Aspettative dei genitori sull'avere dei nipoti: come proteggere lo spazio decisionale della coppia?
Ogni pranzo in famiglia diventa un interrogatorio
Non sanno quanto ci pesa quella domanda
Dopo i trent'anni, molte coppie sposate iniziano a percepire una pressione crescente da parte dei propri genitori riguardo alla scelta di avere figli. Domande ricorrenti, allusioni durante i pranzi di famiglia, confronti con cugini o amici che hanno già avuto bambini: quello che nasce come affetto può trasformarsi in una fonte di stress costante.
La decisione di diventare genitori è influenzata da molteplici fattori: economici, emotivi, lavorativi e personali. Tuttavia, le famiglie di origine non sempre riescono a tenerli tutti in considerazione, tendendo talvolta a riferirsi a modelli familiari più tradizionali, in cui le tappe della vita seguivano tempi e sequenze differenti.
Le aspettative sui nipoti nascono quasi sempre dall'affetto e dal desiderio di continuità familiare. Quando però non vengono riconosciute come tali, rischiano di diventare una pressione implicita che erode la serenità della coppia e il rapporto con le famiglie di origine.
In molte famiglie il tema dei nipoti diventa un terreno di confronto tra generazioni diverse, con visioni differenti su cosa significhi realizzarsi nella vita adulta. Per i genitori avere figli è spesso una tappa attesa, mentre per la coppia può rappresentare una scelta complessa che richiede tempo e condizioni adeguate.
Le ragioni dietro la pressione
Da dove nasce il bisogno dei genitori di avere nipoti
Mia madre dice che alla mia età lei aveva già due figli
Capisco il loro desiderio, ma non è così facile
Le ragioni per cui i genitori insistono sul tema dei nipoti sono spesso più profonde di quanto possa sembrare. Comprendere cosa sostiene queste aspettative può aiutare a rispondere con maggiore equilibrio, anche quando la pressione è difficile da gestire. Quando queste dinamiche diventano particolarmente pesanti, il supporto di uno/a psicologo/a può essere utile per ritrovare uno spazio di chiarezza e proteggere l’equilibrio della coppia e del rapporto con le famiglie. Proviamo, intanto, a esplorare alcune delle possibili origini di queste aspettative.
Il desiderio di un nuovo ruolo
- Quando i figli lasciano casa, alcuni genitori possono vivere un senso di vuoto legato alla fine del proprio ruolo genitoriale quotidiano. L'attesa dei nipoti diventa un modo per ritrovare un senso di scopo e sentirsi ancora centrali nella famiglia.
- Diventare nonni rappresenta, per molte persone, una nuova fase di vita carica di significato. Quando questa fase tarda ad arrivare, può emergere un senso di incompletezza che si traduce in insistenza.
Le aspettative legate all'età e ai confronti generazionali
- Esistono aspettative sociali profondamente radicate che definiscono un'età considerata adeguata per certe tappe di vita. Quando i figli superano i trent'anni senza diventare genitori, i loro genitori possono percepire un ritardo rispetto a queste tempistiche e reagire con preoccupazione.
- Avendo spesso avuto figli in età più giovane, i genitori possono faticare a comprendere le ragioni che portano la coppia a posticipare la genitorialità. Il contesto socioeconomico attuale, con carriere più lunghe e costi di vita elevati, rende questa scelta molto più articolata rispetto a una generazione fa.
L'affetto che diventa aspettativa
- In alcune famiglie l'affetto viene misurato attraverso la disponibilità e l'aderenza alle aspettative. Chi si muove diversamente rischia di essere percepito come distante, creando una dinamica che alimenta sensi di colpa nella coppia.
- Le aspettative sui nipoti riflettono spesso bisogni emotivi profondi: desiderio di continuità, timore della solitudine, ricerca di vicinanza. Sono bisogni comprensibili, ma che non sempre vengono comunicati in modo diretto.
Quando la pressione si fa concreta
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Ho smesso di andare ai pranzi della domenica
Ogni volta che ci vediamo parte la stessa domanda
La pressione sui nipoti può manifestarsi in modi diversi, alcuni più espliciti, altri più sottili. Ecco alcune situazioni concrete che potresti aver vissuto.
