Progetti di vita rinviati per incertezza lavorativa: come affrontare l'attesa?
Vorrei costruire qualcosa, ma non so su cosa
Mi sento bloccata in una sala d'attesa infinita
Convivenza, matrimonio, un figlio, una casa propria. Sono desideri concreti, eppure per molte persone restano sospesi in un "quando le cose si stabilizzano" che sembra non arrivare mai.
L'instabilità lavorativa non blocca solo i conti in banca, blocca anche i progetti di vita. Si vive in un presente provvisorio, con la sensazione che pianificare il futuro sia quasi ingenuo, mentre il tempo continua a scorrere.
Il clima economico attuale, tra inflazione, carovita e contratti a termine, rende ogni scelta a lungo termine una scommessa. Così il desiderio di costruire una famiglia resta in attesa, non perché venga meno, ma perché l'incertezza rende difficile percepire il presente come sufficientemente sicuro per fare un passo importante.
Rinviare ciò che si desidera non è solo una questione pratica. È un'esperienza che può logorare l'autostima, la motivazione e il senso stesso di chi si è. Se ti riconosci in queste parole, sappi che quello che senti è comprensibile, ed è condiviso da moltissime persone.
Capire cosa succede dentro
Le radici di quella sensazione di paralisi
Non mi sento autorizzato a fare progetti
Ogni scelta sembra troppo rischiosa per me
Comprendere cosa alimenta questa sensazione di sospensione può essere il primo passo per iniziare a muoversi di nuovo. Per molte persone, esplorare queste dinamiche con il supporto di uno/a psicologo/a aiuta a ritrovare fiducia nelle proprie scelte, anche quando il contesto resta incerto.
Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questa difficoltà a progettare.
Il circolo vizioso dell'attesa
- Senza stabilità economica, è difficile sentirsi legittimati a fare scelte importanti. Ma il continuo rimandare, col tempo, erode anche la fiducia nella propria capacità di costruire qualcosa.
- L'ansia per il futuro economico spinge a concentrarsi sulla quotidianità, sacrificando desideri e aspirazioni che richiederebbero progettualità a lungo termine.
- Si finisce per vivere in una modalità di "sopravvivenza" che lascia poco spazio a tutto il resto.
La cultura della gavetta infinita
- Per molte persone, esperienze lavorative caratterizzate da contratti a termine, stage o collaborazioni poco retribuite alimentano la percezione di non essere ancora nella condizione giusta per costruire una vita autonoma.
- Il momento in cui ci si sente "pronti" viene spostato sempre più avanti, fino a sembrare irraggiungibile.
- Questo può generare la sensazione che l'impegno profuso non venga riconosciuto né ricompensato dal sistema in cui ci si trova.
Il confronto che fa male
- Guardare le generazioni precedenti, che alla stessa età avevano già raggiunto traguardi come casa e famiglia, può alimentare frustrazione e la percezione di essere in ritardo.
- Anche il confronto con coetanei in altri contesti o Paesi, che sembrano raggiungere indipendenza più facilmente, può amplificare il senso di inadeguatezza.
- La paura di non riuscire a costruire ciò che si desidera rischia di paralizzare, trasformando ogni decisione importante in un salto nel vuoto.
La vita in stand-by
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Tutti intorno a me vanno avanti, io sono ferma
Ho smesso di fare progetti, tanto che senso ha?
La sensazione di avere la vita in pausa può assumere forme molto diverse. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.
Relazioni e progetti di coppia in sospeso
- Rimandare il matrimonio o la convivenza di anno in anno, in attesa di un contratto stabile che non arriva, vivendo la relazione in una sorta di limbo affettivo ed economico.
- Desiderare un figlio ma sentire che non ci si può permettere di diventare genitori se non si sa dove si lavorerà tra sei mesi.
- Rinunciare a trasferirsi insieme al/alla partner in un'altra città perché nessuno dei due ha le garanzie economiche per sostenere un affitto.
