Pasaden è un farmaco ansiolitico a base di etizolam, prescritto nel trattamento dell'ansia e dei disturbi del sonno.
Questa pagina è pensata per chi ha ricevuto la prescrizione, per chi sta accompagnando una persona cara in un periodo difficile e per chi vuole semplicemente capire di cosa si tratta. Qui trovi come agisce il farmaco, quali effetti può avere, quali precauzioni richiede e in che modo la psicoterapia può inserirsi nel percorso di cura.
Cos'è Pasaden: principio attivo, classe farmaceutica e indicazioni
L'etizolam è il capostipite delle tienotriazolodiazepine, una famiglia chimicamente diversa dalle benzodiazepine classiche ma con un profilo d'azione molto simile. Per questo la classificazione ufficiale lo colloca tra gli ansiolitici derivati benzodiazepinici.
La differenza di struttura può influenzare alcune caratteristiche farmacologiche, come la durata d'azione, ma non il funzionamento di fondo. Pasaden condivide quindi gran parte delle precauzioni d'uso con ansiolitici più conosciuti come Xanax (alprazolam), Lexotan (bromazepam) ed En (delorazepam).
A differenza di questi, però, l'etizolam è prescritto in pochi Paesi, tra cui Italia, Giappone e India (Nielsen & McAuley, 2020).
Secondo la scheda tecnica, Pasaden è indicato nel trattamento di ansia, tensione e altre manifestazioni somatiche o psichiatriche associate alla sindrome ansiosa, e dell'insonnia.
Come per le benzodiazepine, queste indicazioni valgono solo quando il disturbo è grave, disabilitante o causa un disagio importante. Non riguardano quindi il nervosismo occasionale o qualche notte agitata.
Il farmaco è disponibile in compresse da 0,5 mg e da 1 mg e in gocce orali da 0,5 mg/ml, in cui 10 gocce corrispondono a 0,25 mg. È soggetto a prescrizione medica e il dosaggio viene sempre stabilito dal medico in base alla situazione clinica.

Come funziona Pasaden
Pasaden potenzia l'azione del GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale. Rafforzando questo “freno” naturale, riduce l'attività neuronale e può produrre un effetto ansiolitico, sedativo e miorilassante.
La scheda tecnica descrive un'azione ansiolitica fino a sei volte superiore a quella del diazepam. Il dato riguarda la potenza, cioè la quantità di farmaco necessaria per ottenere l'effetto e non indica una maggiore efficacia.
Dopo l'assunzione per bocca l'assorbimento è rapido e completo, con un picco di concentrazione nel sangue dopo circa 3 ore. L'emivita è di circa 6 ore, un profilo ad azione medio-breve che non comporta un accumulo significativo con le dosi ripetute.
Effetti terapeutici ed effetti collaterali
Pasaden può alleviare i sintomi di ansia e insonnia, ma come ogni farmaco richiede di conoscere anche i possibili effetti indesiderati.
Effetti terapeutici
Il principale effetto ansiolitico di Pasaden consiste nella riduzione della tensione psichica e fisica associata all'ansia, come la contrattura muscolare, l'agitazione e il senso di allarme persistente.
Sul fronte del sonno, la scheda tecnica riporta una riduzione del tempo necessario per addormentarsi, un aumento della durata del riposo e meno risvegli notturni. L'etizolam non riduce in modo significativo il sonno lento e, alla sospensione, la riduzione della fase REM non è seguita da un rimbalzo compensatorio.
Si tratta di effetti sui sintomi, pensati per un uso limitato nel tempo. Il farmaco può offrire sollievo nelle fasi più acute, mentre i fattori che mantengono ansia e insonnia possono richiedere un lavoro diverso, di cui parleremo più avanti.
Effetti collaterali
Come tutti i farmaci, Pasaden può causare effetti indesiderati. La loro intensità varia da persona a persona e la scheda tecnica li collega soprattutto a una posologia non adeguata alle caratteristiche individuali. Tra quelli descritti:
- sonnolenza e affaticamento;
- ottundimento delle emozioni, cioè la sensazione di viverle in modo attenuato;
- riduzione della vigilanza e confusione;
- debolezza muscolare, difficoltà di coordinazione e vertigini;
- cefalea;
- visione doppia e disturbi del linguaggio;
- sete, nausea ed eruzione cutanea.
Se questi effetti non si attenuano o interferiscono con le attività quotidiane, è importante parlarne con il medico, che può valutare un aggiustamento della terapia.
Più occasionalmente possono comparire disturbi gastrointestinali, cambiamenti del desiderio sessuale, palpitazioni, sudorazione, edema e disturbi della minzione.
Anche a dosi terapeutiche può verificarsi amnesia anterograda, cioè la difficoltà a ricordare ciò che accade dopo l'assunzione, con un rischio che cresce all'aumentare della dose.
Possono verificarsi anche reazioni paradosse, come irrequietezza, irritabilità, aggressività, incubi o allucinazioni, più probabili nei bambini e negli anziani. In questi casi occorre informare subito il medico, che valuterà la sospensione del trattamento.
