Conflitti tra colleghi: come evitare il coinvolgimento?

Non voglio schierarmi ma mi sento in trappola
Ho paura di perdere entrambe le amicizie

Negli ambienti di lavoro è molto comune che nascano tensioni e divergenze tra colleghi, soprattutto quando si trascorre tanto tempo insieme e i rapporti diventano anche personali. Quando due o più persone con cui hai legato entrano in conflitto, potresti trovarti in una posizione scomoda, con la sensazione di dover scegliere da che parte stare.

Il desiderio di mantenere relazioni autentiche con tutti può trasformarsi in una fonte di stress, soprattutto quando le dinamiche di gruppo spingono verso alleanze e fazioni contrapposte. Ti ritrovi a chiederti se sia possibile voler bene a entrambe le parti senza tradire nessuno.

Riconoscere il proprio diritto a non essere coinvolti nelle dispute altrui è un primo passo importante per preservare il proprio equilibrio emotivo e la qualità delle relazioni professionali. E se senti che la situazione ti pesa, sappi che non sei solo/a: è un'esperienza che molte persone vivono.

Le ragioni del coinvolgimento

Perché è così difficile restare fuori dai conflitti altrui

Mi sento responsabile di cose che non mi riguardano
Non riesco a dire di no quando mi chiedono un parere

Comprendere cosa ci spinge a sentirci risucchiati nelle tensioni tra colleghi non è sempre semplice, e spesso richiede uno sguardo più profondo su di sé. Per esplorare queste dinamiche e trovare strategie su misura, il supporto di uno/a psicologo/a può essere d'aiuto, aiutandoti a capire dove finiscono i bisogni degli altri e dove iniziano i tuoi.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni per cui ti ritrovi coinvolto/a nelle tensioni altrui.

La pressione del gruppo

  • In gruppi di lavoro numerosi o molto coesi si creano facilmente sottogruppi e rivalità che generano una pressione implicita a prendere posizione, anche quando il conflitto non ci riguarda direttamente.
  • Quando i confini tra relazione professionale e personale sono sfumati, ogni tensione tra colleghi tende a coinvolgere un numero crescente di persone, alimentando un clima di costante insicurezza.

Il ruolo di chi cerca conferme

  • Alcune persone tendono a cercare consenso e validazione nelle proprie dispute, coinvolgendo i colleghi attraverso confidenze, lamentele o richieste di appoggio. Questo può generare situazioni in cui ci si sente coinvolti senza averlo scelto.
  • Chi costruisce rapporti sinceri e profondi sul posto di lavoro diventa spesso un punto di riferimento per più persone e, proprio per questo, rischia di trovarsi al centro di tensioni che non gli appartengono.

La paura di deludere

  • La paura di perdere un'amicizia o di essere percepiti come indifferenti può spingere ad assumere un ruolo di mediatore improvvisato, con un carico emotivo che può diventare pesante.
  • Sentirsi in dovere di tenere insieme i pezzi, di non far soffrire nessuno, è un'esperienza che può logorare, soprattutto quando il conflitto tra le altre persone si prolunga nel tempo.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Riconoscersi nel quotidiano

Situazioni in cui potresti esserti ritrovato

Entrambi mi raccontano la loro versione e io non so cosa fare
Mi hanno riportato una cosa che ho detto e l'hanno distorta

Le dinamiche di coinvolgimento nei conflitti altrui possono assumere forme diverse. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti riconoscerti.

Essere lo sfogo di entrambe le parti

  • Due colleghi con cui si ha un buon rapporto entrano in conflitto e ciascuno, separatamente, si rivolge a te per sfogarsi, aspettandosi conferma della propria versione dei fatti. Ci si ritrova così a gestire informazioni confidenziali provenienti da entrambe le parti, avvertendo il peso di non poter essere pienamente trasparenti senza rischiare di tradire la fiducia dell’altro.
  • Dopo aver espresso un parere in modo onesto su una situazione conflittuale, può accadere che le proprie parole vengano riportate in modo distorto, generando diffidenza da parte di entrambe le parti coinvolte.

La pressione silenziosa a schierarsi

  • Durante una pausa caffè un collega inizia a criticare apertamente un altro membro del team e ti guarda in cerca di approvazione, mettendoti nella posizione di dover annuire o dissociarti.
  • Un collega tenta di allontanarti dalle tue amicizie in ufficio attraverso commenti sottili, atteggiamenti screditanti o inviti esclusivi che mirano a ridefinire gli equilibri del gruppo.

