Rientri dall’altro genitore e cambiamenti nel comportamento: come affrontarli?
Quando un/a bambino/a torna a casa dopo aver trascorso del tempo con l'altro genitore, può capitare di osservare cambiamenti nel suo comportamento: irritabilità, capricci, oppositività o, al contrario, chiusura e un forte bisogno di vicinanza.
Questa fase di transizione non è necessariamente un segnale di malessere profondo. È piuttosto una reazione naturale al passaggio tra due contesti familiari con regole, abitudini e ritmi diversi.
I bambini, soprattutto in età prescolare e scolare, hanno bisogno di routine prevedibili per sentirsi al sicuro. Ogni cambio di ambiente richiede un riadattamento emotivo e comportamentale, che può manifestarsi in modi intensi e talvolta destabilizzanti per chi accoglie il/la bambino/a al rientro.
Comprendere che questi comportamenti non sono un giudizio sulla qualità della propria genitorialità, né un segnale che il bambino stia meglio con l'altro genitore, è il primo passo per affrontare i rientri con maggiore serenità.
Ogni volta che torna è come ricominciare da capo
Non capisco perché fa sempre i capricci con me
Le ragioni dei cambiamenti
Cosa c'è dietro i cambiamenti di comportamento al rientro
Mi chiedo se sbaglio qualcosa nel mio modo di fare
Sembra arrabbiato con me ma non so il motivo
Capire cosa succede dentro un/a bambino/a durante la transizione tra due case non è sempre semplice. In molti casi, il supporto di uno/a psicologo/a dell'età evolutiva può aiutare a leggere meglio i segnali e a trovare il modo più adatto per rispondere ai bisogni del/della proprio/a figlio/a. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questi cambiamenti.
Il bisogno di routine e prevedibilità
- I bambini piccoli dipendono molto dalle routine quotidiane per sentirsi al sicuro: passare da un ambiente con determinate regole a un altro con abitudini diverse richiede un lavoro di riadattamento che può generare stress.
- Questo sforzo può sfociare in comportamenti oppositivi o regressivi, che non rappresentano un capriccio ma una fatica autentica nel riorientarsi.
La separazione e il ricongiungimento
- Il rientro può attivare nel/nella bambino/a emozioni intense legate al distacco appena vissuto: la rabbia o l'agitazione che manifesta non è rivolta contro chi lo/a accoglie, ma è il suo modo di elaborare la separazione.
- Spesso il/la bambino/a può sentirsi libero/a di mostrare le emozioni più difficili proprio con la persona con cui si sente più al sicuro. Paradossalmente, i comportamenti più intensi dopo il rientro possono essere un segnale di fiducia nel genitore.
Lo scarto tra stili educativi diversi
- Se i due contesti familiari hanno approcci molto diversi, per esempio uno più permissivo e ludico e l'altro più strutturato, il/la bambino/a può faticare a ricalibrarsi e rispondere con frustrazione alle regole che percepisce come più rigide.
- Non avendo ancora strumenti verbali adeguati per esprimere ciò che provano, i bambini comunicano il proprio disagio attraverso il comportamento: capricci, pianti, aggressività o chiusura sono il loro modo di dire che qualcosa dentro di loro ha bisogno di essere accolto e compreso.
Momenti quotidiani di transizione
Situazioni concrete che potresti riconoscere
Dopo ogni weekend devo ricominciare tutto da zero
Mi dice che da papà è tutto più bello
Ogni famiglia vive i rientri a modo suo, ma ci sono alcune situazioni che si ripetono spesso. Ecco alcuni esempi in cui potresti riconoscerti.
Oppositività e rifiuto delle regole
- Un/a bambino/a che torna dal weekend e rifiuta le regole abituali, fa capricci al momento della cena o della nanna: non sta sfidando il genitore, ma sta faticando a riadattarsi a un ritmo diverso da quello appena vissuto.
- Un/a bambino/a che idealizza il tempo trascorso con l'altro genitore, racconta di attività meravigliose e a volte esagera: non sta svalutando chi lo/a accoglie, ma sta cercando a modo suo di mantenere vivo il legame con entrambe le figure.
Bisogno intenso di vicinanza
- Un/a bambino/a che al rientro si aggrappa al genitore, non vuole giocare da sola e chiede una presenza costante: sta cercando conferme sulla disponibilità affettiva dell'adulto dopo il distacco.
- Un/a bambino/a che mostra comportamenti regressivi come fare la pipì a letto, parlare come fosse più piccolo/a o voler essere imboccato/a: queste regressioni sono temporanee e rappresentano una richiesta di rassicurazione, non un passo indietro nello sviluppo.
Aggressività e gioco simbolico
- Un/a bambino/a che al rientro è particolarmente aggressivo/a, morde, graffia o urla: sta esprimendo con il corpo emozioni che non riesce ancora a mettere in parole, spesso legate alla confusione e alla fatica del passaggio tra i due contesti.
- Un/a bambino/a che nel gioco fa "traslocare" i pupazzi da una casa all'altra, o dice frasi come "io vado via e ti lascio solo/a": sta cercando di dare un senso a un'esperienza che sente più grande di lui/lei.
Strategie pratiche e accessibili
Come rendere i rientri più sereni per tutti
Ho iniziato a fargli trovare la cioccolata calda
Mi sono resa conto che le mie domande peggioravano tutto

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