Farpenta è un medicinale a base di olanzapina, un farmaco antipsicotico utilizzato nel trattamento di alcuni disturbi psicotici e dell’umore.
Conoscere il suo funzionamento e i possibili effetti sull’organismo può aiutare a comprendere meglio il percorso terapeutico. In questo articolo vedremo cosa contiene Farpenta, in quali forme è disponibile, come agisce e quali effetti può avere sul peso e sul metabolismo. Approfondiremo inoltre il ruolo della psicoterapia, che in alcuni percorsi di cura può affiancare il trattamento farmacologico.
Cos'è Farpenta e a cosa serve
Farpenta è un medicinale equivalente a base di olanzapina: contiene quindi lo stesso principio attivo di Zyprexa, nella stessa quantità e con la stessa azione terapeutica. A cambiare possono essere il nome commerciale, l'aspetto delle compresse e alcuni eccipienti. Per conoscere più nel dettaglio le caratteristiche della molecola, puoi consultare anche la pagina dedicata all'olanzapina.
Secondo il foglio illustrativo approvato da AIFA, Farpenta è indicato negli adulti per:
- il trattamento della schizofrenia, compresa la terapia di mantenimento nelle persone che hanno risposto al trattamento;
- il trattamento degli episodi di mania da moderati a gravi;
- la prevenzione delle ricadute nel disturbo bipolare, nelle persone il cui episodio maniacale ha risposto al trattamento con olanzapina.
Farpenta non è indicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni. È un farmaco soggetto a prescrizione medica: la decisione di iniziare il trattamento, così come la scelta del dosaggio e della sua durata, spetta al medico.
Farpenta è disponibile in due formulazioni:
- compresse rivestite con film, nei dosaggi da 2,5, 5, 7,5, 10, 15 e 20 mg, da deglutire intere con acqua;
- compresse orodispersibili, nei dosaggi da 5, 10, 15 e 20 mg, che si sciolgono direttamente in bocca oppure possono essere disciolte in acqua o in altre bevande indicate nel foglio illustrativo.
Il farmaco viene generalmente assunto una volta al giorno, possibilmente alla stessa ora, indipendentemente dai pasti. La dose viene stabilita dal medico in base al quadro clinico e alla risposta individuale al trattamento, e qualsiasi modifica deve essere concordata con il professionista.
Se in farmacia Farpenta viene sostituito con un altro medicinale equivalente, o viceversa, il principio attivo rimane lo stesso, mentre il colore, la forma della compressa o alcuni eccipienti possono essere diversi. Se il cambiamento genera dubbi, è utile chiedere conferma al farmacista prima dell'assunzione, evitando di modificare autonomamente la dose.

Di che classe farmaceutica fa parte?
L'olanzapina appartiene agli antipsicotici atipici, chiamati anche antipsicotici di seconda generazione. Rispetto agli antipsicotici di prima generazione, questa classe è generalmente associata a un diverso profilo di effetti indesiderati, con una minore tendenza ad alcuni disturbi del movimento, ma una maggiore attenzione agli effetti metabolici, come aumento di peso e alterazioni di glicemia e lipidi.
Dal punto di vista chimico, l'olanzapina appartiene ai derivati tienobenzodiazepinici. Nonostante la somiglianza nel nome, non va confusa con le benzodiazepine, farmaci utilizzati principalmente per i loro effetti ansiolitici, sedativi e ipnotici e caratterizzati da un diverso meccanismo d'azione.
Nel sistema di classificazione ATC, utilizzato per classificare i medicinali in base all'organo o sistema su cui agiscono e alle loro caratteristiche terapeutiche e farmacologiche, l'olanzapina rientra tra gli psicolettici del sistema nervoso.
Come funziona Farpenta
L'olanzapina agisce su diversi sistemi di neurotrasmissione, in particolare su quelli della dopamina e della serotonina. Alterazioni dell'attività dopaminergica in alcune aree del cervello sono associate, insieme ad altri fattori, alla comparsa di sintomi psicotici come allucinazioni e deliri.
