Il Songar è un medicinale a base di triazolam, un principio attivo appartenente alla classe delle benzodiazepine e caratterizzato da una durata d’azione molto breve. Viene prescritto per il trattamento a breve termine dell’insonnia, in particolare quando il disturbo è grave, compromette il riposo e interferisce con la vita quotidiana.
Conoscere come funziona il farmaco, quali precauzioni richiede e quali effetti può avere è importante per utilizzarlo in modo consapevole e sicuro. In questo articolo vedremo come agisce Songar, quando viene prescritto, quali sono i possibili effetti indesiderati e le controindicazioni e quale ruolo può avere la psicoterapia nel trattamento dell’insonnia.
Cos'è Songar e di che classe farmaceutica fa parte
Songar contiene triazolam, un principio attivo appartenente alla classe delle benzodiazepine e, più precisamente, al gruppo dei farmaci ipnotici e sedativi benzodiazepinici. In Italia è commercializzato da Neopharmed Gentili.
Il farmaco è disponibile in diverse formulazioni e dosaggi:
- capsule rigide da 0,25 mg, contenenti due compresse da 0,125 mg;
- capsule rigide da 0,125 mg, contenenti due compresse da 0,0625 mg;
- gocce orali in soluzione da 0,375 mg/ml, in flacone da 19 ml.
Una particolarità di Songar è proprio la disponibilità delle gocce e delle capsule contenenti compresse a dosaggio frazionato. Rispetto ad altri medicinali a base di triazolam, come l'Halcion, disponibile in compresse, queste formulazioni offrono al medico una maggiore possibilità di adattare il dosaggio alle esigenze della persona.
Songar è un medicinale soggetto a prescrizione medica e appartiene alla fascia C, quindi il suo costo è a carico di chi lo acquista. La prescrizione e la scelta del dosaggio devono tenere conto delle caratteristiche individuali e del quadro clinico.
L'indicazione approvata riguarda il trattamento a breve termine dell'insonnia quando il disturbo è grave, disabilitante o causa un disagio significativo. Questo significa che non tutte le difficoltà nel dormire richiedono un trattamento farmacologico: prima della prescrizione è importante valutarne durata, intensità e possibili cause.
Anche la scelta tra triazolam e altri sonniferi dipende da diversi fattori, tra cui le caratteristiche dell'insonnia, le condizioni di salute della persona, gli altri farmaci assunti e la durata prevista del trattamento. Non esiste quindi un sonnifero adatto indistintamente a tutte le situazioni.

Come funziona Songar
Il triazolam agisce sul sistema nervoso centrale potenziando l'attività del GABA (acido gamma-aminobutirrico), il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello. In termini semplici, il GABA funziona come un freno dell'attività neuronale: aumentando la sua azione, il triazolam riduce l'attivazione del sistema nervoso e favorisce l'addormentamento.
Le difficoltà di sonno possono essere legate a molti fattori, tra cui stress prolungato, condizioni mediche, abitudini poco favorevoli al riposo o stati psicologici caratterizzati da una forte attivazione mentale ed emotiva. Il farmaco non interviene necessariamente sulle cause dell'insonnia, ma agisce temporaneamente sui meccanismi che regolano l'attivazione del sistema nervoso e il sonno.
Una caratteristica importante del triazolam è la sua breve emivita, indicativamente compresa tra 1,5 e 5,5 ore. L'emivita rappresenta il tempo necessario perché la concentrazione del farmaco nell'organismo si riduca della metà. Proprio per la rapidità della sua azione e della sua eliminazione, viene generalmente assunto subito prima di coricarsi, secondo le indicazioni del medico.
Come le altre benzodiazepine, il triazolam possiede proprietà ipnotiche e sedative e, più in generale, le benzodiazepine possono esercitare anche effetti ansiolitici, miorilassanti e anticonvulsivanti. Nel caso di Songar, però, l'impiego terapeutico è rivolto al trattamento a breve termine dell'insonnia.
La durata della terapia deve essere la più breve possibile e viene stabilita dal medico. In genere il trattamento varia da pochi giorni fino a un massimo di quattro settimane, comprendendo anche l'eventuale periodo di riduzione graduale della dose. Un uso prolungato può infatti aumentare il rischio di tolleranza e dipendenza.