La competizione per i legami

  • Un collega con cui hai legato inizia a frequentare una persona con la quale hai avuto attriti e ti senti messo da parte, come se dovessi competere per mantenere quel rapporto.
  • Ti rendi conto che le tue relazioni in ufficio stanno diventando fonte di ansia più che di piacere, e che passi molto tempo a pensare a dinamiche che non hai creato tu.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Le relazioni a cui tieni a volte ti mettono in difficoltà?

Sentirsi feriti, incompresi o distanti dalle persone capita a tutti, in amore come in amicizia. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio le dinamiche che si creano tra le persone.

Comunicazione efficace: come il “come” cambia le relazioni
leggi l'articolo
Figure di attaccamento: come influenzano la personalità e le relazioni interpersonali
leggi l'articolo
Principe o ranocchio? L’autostima nelle relazioni interpersonali
leggi l'articolo

Coltivare relazioni più sane si può imparare, passo dopo passo

Comunicare i propri bisogni, ascoltare e gestire i conflitti sono capacità che si allenano. Questi articoli possono darti strumenti concreti per costruire legami più autentici, in amore e non solo.

I principi della comunicazione non violenta
leggi l'articolo
Assertività: come sviluppare una comunicazione assertiva
leggi l'articolo
Comunicare i propri bisogni in modo efficace
leggi l'articolo

Se le difficoltà nelle relazioni si ripetono, puoi farti aiutare

Quando le stesse difficoltà si ripresentano, anche in relazioni diverse, un percorso può aiutarti a capirne l'origine e a viverle in modo più sereno. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando le relazioni pesano sul tuo benessere, parliamone

Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche

Piccoli passi per proteggere il tuo equilibrio al lavoro

Ho imparato a dire: ci tengo a entrambi
Sto provando a non sentirmi in colpa se mi tiro fuori
1

Comunicare con chiarezza la propria posizione

Quando qualcuno ti chiede di schierarti, può essere utile esprimere come ti senti usando frasi in prima persona, ad esempio: "Mi mette a disagio essere coinvolto in questa situazione" oppure "Tengo a entrambi e preferisco restarne fuori". Questo permette di essere chiari e onesti, senza entrare nel giudizio dei comportamenti altrui.

2

Ascoltare senza farsi carico

Puoi scegliere di ascoltare con empatia chi ha bisogno di sfogarsi, comunicando però che il tuo rapporto con ciascuno è indipendente da quello che hanno tra loro. Non devi per forza avere una risposta o una soluzione: a volte basta dire "Mi dispiace che stai vivendo questa cosa".

3

Evitare il ruolo di messaggero

Quando avverti la tentazione di fare da intermediario o di riferire a una parte ciò che l'altra ha detto, resistere a questo impulso può rivelarsi importante: il ruolo di messaggero tende ad alimentare il conflitto e ti espone al rischio di essere frainteso/a.

4

Dare spazio alle relazioni che ti fanno stare bene

Concentrare la tua energia sulle relazioni che ti nutrono davvero può aiutarti a ridurre il coinvolgimento nelle dinamiche competitive. Chi tiene sinceramente a te rispetterà la tua scelta di non partecipare ai giochi di schieramento.

5

Concedersi il permesso di prendere le distanze

Quando senti che una situazione ti sta logorando, puoi concederti il permesso di fare un passo indietro senza sentirti in colpa. Proteggere il proprio benessere non è indifferenza: è una forma di cura di sé che, a lungo andare, fa bene anche alle relazioni con gli altri.

6

Parlarne con qualcuno di fiducia

Condividere quello che stai vivendo con una persona cara, fuori dal contesto lavorativo, può aiutarti a vedere le cose da una prospettiva diversa e a sentirti meno solo/a nella gestione di queste dinamiche.

7

Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Se senti che le tensioni tra colleghi stanno influenzando il tuo umore e il tuo benessere quotidiano, un percorso con uno/a psicologo/a può essere uno spazio prezioso per comprendere meglio le tue reazioni e sviluppare strategie efficaci. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per iniziare: può essere un’occasione di crescita e riflessione in cui sentirsi compresi e sostenuti.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Ritrovare il proprio centro

Restare sé stessi anche quando il clima si fa teso

Ho capito che non devo mettere d'accordo tutti
Proteggere me stesso non vuol dire essere egoista

Non possiamo controllare i conflitti che nascono tra gli altri, ma possiamo scegliere quanto spazio e quanta energia dedicare a dinamiche che non ci appartengono.

