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minuti di lettura

Il fallimento dei figli e il distacco da casa

Il fallimento dei figli e il distacco da casa
Martina Giovannone
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
28.1.2026
Il fallimento dei figli e il distacco da casa
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Secondo lo psicologo Jay Haley, avere “successo” significa:

  • comportarsi con competenza sul lavoro o a scuola
  • stringere con buon esito relazioni intime all’esterno della famiglia
  • essere autonomi e autosufficienti
  • essere capaci di formare una famiglia propria.

Tuttavia, il concetto di “successo” ha una componente soggettiva: ogni famiglia, e ogni persona, può avere una propria idea di cosa significhi davvero avere successo. È interessante notare che, dal 2011 al 2021, le coppie con figli conviventi sono diminuite di oltre 1 milione e 200mila unità, passando da 8.766.690 a 7.537.874 nuclei. Questo dato riflette come i modelli familiari e le percezioni di successo possano cambiare nel tempo.

Il ciclo di vita: le tappe principali‍

Vediamo insieme quali sono gli stadi dello sviluppo della famiglia e, indirettamente, le fasi del ciclo di vita di una persona secondo i ricercatori McGoldrick e Carter:

  • giovane adulto: deve differenziarsi e definirsi rispetto alla propria famiglia di origine, sia in ambito lavorativo che con i coetanei;
  • formazione della coppia: la giovane coppia deve formare la propria “identità di coppia” e ridefinire le relazioni con le famiglie di origine affinché il partner venga incluso;
  • famiglia con bambini piccoli: i figli vanno accettati come nuovi membri, i partner ora sono “mamma” e “papà”, le relazioni con le famiglie di origine vanno riadattate per includere il ruolo dei “nonni”;
  • famiglia con adolescenti: la relazione genitori-figli richiede un riadattamento, per permettere ai figli di stare un po’ dentro e un po’ fuori dalla famiglia. I genitori ormai possono focalizzarsi sul loro rapporto di coppia e sulla loro vita professionale;
  • famiglia con figli adulti: c’è bisogno di un riadattamento per consentire l’uscita di casa dei figli;
  • famiglia anziana: la coppia anziana coltiverà gli interessi comuni lavorando per il mantenimento della coppia stessa e farà da sostegno, o si troverà a doverlo chiedere, alla generazione di mezzo, riconoscendone il ruolo centrale.
Elina Fairytale - Pexels

In quale momento della vita il giovane inizia a mostrarsi fallimentare?

Solitamente una persona può iniziare a manifestare comportamenti di fallimento nella fase del “giovane adulto”, quando possono emergere alcuni conflitti familiari. Questo accade spesso perché la fase del distacco da casa può presentare delle difficoltà e l’organizzazione familiare può trovarsi in crisi.

È tipico che giovani eccentrici o apatici falliscano proprio quando il successo sembra vicino: ad esempio, un momento di inizio di comportamenti insoliti può essere prima del diploma.

In alcune famiglie, invece, la laurea rappresenta il momento di successo e il fallimento del figlio può manifestarsi proprio in prossimità di questo traguardo. Il successo, infatti, viene definito in modo diverso da ogni famiglia: può essere rappresentato anche dall’ingresso nel mondo del lavoro e, in questi casi, il giovane che fatica può semplicemente non riuscire a trovare un impiego.

Ecco alcuni problemi sociali importanti che possono contribuire al fallimento:

  • il giovane a scuola o a lavoro si ritrova ad appoggiarsi continuamente ad altri;
  • la famiglia non riesce a contenere né a cambiare il comportamento del figlio;
  • il giovane non riesce a distaccarsi dalla famiglia o la famiglia da lui.

Dinamiche sottostanti il fallimento di un figlio e della sua famiglia‍

Quando un giovane si afferma, non si tratta solo di successo personale. Se si sta distaccando dalla famiglia, il suo successo coinvolge tutti e fa parte della riorganizzazione familiare: in questa fase sono previsti degli adattamenti gerarchici e lo sviluppo di nuove vie di comunicazione.

Il fallimento del giovane non è un comportamento privo di senso, ma un sintomo ricco di significato: permette ai genitori di continuare a essere preoccupati per lui, mantenendo così inalterata l’organizzazione familiare.

L’ansia e la preoccupazione nei confronti del figlio possono impedire un cambiamento che tutta la famiglia percepisce come minaccioso. Quindi, il giovane che si comporta in modo insolito sta rispondendo in modo conforme e adattivo alle dinamiche familiari. Tutto questo può essere estremamente doloroso per ogni membro, ma non è una strada senza uscita: la psicoterapia può aiutare a riscoprire la strada del successo. Inoltre, integrare la prospettiva dello sviluppo familiare nelle valutazioni e negli interventi terapeutici permette di adattare meglio il supporto alle famiglie in crisi (Barnhill & Longo, 1978).

Eventi critici e compiti di sviluppo nelle fasi del ciclo di vita familiare

Ogni fase del ciclo di vita familiare comporta specifici eventi critici e compiti di sviluppo che la famiglia è chiamata ad affrontare. Comprendere questi passaggi aiuta a riconoscere le sfide tipiche e a normalizzare le difficoltà che possono emergere.

  • Giovane adulto: il compito principale è la differenziazione dalla famiglia di origine, ovvero la capacità di mantenere legami affettivi senza dipendere emotivamente. Eventi critici possono essere l'inizio dell'università, il primo lavoro o il trasferimento in una nuova città. In questa fase, la difficoltà più comune è il timore di deludere le aspettative familiari.
  • Formazione della coppia: la sfida è costruire una nuova identità di coppia, negoziando ruoli e confini con le famiglie di origine. Eventi come la convivenza o il matrimonio richiedono una ridefinizione delle relazioni. Le crisi possono emergere se uno dei partner fatica a "lasciare" la propria famiglia d'origine (Scabini & Cigoli, 2000).
  • Famiglia con bambini piccoli: l'arrivo di un figlio comporta la riorganizzazione dei ruoli e delle priorità. I genitori devono imparare a collaborare nella cura del bambino e a gestire la pressione delle aspettative esterne. Le difficoltà tipiche includono la gestione dello stress e la riduzione del tempo per la coppia.
  • Famiglia con adolescenti: in questa fase, i genitori devono favorire l'autonomia dei figli, accettando una maggiore distanza emotiva. Eventi critici possono essere i primi conflitti significativi o le scelte scolastiche. Le crisi più frequenti riguardano la difficoltà a bilanciare controllo e fiducia. In particolare, le fasi del ciclo di vita familiare caratterizzate da conflitti tra forze centripete, che uniscono i membri, e forze centrifughe, che invece tendono ad allontanarli, risultano essere le più problematiche da gestire per le famiglie (Moore et al., 1993).
  • Famiglia con figli adulti: il compito centrale è sostenere l'uscita di casa dei figli, accettando la loro indipendenza. Eventi come la laurea o il primo lavoro possono essere vissuti con orgoglio ma anche con nostalgia. Le difficoltà emergono quando uno dei membri fatica a "lasciare andare" o quando i figli rimangono a casa più a lungo del previsto.
  • Famiglia anziana: in questa fase, la coppia si confronta con il pensionamento, eventuali problemi di salute e la perdita di persone care. La presenza di una malattia cronica può aumentare lo stress familiare e richiedere un adattamento costante da parte dei membri della famiglia durante le diverse fasi del ciclo di vita familiare (Newby, 1996). Il compito è quindi ridefinire il senso della propria vita e mantenere relazioni significative, mentre le crisi possono riguardare la solitudine o la difficoltà ad accettare la dipendenza dagli altri.

Queste tappe, descritte anche da Andolfi (psicoterapeuta familiare), rappresentano un percorso non sempre lineare: ogni famiglia può vivere tempi e modalità differenti, ma la consapevolezza dei compiti di sviluppo può facilitare l’adattamento ai cambiamenti. Inoltre, è importante tenere in considerazione che i nuclei monogenitore sono aumentati del 44% tra il 2011 e il 2021, passando da circa 2 milioni 650mila a più di 3 milioni e 800mila, segnalando come le trasformazioni della struttura familiare possano incidere profondamente sulle dinamiche di adattamento.

Esempi pratici di transizioni familiari

Per comprendere meglio le dinamiche del ciclo di vita familiare, può essere utile osservare alcuni esempi pratici che illustrano le sfide tipiche di ciascuna fase.

  • Giovane adulto: Marco, 22 anni, si trasferisce per motivi di studio. I genitori faticano ad accettare la sua autonomia e tendono a controllarlo con frequenti telefonate, generando tensioni e senso di colpa.
  • Formazione della coppia: Anna e Luca, appena sposati, si trovano a dover gestire le aspettative delle rispettive famiglie d'origine, che vorrebbero essere coinvolte nelle decisioni quotidiane. La coppia deve imparare a stabilire confini chiari per proteggere la propria intimità.
  • Famiglia con bambini piccoli: Silvia e Paolo, diventati genitori da poco, si sentono sopraffatti dalla stanchezza e dalle nuove responsabilità. La mancanza di tempo per la coppia porta a incomprensioni e piccoli conflitti.
  • Famiglia con adolescenti: I genitori di Giulia, 15 anni, si scontrano con la sua richiesta di maggiore libertà. Temono per la sua sicurezza e faticano a fidarsi, generando discussioni frequenti.
  • Famiglia con figli adulti: Roberto, 28 anni, non riesce a trovare un lavoro stabile e rimane a vivere con i genitori. Questo genera frustrazione sia in lui che nei genitori, che si sentono in bilico tra il desiderio di aiutarlo e la necessità di lasciarlo andare.
  • Famiglia anziana: Maria e Giovanni, pensionati, si trovano a dover affrontare la malattia di uno dei due. I figli adulti si attivano per offrire supporto, ma la coppia fatica ad accettare la nuova dipendenza.

Questi esempi mostrano come ogni fase del ciclo di vita familiare possa portare con sé sfide specifiche, ma anche opportunità di crescita e rinnovamento per tutti i membri della famiglia.

Strategie di coping per affrontare le transizioni del ciclo di vita familiare

Le transizioni tra le diverse fasi del ciclo di vita familiare possono essere vissute come momenti di crisi, ma anche come opportunità di crescita. Adottare alcune strategie di coping può aiutare la famiglia a gestire meglio i cambiamenti e a favorire il benessere di tutti i suoi membri.

  • Comunicazione aperta: parlare apertamente dei propri sentimenti e delle proprie paure può aiutare a prevenire incomprensioni e a rafforzare i legami familiari.
  • Flessibilità nei ruoli: essere disposti a ridefinire i ruoli e le responsabilità all'interno della famiglia può permettere di adattarsi più facilmente ai cambiamenti.
  • Sostegno reciproco: offrire e chiedere aiuto nei momenti di difficoltà può rafforzare il senso di appartenenza e di solidarietà familiare.
  • Accettazione del cambiamento: riconoscere che ogni fase comporta inevitabili trasformazioni può aiutare a vivere le transizioni con maggiore serenità.
  • Ricerca di supporto esterno: in alcuni casi, può essere utile rivolgersi a professionisti come psicologi o terapeuti familiari per affrontare le crisi più complesse.

Secondo Scabini e Cigoli (2000), la capacità di una famiglia di affrontare con successo le transizioni dipende dalla sua coesione, dalla qualità della comunicazione e dalla flessibilità nell'adattarsi ai nuovi compiti di sviluppo. Coltivare queste risorse può rendere il percorso del ciclo di vita familiare più armonioso e soddisfacente.

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