Infanzie difficili: come l'ombra dei propri genitori influenza le relazioni adulte?
Ripeto sempre gli stessi errori in amore
Non capisco perché scelgo partner sbagliati
Il modo in cui viviamo le relazioni da adulti ha spesso radici profonde, che affondano nel rapporto con le persone che si sono prese cura di noi durante l'infanzia. È lì che impariamo, per la prima volta, cosa significano fiducia, vicinanza e amore.
Non servono eventi estremi perché un'infanzia lasci il segno. Anche la critica costante, l'assenza emotiva o un affetto dato solo a certe condizioni possono creare ferite che, con il tempo, influenzano il modo di stare in coppia e nelle relazioni più importanti.
Molte persone vivono legami complicati o dolorosi senza capirne davvero il motivo. Questo accade perché gli schemi appresi da piccoli agiscono in modo silenzioso, quasi automatico, come copioni che si ripetono senza che ce ne si accorga.
Riconoscere quanto i propri genitori abbiano influenzato il proprio modo di relazionarsi non significa puntare il dito contro qualcuno. Significa, piuttosto, comprendere le radici di comportamenti che oggi possono limitare la libertà emotiva e la capacità di costruire legami appaganti.
Radici e possibili spiegazioni
Da dove vengono gli schemi che si ripetono nelle relazioni
Mia madre non mi ha mai detto che andavo bene
Cerco sempre di essere perfetto per non essere lasciato
Capire da dove nascono certi schemi relazionali è un percorso che spesso diventa più chiaro con il supporto di un professionista della salute mentale, perché le dinamiche legate all'infanzia possono essere difficili da riconoscere da soli. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni per cui il rapporto con i genitori può lasciare tracce così profonde nelle relazioni adulte.
Come si impara a stare in relazione
- Chi si prende cura di noi durante l'infanzia è il primo esempio di come funzionano i legami affettivi. Se un genitore è stato costantemente critico, emotivamente distante o imprevedibile, il bambino può sviluppare la convinzione che l'amore sia qualcosa di instabile, condizionato o persino pericoloso.
- Crescere in un ambiente familiare in cui i bisogni emotivi venivano ignorati o svalutati può portare, da adulti, a fare fatica a esprimere ciò di cui si ha bisogno nelle relazioni, oppure a cercare in modo costante conferme e rassicurazioni.
- Il cervello si sviluppa immerso nelle relazioni con chi ci accudisce. Quando queste relazioni sono fonte di dolore o trascuratezza, possono svilupparsi risposte automatiche di sfiducia, allarme o chiusura che tendono a riattivarsi anche in età adulta.
Ferite che si costruiscono nel tempo
- Non sempre si tratta di un singolo evento doloroso. Spesso le esperienze che lasciano il segno più profondo sono quelle che si ripetono giorno dopo giorno, come il genitore che non ascolta, che sminuisce o che è presente fisicamente ma assente emotivamente.
- Questo tipo di ferite si costruisce lentamente, logorando la fiducia in sé stessi e negli altri, e può portare da adulti a una difficoltà di fondo nel sentirsi al sicuro dentro una relazione.
L'amore dato a condizione
- Un genitore che comunica, anche in modo implicito, "ti voglio bene solo se ti comporti come dico io" può favorire l'idea che, per essere amati, sia necessario mettere da parte i propri bisogni.
- Questo può gettare le basi per dinamiche in cui ci si annulla per compiacere l'altro, si sviluppa un forte bisogno di vicinanza costante, o si tende a una ricerca continua di approvazione che non lascia spazio all'errore, né a sé stessi né a chi si ha accanto.
Riconoscersi nelle dinamiche
Situazioni in cui l'infanzia può farsi sentire nella coppia
Mi allontano sempre quando le cose si fanno serie
Ho paura che la mia compagna mi abbandoni
Le esperienze dell'infanzia possono manifestarsi nelle relazioni adulte in modi molto diversi. Ecco alcune situazioni in cui potresti riconoscerti.