Le domande ricorrenti durante gli incontri familiari
- Durante le riunioni familiari ogni conversazione viene indirizzata verso il tema dei figli: domande come "E voi, quando ci date questa bella notizia?" si ripetono a ogni incontro, creando un clima di valutazione che la coppia inizia a temere e a voler evitare.
- I genitori fanno paragoni con fratelli, cugini o conoscenti che hanno già avuto bambini, costruendo una narrazione in cui la coppia appare "in ritardo", anche quando la scelta di attendere è ponderata e consapevole.
- Alcuni genitori trasformano ogni incontro in un bilancio delle scelte di vita dei figli, commentando un viaggio, un progetto professionale o l'acquisto di una casa come "distrazioni" rispetto a quello che considerano il vero obiettivo: mettere su famiglia.
Le risposte che invalidano le ragioni della coppia
- Una coppia che ha espresso il desiderio di consolidare prima la propria situazione lavorativa si sente rispondere che "i figli si fanno da giovani" o che "il momento perfetto non esiste", invalidando le proprie ragioni senza un vero ascolto.
- Il confronto tra le famiglie di origine dei due partner può diventare fonte di tensione: una famiglia preme apertamente per i nipoti, l'altra rispetta i tempi della coppia, e questo squilibrio genera conflitti interni alla relazione e un senso di inadeguatezza.
L'evitamento come risposta alla pressione
- La coppia inizia a evitare certi argomenti o a ridurre le visite ai genitori per sfuggire alla pressione, innescando un circolo vizioso di distanza emotiva e incomprensione che finisce per danneggiare il rapporto familiare.
- Si arriva a sentirsi in colpa per le proprie scelte e a dubitare delle proprie motivazioni, anche quando sono solide, solo perché non trovano il consenso della famiglia.
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Strategie pratiche
Strategie per proteggere la coppia e il rapporto familiare
Abbiamo deciso di parlarne insieme prima di tutto
Ho capito che non devo giustificarmi ogni volta
Chiarire insieme, come coppia, cosa si desidera davvero
Prima di affrontare qualsiasi conversazione con i genitori, può essere utile parlare apertamente tra voi di cosa desiderate, quali sono i vostri tempi e quali condizioni considerate importanti per un'eventuale genitorialità. Avere una posizione condivisa e chiara vi permette di affrontare le pressioni familiari senza sentirvi destabilizzati.
Comunicare i propri confini con rispetto e fermezza
Può essere utile spiegare ai propri genitori, con calma e chiarezza, qual è la vostra posizione, senza sentire il bisogno di doverla giustificare ogni volta. Esprimere una volta le proprie ragioni può essere sufficiente: tornare continuamente sull'argomento rischia di alimentare la tensione e di trasformare il dialogo in una discussione che difficilmente porterà a un cambiamento.
Riconoscere il desiderio dei genitori senza farsene carico
Può essere utile riconoscere il desiderio dei tuoi genitori di diventare nonni, senza che questo significhi mettere in secondo piano le vostre esigenze o lasciare che siano loro a definire i tempi delle vostre scelte. A volte può bastare una risposta semplice e rispettosa, come: "Capisco che per voi sia importante. Quando ci sarà qualcosa da condividere, sarete i primi a saperlo."
Proporre momenti di vicinanza che non ruotino attorno ai nipoti
Può essere utile riportare l'attenzione della relazione su ciò che vi unisce al di là di questo tema: condividere attività, dedicare tempo alla reciproca compagnia o creare occasioni di dialogo su altri aspetti della vita. In questo modo, sia voi sia i vostri genitori potrete riscoprire che il vostro legame non si esaurisce nell'attesa di un nipote, ma si fonda su molte altre dimensioni della vostra relazione.
Accogliere il disagio senza cambiare idea per compiacere
È naturale provare disagio quando le proprie scelte non incontrano l'approvazione delle persone a cui si vuole bene. Può essere utile concedersi il permesso di non essere compresi su tutto, senza che questo metta in discussione l'affetto reciproco o la legittimità delle proprie decisioni come coppia.