Modulando l'attività di questi sistemi, l'olanzapina può contribuire a ridurre i sintomi psicotici e a stabilizzare l'umore durante gli episodi maniacali. Interagisce inoltre con altri sistemi di neurotrasmissione, tra cui quelli dell'istamina, dell'acetilcolina e della noradrenalina: questa azione più ampia contribuisce a spiegare anche alcuni degli effetti indesiderati del farmaco.
Le diverse formulazioni di Farpenta contengono lo stesso principio attivo, ma si distinguono per modalità di assunzione e composizione degli eccipienti. La compressa orodispersibile, che si scioglie in bocca, può essere particolarmente utile per chi ha difficoltà a deglutire le compresse tradizionali.
L'effetto del trattamento sui sintomi non è necessariamente immediato e può diventare più evidente nel corso dei giorni o delle settimane, con tempi diversi da persona a persona. Per questo è importante valutare l'andamento della terapia insieme al medico e non modificare autonomamente il trattamento nelle prime fasi.
Effetti terapeutici ed effetti collaterali
Farpenta può contribuire a ridurre i sintomi per cui viene prescritto, ma può anche causare effetti indesiderati. Conoscere entrambi gli aspetti può aiutare a comprendere meglio il trattamento e a seguirlo in modo più consapevole.
Effetti terapeutici
Nella schizofrenia, l'olanzapina può contribuire soprattutto a ridurre i sintomi positivi, come allucinazioni e deliri. Può avere effetti anche su alcuni sintomi negativi, come il ritiro sociale e la ridotta espressione emotiva, sebbene la risposta possa essere più variabile.
Negli episodi maniacali, il farmaco può contribuire a ridurre sintomi come agitazione, euforia, irritabilità e accelerazione del pensiero. Nelle persone che hanno risposto al trattamento dell'episodio maniacale, la prosecuzione della terapia può inoltre aiutare a prevenire nuovi episodi nel disturbo bipolare.
La risposta al trattamento varia da persona a persona e viene valutata dal medico nel corso dei controlli, considerando non solo l'andamento dei sintomi, ma anche il funzionamento quotidiano, come la capacità di svolgere le proprie attività, mantenere le relazioni e gestire le routine.
Effetti collaterali
Come tutti i farmaci, Farpenta può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Il foglio illustrativo indica come molto comuni, cioè che possono interessare più di una persona su dieci:
- aumento di peso;
- sonnolenza;
- aumento dei livelli di prolattina nel sangue.
Tra gli effetti comuni, che possono interessare fino a una persona su dieci, rientrano:
- aumento dell'appetito;
- aumento dei livelli di glicemia, colesterolo e trigliceridi;
- capogiri e, soprattutto nelle prime fasi del trattamento, sensazione di svenimento quando ci si alza in piedi;
- irrequietezza motoria (acatisia), tremore e movimenti involontari, in particolare del viso o della lingua;
- stitichezza e secchezza della bocca;
- stanchezza, debolezza e gonfiore di mani, caviglie o piedi;
- riduzione del desiderio sessuale e disfunzione erettile.
Un aspetto che richiede particolare attenzione durante il trattamento è quello metabolico. In un confronto tra 18 antipsicotici, olanzapina è risultata tra i farmaci associati agli effetti metabolici più marcati, in particolare su peso e alcuni parametri metabolici, insieme alla clozapina (Pillinger et al., 2020).
Per questo, durante il trattamento il medico può monitorare peso corporeo, glicemia e livelli di lipidi nel sangue, effettuando controlli prima e durante la terapia secondo le indicazioni cliniche.
L'aumento dell'appetito può essere uno degli effetti più evidenti per alcune persone. L'olanzapina può infatti influenzare i meccanismi coinvolti nella regolazione della fame e della sazietà: riconoscere che questi cambiamenti possono essere legati anche al trattamento permette di parlarne con il medico e valutare insieme come gestirli.
Sonnolenza e capogiri possono comparire soprattutto nelle prime fasi del trattamento e, in alcune persone, attenuarsi con il tempo. Se persistono o interferiscono con le attività quotidiane, è importante segnalarli al medico, senza modificare autonomamente la terapia.
