L'insonnia cronica può compromettere in modo significativo la qualità della vita, influendo sull'umore, sulla capacità di concentrazione e sul funzionamento quotidiano.
Imovane (zopiclone) è uno dei farmaci ipnotici più prescritti per il trattamento a breve termine dell'insonnia negli adulti. La sua efficacia nel favorire l'addormentamento è documentata, ma il profilo di rischio richiede attenzione, in particolare per quanto riguarda la dipendenza e i sintomi da astinenza (World Health Organization, 2022).
In questo articolo verranno approfonditi il meccanismo d'azione, le indicazioni terapeutiche, gli effetti collaterali, le interazioni e le avvertenze dello zopiclone, insieme al ruolo che la psicoterapia può svolgere nel trattamento dell'insonnia.
Cos'è Imovane e a cosa serve
Imovane è un farmaco a base di zopiclone, prodotto da Sanofi S.r.l. e commercializzato in Italia in compresse rivestite da 7,5 mg. È soggetto a prescrizione medica e può essere prescritto dal medico di base, dallo psichiatra o da un altro specialista, a seconda del contesto clinico.
Imovane appartiene alla classe degli ipnotici e sedativi. All'interno di questa categoria, lo zopiclone è classificato come analogo delle benzodiazepine (noto anche come "Z-drug"), ovvero un farmaco che, pur non essendo una benzodiazepina dal punto di vista chimico, agisce sullo stesso sistema neurotrasmettitoriale.
Prima di prescrivere un farmaco ipnotico, è importante che il medico valuti le possibili cause sottostanti dell'insonnia, perché il trattamento farmacologico può non essere la risposta più appropriata in tutti i casi.
Gli analoghi delle benzodiazepine sono stati sviluppati con l'obiettivo di mantenere l'efficacia ipnotica riducendo alcuni effetti collaterali. Tuttavia, il profilo di rischio per quanto riguarda dipendenza e tolleranza rimane significativo. L'efficacia sedativa dello zopiclone risulta almeno pari a quella delle benzodiazepine, indipendentemente dalla loro durata d'azione (World Health Organization, 2022).
Questa distinzione ha implicazioni sul profilo di sicurezza e sulle avvertenze del farmaco, che verranno approfondite nelle sezioni successive.
Come funziona Imovane
Lo zopiclone agisce sul sistema nervoso centrale potenziando l'attività del GABA, il principale neurotrasmettitore con funzione inibitoria. Quando l'attività del GABA aumenta, si producono effetti di sedazione, rilassamento muscolare e riduzione dell'ansia, che possono favorire l'addormentamento.
L'effetto si manifesta in genere entro 30 minuti dall'assunzione. Il farmaco è disponibile in compresse rivestite divisibili da 7,5 mg, da assumere per via orale. Le modalità di assunzione prevedono:
- assunzione al momento di coricarsi, in dose singola,
- nessuna risomministrazione nella stessa notte,
- almeno 12 ore di intervallo prima di attività che richiedono vigilanza, come la guida.
La posologia è definita dal medico in base alle caratteristiche individuali della persona. Per alcune popolazioni (anziani, persone con insufficienza epatica, renale o respiratoria cronica) la dose iniziale raccomandata è di 3,75 mg (AIFA, RCP Imovane).

Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali
Imovane è indicato per il trattamento a breve termine dell'insonnia negli adulti, quando il disturbo è grave, disabilitante o causa grave disagio alla persona (AIFA, RCP Imovane).
Il trattamento è pensato per un periodo limitato. Ogni prosecuzione oltre le 4 settimane richiede una rivalutazione clinica da parte del medico. L'uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni è controindicato, poiché la sicurezza e l'efficacia non sono state stabilite in questa fascia di età (AIFA, n.d.).
Effetti collaterali di Imovane
Come tutti i farmaci, Imovane può causare effetti indesiderati. La scheda tecnica li classifica per frequenza.
L'effetto più frequentemente riportato è il gusto amaro. Tra gli effetti comuni si segnalano sonnolenza diurna, ottundimento delle emozioni, riduzione della vigilanza, confusione, affaticamento, cefalea, vertigini e debolezza muscolare.