Effetti terapeutici ed effetti collaterali
Come ogni medicinale, anche Songar può avere effetti terapeutici ed effetti indesiderati. Conoscerli aiuta a capire cosa aspettarsi dal trattamento e a riconoscere eventuali segnali da riferire al medico.
Effetti terapeutici
L'effetto terapeutico principale del triazolam è quello ipnotico: il farmaco facilita l'addormentamento riducendo l'attivazione del sistema nervoso centrale che può rendere più difficile prendere sonno.
Nel breve termine, il trattamento può contribuire a:
- ridurre il tempo necessario per addormentarsi;
- favorire il sonno e migliorarne alcuni parametri nelle persone con insonnia;
- ridurre temporaneamente lo stato di iperattivazione che può accompagnare il momento di coricarsi.
Si tratta però di effetti prevalentemente sintomatici e pensati per un periodo limitato. Il farmaco può facilitare il sonno, ma non interviene direttamente sui fattori che possono contribuire a mantenere l'insonnia nel tempo, come preoccupazioni ricorrenti, ansia, abitudini disfunzionali legate al sonno o periodi di stress prolungato.
Come altri ansiolitici e ipnotici benzodiazepinici, il triazolam non rappresenta un trattamento di prima linea per l'insonnia cronica. Le linee guida europee raccomandano infatti come prima scelta la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I), mentre i trattamenti farmacologici vengono valutati sulla base delle caratteristiche e delle necessità della persona (Riemann et al., 2023).
Effetti collaterali
Come tutti i farmaci, anche Songar può causare effetti indesiderati, che non compaiono necessariamente in tutte le persone e possono avere intensità diversa. Nel foglio illustrativo vengono classificati in base alla frequenza con cui sono stati osservati.
Tra gli effetti comuni (fino a 1 persona su 10) rientrano sonnolenza, capogiri, difficoltà nella coordinazione dei movimenti e mal di testa. Se questi disturbi persistono, diventano intensi o interferiscono con le attività quotidiane, è opportuno parlarne con il medico senza modificare autonomamente la terapia.
Gli effetti non comuni (fino a 1 persona su 100) possono comprendere stato confusionale, insonnia, alterazioni della memoria e disturbi della vista. Tra quelli rari (fino a 1 persona su 1.000) sono riportati eruzioni cutanee e debolezza muscolare.
Tra gli effetti a frequenza non nota rientra l'amnesia anterograda, cioè la difficoltà a ricordare eventi avvenuti dopo l'assunzione del farmaco. Possono inoltre verificarsi episodi di sonnambulismo o altri comportamenti compiuti senza essere pienamente svegli e successivamente non ricordati. Per ridurre il rischio di amnesia è importante assumere il farmaco solo quando è possibile dormire per almeno 7-8 ore consecutive.
Sono state inoltre segnalate reazioni paradosse, nelle quali compaiono effetti opposti a quelli sedativi attesi, come irrequietezza, agitazione, irritabilità, incubi o allucinazioni. Tra gli altri effetti a frequenza non nota sono riportati cadute, alterazioni della libido e depressione respiratoria, soprattutto nelle persone che presentano già una compromissione della funzione respiratoria.
Alcuni sintomi richiedono una valutazione medica tempestiva. È importante contattare subito un medico in caso di difficoltà respiratorie, gonfiore improvviso di viso, labbra, lingua o gola o altri segni di una grave reazione allergica. Anche la comparsa di reazioni comportamentali insolite o di un significativo peggioramento dell'umore deve essere riferita al medico, che valuterà come proseguire o modificare il trattamento.
Interazioni con altri farmaci
Il triazolam viene metabolizzato principalmente dall'enzima CYP3A4. Alcuni farmaci e sostanze possono modificarne l'attività, aumentando o riducendo la quantità di triazolam presente nell'organismo e, di conseguenza, i suoi effetti. Per questo è importante informare il medico di tutti i medicinali assunti, compresi integratori e prodotti fitoterapici.