Tra gli effetti meno frequenti riportati nel foglio illustrativo rientrano anche la comparsa o il peggioramento del diabete, le crisi epilettiche e la formazione di coaguli di sangue nelle vene. In presenza di sintomi come febbre elevata, rigidità muscolare, alterazione dello stato di coscienza, sudorazione o respirazione accelerata, è necessario rivolgersi immediatamente a un medico: possono essere segnali di una reazione rara ma che richiede una valutazione urgente.
Interazioni con altri farmaci
Farpenta può interagire con altri farmaci e sostanze, aumentando alcuni effetti oppure modificando la quantità di olanzapina presente nell'organismo. Tra le principali interazioni da conoscere rientrano:
- farmaci con effetto sedativo: ansiolitici, sonniferi e altri medicinali che agiscono sul sistema nervoso centrale possono aumentare la sonnolenza;
- carbamazepina: questo farmaco antiepilettico e stabilizzatore dell'umore può ridurre i livelli di olanzapina nell'organismo;
- fluvoxamina e ciprofloxacina: possono aumentare i livelli di olanzapina e, di conseguenza, il rischio di effetti indesiderati;
- farmaci dopaminergici utilizzati nel Parkinson: l'olanzapina può contrastare l'azione e rendere più difficile il controllo dei sintomi;
- farmaci che possono alterare il ritmo cardiaco: l'associazione richiede cautela e deve essere valutata dal medico.
Quando un altro farmaco può modificare i livelli di olanzapina, il medico può valutare se sia necessario un adeguamento della dose di Farpenta.
Durante il trattamento è raccomandato evitare l'alcol, perché l'assunzione contemporanea può accentuare la sonnolenza e gli effetti sedativi dell'olanzapina.
Anche il fumo di tabacco può influenzare il trattamento: alcune sostanze prodotte dalla combustione del tabacco accelerano il metabolismo dell'olanzapina e possono ridurne la concentrazione nell'organismo. Per questo è importante informare il medico non solo se si fuma, ma anche se si decide di smettere o di modificare significativamente il numero di sigarette fumate.
Prima e durante il trattamento è utile informare il medico o il farmacista di tutti i farmaci, integratori e prodotti da banco che si stanno assumendo, evitando di iniziare o sospendere altri medicinali senza averne prima discusso con un professionista.
Avvertenze e precauzioni d'uso
Farpenta non deve essere assunto in caso di allergia all'olanzapina o a uno degli eccipienti, né in presenza di un rischio noto di glaucoma ad angolo chiuso. Altre condizioni non ne escludono necessariamente l'utilizzo, ma richiedono una valutazione attenta da parte del medico:
- persone anziane con demenza: l'uso non è raccomandato, perché è stato associato a un aumento del rischio di effetti indesiderati gravi, inclusi eventi cerebrovascolari;
- diabete e fattori di rischio metabolico o cardiovascolare: possono rendere necessari controlli di glicemia, lipidi, peso e altri parametri clinici;
- epilessia, malattia di Parkinson, problemi alla prostata o ridotta motilità intestinale: devono essere segnalati al medico prima di iniziare il trattamento;
- malattie del fegato, dei reni o alterazioni delle cellule del sangue: possono richiedere una valutazione e controlli specifici;
- storia personale o familiare di coaguli di sangue: va comunicata al medico, perché gli antipsicotici sono stati associati a casi di tromboembolia venosa;
- età superiore ai 65 anni: il medico può effettuare controlli periodici della pressione arteriosa.
In gravidanza, l'olanzapina deve essere utilizzata solo dopo aver valutato con il medico benefici e possibili rischi del trattamento.
Se assunta negli ultimi tre mesi di gravidanza, nel neonato possono comparire sintomi come tremore, rigidità o debolezza muscolare, sonnolenza, agitazione e difficoltà respiratorie o nell'alimentazione.
Durante l'allattamento, il foglio illustrativo indica di non assumere Farpenta, perché piccole quantità di olanzapina possono passare nel latte materno.