Parlare di come ti senti con qualcuno di cui ti fidi
A volte condividere ciò che si sta vivendo con una persona di fiducia, come un amico o un'amica che ci conosce bene, può aiutare a sentirsi meno soli, ad alleggerire il carico emotivo e a guardare la situazione da una prospettiva diversa.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Se la pressione familiare genera un disagio che inizia a pesare sulla coppia o sul rapporto con i genitori, un percorso di supporto psicologico, individuale o di coppia, può rappresentare uno spazio prezioso per capire meglio le dinamiche in gioco e trovare modalità comunicative più efficaci. Non è necessario aspettare che la situazione diventi particolarmente difficile per chiedere supporto. Un percorso psicologico può rappresentare un'opportunità di crescita e di riflessione, aiutandovi ad affrontare questa fase con maggiore consapevolezza e serenità.
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Lo spazio della coppia
Proteggere le proprie scelte è anche un atto d'amore
La nostra scelta non è contro di loro, è per noi
Amarci non vuol dire decidere al posto nostro
La scelta di avere figli appartiene alla coppia. Nessuna aspettativa esterna, per quanto radicata nell'affetto, dovrebbe sostituirsi alla libertà decisionale di chi quella scelta la vive in prima persona.
Porre confini chiari con i propri genitori non è un atto di distanza o di mancanza di rispetto, ma una forma di cura della relazione. I legami familiari si rafforzano quando ciascuno vede riconosciuti i propri bisogni e i propri tempi.
Accettare che non sempre si verrà compresi nelle proprie scelte può essere doloroso, ma è anche un passaggio che permette di vivere le relazioni familiari con più autenticità. Quando l'affetto smette di essere condizionato al soddisfacimento di un'aspettativa e torna a essere accoglienza, il legame tra genitori e figli adulti ritrova la sua funzione più autentica.
Se senti che questa situazione sta diventando pesante, uno/a psicologo/a può aiutarti a individuare le strategie per vivere con maggiore serenità il rapporto con la tua famiglia, senza rinunciare a ciò che è importante per te e per la tua coppia.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale sentirsi in colpa per non volere figli subito anche se i genitori insistono?
Quello che provi è molto più comune di quanto pensi. Quando le persone che ami esprimono un'aspettativa forte, è naturale sentire una tensione tra i propri bisogni e il desiderio di non deluderle. Il senso di colpa, in questi casi, non significa necessariamente che stai facendo qualcosa di sbagliato. Spesso nasce dal fatto che dai valore al rapporto con i tuoi genitori e vorresti che le tue scelte fossero accolte con serenità.
Può essere utile ricordare che la decisione di avere figli riguarda tanti aspetti della tua vita: condizioni economiche, stabilità emotiva, progetti personali e professionali. Prendersi il tempo necessario è una scelta responsabile, non un rifiuto dell'affetto familiare.
Se noti che questo senso di colpa inizia a condizionare le tue decisioni o il tuo benessere quotidiano, parlarne con uno/a psicologo/a può aiutarti a fare chiarezza su cosa desideri davvero, separando i tuoi bisogni dalle aspettative altrui.
Come rispondere ai genitori che chiedono sempre quando arrivano i nipoti?
Trovarsi ogni volta di fronte alla stessa domanda può essere davvero sfiancante, soprattutto quando senti che le tue ragioni non vengono ascoltate. Una strategia che molte coppie trovano utile è comunicare la propria posizione una volta sola, con chiarezza e rispetto, senza sentire il bisogno di ripeterla o giustificarla a ogni incontro.
Può essere utile dire qualcosa come: "Capiamo che per voi sia importante, e quando avremo qualcosa da condividere sarete i primi a saperlo. Vi chiediamo di fidarvi dei nostri tempi." Questo tipo di comunicazione riconosce il loro desiderio senza lasciare spazio a negoziazioni continue. Se la domanda dovesse ripresentarsi, puoi richiamare con calma quanto avete già condiviso, senza sentirti in dovere di ricominciare ogni volta la stessa discussione. Ripetere all'infinito le stesse spiegazioni rischia di alimentare la tensione, senza favorire una maggiore comprensione. È altrettanto importante che tu e il/la partner abbiate una posizione condivisa e vi sosteniate a vicenda: affrontare queste conversazioni come una squadra contribuisce a trasmettere un messaggio chiaro e coerente.