Alcune associazioni sono controindicate perché possono aumentare in modo significativo l'esposizione al triazolam. Tra queste rientrano:
- alcuni antimicotici azolici, come ketoconazolo e itraconazolo;
- nefazodone;
- alcuni farmaci utilizzati nel trattamento dell'HIV, tra cui efavirenz e alcuni inibitori delle proteasi, come ritonavir.
Altri medicinali possono interagire con il triazolam e richiedere una particolare cautela o un eventuale aggiustamento della dose. Tra questi possono rientrare alcuni antibiotici macrolidi, come eritromicina e claritromicina, alcuni antidepressivi, farmaci che modificano l'attività del CYP3A4 e sostanze che possono ridurre l'effetto del triazolam accelerandone il metabolismo, come rifampicina e carbamazepina.
Anche altri medicinali, tra cui alcuni calcio-antagonisti, cimetidina, isoniazide e contraccettivi orali, possono modificare gli effetti del triazolam. È inoltre opportuno evitare il succo di pompelmo, che può aumentarne la concentrazione nell'organismo.
Una particolare cautela riguarda gli oppioidi. La loro associazione con le benzodiazepine può aumentare il rischio di sedazione intensa e depressione respiratoria, fino al coma e, nei casi più gravi, alla morte. Quando l'uso contemporaneo è ritenuto necessario dal medico, dosaggio e durata del trattamento devono essere limitati e attentamente valutati.
Anche altri farmaci con effetto depressivo sul sistema nervoso centrale, come antipsicotici, altri sedativi o ipnotici, alcuni antidepressivi, antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi, possono accentuare sonnolenza e sedazione. Durante il trattamento è inoltre raccomandato evitare l'alcol, perché può potenziare gli effetti del triazolam e aumentare i rischi associati alla sedazione.
In caso di sovradosaggio possono comparire sonnolenza intensa, confusione, difficoltà nel parlare e nella coordinazione dei movimenti; nei casi più gravi possono verificarsi depressione respiratoria e coma. Il rischio aumenta quando il triazolam viene assunto insieme ad alcol o ad altri farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale. In caso di assunzione accidentale di una quantità eccessiva o di sospetto sovradosaggio, è necessario contattare immediatamente il 112 o rivolgersi al pronto soccorso, portando con sé, se possibile, la confezione del medicinale.
Avvertenze e precauzioni d'uso
Alcune condizioni possono rendere Songar non indicato o richiedere particolari precauzioni. Prima di iniziare il trattamento è quindi importante che il medico conosca la storia clinica completa della persona e gli eventuali altri farmaci assunti.
Songar è controindicato in caso di:
- ipersensibilità al triazolam, ad altre benzodiazepine o a uno degli eccipienti;
- miastenia grave;
- grave insufficienza respiratoria;
- sindrome delle apnee ostruttive del sonno;
- grave insufficienza epatica.
In altre situazioni il farmaco può richiedere una valutazione più attenta e, quando necessario, un adattamento della dose:
- Anziani e persone debilitate: possono essere più sensibili agli effetti delle benzodiazepine e presentare un maggiore rischio di sonnolenza, alterazioni della coordinazione e cadute. In genere vengono utilizzati dosaggi più bassi.
- Problemi epatici o renali: possono richiedere particolare cautela e una valutazione individuale della terapia.
- Storia di abuso di alcol o sostanze: il rischio di sviluppare abuso e dipendenza dalle benzodiazepine può essere maggiore.
- Depressione: le benzodiazepine non dovrebbero essere utilizzate da sole per trattare la depressione o l'ansia associata alla depressione. In presenza di sintomi depressivi è necessaria una valutazione specifica da parte del medico.
- Età inferiore ai 18 anni: l'uso del triazolam non è generalmente raccomandato nei bambini e negli adolescenti, poiché sicurezza ed efficacia non sono state adeguatamente stabilite.
L'uso in gravidanza richiede una valutazione medica particolarmente attenta. L'assunzione di benzodiazepine nelle fasi avanzate della gravidanza o durante il parto può provocare effetti sul neonato, tra cui ipotonia, difficoltà respiratorie e, in alcuni casi, sintomi da astinenza. Chi è incinta, sospetta una gravidanza o la sta pianificando dovrebbe quindi informare il medico prima di assumere il farmaco.