L'autonomia che non arriva
- Restare a vivere nella casa dei genitori ben oltre i trent'anni, non per comodità, ma perché l'affitto in una grande città assorbirebbe quasi per intero uno stipendio precario.
- Accettare una sequenza di tirocini e contratti a termine nonostante titoli di studio avanzati, posticipando il momento in cui sentirsi abbastanza stabili per fare qualsiasi passo avanti.
- Trovarsi a rispondere "quando le cose si stabilizzano" ogni volta che qualcuno chiede dei propri progetti, fino a trasformare quella frase in un ritornello automatico che sostituisce ogni forma di progettualità.
La frustrazione silenziosa
- Vedere amici o conoscenti in altri Paesi raggiungere indipendenza e stabilità, e sentire che il proprio contesto non offre le stesse possibilità, nonostante l'impegno.
- Provare un senso di vergogna nel non aver ancora raggiunto tappe che la società considera scontate a una certa età.
- Smettere gradualmente di parlare dei propri desideri per il futuro, perché farlo fa stare male.
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Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.
Strategie pratiche
Piccoli passi per riprendere in mano il futuro
Ho iniziato a fare un passo alla volta, aiuta
Parlarne con la mia compagna mi ha fatto bene
Distinguere tra condizioni ideali e condizioni sufficienti
Aspettare che tutto sia perfetto prima di vivere significa consegnare i propri desideri a un traguardo che potrebbe non arrivare mai. Quando si vive una condizione di precarietà, il rischio è rimandare ogni progetto in attesa di sentirsi finalmente pronti. Riflettere su ciò che è possibile fare oggi, con le risorse disponibili, può aiutare a recuperare un senso di iniziativa senza negare le difficoltà del momento.
Scomporre i grandi progetti in passi piccoli
Se comprare casa sembra impossibile, potresti iniziare con un piano di risparmio realistico, anche minimo, o esplorare soluzioni abitative alternative. Trasformare l'attesa in un percorso fatto di piccoli passi concreti aiuta a sentirsi meno bloccati e più in movimento.
Investire in ciò che è sotto il proprio controllo
Pur senza poter controllare ogni aspetto del proprio percorso lavorativo, è possibile continuare a investire sulla propria crescita. Formazione, competenze e relazioni professionali rappresentano risorse che possono ampliare le opportunità e sostenere una maggiore fiducia nel futuro. Non è una garanzia, ma è un modo per sentirsi meno in balia degli eventi.
Parlare apertamente con il/la partner e le persone care
Condividere le proprie paure e i propri desideri con chi ci sta vicino può fare molto. Potresti scoprire che il/la partner vive le stesse preoccupazioni, e parlarne insieme può aiutare a costruire progetti condivisi che tengano conto della realtà senza rinunciare a ciò che desiderate.
Mettere per iscritto preoccupazioni e piani, separandoli
Provare a scrivere da una parte le paure legate alla precarietà e dall'altra i propri desideri e progetti può aiutare a fare chiarezza. Spesso, quando le ansie restano solo nella testa, tutto si confonde e sembra più grande di quello che è. Esternalizzare su carta libera spazio mentale per pensare in modo più lucido.
Darsi il permesso di desiderare
L'incertezza può portare a spegnere i propri desideri come forma di protezione. Ma rinunciare a desiderare ha un costo emotivo alto. Puoi concederti di immaginare il futuro che vorresti, anche se oggi non sai come ci arriverai.
Valutare un percorso di psicoterapia
Uno/a psicologo/a può offrire uno spazio in cui sentirsi capiti e sostenuti, e aiutarti a gestire l'ansia legata all'incertezza e ai progetti rinviati. Non è necessario attendere che la sofferenza diventi difficile da gestire prima di chiedere aiuto. Un percorso psicologico può offrire uno spazio in cui comprendere le proprie emozioni e ritrovare risorse utili per affrontare con maggiore consapevolezza una fase di incertezza. Se la precarietà sta influenzando anche la relazione di coppia, un percorso di terapia di coppia può essere altrettanto prezioso.