Perché i miei genitori insistono così tanto sui nipoti?
Dietro l'insistenza dei tuoi genitori ci sono spesso bisogni emotivi profondi che non sempre riescono a esprimere in modo diretto. Per molte persone, diventare nonni rappresenta una nuova fase di vita carica di significato, un modo per sentirsi ancora centrali nella famiglia e ritrovare un senso di scopo.
Può anche esserci un aspetto generazionale: chi ha avuto figli in età più giovane può faticare a comprendere le ragioni che portano a posticipare questa scelta. Il contesto attuale, con percorsi lavorativi più lunghi e costi di vita più alti, rende le cose molto diverse rispetto a una generazione fa.
A volte l'insistenza nasce anche dal timore della solitudine o dal desiderio di continuità familiare. Sono bisogni comprensibili, ma riconoscerli non significa farsene carico. Capire cosa muove le aspettative dei tuoi genitori può aiutarti a rispondere con meno frustrazione, senza che il loro desiderio diventi una pressione che condiziona le tue scelte.
La pressione dei genitori sui nipoti può danneggiare il rapporto di coppia?
Sì, può succedere, e se ti stai ponendo questa domanda probabilmente stai già notando qualche segnale. Quando la pressione familiare è costante, può creare tensioni all'interno della coppia in diversi modi.
A volte le famiglie di origine dei due partner hanno atteggiamenti molto diversi: una preme apertamente, l'altra rispetta i tempi. Questo squilibrio può generare conflitti e un senso di inadeguatezza. Altre volte la coppia inizia a ridurre le visite ai genitori per evitare il disagio, innescando un circolo di distanza emotiva che si ripercuote su tutti i rapporti.
Il rischio è di iniziare a dubitare delle proprie scelte condivise solo perché non trovano il consenso familiare. Per questo è importante parlare apertamente tra voi di cosa desiderate e quali sono i vostri tempi, prima ancora di affrontare la conversazione con i genitori. Avere una posizione chiara e condivisa vi protegge dal sentirvi destabilizzati.
Come smettere di sentirsi "in ritardo" rispetto alle aspettative della famiglia?
Chiederti se sei "in ritardo" rispetto a una tabella di marcia che non hai scelto tu può diventare una gabbia. Forse la domanda più utile da porti è: cosa desidero davvero io, e di cosa ho bisogno in questo momento?
La sensazione di essere indietro nasce spesso dal confronto con modelli familiari o sociali che definiscono tempistiche considerate "giuste" per certe tappe di vita. Ma queste tempistiche riflettono un contesto che oggi è profondamente cambiato. Le tue ragioni per aspettare, o per scegliere diversamente, hanno lo stesso valore di quelle di chi ha fatto scelte diverse.
Può aiutarti ricordare che proteggere i tuoi tempi non è un atto di distanza dalla tua famiglia: è una forma di cura della relazione e di rispetto verso te stesso/a. Accettare che non sempre verrai compreso/a nelle tue scelte può essere doloroso, ma ti permette di vivere con più autenticità. Se senti che il peso di queste aspettative sta diventando difficile da gestire, uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per esplorare cosa provi e ritrovare fiducia nelle tue decisioni.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
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Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
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Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
La terapia di coppia può aiutare a gestire la pressione dei genitori sui nipoti?
Sì, non è necessario che la relazione sia in crisi per considerarla. La terapia di coppia può essere uno spazio prezioso per affrontare insieme una situazione che riguarda entrambi ma che spesso viene vissuta in modo diverso da ciascuno.
Quando le famiglie di origine esercitano pressione sulla questione dei figli, possono emergere dinamiche complesse: un partner potrebbe sentirsi più esposto alla pressione, l'altro potrebbe non percepirla con la stessa intensità. Queste differenze, se non affrontate, rischiano di creare distanza.