Anche durante l'allattamento è necessario parlarne con il medico: il triazolam può essere escreto nel latte materno e il suo utilizzo durante questa fase non è raccomandato.
Songar può compromettere attenzione, vigilanza e coordinazione, soprattutto se il sonno dopo l'assunzione non è stato sufficiente o se il farmaco viene associato ad alcol o ad altre sostanze sedative. Questi effetti possono interferire con la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari.
Con l'uso ripetuto può svilupparsi tolleranza, cioè una riduzione dell'effetto dopo alcune settimane di utilizzo continuativo. Le benzodiazepine possono inoltre provocare dipendenza fisica e psicologica, con un rischio che tende ad aumentare con la dose e la durata del trattamento e può essere maggiore nelle persone con una storia di abuso di alcol o sostanze. Anche per questo Songar viene prescritto per periodi limitati. Trovi un approfondimento nella sezione dedicata alledipendenze.
Dopo un uso continuativo, la terapia non dovrebbe essere interrotta bruscamente senza indicazione medica. Una sospensione improvvisa può provocare sintomi di astinenza, tra cui ansia, tensione, irrequietezza, irritabilità, mal di testa e dolori muscolari. Nei casi più gravi possono comparire sintomi come derealizzazione, alterazioni della percezione, allucinazioni o crisi convulsive.
Alla sospensione può verificarsi anche l'insonnia di rimbalzo, cioè la ricomparsa temporanea dei disturbi del sonno con un'intensità maggiore rispetto a quella precedente al trattamento. Questo fenomeno può accompagnarsi ad ansia e irrequietezza e favorire il desiderio di riprendere il farmaco. Per ridurre questi rischi, quando è necessario interrompere Songar, modalità e tempi della riduzione della dose devono essere concordati con il medico.

Songar e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura
Songar e psicoterapia intervengono su aspetti diversi dell'insonnia e, quando indicato, possono trovare spazio all'interno dello stesso percorso di cura.
Il farmaco può offrire un sollievo sintomatico nel breve termine, facilitando il sonno nelle fasi in cui l'insonnia è particolarmente intensa. La psicoterapia può invece intervenire sui meccanismi che contribuiscono a mantenere il problema nel tempo, come l'iperattivazione, la preoccupazione per il sonno, alcuni comportamenti messi in atto nel tentativo di dormire e gli stati d'ansia eventualmente associati.
Tra gli interventi psicologici, la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I) è raccomandata come trattamento di prima linea per l'insonnia cronica (Edinger et al., 2021). Non si limita all'igiene del sonno: combina strategie comportamentali e cognitive, come il controllo dello stimolo e la regolazione del tempo trascorso a letto, con un lavoro sulle convinzioni e sulle preoccupazioni che possono alimentare il circolo dell'insonnia.
Per chi assume già Songar, un percorso psicologico può affiancare il trattamento farmacologico e aiutare a costruire strategie per gestire il sonno senza affidarsi esclusivamente al farmaco. Può essere particolarmente utile anche quando emerge la paura di non riuscire più a dormire senza la benzodiazepina. L'eventuale riduzione o sospensione del farmaco resta invece una decisione da pianificare con il medico e deve avvenire secondo le sue indicazioni.
Se invece stai già seguendo una psicoterapia, il trattamento farmacologico, quando ritenuto appropriato dal medico, può rappresentare un supporto temporaneo nelle fasi in cui i sintomi sono più intensi. La scelta dipende dalle caratteristiche dell'insonnia, dalla sua durata e dalla presenza di eventuali altre condizioni. Se non sai a quale professionista rivolgerti, può essere utile approfondire quando consultare il neurologo o lo psichiatra per l'insonnia.
Avere uno spazio in cui esprimere i propri timori, compresi quelli legati alla dipendenza, senza sentirsi giudicati può fare una differenza concreta. Con il questionario di Unobravo puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze e valutare insieme quale supporto fa più al caso tuo.