Tra gli effetti meno frequenti possono verificarsi disturbi gastrointestinali (nausea, secchezza delle fauci), variazioni della libido e reazioni cutanee allergiche. Effetti rari includono dispnea e moderato aumento delle transaminasi.
La scheda tecnica riporta inoltre una serie di effetti a frequenza non nota:
- Amnesia anterograda: difficoltà a formare nuovi ricordi dopo l'assunzione. Il rischio può essere ridotto garantendo 7-8 ore di sonno ininterrotto.
- Reazioni paradosse: agitazione, aggressività, incubi, allucinazioni, più frequenti nelle persone anziane. Se compaiono, è necessario contattare il medico per valutare la sospensione del trattamento.
- Sonnambulismo e comportamenti complessi del sonno: guidare, mangiare o telefonare durante il sonno senza ricordarlo. Il rischio aumenta con l'uso di alcol o con dosi superiori a quelle raccomandate. Se si verificano, il trattamento va sospeso (AIFA, n.d.).
- Sintomi depressivi: durante il trattamento possono emergere o diventare più evidenti sintomi depressivi già presenti. La scheda tecnica riporta un possibile aumento dell'incidenza di pensieri suicidari in pazienti trattati con farmaci ipnotici, sebbene un nesso causale non sia stato stabilito.
La risposta a questi effetti è soggettiva e non tutti si manifestano con la stessa intensità. Se un effetto collaterale non si attenua spontaneamente o peggiora, è importante segnalarlo al medico per valutare la prosecuzione del trattamento.
Interazioni con altri farmaci
L'assunzione contemporanea di zopiclone e alcol potenzia l'effetto sedativo del farmaco. La scheda tecnica raccomanda di evitare l'associazione (AIFA, RCP Imovane).
Tutti i farmaci che agiscono come depressori del sistema nervoso centrale possono interagire con lo zopiclone, con effetto additivo. Tra questi:
- antipsicotici,
- altri ipnotici e ansiolitici,
- antidepressivi,
- analgesici oppioidi,
- antiepilettici,
- anestetici,
- antistaminici sedativi.
Un'altra possibile interazione da conoscere riguarda gli analgesici oppioidi, per i quali la scheda tecnica segnala un rischio di sedazione grave, depressione respiratoria, coma e morte. L'uso concomitante è giustificato solo in assenza di alternative, con dose e durata limitate al minimo necessario e sotto stretto monitoraggio medico (AIFA, n.d.).
I farmaci inibitori del CYP3A4, un enzima epatico coinvolto nel metabolismo dello zopiclone, possono aumentarne le concentrazioni nel sangue. Tra questi si trovano l'eritromicina (che può aumentare i livelli plasmatici di circa l'80%), la claritromicina, il ketoconazolo e il ritonavir. Al contrario, gli induttori dello stesso enzima (come rifampicina, carbamazepina ed erba di San Giovanni) possono ridurne l'efficacia (AIFA, n.d.).
È importante comunicare al medico ogni farmaco, integratore o sostanza in uso, anche quelli che non richiedono prescrizione.
Avvertenze e precauzioni d'uso
Alcune situazioni rappresentano una controindicazione all'uso di Imovane, mentre altre richiedono una valutazione medica particolarmente attenta.
- Controindicazioni: miastenia grave, grave insufficienza respiratoria, sindrome da apnea notturna, grave insufficienza epatica (per il rischio di encefalopatia), età inferiore ai 18 anni e pregressi comportamenti complessi del sonno dopo assunzione di zopiclone (AIFA, RCP Imovane).
- Gravidanza e allattamento: l'uso di zopiclone in gravidanza non è raccomandato. Il principio attivo attraversa la barriera placentare e, in caso di esposizione nelle fasi avanzate della gestazione, può causare nel neonato ipotonia, difficoltà di alimentazione e depressione respiratoria. In caso di uso prolungato, il neonato può sviluppare dipendenza fisica con rischio di sintomi da astinenza. L'allattamento è controindicato perché lo zopiclone passa nel latte materno (AIFA, RCP Imovane).
- Anziani: la dose iniziale raccomandata è di 3,75 mg. In questa fascia di età possono comparire più facilmente reazioni paradosse e il rischio di cadute è maggiore.
- Insufficienza respiratoria cronica: è necessario utilizzare la dose più bassa efficace.
- Insufficienza renale: si raccomanda di iniziare con una dose di 3,75 mg.
- Depressione: lo zopiclone non deve essere usato come unico trattamento dell'insonnia associata a depressione. Nei pazienti con sintomi depressivi è raccomandata la dose minima possibile.
- Storia di dipendenza da sostanze o alcol: è necessaria particolare cautela, data la maggiore predisposizione allo sviluppo di dipendenza.
- Guida e uso di macchinari: è necessario attendere almeno 12 ore dall'assunzione prima di guidare o svolgere attività che richiedono vigilanza.
- Eccipienti: le compresse contengono lattosio e tracce di glutine da amido di frumento. È importante segnalarlo al medico in caso di intolleranze note.
Tolleranza, dipendenza e sospensione
Lo zopiclone può indurre tolleranza con l'uso ripetuto, con possibile riduzione dell'effetto nel tempo. La tolleranza marcata non è stata osservata fino a 4 settimane di trattamento (AIFA, n.d.).
Il rischio di dipendenza fisica e psicologica è concreto e aumenta con la dose e la durata del trattamento. Tra i fattori che possono accrescere questo rischio vi sono una storia di abuso di sostanze o alcol, la presenza di disturbi psichiatrici e l'uso concomitante di altre sostanze psicotrope (AIFA, n.d.).
Tra i possibili segnali di dipendenza vi è la sensazione di fare sempre più affidamento sul farmaco per dormire, oppure il proseguire l'assunzione per periodi molto più lunghi rispetto a quelli inizialmente previsti senza una rivalutazione periodica del trattamento.
Un'interruzione improvvisa del trattamento può provocare sintomi da astinenza che vanno da manifestazioni lievi (cefalea, dolori muscolari, ansia, irritabilità e tensione) a quadri più gravi (depersonalizzazione, iperacusia, parestesie, allucinazioni). In casi molto rari sono state segnalate convulsioni (AIFA, n.d.; Hajak et al., 2003).
Alla sospensione possono inoltre verificarsi insonnia e ansia da rimbalzo, con sintomi che possono risultare più intensi di quelli iniziali. Il rischio è maggiore dopo una sospensione brusca o dopo trattamenti prolungati. Il medico definirà un piano di riduzione graduale della dose.

Imovane e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Farmaco e psicoterapia sono strumenti con funzioni diverse che possono integrarsi nel percorso di cura.
Imovane può offrire un sollievo nel breve periodo, quando l'insonnia è così intensa da compromettere significativamente il funzionamento quotidiano. La psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I), lavora sui fattori cognitivi e comportamentali che contribuiscono al mantenimento del disturbo.
Le linee guida europee per la diagnosi e il trattamento dell'insonnia raccomandano la CBT-I come trattamento di prima scelta per l'insonnia cronica negli adulti, con risultati che tendono a mantenersi nel tempo (Riemann et al., 2023). Il medico può valutare l'opportunità di affiancare un percorso psicoterapeutico al trattamento farmacologico, perché i due approcci possono lavorare in parallelo.
La CBT-I può comprendere diverse tecniche, tra cui:
- l'igiene del sonno, per costruire abitudini che favoriscano il riposo;
- il rilassamento progressivo, per ridurre la tensione fisica accumulata;
- la ristrutturazione cognitiva, per intervenire sui pensieri disfunzionali legati al sonno;
- la restrizione del sonno, una tecnica che può contribuire a consolidare il ritmo sonno-veglia.
Un percorso psicoterapeutico può essere utile anche per chi, nel tempo, ha sviluppato una dipendenza dal farmaco e desidera affrontare il percorso di sospensione con un supporto adeguato. La ricerca indica che l'intervento combinato (farmacoterapia e CBT-I) può facilitare la riduzione graduale del farmaco e migliorare gli esiti a lungo termine (Morin et al., 2009).
Se stai valutando un percorso di psicoterapia per affrontare l'insonnia, puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze.




