Il senso di colpa è un sentimento spiacevole che deriva dalla convinzione di aver commesso un errore, di aver danneggiato qualcuno, di aver fatto un passo falso.
Può divenire problematico quando impedisce alla persona di analizzare la situazione in modo lucido, conducendola a sperimentare un forte malessere che può sfociare in comportamenti autodistruttivi. Tuttavia, può avere anche una funzione costruttiva, permettendoci di comprendere se è stato commesso uno sbaglio e consentendoci di porvi rimedio.
Così come tutte le altre emozioni, il senso di colpa può avere un’importante funzione sociale, poiché ci permette di aprire spazi di riflessione sul nostro comportamento e di mettere in atto gesti riparativi guidati dalll’empatia e all’altruismo.
Il senso di colpa patologico
Il senso di colpa assume una connotazione negativa quando si trasforma in manifestazioni ruminative di auto-rimprovero, rimorso o rammarico. Nei casi più gravi, può condurre a:
- gesti di autolesionismo;
- comportamenti autodistruttivi;
- forme di auto-punizione.
Questa tipologia di senso di colpa genera sofferenza e dolore non giustificati e inutili. Non ha, infatti, motivo di esistere poiché non è legata a dati di realtà ma è frutto di meccanismi psicologici non sani. È come se la persona fosse in balia di un tormento interno incessante che la porta a ripensare costantemente al passato, riportandolo nel presente, non godendo a pieno della quotidianità.

Conseguenze psicologiche e cliniche del senso di colpa eccessivo
Quando il senso di colpa diventa eccessivo, può avere un impatto significativo sulla salute mentale e sulla qualità della vita. Secondo il DSM-5-TR, la presenza di colpa eccessiva è un sintomo comune in diversi disturbi psicologici. Le principali conseguenze possono includere:
- depressione, dove il senso di colpa persistente può alimentare sentimenti di tristezza, impotenza e perdita di speranza, contribuendo allo sviluppo o al mantenimento di uno stato depressivo;
- disturbo ossessivo-compulsivo (DOC): in molti casi, la colpa patologica si manifesta attraverso pensieri intrusivi e rituali di controllo o riparazione, tipici del DOC;
- disturbi d’ansia: la paura costante di aver commesso errori o di poter danneggiare gli altri può generare ansia generalizzata e difficoltà a rilassarsi;
- disturbo post-traumatico da stress (PTSD): chi ha vissuto eventi traumatici può sviluppare un senso di colpa irrazionale per ciò che è accaduto, anche quando non aveva alcun controllo sulla situazione.
Inoltre, è stato osservato che le persone con schizofrenia paranoide presentano livelli significativamente più elevati di senso di colpa in tutti i test rispetto ai soggetti sani (Britmann et al., 2012). Queste conseguenze possono compromettere le relazioni, il lavoro e il benessere generale, rendendo fondamentale intervenire precocemente per evitare che il senso di colpa eccessivo diventi invalidante.
Cause e meccanismi psicologici del senso di colpa eccessivo
Il senso di colpa può diventare patologico e svilupparsi a partire da esperienze precoci, dinamiche familiari o modelli educativi che enfatizzano il perfezionismo e l'autocritica. In particolare, il senso di colpa patologico può emergere in seguito a esperienze infantili traumatiche, portando l'individuo a interiorizzare le qualità negative dei caregiver crudeli o negligenti (Noshpitz, 1993).
Tra i principali meccanismi psicologici che alimentano il senso di colpa patologico troviamo:
- Ruminazione: consiste nel ripensare in modo ossessivo a errori o presunti tali, senza riuscire a trovare una soluzione o un senso di sollievo. Questo processo mantiene viva la sofferenza e impedisce di guardare avanti.
- Attribuzione di responsabilità errata: la persona tende a sentirsi responsabile per eventi o situazioni che non dipendono realmente da lei, sovrastimando il proprio impatto sugli altri o sugli eventi.
- Bassa autostima: chi ha una visione negativa di sé è più incline a interpretare ogni difficoltà come una propria colpa, anche quando le cause sono esterne o multifattoriali.
- Condizionamenti culturali e familiari: in alcuni contesti, il senso di colpa viene utilizzato come strumento educativo o di controllo, favorendo la sua interiorizzazione patologica.
Comprendere questi meccanismi aiuta a riconoscere che il senso di colpa patologico non è una "colpa" personale, ma il risultato di processi psicologici complessi e spesso inconsapevoli.
