Perché continuo a sperare in una relazione dove non mi vengono date abbastanza attenzioni?

Aspettare un messaggio che non arriva, emozionarsi per un gesto minimo dopo giorni di silenzio, continuare a credere che le cose cambieranno. Se ti riconosci in queste situazioni, sappi che è un'esperienza molto più comune di quanto si pensi.

Restare in una relazione in cui si ricevono solo briciole di affetto non dipende da una mancanza di intelligenza o di valore personale. Spesso si sta rispondendo a bisogni emotivi profondi che hanno radici nella propria storia, più che nella relazione attuale.

La speranza che il/la partner cambi e inizi a dare ciò che desideriamo può diventare una trappola che tiene bloccati in dinamiche dolorose che si ripetono. Eppure, il fatto stesso che tu stia leggendo queste righe dice qualcosa di importante: una parte di te sa di meritare di più, anche se un'altra parte fatica a lasciar andare.

So che merito di più ma non riesco ad andarmene
Mi basta un suo messaggio per dimenticare tutto
Le possibili ragioni

Cosa ci spinge a restare dove non ci sentiamo visti

Forse non merito niente di meglio di così
Ogni volta che sparisce, poi torna e io ci ricasco

Chiedersi il perché è già un primo passo importante per stare meglio. Comprendere davvero le radici di certi comportamenti, però, è molto complesso da soli: il supporto di uno psicologo o una psicologa potrebbe fare la differenza in questo momento delicato. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni.

Quanto può influire non conoscere il proprio valore personale

  • Quando si fatica a riconoscere il proprio valore, può capitare di aggrapparsi a qualsiasi segnale di interesse, anche minimo, come se fosse una conferma di quanto si vale.
  • Una scarsa fiducia in sé può portare a credere, anche inconsapevolmente, di non meritare un amore pieno e presente, e quindi ad accontentarsi di attenzioni sporadiche.
  • A volte ci si convince che ricevere poco sia già abbastanza, perché in fondo non ci si aspetta nulla di più per sé.

Il ruolo delle esperienze passate

  • Le esperienze affettive dell'infanzia e dell'adolescenza possono influenzare profondamente il modo in cui si vivono le relazioni da adulti. Chi ha ricevuto affetto in modo discontinuo o carente può aver sviluppato la convinzione che l'amore vada conquistato o meritato.
  • Quando si è cresciuti in un contesto in cui l'affetto arrivava a intermittenza, può sembrare familiare una relazione in cui le attenzioni sono imprevedibili e discontinue, anche se questo genera sofferenza.
  • Capire fino in fondo come queste esperienze influenzano le scelte di oggi è qualcosa che spesso richiede il supporto di un professionista.

La forza della speranza intermittente

  • Le attenzioni date a singhiozzo possono creare un'attivazione emotiva più intensa rispetto a quelle costanti. Proprio perché sono imprevedibili, ogni piccolo gesto assume un valore enorme e tiene viva la speranza.
  • La paura della solitudine e del vuoto affettivo può essere così forte da far preferire una relazione carente a nessuna relazione: il poco sembra comunque meglio del niente.
  • La cultura romantica ci ha abituati all'idea che il vero amore debba essere sofferto e conquistato, e questo può portare a confondere la sofferenza con l'intensità di un sentimento.
Esempi dalla vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ho smesso di uscire per aspettare una sua chiamata
Mi invento scuse per giustificare il suo silenzio

Le dinamiche di cui parliamo possono manifestarsi in tanti modi diversi nella vita di tutti i giorni. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.

L'attesa e l'euforia per il minimo gesto

  • Controllare il telefono continuamente in attesa di un messaggio che non arriva, e poi sentirsi pieni di sollievo per un semplice "ciao" dopo giorni di silenzio, come se quel gesto bastasse a cancellare tutta la sofferenza precedente.
  • Interpretare ogni piccola parola gentile o ogni momento di vicinanza come il segnale che le cose stiano per cambiare, alimentando un ciclo di illusione e delusione che si ripete.
  • Rileggere vecchi messaggi cercando prove del fatto che il/la partner tenga davvero a noi, aggrappandosi a frasi dette settimane o mesi prima.

Le giustificazioni al posto dell'altro

  • Trovare continuamente scuse per l'assenza del/della partner: "è un periodo stressante", "ha bisogno dei suoi spazi", "è fatto/a così". Costruire alibi al posto dell'altra persona per evitare di confrontarsi con la realtà.
  • Provare a fare discorsi importanti sulla relazione con qualcuno che risponde con vaghezza, cambia argomento o sparisce, e poi sentirsi in colpa per aver sollevato il tema.
  • Passare molto tempo a scorrere i social del/della partner cercando segnali di interesse o di distanza, nel tentativo di trovare rassicurazioni che non si riesce a ottenere direttamente.

Perdere sé stessi nell'attesa

  • Riorganizzare la propria vita, i propri impegni e le proprie uscite in funzione della remota possibilità che l'altra persona si faccia viva, rinunciando a occasioni che potrebbero farci davvero bene.
  • Rendersi conto di aver perso progressivamente contatto con amicizie, passioni e interessi personali perché tutta l'energia emotiva è stata investita nel tentativo di ottenere le attenzioni di una sola persona.
  • Trovarsi a dire di no a inviti e proposte perché si preferisce restare disponibili, nel caso il/la partner decida di farsi sentire.
Strategie pratiche

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Un passo alla volta

Scegliere sé stessi non significa arrendersi

Continuare a sperare in una relazione dove non si ricevono attenzioni non è un segno di debolezza. È spesso il riflesso di ferite affettive che meritano ascolto e cura, non giudizio.

Una relazione in cui ci si sente visti e valorizzati è fatta di presenza, reciprocità e desiderio condiviso di dedicarsi tempo. Quando tutto questo manca in modo costante, riconoscerlo è un atto di rispetto verso sé stessi.

Lasciare andare la speranza in qualcosa che non funziona non significa arrendersi. Significa fare spazio a qualcosa di diverso, che possa davvero nutrire. Il dolore di una separazione è intenso, ma tende a passare. La sofferenza di restare in una relazione che non dà ciò di cui si ha bisogno, invece, rischia di diventare una compagna silenziosa e logorante.

Se ti ritrovi spesso in relazioni dove ricevi poche attenzioni, esplorare queste dinamiche con uno psicologo o una psicologa può aiutarti a comprendere cosa ti spinge a ripetere certi schemi e a costruire relazioni più appaganti. È un percorso che si può fare un passo alla volta con un professionista, in uno spazio empatico e non giudicante. Non è necessario affrontare tutto da soli.

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