aperitivo di troppo si nascondono spesso bisogni insoddisfatti di vicinanza, attenzione o sicurezza emotiva: non è l'uscita in sé a ferire, ma ciò che rappresenta sul piano affettivo.
  • Molte coppie confondono il bisogno con la strategia per soddisfarlo: il bisogno reale potrebbe essere quello di trascorrere tempo di qualità insieme, ma la strategia diventa "vietare" le uscite, e questo genera un conflitto che allontana dalla soluzione.
  • Quando si fatica a riconoscere e a esprimere le proprie emozioni, queste finiscono spesso per mascherarsi: la tristezza o la solitudine diventano rabbia per l’uscita del/della partner, e il dialogo si sposta su un piano dove nessuno si sente davvero compreso.

Fatti e giudizi si mescolano

  • Spesso tendiamo a confondere i fatti con le interpretazioni: invece di descrivere ciò che accade (“Questa settimana sei uscito tre sere”), si finisce per usare accuse più generali (“Non ci sei mai”). Questo può portare facilmente l’altra persona a sentirsi attaccata e a mettersi sulla difensiva.
  • Spesso si attribuisce al partner la responsabilità diretta delle proprie emozioni (“Mi fai sentire sola quando esci”), invece di riconoscere il bisogno che c’è sotto. Questo può alimentare senso di colpa e difese, rendendo più difficile un confronto autentico e sereno.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Dinamiche quotidiane di coppia

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Vorrei solo che capisse quanto mi manca
Mi sento in colpa anche solo per un'uscita

Vediamo alcune situazioni concrete in cui queste dinamiche possono manifestarsi. Potresti ritrovarti in una di queste, o riconoscere qualcosa di simile a ciò che vivi.

Quando le accuse prendono il posto del dialogo

  • Dire “Fai sempre quello che ti pare, esci tutte le sere e a me non pensi mai” significa esprimere un giudizio che facilmente porta l’altro a difendersi. Una comunicazione più precisa potrebbe essere: “Questa settimana sei uscito tre sere e mi è mancato passare del tempo con te”.
  • Anche frasi come “Quando esci la sera mi sento trascurata” rischiano di suonare come accuse implicite. Dire invece “Quando passo la serata da sola mi sento sola e un po’ triste” aiuta a esprimere il proprio vissuto senza colpevolizzare l’altro.
  • Allo stesso modo, “Stasera non esci, punto” è una pretesa che limita la libertà dell’altro e può generare chiusura o opposizione. Una richiesta come “Mi piacerebbe passare la serata insieme, ti andrebbe di rimandare l’aperitivo a domani?” lascia invece spazio al dialogo e alla scelta reciproca.

Quando i bisogni restano invisibili

  • Una coppia litiga perché lui vuole uscire per un aperitivo con i colleghi e lei desidera passare la serata insieme. Il conflitto sembra riguardare l’uscita, ma in realtà tocca bisogni diversi che non vengono espressi: da una parte il bisogno di leggerezza e socialità, dall’altra quello di vicinanza e condivisione.
  • Dopo una giornata pesante, uno dei due partner propone di uscire per distrarsi; l’altro vive quella scelta come un allontanamento dalla relazione e reagisce con freddezza. Nessuno dei due ha necessariamente torto: spesso manca semplicemente uno spazio in cui raccontarsi cosa si prova davvero.
  • Quando invece si riesce a parlare dei bisogni sottostanti, diventa più facile trovare compromessi sostenibili. Ad esempio, uno dei due può uscire per l’aperitivo e poi rientrare per cenare insieme, oppure la coppia può ritagliarsi un altro momento dedicato solo a stare insieme. La differenza sta nel fatto che la soluzione nasce dal dialogo, non dalla rinuncia forzata di uno dei due.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Strategie pratiche per la coppia

Come trasformare il litigio in un dialogo aperto

Ho provato a dire come mi sento, ha funzionato
Ascoltarla davvero ha cambiato tutto
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Chiedersi qual è il proprio vero bisogno

Prima di affrontare il discorso sulle uscite, può essere utile fermarsi un momento e chiedersi: “Di cosa ho davvero bisogno in questo momento?”. A volte, dietro la rabbia o il fastidio, ci sono bisogni di vicinanza, rassicurazione o condivisione. Riconoscerli aiuta a evitare che la conversazione si trasformi in uno sfogo impulsivo e permette di comunicare ciò che conta davvero.

