Famiglia
This is some text inside of a div block.

Il ciclo vitale della famiglia

Il ciclo vitale della famiglia
logo-unobravo
Antonella Maria Rita Martino
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
7.2.2020

La famiglia è un gruppo di individui uniti da una storia. Essa non è semplicemente la somma dei suoi membri, ma un organismo con un funzionamento proprio. Come ogni organismo vivente, essa ha un suo ciclo di vita, che si sviluppa, solitamente in questo modo:

  • nascita della coppia
  • arrivo dei figli
  • separazione di questi ultimi dal nucleo d’origine
  • invecchiamento dei genitori
  • morte dei genitori.

Il ciclo vitale della famiglia è stato suddiviso in sei stadi, ognuno corrispondente a determinati compiti di sviluppo, la cui soluzione segna il passaggio da uno stadio a quello successivo. Secondo lo psicoterapeuta Jay Haley, lo stress familiare diventa più intenso proprio nelle fasi di transizione, quando alcuni eventi critici possono portare al comportamento sintomatico di un membro. 


Creazione della coppia coniugale

Durante l’innamoramento, ciascun partner propone inconsapevolmente all’altro e a sé stesso un’immagine ideale di sé. Il partner sarà attratto da questa immagine nella misura in cui essa corrisponderà al soddisfacimento di antichi bisogni profondi. 

In questa fase, i partner sottoscrivono un primo contratto, costituito da norme esplicite e accordi consapevoli, ma anche da vincoli inconsapevoli di natura emotiva. Affinché il rapporto possa evolvere e consolidarsi nel tempo, sarà importante rinegoziare l’accordo iniziale, accettando l’altro nella sua realtà. 

Il principale evento critico di questa fase è il matrimonio o la convivenza, che spinge i partner ad affrontare una serie di compiti che li porteranno alla costruzione di un’identità di coppia. Essa è strettamente legata alla costruzione dell’identità individuale di ciascun partner e al suo svincolo dalla famiglia d’origine. 


L’arrivo del primo figlio

Con l’arrivo di un figlio i coniugi entrano a tutti gli effetti nell’età adulta e questo implica ulteriori compiti di sviluppo. Diventare genitori significa innanzitutto ridefinire la relazione coniugale: ciascun coniuge è chiamato a rimodulare i propri spazi in funzione delle esigenze del nascituro.

Nel processo di costruzione della relazione genitoriale, ciascun genitore si deve confrontare:

  • con la propria storia passata
  • con il suo essere stato figlio
  • con il tipo di attaccamento che ha stabilito con i propri genitori. 

Il rapporto con le famiglie d’origine cambia: si rinegoziano le relazioni in quanto i neo-genitori devono essere accettati e considerati in un ruolo diverso da quello di figlio, quale è appunto quello adulto. 

Vidal Balielo Jr. - Pexels


La famiglia con bambini

Il processo di crescita del figlio avviene sotto la guida dei genitori e si completa con l’ingresso del bambino nella scuola. Questo evento è certamente critico per la famiglia: il bambino è molto sensibile ai vissuti del genitore perciò, se un genitore sperimenta del malessere per l’allontanamento del figlio impegnato in attività scolastiche, il bambino lo percepirà e potrà manifestare alcune forme di disagio.


La famiglia con figli adolescenti

L’adolescenza non costituisce una fase di passaggio soltanto per i figli, ma rappresenta un momento di crisi e allo stesso tempo di crescita per l’intero sistema familiare.

Il principale compito di sviluppo relativo a questa fase, consiste nel realizzare il processo di separazione tra adolescente e genitori, favorendo la costruzione dell’identità del ragazzo. I genitori dovranno contenere le continue oscillazioni del figlio tra:

  • movimenti di esplorazione del mondo;
  • movimenti di ritorno al nido sicuro. 

Compito dei genitori è “autorizzare” e spingere il proprio figlio verso l’assunzione della responsabilità adulta. In questa fase l’impegno genitoriale diminuisce notevolmente e l’obiettivo di maggior rilievo sull’asse coniugale diventa il reinvestimento nella relazione di coppia, unito alla valorizzazione dell’attività lavorativa e professionale di ciascun partner. 


La famiglia con figli adulti

In questa fase i figli escono di casa e questo per la coppia significa sperimentare la cosiddetta Sindrome del nido vuoto e dover affrontare una serie di compiti evolutivi.

Se il processo di svincolo del figlio durante la sua fase adolescenziale è stato bloccato, si creerà un grande squilibrio quando questi uscirà da casa, tanto da provocare il comportamento sintomatico di un genitore (o del figlio stesso) o una crisi nella coppia. In questi casi possono essere presenti anche conflitti tra genitori e figli adulti. Genitori e figli devono in qualche modo separarsi, senza però perdere i contatti e il legame tra loro. 


La famiglia nell’età anziana

L’età anziana è una delle fasi più complesse dell’intero ciclo vitale. È fondamentale che i coniugi si sostengano reciprocamente per far fronte ai sentimenti depressivi che possono incombere con:

  • il pensionamento
  • l’uscita di casa dei figli
  • il decadimento fisico.

Gli anziani, in qualità di genitori, devono portare avanti il processo di rinegoziazione della relazione genitori-figli, in vista di una maggiore parificazione adulto-adulto nella condivisione del comune ruolo genitoriale. La nascita dei nipoti può essere un evento estremamente positivo perché implica l’assunzione di un nuovo ruolo per i coniugi: l’essere nonni.

cottonbro - Pexels

L’evento critico che più di tutti rappresenta questa fase è la morte. Il coniuge superstite deve fare i conti con i sentimenti di abbandono e solitudine, perché viene a mancare il compagno di una vita. Per i figli, invece, è importante non considerare la perdita del genitore come un distacco definitivo, ma come un’eredità da conservare e tramandare nel tempo, attraverso il ricordo.


E tu in quale fase del ciclo di vita ti trovi?

Comprendere quali sono le caratteristiche di ogni fase del ciclo vitale della famiglia è molto importante, perché permette di individuare le difficoltà e di richiedere un aiuto quando queste diventano invalidanti. Se senti di aver bisogno di un aiuto professionale non esitare a richiederlo: la psicoterapia è un modo per volersi bene e per prendersi cura dei propri cari!

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo:

Potrebbero interessarti

Testimoni involontari: il fenomeno della violenza assistita
Famiglia

Testimoni involontari: il fenomeno della violenza assistita

Parent training: cos’è e a cosa serve
Famiglia

Parent training: cos’è e a cosa serve

Natale in famiglia: strategie per gestire i rapporti difficili
Famiglia

Natale in famiglia: strategie per gestire i rapporti difficili

scopri tutti gli articoli