Quando la distanza fa paura
- Chi è cresciuto con un genitore emotivamente assente può ritrovarsi, da adulto, a cercare costantemente la vicinanza del partner. Ogni silenzio o ritardo nel rispondere a un messaggio può essere vissuto come una conferma di non valere abbastanza, attivando un'ansia che può risultare difficile da gestire.
- In alcuni casi, questo bisogno di rassicurazione può portare a cercare continuamente conferme d'amore o a interpretare ogni momento di distanza come un segnale di abbandono imminente.
Quando l'intimità spaventa
- Chi è cresciuto in un clima familiare molto critico può sviluppare la tendenza ad allontanarsi dalle relazioni proprio quando diventano più profonde, prendendo distanza per paura di essere giudicato o rifiutato.
- Un adulto che da bambino ha imparato a reprimere le emozioni perché in famiglia non erano tollerate può apparire più chiuso o riservato nelle relazioni, pur desiderando profondamente vicinanza e connessione. Questo può creare incomprensioni dolorose con chi gli sta accanto.
Quando si ripetono gli stessi copioni
- Alcune persone scelgono ripetutamente partner che ricordano, per atteggiamenti o carattere, il genitore che ha causato più sofferenza, come se cercassero, inconsapevolmente, di ottenere finalmente quell'amore che è mancato.
- Chi ha avuto genitori che litigavano in modo acceso può evitare qualsiasi forma di conflitto nella coppia, reprimendo i propri bisogni fino a non riuscire più a contenerli. Oppure, al contrario, può ritrovarsi a replicare le stesse dinamiche aggressive senza rendersene conto.
- Chi è cresciuto con un genitore che pretendeva attenzione e ammirazione costanti può confondere l'amore con il sacrificio di sé, finendo in relazioni in cui si annulla per compiacere l'altro senza riuscire a riconoscere i propri desideri e limiti.
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Strategie pratiche e accessibili
Piccoli passi per iniziare a cambiare gli schemi
Ho iniziato a scrivere quello che provo, mi aiuta
Sto pensando di parlare con una psicologa
Osservare ciò che si ripete
Puoi provare a fermarti un momento e notare se nelle tue relazioni tornano sempre le stesse dinamiche, come la tendenza ad allontanarti, il bisogno di avere continue conferme o la scelta di partner con caratteristiche simili. Non si tratta di giudicarti, ma di iniziare a osservare con curiosità da dove possano venire certi schemi.
Dare un nome a ciò che si prova
Quando senti una reazione emotiva molto intensa in risposta a qualcosa che ha fatto il partner, puoi provare a chiederti cosa stai provando davvero in quel momento. A volte la rabbia può nascondere paura, mentre dietro la chiusura può esserci un bisogno di vicinanza. Riconoscere l'emozione può aiutarti a rispondere in modo più consapevole.
Aspettare prima di reagire
Quando senti l'impulso di chiuderti o di reagire d'istinto, puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti. L'intensità di certe emozioni tende a calare naturalmente dopo poco tempo, e quel breve spazio può fare la differenza tra una reazione automatica e una scelta più libera.
Scrivere per fare chiarezza
Tenere un diario emotivo, anche informale, in cui annotare le proprie reazioni nelle relazioni può essere molto utile. Non serve scrivere tanto. Bastano poche righe per iniziare a notare i momenti in cui si attivano dinamiche che sembrano avere radici più profonde.
Parlare apertamente con chi ti è vicino
Se ti senti pronto, puoi provare a condividere con il partner o con una persona cara come ti senti e cosa stai notando nei tuoi schemi relazionali. Dare voce a ciò che si vive dentro può alleggerire e creare uno spazio di comprensione reciproca.
Valutare un percorso di psicoterapia
Un percorso con un professionista della salute mentale può essere un valido supporto per rielaborare le ferite legate al rapporto con i genitori e costruire gradualmente un modo diverso di vivere le relazioni. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare. È uno spazio di crescita e riflessione in cui sentirsi capiti, sostenuti e guidati. Se le dinamiche riguardano anche la vita di coppia, potresti considerare anche un percorso di terapia di coppia, per lavorare insieme al partner su ciò che vi blocca.