Tipologie di senso di colpa patologico
Il senso di colpa patologico non si manifesta in un'unica forma, ma può assumere diverse sfumature a seconda delle dinamiche psicologiche sottostanti. Gli studi di riferimento in ambito clinico, come quelli condotti dalla psicologa June Price Tangney, hanno individuato alcune tipologie principali:
- senso di colpa deontologico: si basa sulla percezione di aver violato una regola morale o un principio personale, anche in assenza di reali conseguenze per gli altri; ad esempio, una persona può sentirsi profondamente in colpa per aver detto una piccola bugia, anche se nessuno ne ha sofferto;
- senso di colpa altruistico: nasce dal timore di aver causato sofferenza o disagio a qualcun altro, anche in modo involontario, portando spesso a un'eccessiva attenzione ai bisogni altrui a scapito del proprio benessere;
- senso di colpa esistenziale: riguarda la sensazione di non aver dato abbastanza senso o valore alla propria vita, o di non aver sfruttato appieno le proprie opportunità, e può emergere in momenti di crisi personale o di cambiamento;
- senso di colpa di disparità, che si manifesta quando si percepisce di avere più fortuna, successo o benessere rispetto ad altri, generando disagio e autosvalutazione; un esempio tipico è il senso di colpa provato da chi si sente "privilegiato" rispetto a persone care che vivono difficoltà.
Cosa fare quando diventa eccessivo ed invalidante?
Ecco allora alcuni consigli che è possibile mettere in pratica quando ci accorgiamo di essere in presenza di un senso di colpa deleterio, patologico. Innanzitutto, è importante riuscire a distinguere:
- il senso di colpa che si innesca a seguito di una condizione “oggettiva” di colpa;
- quello che subentra senza un motivo plausibile, ma che è frutto del giudizio feroce che rivolgiamo a noi stessi e dunque non è radicato nella realtà.
Quando si prova senso di colpa verso il partner, ad esempio, può essere utile porsi in una posizione di osservatore esterno rispetto a quanto accaduto, chiedendosi come potremmo giudicare la stessa situazione se fosse accaduta ad un’altra persona. Risulta infatti più semplice operare un giudizio più “oggettivo” se ci poniamo al di fuori dell’accaduto: in questo modo possiamo comprendere se ha senso provare il senso di colpa oppure se esso è unicamente frutto del nostro giudizio contorto.
Di chi è la responsabilità?
Un altro passaggio fondamentale riguarda il riuscire ad attribuire correttamente la responsabilità di quanto accade. Spesso il senso di colpa patologico si insinua portandoci a credere che gli artefici di alcune situazioni siano noi, anche quando queste non dipendono affatto ed in alcun modo dal nostro operato.
Domandarsi se avremmo potuto realmente prevenire una situazione, determinarla o influenzarla, serve a comprendere e ad attribuire la responsabilità a chi di dovere e non, indistintamente e automaticamente, sempre e solo a noi stessi.

Strategie pratiche per gestire il senso di colpa eccessivo
Affrontare il senso di colpa patologico può richiedere tempo, pazienza e strategie mirate. Oltre alla consapevolezza e all’autocompassione, esistono alcune tecniche pratiche che possono aiutare nella gestione quotidiana:
- Scrivere un diario delle emozioni: annotare i momenti in cui si prova senso di colpa può aiutare a riconoscere i pensieri ricorrenti e a individuare eventuali schemi disfunzionali.
- Praticare la ristrutturazione cognitiva: consiste nel mettere in discussione le convinzioni irrazionali che alimentano la colpa, cercando alternative più realistiche e gentili verso se stessi.
- Confrontarsi con una persona di fiducia: parlare dei propri sentimenti con qualcuno che sappia ascoltare senza giudicare può offrire una prospettiva esterna e ridurre l’isolamento.
- Imparare a distinguere tra responsabilità reale e percepita: chiedersi "Cosa avrei potuto fare di diverso, realisticamente?" aiuta a ridimensionare la portata della colpa.
- Dedicarsi ad attività che favoriscono il benessere: praticare sport, meditazione o hobby creativi può interrompere il ciclo della ruminazione e restituire un senso di equilibrio.
Queste strategie, se praticate con costanza, possono contribuire a ridurre l’impatto del senso di colpa patologico e a recuperare una relazione più sana con se stessi.
Non essere troppo severi con noi stessi
Quando siamo in presenza di un errore, bisogna imparare a perdonare se stessi, sforzandosi di accettare che abbiamo fatto il meglio che potevamo fare in quella situazione ed in quel momento, con le possibilità e le risorse a nostra disposizione. L’accettazione di uno sbaglio, per quanto difficile possa essere, non è impossibile: essa va esercitata consapevolmente.
È davvero necessario imparare ad essere meno severi con sé stessi, allontanando i giudizi feroci e implacabili che formuliamo nei nostri confronti. Se non è possibile farlo, se non si riesce ad allontanare il senso di colpa patologico, allora è importante chiedere aiuto ad un professionista che possa sostenerci nel superare schemi mentali deleteri ed uscire da questa dolorosa morsa.
Unobravo può aiutarti
Se senti che il senso di colpa sta diventando troppo pesante da gestire da solo, puoi rivolgerti a Unobravo. Iniziare un percorso di supporto psicologico può aiutarti a comprendere meglio le tue emozioni, trovare strategie efficaci per affrontarle e recuperare benessere nella tua vita quotidiana. Fai il primo passo: trova il professionista più adatto a te e inizia il tuo percorso con Unobravo.