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Descrivere i fatti senza generalizzare

Può essere utile sostituire le accuse generiche con osservazioni più precise: dire “Questa settimana sei uscito tre sere” è molto diverso da “Non ci sei mai”. Quando una persona si sente descritta nei fatti e non giudicata, diventa più facile mantenere apertura e disponibilità al dialogo.

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Parlare di sé invece che dell'altro

Esprimere ciò che si prova parlando di sé può cambiare profondamente il tono della conversazione. Dire “Mi sento solo la sera” è diverso da “Tu mi fai sentire solo”: nel primo caso si condivide un vissuto, nel secondo si rischia di attribuire una colpa. Prendersi la responsabilità delle proprie emozioni aiuta a creare un clima più sicuro e aperto al confronto.

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Fare richieste concrete, non dare divieti

Può essere utile formulare richieste chiare e concrete, esprimendo ciò che si desidera senza trasformarlo in un’imposizione. Frasi come “Mi piacerebbe passare insieme la serata di mercoledì” lasciano spazio al dialogo e alla possibilità di trovare insieme un equilibrio, risultando spesso più efficaci di ordini o divieti.

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Ascoltare davvero, anche quando è difficile

Quando il partner spiega perché per lui o lei quell’uscita è importante, può essere utile provare ad ascoltare senza interrompere o preparare subito una risposta. Cercare di comprendere i bisogni che ci sono dietro quelle parole come socialità, svago o bisogno di autonomia, favorisce un clima di maggiore empatia e comprensione reciproca.

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Aspettare prima di reagire

Quando si sente salire la frustrazione, può essere utile concedersi anche solo qualche minuto prima di rispondere. Creare questo piccolo spazio aiuta a ridurre l’intensità emotiva del momento e rende più facile comunicare in modo più lucido e meno impulsivo.

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Valutare un percorso di terapia

Se i litigi sulle uscite si ripetono nonostante gli sforzi, un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può rappresentare uno spazio prezioso per comprendere meglio cosa accade nella relazione e individuare strumenti di comunicazione più efficaci. Non è necessario aspettare che la questione diventi molto complessa per iniziare: la terapia è un luogo in cui sentirsi capiti, sostenuti e guidati verso un modo diverso di stare insieme.

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Ritrovarsi attraverso le parole

Dal litigio al dialogo: un percorso possibile

Abbiamo smesso di litigare e iniziato a parlare
Ora capisco cosa provava davvero

I litigi sulle uscite serali non riguardano quasi mai l'aperitivo in sé. Sono il segnale di bisogni emotivi che chiedono di essere ascoltati e riconosciuti da entrambi i partner: vicinanza, considerazione, autonomia. Imparare a separare i fatti dai giudizi e i bisogni dalle strategie è un primo passo per trasformare una discussione ricorrente in un'occasione di comprensione reciproca. Non si tratta di eliminare i conflitti, ma di attraversarli in modo diverso.

La questione non è che uno dei due rinunci ai propri spazi, ma che la coppia trovi insieme soluzioni che tengano conto dei bisogni di entrambi: quando ci si sente ascoltati, il compromesso smette di essere una rinuncia e diventa una scelta condivisa.

Cambiare il modo in cui si comunica richiede tempo, pazienza e la disponibilità a sentirsi vulnerabili. Se senti che da soli è difficile uscire da queste dinamiche, il supporto di uno/a psicologo/a può aiutare a portare uno sguardo esterno e più lucido su ciò che nella relazione, dall’interno, spesso è difficile riconoscere o comprendere.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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FAQ

Domande frequenti

Litigare per le uscite serali è molto più comune di quanto si pensi. Per molte coppie, una semplice serata fuori può diventare terreno di scontro, e questo non significa che la relazione sia in pericolo. Dietro questi litigi si nascondono spesso bisogni profondi che faticano a trovare espressione: chi resta a casa potrebbe sentire il bisogno di vicinanza e tempo condiviso, mentre chi esce potrebbe cercare socialità e leggerezza dopo una giornata impegnativa.

Il punto non è chiedersi se sia giusto o sbagliato litigare per questo, ma comprendere cosa si prova davvero e di cosa si ha bisogno. Quando si riesce a spostare l'attenzione dal "chi ha ragione" al "cosa stiamo cercando di dirci", il conflitto può diventare un'occasione per conoscersi meglio.