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Uno sguardo avanti
Il passato non decide il futuro delle tue relazioni
Voglio smettere di portarmi dietro il passato
Meritiamo relazioni in cui sentirci al sicuro
Le esperienze vissute durante l'infanzia possono influenzare in modo profondo il modo di stare nelle relazioni, ma non sono una condanna. Ciò che da bambini ha rappresentato una strategia per adattarsi a un ambiente difficile, da adulti può trasformarsi in uno schema che non serve più e che è possibile cambiare.
Riconoscere queste dinamiche è già un primo passo significativo. Non si tratta di giustificare ogni difficoltà con il passato, ma di darsi la possibilità di distinguere tra ciò che appartiene alla propria storia e ciò che si può scegliere di vivere diversamente.
Occuparsene è anche un atto di cura verso chi verrà dopo perché lavorare sulle proprie ferite può ridurre il rischio di trasmettere inconsapevolmente gli stessi schemi ai propri figli, interrompendo un ciclo che si ripete da generazioni.
Se ti sei riconosciuto in queste pagine, sappi che chiedere aiuto è una scelta di cura e responsabilità verso te stesso. Un percorso con un professionista della salute mentale può offrirti lo spazio e gli strumenti per costruire relazioni più serene e libere.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale ripetere sempre gli stessi errori nelle relazioni?
È molto comune ritrovarsi in dinamiche relazionali che sembrano ripetersi, e questo può generare frustrazione e senso di impotenza. Spesso questi schemi ricorrenti hanno radici nelle esperienze vissute durante l'infanzia, nel modo in cui abbiamo imparato a dare e ricevere amore.
Non si tratta di errori dovuti a una mancanza personale. Il cervello tende a riproporre ciò che conosce, anche quando quei modelli non funzionano più. Ad esempio, chi è cresciuto con un genitore emotivamente distante potrebbe ritrovarsi a scegliere partner poco disponibili, cercando inconsapevolmente quell'affetto che è mancato.
La buona notizia è che riconoscere questi schemi è già un primo passo importante. Un percorso con uno psicologo o una psicoterapeuta può aiutarti a comprendere da dove vengono queste dinamiche e a costruire gradualmente relazioni più libere e appaganti.
In che modo il rapporto con i genitori influenza le relazioni da adulti?
Le persone che si prendono cura di noi durante l'infanzia sono il nostro primo modello di relazione. È attraverso di loro che impariamo cosa significano fiducia, vicinanza e amore.
Se quel rapporto è stato segnato da critica costante, assenza emotiva o affetto condizionato, possiamo sviluppare convinzioni profonde su noi stessi e sugli altri. Ad esempio, la sensazione di dover essere perfetti per meritare amore, oppure la difficoltà a fidarsi davvero di qualcuno.
Queste esperienze possono favorire risposte automatiche che si riattivano nelle relazioni adulte, spesso senza che ce ne si accorga, come la tendenza a chiudersi quando l'intimità cresce, il bisogno di rassicurazioni continue o la paura di essere abbandonati. Riconoscere queste connessioni non significa dare colpe, ma darsi la possibilità di scegliere in modo più consapevole come vivere i propri legami.
Come capire se le difficoltà nella mia relazione dipendono dalla mia infanzia?
Alcuni segnali possono aiutarti a riflettere su un possibile legame tra le tue esperienze infantili e le difficoltà che vivi oggi nella coppia. Potresti notare, ad esempio, che reazioni emotive molto intense si attivano in situazioni che, razionalmente, percepisci come poco significative, come un messaggio senza risposta che scatena ansia o un piccolo disaccordo che diventa fonte di grande sofferenza.
Un altro indizio può essere la sensazione di rivivere sempre le stesse dinamiche con partner diversi, oppure la tendenza a evitare l'intimità proprio quando il legame si fa più profondo.