In terapia di coppia potete lavorare per costruire una posizione condivisa su cosa desiderate, definire insieme i confini da comunicare alle famiglie e trovare modalità per sostenervi reciprocamente. È un'occasione per rafforzare la vostra alleanza e imparare a proteggere lo spazio della coppia senza tagliare fuori chi vi sta intorno.
Come capire se è il momento di iniziare un percorso di coppia per questo tipo di problema?
Non esiste un momento "giusto" in assoluto, ma ci sono alcuni segnali che possono aiutarti a orientarti. Se noti che la pressione familiare sui nipoti sta generando discussioni ricorrenti tra voi, se vi trovate a litigare su come gestire i genitori o se uno dei due inizia a sentirsi solo nel fronteggiare la situazione, potrebbe essere il momento di considerare un percorso insieme.
La terapia di coppia può rappresentare uno spazio di crescita condivisa, non solo nei momenti di crisi, ma anche quando il desiderio è quello di prendersi cura di una relazione che funziona e renderla ancora più solida. Arrivarci con la volontà di comprendersi meglio e di migliorare ciò che già funziona può favorire un percorso costruttivo.
Come proporre al partner di iniziare una terapia di coppia per gestire le pressioni familiari?
Proporre un percorso insieme può sembrare delicato, ma il modo in cui ne parli fa la differenza, può essere utile presentarlo come un investimento nella relazione.
Puoi dire qualcosa come: "Mi piacerebbe che avessimo uno spazio tutto nostro per capire insieme come affrontare questa situazione con le nostre famiglie. Non perché qualcosa non funzioni tra noi, ma perché vorrei che trovassimo il modo migliore per stare bene insieme anche in mezzo a queste pressioni."
È importante non proporlo durante un litigio o in un momento di forte tensione, ma scegliere un momento tranquillo in cui è possibile parlare con calma. Se il/la partner ha delle riserve, puoi rassicurarlo/a sul fatto che la terapia di coppia è uno spazio di ascolto reciproco, non un tribunale dove si decide chi ha ragione. A volte anche condividere un articolo o una risorsa sul tema può essere un modo morbido per aprire la conversazione.
Qual è la differenza tra un percorso individuale e uno di coppia per affrontare la pressione dei genitori?
Entrambi i percorsi possono essere utili e non si escludono a vicenda. La scelta dipende da dove senti che si concentra maggiormente il disagio.
Un percorso individuale può essere indicato quando la pressione familiare tocca aspetti personali profondi: il tuo rapporto con i tuoi genitori, il senso di colpa, la difficoltà a porre confini, o dubbi personali legati alla genitorialità. È uno spazio in cui puoi esplorare le tue emozioni con calma, senza dover mediare con nessuno.
Un percorso di coppia è particolarmente utile quando la pressione esterna sta creando tensioni nella relazione, quando avete visioni diverse su come gestire la situazione con le famiglie, o quando sentite il bisogno di rafforzare la vostra alleanza su questo tema. In terapia di coppia il focus è sulla relazione e sulle dinamiche comunicative tra i partner.
In alcuni casi, può essere utile combinare entrambi i percorsi: lavorare individualmente sui propri vissuti e, al tempo stesso, costruire insieme strategie condivise.
In terapia di coppia si lavora anche sul rapporto con le famiglie di origine?
Sì, le dinamiche con le famiglie di origine sono uno dei temi che emergono più frequentemente in terapia di coppia, e la pressione sui nipoti ne è un esempio molto concreto.
In questo tipo di percorso potete esplorare insieme come le vostre storie familiari influenzano il modo in cui vivete la relazione e le aspettative che ricevete dall'esterno. Spesso ciascun partner porta con sé modalità diverse di rapportarsi alla propria famiglia: chi è abituato a compiacere, chi tende a chiudersi, chi reagisce con rabbia.
Lo/la psicoterapeuta vi aiuta a comprendere queste differenze senza giudicarle, e a trovare strategie comunicative che funzionino per entrambi. L'obiettivo è ma imparare a mantenere un legame sano ponendo confini chiari.
E ora?
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