Interazioni con altri farmaci
L'interazione più rilevante riguarda i farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale, perché i loro effetti possono sommarsi a quelli di Pasaden. Tra questi:
- antipsicotici;
- altri ansiolitici, sedativi e ipnotici;
- antidepressivi;
- analgesici oppioidi;
- antiepilettici;
- anestetici;
- antistaminici sedativi.
L'associazione può accentuare sedazione e sonnolenza, fino a compromettere vigilanza e respirazione. Con gli analgesici oppioidi il rischio comprende depressione respiratoria, coma e, nei casi più gravi, morte, e il possibile aumento dell'euforia può favorire la dipendenza psicologica.
Per questo motivo la scheda tecnica riserva l'uso combinato con gli analgesici oppioidi ai casi in cui non esistono alternative terapeutiche.
L'alcol aumenta l'effetto sedativo di Pasaden, per cui si raccomanda di evitarne il consumo.
L'etizolam è metabolizzato nel fegato da due enzimi, CYP2C9 e CYP3A4. I farmaci che li inibiscono, come l'antidepressivo fluvoxamina, possono aumentarne la concentrazione nel sangue, e in questi casi la scheda tecnica raccomanda cautela e una dose ridotta.
Un'altra possibile interazione da conoscere riguarda gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), che possono potenziare l'effetto di Pasaden con sedazione eccessiva, agitazione, convulsioni o coma.
È quindi importante comunicare al medico tutti i farmaci, gli integratori e le sostanze che si assumono, senza aggiungerne o sospenderne di propria iniziativa.
Avvertenze e precauzioni d'uso
La scheda tecnica elenca le situazioni in cui Pasaden non può essere prescritto:
- ipersensibilità all'etizolam o agli eccipienti;
- miastenia grave;
- grave insufficienza respiratoria;
- grave insufficienza epatica;
- sindrome da apnea notturna;
- glaucoma acuto ad angolo chiuso.
Altre condizioni richiedono invece cautela e un adattamento della terapia:
- Anziani: la dose va ridotta e non deve superare 1,5 mg al giorno, per il maggior rischio di difficoltà di coordinazione.
- Insufficienza respiratoria cronica: la dose va ridotta, per il rischio di depressione respiratoria.
- Bambini e adolescenti: l'uso non è raccomandato, perché sicurezza ed efficacia non sono state studiate.
- Storia di abuso di alcol o sostanze: l'uso richiede particolare cautela, per il maggior rischio di dipendenza.
In gravidanza Pasaden va usato solo in caso di effettiva necessità, sotto controllo medico e per brevi periodi, perché a dosi elevate o a fine gestazione può essere associato nel neonato a ipotonia, depressione respiratoria o sindrome da astinenza.
L'etizolam passa nel latte materno, per cui l'allattamento è sconsigliato.
Sedazione, amnesia e riduzione della concentrazione possono compromettere la capacità di guidare veicoli o usare macchinari, soprattutto dopo un sonno insufficiente.
Pasaden non va usato da solo per trattare la depressione o l'ansia associata a depressione, perché in queste persone può aumentare il rischio di pensieri e comportamenti suicidari.
Con l'uso ripetuto può svilupparsi tolleranza, cioè una riduzione dell'effetto a parità di dose, insieme a dipendenza fisica e psicologica. Il rischio cresce con la dose e la durata del trattamento, e sono stati descritti casi di dipendenza da dosi elevate a partire da una prescrizione medica (Tamburin et al., 2020).
Per limitare questi rischi, la durata del trattamento non dovrebbe superare 4 settimane per l'insonnia e 8-12 settimane per l'ansia, compreso il periodo di riduzione graduale della dose.
Un'interruzione brusca può provocare ansia o insonnia da rimbalzo e sintomi da astinenza, dai più lievi come cefalea, dolori muscolari e irritabilità fino, nei casi gravi, ad allucinazioni e convulsioni. Per questo la sospensione graduale va sempre concordata con il medico.

Pasaden e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Pasaden può aiutare ad attraversare le fasi più acute dell'ansia o dell'insonnia. La psicoterapia lavora su un piano diverso, cioè sui pensieri ricorrenti, sulla gestione delle emozioni e sui fattori che mantengono il disagio. Non si tratta di scegliere, perché sono due strumenti con funzioni diverse che il medico può valutare di affiancare.
Per l'insonnia cronica, le linee guida internazionali indicano la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I) come trattamento iniziale (Qaseem et al., 2016). Questo approccio lavora sui pensieri che accompagnano il momento di coricarsi e sulle abitudini che possono ostacolare il sonno.
Un passaggio che può essere delicato è la riduzione graduale del farmaco, che a volte porta con sé un'ansia anticipatoria legata al timore di non stare bene senza. Anche in questa fase il percorso psicologico può offrire uno spazio per affrontare l'incertezza con strumenti concreti.
Se stai affrontando ansia o difficoltà del sonno e vuoi capire se un percorso psicologico può esserti utile, puoi trovare un/una professionista in linea con le tue esigenze e iniziare con i tuoi tempi.