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Guardare avanti con gentilezza
Il tuo valore non si misura in traguardi raggiunti
Sto imparando a costruire anche nell'incertezza
Non è colpa mia se il sistema non funziona
La precarietà lavorativa è un problema strutturale e collettivo, non un fallimento individuale. Riconoscerlo può liberare da quel senso di colpa che spesso si aggiunge alla frustrazione, e permettere di guardare alla propria situazione con maggiore lucidità.
Il tempo trascorso in attesa ha un costo emotivo e relazionale che merita di essere riconosciuto, non minimizzato. Se senti che l'incertezza sta pesando sul tuo umore, sulle tue relazioni o sulla tua motivazione, quello che provi è del tutto comprensibile.
Accettare l'incertezza come condizione del presente non significa arrendersi. Significa imparare a costruire anche su terreni instabili, adattando i propri progetti alla realtà senza abbandonarli. Il valore dei propri progetti non dipende dal rispetto di tappe prestabilite. Accettare che il proprio percorso possa avere tempi diversi non significa rinunciare ai propri desideri, ma imparare a viverli con maggiore flessibilità.
Se senti il bisogno di uno spazio in cui esplorare queste emozioni e ritrovare fiducia nel futuro, un percorso con uno/a psicologo/a può essere un punto di partenza concreto e prezioso.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale rimandare progetti di vita importanti a causa della precarietà lavorativa?
Rimandare progetti come la convivenza, un figlio o l'acquisto di una casa quando non si ha stabilità economica è un'esperienza molto diffusa, soprattutto tra chi vive con contratti a termine o collaborazioni incerte.
Quando il lavoro non offre stabilità, è naturale che anche la capacità di progettare il futuro ne risenta. Questo non dipende da una mancanza di volontà, ma dall'impatto che un contesto incerto può avere sul senso di sicurezza e sulla possibilità di immaginare ciò che verrà.
Può essere utile spostare l'attenzione da ciò che ancora manca a ciò che è già possibile costruire nel presente. Questo non significa ignorare le difficoltà della precarietà, ma evitare che l'attesa di condizioni perfette impedisca di dare spazio ai propri progetti. Anche piccoli passi possono contribuire a restituire un senso di direzione.
Se senti che questa situazione sta influenzando il tuo umore, la tua autostima o la capacità di immaginare il futuro, confrontarti con uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo e a individuare nuove modalità per affrontare questo momento.
Come smettere di sentirsi in ritardo rispetto agli altri?
Il confronto con chi sembra aver raggiunto traguardi come casa, famiglia o carriera stabile può generare un senso di frustrazione e inadeguatezza molto intenso. Questo vale sia quando guardi alle generazioni precedenti, sia quando osservi coetanei che vivono in contesti diversi dal tuo.
È importante ricordare che ogni percorso di vita è unico, e che le condizioni economiche e sociali in cui ci si muove oggi sono profondamente diverse da quelle di chi ci ha preceduto. Il tuo valore non si misura in tappe raggiunte entro scadenze rigide.
Può essere utile fermarsi a riflettere su quanto le proprie scelte siano guidate da desideri autentici e quanto, invece, risentano delle aspettative che si sentono provenire dall'esterno. Questo esercizio può aiutare a comprendere con maggiore chiarezza quali obiettivi sono davvero importanti e quali, invece, rispondono soprattutto al timore di rimanere indietro rispetto agli altri.
Accettare che il proprio percorso possa seguire tempi diversi non significa rinunciare ai propri progetti. Significa riconoscere che ogni storia si sviluppa in modo diverso e che adattare i propri obiettivi alle circostanze può essere un modo per continuare a costruire il futuro senza perdere di vista ciò che conta davvero.
La precarietà lavorativa può influire sulla salute mentale?
Vivere in una condizione di incertezza lavorativa prolungata può avere un impatto significativo sul benessere psicologico. La precarietà può logorare l'autostima, alimentare l'ansia per il futuro e ridurre la motivazione.