Quando il/la partner reagisce con rabbia alle tue uscite, spesso non è l'aperitivo o la serata in sé a creare il problema. Dietro quella reazione possono esserci bisogni insoddisfatti di attenzione, vicinanza o sicurezza emotiva che non riescono a trovare le parole giuste.

A volte la tristezza per la solitudine si trasforma in rabbia per l'uscita, e il dialogo finisce su un terreno dove nessuno si sente davvero capito. È frequente confondere il bisogno con la strategia: il desiderio reale potrebbe essere passare tempo di qualità insieme, ma la richiesta diventa "non uscire", e questo genera un circolo di accuse e chiusura.

Provare a chiedersi cosa c'è sotto la rabbia, con curiosità e senza giudizio, può aprire uno spazio di comprensione reciproca. Se senti che questi momenti si ripetono, parlarne apertamente e con calma rappresenta un primo passo importante.

Il modo in cui si esprime ciò che si prova può fare molta differenza. Provare a parlare del proprio vissuto, invece che accusare l’altro, aiuta a creare un dialogo più aperto: dire “Quando passo la serata da sola/o mi sento triste” è molto diverso da “Tu mi fai sentire trascurata/o”. Può essere utile anche descrivere i fatti in modo concreto, senza generalizzare. Dire “Questa settimana sei uscita/o tre sere” è diverso da “Non ci sei mai”: nel primo caso si parla di un comportamento specifico, nel secondo si rischia di esprimere un’accusa che porta l’altro a difendersi. Allo stesso modo, formulare richieste aperte invece di divieti favorisce maggiormente il dialogo. Dire “Mi piacerebbe passare insieme la serata di mercoledì, ti andrebbe?” lascia spazio al confronto e alla possibilità di trovare un compromesso reciproco.

Se senti che la frustrazione è molto intensa, può essere utile aspettare qualche minuto prima di affrontare il discorso. Anche una breve pausa può aiutare a ridurre l’impulsività del momento e a scegliere con più cura le parole da usare

Trovare un equilibrio non significa che uno dei due debba rinunciare a ciò che per lui è importante, ma riuscire a costruire soluzioni che tengano conto dei bisogni di entrambi. Per questo può essere utile chiedersi prima di tutto: “Di cosa ho davvero bisogno?”. A volte il desiderio non è che il/la partner smetta di uscire, ma sentirsi più cercati, vicini o connessi durante la settimana. Allo stesso modo, chi desidera uscire potrebbe non voler prendere le distanze dalla relazione, ma avere bisogno di socialità, svago o leggerezza. Quando questi bisogni diventano più chiari, è più facile trovare accordi concreti e sostenibili, come dedicare alcuni momenti alla coppia e lasciare spazio anche agli spazi individuali. Il compromesso funziona davvero quando non nasce da imposizioni o rinunce forzate, ma dalla sensazione reciproca di essere ascoltati, compresi e tenuti in considerazione.

Ritrovarsi a discutere sempre degli stessi temi può essere frustrante e far pensare che nella relazione ci sia qualcosa che non va. Spesso, però, i conflitti ricorrenti segnalano soprattutto che il modo abituale di comunicare non sta più aiutando a esprimere ciò che conta davvero. Dietro discussioni sulle uscite, sul tempo insieme o sulla gestione della quotidianità, ci sono spesso bisogni emotivi più profondi: sentirsi considerati, vicini, ascoltati o, al contrario, avere bisogno di autonomia e spazio personale. Il fatto che il conflitto si ripeta non significa necessariamente che la relazione sia compromessa, ma che c’è qualcosa che continua a chiedere attenzione e comprensione. Imparare a distinguere i fatti dai giudizi e a comunicare i propri bisogni in modo più consapevole può aiutare a trasformare uno scontro ripetitivo in un’occasione di confronto e crescita reciproca. Se senti che da soli è difficile uscire da queste dinamiche, un percorso con uno/a psicoterapeuta può aiutare a comprendere meglio ciò che accade nella relazione e a trovare modalità comunicative più efficaci.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

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Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Assolutamente sì. Non è necessario che una relazione sia in una crisi profonda per iniziare un percorso di terapia di coppia. Spesso, anzi, i conflitti ricorrenti su temi specifici, come le uscite serali, possono diventare un punto di partenza utile per comprendere dinamiche più profonde della relazione. Dietro queste discussioni si nascondono frequentemente bisogni di vicinanza, autonomia, rassicurazione o sicurezza emotiva che fanno fatica a essere espressi e compresi davvero. La terapia di coppia può offrire uno spazio protetto in cui imparare a riconoscere questi bisogni e comunicarli in modo più efficace. Non significa “avere una relazione sbagliata” o un problema troppo grave, ma scegliere di prendersi cura del rapporto e migliorare il modo in cui ci si ascolta e ci si comprende, prima che incomprensioni ripetute creino distanze più difficili da colmare.