L'olanzapina può provocare sonnolenza e capogiri, riducendo la capacità di attenzione. Se questi effetti si manifestano, è opportuno evitare di guidare veicoli o utilizzare macchinari e parlarne con il medico.
Entrambe le formulazioni contengono lattosio. Le compresse orodispersibili contengono inoltre saccarosio e aspartame, una fonte di fenilalanina che richiede particolare attenzione nelle persone con fenilchetonuria.
La schizofrenia e il disturbo bipolare possono associarsi, in alcune fasi, a un aumento del rischio di pensieri o comportamenti suicidari. Per questo è importante riferire tempestivamente al medico la comparsa o il peggioramento di pensieri di morte, autolesionismo o suicidio e richiedere assistenza immediata se esiste il rischio di agire su questi pensieri.
L'olanzapina non è considerata un farmaco che provoca dipendenza nel senso tipico delle sostanze d'abuso, ma non deve essere sospesa autonomamente. L'interruzione improvvisa può essere seguita da sintomi come sudorazione, insonnia, tremore, ansia, nausea e vomito; per questo il medico può indicare una riduzione graduale della dose.
In caso di assunzione di una dose eccessiva, possono comparire battito cardiaco accelerato, agitazione, difficoltà nel linguaggio e movimenti involontari e, nei casi più gravi, alterazione dello stato di coscienza, convulsioni o coma. È necessario contattare immediatamente un medico o rivolgersi al pronto soccorso, portando con sé la confezione del medicinale.

Farpenta e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Farmaco e psicoterapia possono essere strumenti complementari, perché intervengono su aspetti diversi del percorso di cura. Il trattamento farmacologico viene gestito dal medico, mentre un percorso psicologico può affiancarlo per lavorare sui sintomi, sul funzionamento quotidiano e sull'impatto che il disturbo può avere sulla vita della persona.
Nella schizofrenia e negli altri disturbi psicotici, la psicoterapia può aiutare la persona a comprendere e gestire meglio le esperienze psicotiche e il disagio associato. Le evidenze mostrano effetti generalmente modesti sui sintomi, che vanno considerati all'interno di un trattamento integrato (Jauhar et al., 2014).
Nel disturbo bipolare, interventi psicologici come la psicoeducazione e gli approcci che coinvolgono la famiglia, utilizzati insieme al trattamento farmacologico, possono contribuire alla prevenzione delle ricadute e alla gestione della malattia nel tempo (Miklowitz et al., 2021).
Un altro aspetto importante riguarda l'impatto che alcuni effetti del trattamento possono avere sul rapporto con il corpo e sulla qualità di vita. L'aumento dell'appetito e del peso associato all'olanzapina, per esempio, può influire sull'autostima, sull'immagine corporea e, in alcuni casi, sulla disponibilità a proseguire la terapia. Gli interventi comportamentali sullo stile di vita sono stati associati a una riduzione dell'aumento di peso nelle persone trattate con antipsicotici (Caemmerer et al., 2012).
All'interno di un percorso psicologico si può lavorare, per esempio, su:
- rapporto con il corpo: affrontare il disagio legato ai cambiamenti fisici senza lasciare che il peso diventi l'unico criterio attraverso cui valutare se stessi;
- abitudini e comportamenti: individuare cambiamenti sostenibili nella quotidianità e lavorare sugli ostacoli psicologici che possono renderli difficili da mantenere, in coordinamento con gli altri professionisti quando necessario;
- vissuti emotivi: esplorare eventuali emozioni, pensieri o comportamenti legati al cibo, distinguendoli dagli effetti dell'aumento dell'appetito associato al farmaco;
- continuità delle cure: dare spazio a dubbi, timori o difficoltà legati al trattamento, favorendo il confronto con il medico senza modificare autonomamente la terapia.
Se stai assumendo Farpenta, o sei vicino a una persona che lo sta assumendo, e senti il bisogno di uno spazio in cui affrontare le difficoltà e i vissuti legati a questo percorso, puoi cercare un professionista in linea con le tue esigenze e iniziare un percorso psicologico online.