Quando si vive in una modalità di "sopravvivenza quotidiana", può diventare difficile trovare spazio per i propri desideri e le proprie aspirazioni. Col tempo, si rischia di smettere di progettare e persino di desiderare, come forma di protezione dal rischio di restare delusi.
Questo ha un costo emotivo reale che merita attenzione. Se senti che l'incertezza sta influenzando il tuo umore, le tue relazioni o il tuo senso di direzione, un percorso con uno/a psicoterapeuta può essere uno spazio prezioso per elaborare queste emozioni e ritrovare fiducia nel futuro. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per prendersi cura di sé.
Come posso riprendere a fare progetti nonostante l'incertezza economica?
Un primo passo può essere scomporre i grandi progetti in azioni più piccole e concrete. Se comprare casa sembra impossibile, potresti iniziare con un piano di risparmio realistico, anche minimo. Se la convivenza è lontana, potresti esplorare soluzioni abitative alternative insieme al/alla partner.
Trasformare l'attesa in un percorso fatto di piccoli passi aiuta a sentirsi meno bloccati e più in movimento. Puoi anche investire in ciò che è sotto il tuo controllo come formazione, nuove competenze, contatti professionali. Non è una garanzia, ma restituisce un senso di direzione.
Soprattutto, prova a darti il permesso di desiderare. L'incertezza può spingerti a spegnere i tuoi desideri per proteggerti dalla delusione, ma rinunciare a immaginare il futuro che vorresti ha un costo emotivo alto. Concederti di sognare, anche senza sapere ancora come ci arriverai è un modo per restare connesso a ciò che conta davvero per te.
Quando è il caso di rivolgersi a uno psicologo per la frustrazione legata alla precarietà?
Non esiste una soglia precisa da superare. Se senti che l'incertezza lavorativa sta influenzando il tuo umore quotidiano, le tue relazioni, la tua autostima o la tua capacità di immaginare il futuro, questi sono segnali importanti da ascoltare.
Un segnale da non sottovalutare è quando la precarietà non riguarda più soltanto il lavoro, ma condiziona anche il modo in cui una persona percepisce se stessa e il proprio futuro. In questi casi possono emergere sentimenti di vergogna, rinuncia ai propri desideri e la sensazione di essere bloccati in una fase della vita da cui è difficile uscire.
Un percorso psicologico è uno spazio di crescita e riflessione, un investimento sul proprio benessere che può fare la differenza anche quando ci si sente semplicemente bloccati, senza che la situazione debba essere particolarmente critica. Uno/a psicologo/a può aiutarti a gestire l'ansia legata all'incertezza, a separare il peso del contesto strutturale dal giudizio su te stesso e a ritrovare fiducia nella tua capacità di costruire qualcosa, anche su terreni instabili.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
Quando la precarietà economica sta creando tensioni nella coppia può aiutare la terapia di coppia?
L'instabilità lavorativa può avere un impatto profondo sulla relazione di coppia. Quando i progetti condivisi restano in sospeso, è facile che si accumulino frustrazione, sensi di colpa e incomprensioni, anche tra persone che si vogliono molto bene.
A volte uno dei due si sente responsabile del "ritardo" nei progetti comuni. Altre volte, la tensione nasce dal fatto che ciascuno vive l'incertezza in modo diverso, senza riuscire a comunicarlo con chiarezza.
La terapia di coppia offre uno spazio protetto in cui esplorare queste dinamiche insieme, con il supporto di un/una professionista. Anche una coppia che funziona bene può trarre beneficio da un percorso condiviso quando le difficoltà nascono soprattutto dal contesto in cui vive. Avere uno spazio in cui confrontarsi permette di affrontare l'incertezza senza perdere di vista i propri progetti e le risorse della relazione. È un modo per trasformare la frustrazione condivisa in dialogo e collaborazione.
Come posso proporre al mio/alla mia partner di iniziare un percorso di terapia di coppia per affrontare insieme la precarietà?