Mantenere buoni rapporti con colleghi che sono in contrasto tra loro è possibile, a patto di non cercare di salvare o cambiare nessuno e di accettare che ognuno è responsabile delle proprie scelte relazionali.

Avere relazioni autentiche sul lavoro è un valore prezioso: proteggerle significa anche evitare di inquinarle assumendo il ruolo di giudice o di alleato nelle dispute altrui. Il vero punto di forza non è, quindi, riuscire a mettere d'accordo tutti, ma saper restare centrati sui propri valori anche quando l'ambiente intorno spinge in un’altra direzione.

Se senti che gestire queste situazioni sta diventando faticoso, ricorda che riconoscere i propri limiti non è una debolezza. In questi casi, uno/a psicologo/a può aiutarti a individuare modalità più sostenibili di stare nelle relazioni professionali con maggiore serenità e sicurezza.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
FAQ

Domande frequenti

Sì, è un'esperienza comune e comprensibile. Quando si costruiscono rapporti sinceri con più persone sul lavoro e queste entrano in conflitto, è naturale sentire una pressione nello schierarsi o nel fare da mediatore.

Questa sensazione nasce spesso dalla paura di deludere qualcuno o di perdere un'amicizia. Potresti sentirti responsabile di ricomporre la situazione, anche se in realtà il conflitto non ti appartiene.

Riconoscere che hai il diritto di non essere coinvolto/a nelle dispute altrui è un primo passo importante. Non devi per forza avere una risposta per tutti: proteggere il tuo equilibrio è una forma di cura di sé, non di indifferenza.

Puoi comunicare la tua posizione usando frasi in prima persona, come "Mi mette a disagio essere coinvolto/a in questa situazione" oppure "Tengo a entrambi e preferisco restarne fuori". Questo ti permette di essere onesto/a senza giudicare nessuno.

Non sei obbligato/a ad avere un'opinione su tutto. Puoi ascoltare con empatia chi ha bisogno di sfogarsi, facendo capire che il tuo rapporto con ciascuno è indipendente dal loro conflitto. A volte basta dire "Mi dispiace che stai vivendo questa cosa".

È importante resistere alla tentazione di fare da intermediario tra le parti: questo ruolo tende ad alimentare il conflitto e ti espone al rischio di essere frainteso/a.

Quando i confini tra relazione professionale e personale sono sfumati, ogni tensione tra colleghi tende a coinvolgere più persone di quanto sarebbe necessario. In gruppi di lavoro coesi si creano facilmente sottogruppi e pressioni implicite a prendere posizione.

Se sei una persona che costruisce rapporti profondi e sinceri, è probabile che tu diventi un punto di riferimento per più colleghi. Questo è un valore, ma può anche esporti al rischio di trovarti al centro di dinamiche che non hai creato.

Inoltre, la paura di essere percepito/a come indifferente può portarti ad assumerti un carico emotivo che non ti spetta. Riconoscere questo meccanismo è già un passo importante per iniziare a proteggerti.

Ci sono alcune strategie pratiche che puoi provare:

  • concentrare la tua energia nelle relazioni che ti fanno stare bene davvero: chi tiene a te rispetterà la tua scelta di non partecipare ai giochi di schieramento.
  • Concederti la possibilità di fare un passo indietro quando avverti che la situazione sta diventando logorante.
  • Condividere quello che stai vivendo con una persona cara fuori dal contesto lavorativo, per vedere le cose da un'altra prospettiva.

Se le tensioni tra colleghi stanno influenzando il tuo umore e il tuo benessere quotidiano, un percorso con uno/a psicologo/a può rappresentare uno spazio prezioso per comprendere meglio le tue reazioni e sviluppare strategie su misura. È uno spazio di crescita e riflessione, e non è necessario aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare.

Sì, è possibile, anche se richiede consapevolezza e qualche accorgimento. Il punto chiave è accettare che ognuno è responsabile delle proprie scelte relazionali: non devi cercare di salvare o cambiare nessuno.

Avere relazioni autentiche al lavoro è un valore prezioso. Per proteggerle, è utile evitare di assumere il ruolo di giudice o alleato nelle dispute altrui. Puoi voler bene a entrambe le parti senza tradire nessuno, a patto di comunicare con chiarezza la tua posizione.

Il vero punto di forza non è riuscire a mettere d'accordo tutti, ma saper restare centrati sui propri valori anche quando l'ambiente intorno spinge verso schieramenti. Se senti che gestire queste situazioni sta diventando faticoso, riconoscere i propri limiti non è una debolezza, ma un atto di responsabilità verso te stesso/a.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot