Crescita personale

L’alessitimia: gli aspetti emotivi e comportamentali

L’alessitimia: gli aspetti emotivi e comportamentali
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Eleonora Tacconelli
Redazione
Psicologa ad orientamento Cognitivo interpersonale
Unobravo
Pubblicato il
12.7.2021

Il costrutto di alessitimia nasce dalle idee dei ricercatori J. Ruesch e P. MacLean, i quali ipotizzarono che le malattie psicosomatiche sono causate da una disregolazione emotiva, creata a sua volta da un deficit nella capacità di rappresentarsi le emozioni. Tale "anestesia emotiva" era stata evidenziata in pazienti affetti da malattie psicosomatiche, che erano incapaci di identificare, descrivere e verbalizzare i propri sentimenti ed emozioni.

Circa due decenni dopo, gli studiosi J. Nemiah e P. Sifneos condussero ricerche sistematiche su pazienti affetti da diverse malattie psicosomatiche come ulcere e artrite. Essi trovarono che questi pazienti erano caratterizzati da:

  • una bassa capacità di identificare le proprie emozioni;
  • una povera capacità immaginativa;
  • una costante preoccupazione verso i dettagli dell’ambiente esterno. 

Partendo da queste evidenze, Sifneos coniò proprio il termine alexithimia, dal greco a- assenza, lexis- linguaggio, thymos- emozioni.

Thiago Matos - Pexels

I tratti caratteristici dell’alessitimia 

Le caratteristiche salienti dell'alessitimia riflettono un deficit sia nella componente cognitiva riguardante le risposte emotive, sia a livello di regolazione interpersonale dell’emozione. Le persone alessitimiche sono totalmente incapaci di identificare i sentimenti che provano.

Ecco i tratti caratteristici:

  • difficoltà nell’identificare i sentimenti e nel distinguerli dalle sensazioni del corpo che nascono a seguito di una attivazione a livello emotivo;
  • difficoltà nel descrivere i sentimenti agli altri;
  • povertà dei processi immaginativi (pochi ricordi, fantasie);
  • stile cognitivo orientato verso l’esterno.


Alessitimia: come riconoscerla

Le persone con alessitimia non hanno solo difficoltà a riflettere sulle proprie emozioni e a regolarle, ma comunicano anche verbalmente ciò che provano e la loro sofferenza emotiva in modo inadeguato, non evidenziando ciò che sentono e ciò di cui hanno bisogno agli altri.

La loro ridotta capacità di immaginazione limita la capacità di modulare le emozioni anche attraverso i giochi, la fantasia, e gli interessi. Ad esempio, nel ricordare dei sogni, lo fanno ripercorrendo solamente l’esperienza giornaliera effettuata, senza presentare il classico prodotto onirico che generalmente crea dei sogni più immaginativi, che possono riguardare anche eventi o esperienze bizzarre.

Andrea Piacquadio - Pexels

Quali sono le conseguenze?

 Tutti questi elementi sopra citati, inducono la persona alessitimica ad avere:

  • una vita interiore caratterizzata dall’assenza di elementi emotivi ed immaginativi;
  • uno stile cognitivo esterno, in cui il pensiero è focalizzato solo su dettagli ambientali e non sui contenuti interni quali sentimenti, emozioni e desideri.

Non a caso, gli individui con alessitimia, tendono ad essere molto più concreti, pratici e meno riflessivi.

Conclusioni e implicazioni terapeutiche

La condizione di alessitimia si pone in relazione ad una totale assenza di legame tra l’esperienza emotiva e la consapevolezza mentale. Il soggetto alessitimico infatti, non ha accesso alle rappresentazioni e ai simboli legati alle emozioni.

Questo scollegamento riguarda un livello di elaborazione dell’esperienza molto profondo, che indica una totale area di deficit nel funzionamento emotivo. A livello terapeutico pertanto, risulta molto utile effettuare un intervento rivolto a ristrutturare l’esperienza emotiva del soggetto attraverso un percorso di alfabetizzazione emotiva.

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