Proporre un percorso di coppia può sembrare delicato, ma spesso il/la partner prova le tue stesse preoccupazioni senza trovare il modo di esprimerle. Un buon punto di partenza è parlare di ciò che senti tu, piuttosto che di ciò che non funziona nella relazione.
Potresti dire qualcosa come: "Mi piacerebbe che avessimo uno spazio per parlare insieme di quello che stiamo vivendo, con qualcuno che ci aiuti a capirci meglio". Questo tipo di proposta comunica cura per la relazione, non un giudizio su di essa.
È importante chiarire che la terapia di coppia è un investimento sulla vostra capacità di affrontare insieme le sfide, come l'incertezza economica e i progetti rimandati. Se il partner ha bisogno di tempo per pensarci, rispetta i suoi tempi senza forzare. Intanto, anche un percorso individuale può aiutarti a elaborare le emozioni legate a questa situazione.
Che differenza c'è tra un percorso individuale e uno di coppia quando il problema è la precarietà?
Sono due percorsi complementari, ciascuno con un focus diverso. Il percorso individuale ti offre uno spazio per esplorare come la precarietà influisce sulla tua autostima, sulla tua motivazione e sul tuo modo di vedere il futuro. È uno spazio tutto tuo, per fare chiarezza su ciò che provi e di cosa hai bisogno.
A differenza del percorso individuale, la terapia di coppia esplora il modo in cui l'incertezza economica incide sulla relazione. L'obiettivo è comprendere come questa condizione influenzi il dialogo, i progetti comuni e il modo in cui la coppia affronta le sfide quotidiane.
Spesso la precarietà porta a dinamiche in cui uno dei due si chiude, si sente in colpa o smette di parlare dei propri desideri per non appesantire l'altro/a. La terapia di coppia aiuta a riconoscere questi meccanismi e a costruire strategie condivise. Si può scegliere l'uno, l'altro o entrambi, a seconda di ciò che senti più utile in questo momento.
Cosa aspettarsi dalla terapia di coppia quando si affrontano progetti di vita rinviati?
In un percorso di terapia di coppia centrato su queste tematiche, il/la terapeuta vi aiuterà innanzitutto a creare uno spazio sicuro in cui parlare apertamente delle vostre paure, dei vostri desideri e delle frustrazioni legate ai progetti rimandati.
Potreste scoprire che avete aspettative diverse su cosa significhi "essere pronti" per un passo importante, oppure che ciascuno vive l'attesa con emozioni diverse che non erano mai emerse chiaramente. Il percorso vi aiuterà a distinguere tra le difficoltà concrete legate al contesto e le dinamiche relazionali che possono amplificare la sensazione di blocco.
Un obiettivo frequente è imparare a progettare insieme in modo flessibile, accettando l'incertezza come condizione del presente senza lasciare che paralizzi la relazione. Questo può significare ridefinire i vostri traguardi come coppia, trovare passi intermedi realistici e rafforzare il senso di squadra. Non si tratta di trovare soluzioni magiche, ma di sentirvi più vicini e più capaci di affrontare le sfide fianco a fianco.
La terapia di coppia è utile anche se la nostra relazione funziona bene ma ci sentiamo bloccati dalla precarietà?
La terapia di coppia non è riservata alle relazioni in difficoltà: è uno strumento prezioso anche per coppie che si vogliono bene e funzionano bene insieme, ma sentono il peso di circostanze esterne che rendono difficile andare avanti con i propri progetti.
Quando l'incertezza economica diventa una presenza costante, può succedere che si smetta gradualmente di parlare del futuro per evitare di stare male, oppure che la frustrazione silenziosa crei una distanza sottile di cui non ci si accorge subito.
Avere uno spazio condiviso in cui esplorare queste emozioni può rafforzare la vostra capacità di comunicare e di sostenersi a vicenda. È un'occasione per crescere insieme come coppia, imparando ad affrontare l'incertezza senza che questa diventi un muro tra voi. Può aiutarvi a riscoprire la progettualità condivisa, adattandola alla realtà senza rinunciare a ciò che desiderate costruire.
E ora?
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