In un percorso di terapia di coppia, il/la terapeuta aiuta a rallentare quei momenti in cui il confronto rischia di trasformarsi automaticamente in litigio, così da comprendere meglio cosa accade tra i partner e quali dinamiche si ripetono. Il lavoro può riguardare, ad esempio, il modo in cui vengono espressi i bisogni e le emozioni, imparando a parlare maggiormente di sé invece che accusare l’altro, distinguendo i fatti dalle interpretazioni e trasformando pretese o divieti in richieste più chiare e condivisibili. Il ruolo del/della terapeuta non è stabilire chi abbia ragione, ma creare uno spazio sicuro in cui entrambi possano sentirsi ascoltati e aiutati a comunicare in modo più efficace. Nel tempo, la coppia può acquisire strumenti concreti da utilizzare anche nella quotidianità, rendendo più facile affrontare le tensioni senza sentirsi automaticamente l’uno contro l’altro.

Proporre un percorso di coppia può sembrare delicato, ma il modo in cui lo si introduce può fare molta differenza. Può essere utile presentarlo non come la soluzione a un “problema”, ma come un’opportunità per comprendervi meglio e stare meglio insieme. Frasi come “Mi piacerebbe trovare uno spazio in cui imparare a capirci meglio, perché tengo alla nostra relazione” comunicano cura e investimento nel rapporto, più che l’idea che ci sia qualcosa di “sbagliato”. Può aiutare anche scegliere un momento tranquillo, evitando di affrontare l’argomento durante un litigio o in una situazione emotivamente accesa. Se il/la partner mostra dubbi o resistenze, è importante cercare di ascoltare anche le sue perplessità senza trasformare la proposta in una pressione. Allo stesso tempo, vale la pena ricordare che anche un percorso individuale può rappresentare un primo passo utile per comprendere meglio se stessi e il proprio modo di vivere la relazione.

Non esiste una scelta giusta in assoluto: dipende da ciò che senti di aver bisogno di comprendere o migliorare in questo momento. Terapia individuale e terapia di coppia hanno obiettivi diversi e, in alcuni casi, possono anche affiancarsi. Un percorso individuale offre uno spazio personale in cui esplorare i propri vissuti, comprendere meglio perché certe situazioni attivano emozioni intense e lavorare sul proprio modo di comunicare e stare nelle relazioni. La terapia di coppia, invece, si concentra sulla relazione e sulle dinamiche che si creano tra i partner. Può aiutare a riconoscere i meccanismi che alimentano i conflitti e a costruire modalità di comunicazione più efficaci e collaborative. Se il problema riguarda soprattutto il modo in cui vi confrontate e vi ascoltate nelle discussioni, la terapia di coppia può essere particolarmente utile. Se invece senti il bisogno di capire meglio alcuni aspetti personali o emotivi che emergono nella relazione, un percorso individuale può offrirti uno spazio di riflessione più centrato su di te. Anche confrontarsi con uno/a psicoterapeuta può aiutarti a orientarti verso il percorso più adatto alla tua situazione.

Ogni coppia ha tempi diversi e non esiste una durata valida per tutti. Alcune persone iniziano a notare cambiamenti già nelle prime sedute, soprattutto nel modo di leggere e comprendere le dinamiche che alimentano i conflitti. In altri casi, costruire modalità comunicative nuove richiede più tempo e continuità. Spesso, però, uno dei primi cambiamenti riguarda proprio la prospettiva con cui si guarda al problema: il conflitto smette di essere una lotta in cui uno deve avere ragione e l’altro torto, e diventa un’occasione per comprendere meglio i bisogni reciproci. Nel percorso, il/la terapeuta può proporre strumenti pratici da sperimentare anche nella quotidianità, come modi diversi di esprimere emozioni e bisogni, strategie per ascoltarsi con maggiore attenzione o tecniche per gestire la frustrazione nei momenti più accesi. L’obiettivo non è eliminare completamente i conflitti ma imparare ad affrontarli in un modo che favorisca vicinanza, comprensione e collaborazione, invece di aumentare la distanza emotiva.

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