Tenere un diario emotivo, anche breve, può aiutarti a individuare queste ricorrenze. Annotare cosa hai provato, in quale situazione e cosa ti ha ricordato può far emergere connessioni preziose.
Se senti il bisogno di approfondire, un percorso di psicoterapia può offrirti uno spazio sicuro per esplorare queste dinamiche con il supporto di chi ha gli strumenti per accompagnarti.
Si può davvero cambiare il modo in cui ci si relaziona con gli altri?
Sì, è possibile. Le esperienze dell'infanzia lasciano tracce profonde, ma non determinano in modo definitivo il futuro delle tue relazioni. Il cervello ha una capacità naturale di adattarsi e creare nuove modalità di risposta, soprattutto quando si lavora con consapevolezza e con il giusto supporto.
Il cambiamento non avviene dall'oggi al domani e non richiede di cancellare il passato. Si tratta piuttosto di riconoscere gli schemi che non ti servono più e, poco alla volta, sperimentare modi diversi di stare in relazione.
Puoi iniziare con piccoli passi, osservando le dinamiche che si ripetono, dando un nome a ciò che provi e aspettando qualche minuto prima di reagire d'istinto. Un percorso di psicoterapia può accelerare questo processo, offrendoti uno spazio di crescita in cui sentirti capito e sostenuto nel costruire legami più sereni e autentici.
Quando è il momento giusto per chiedere aiuto a uno psicologo per le proprie difficoltà relazionali?
Non esiste un momento "giusto" in senso assoluto. Spesso si pensa di dover aspettare che la situazione diventi insostenibile, ma un percorso di psicoterapia è uno spazio di crescita e riflessione a cui puoi accedere in qualsiasi momento.
Alcuni segnali che possono suggerire l'utilità di un confronto con un professionista sono la sensazione di ripetere sempre le stesse dinamiche nelle relazioni, una difficoltà persistente a fidarti o a lasciarti andare all'intimità, reazioni emotive che senti sproporzionate rispetto alla situazione, oppure la consapevolezza che qualcosa del tuo passato familiare continua a influenzare il presente.
Rivolgersi a uno psicologo o una psicoterapeuta non significa che qualcosa in te non funziona. Significa scegliere di prenderti cura di te e delle tue relazioni con consapevolezza e responsabilità. È un atto di coraggio che può aprirti la strada verso legami più liberi e appaganti.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
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Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
La terapia di coppia può aiutare quando i problemi nella relazione vengono dall'infanzia di uno dei due?
Sì, la terapia di coppia può essere molto utile anche quando le difficoltà hanno radici nelle esperienze infantili di uno o di entrambi i partner. Spesso, infatti, le dinamiche che si creano nella coppia sono il risultato dell'incontro tra storie diverse, ognuna con i propri schemi e le proprie ferite.
In terapia di coppia, si lavora per comprendere insieme come queste storie si intrecciano e come influenzano il modo in cui comunicate, litigate o vi cercate. Capire che una certa reazione del partner non è rivolta contro di te, ma nasce da una ferita più antica, può trasformare profondamente il modo di stare insieme.
Questo percorso non sostituisce un eventuale lavoro individuale, ma offre uno spazio condiviso in cui entrambi potete sentirvi ascoltati e imparare a rispondere ai bisogni dell'altro con maggiore comprensione.
Come proporre al mio/alla mia partner di iniziare un percorso di terapia di coppia?
Proporre la terapia di coppia può sembrare delicato, ma il modo in cui ne parli può fare una grande differenza. Un buon punto di partenza è esprimere come ti senti, piuttosto che elencare ciò che non funziona. Potresti dire qualcosa come: "Tengo molto a noi e vorrei che trovassimo insieme uno spazio per capirci meglio".
È importante che il/la partner non percepisca la proposta come un'accusa o un segnale che la relazione è in pericolo. Puoi spiegare che la terapia di coppia non è riservata a chi sta attraversando una crisi, ma è un'opportunità per crescere insieme e migliorare il modo in cui vi relazionate.
Se il/la partner ha delle resistenze, cerca di accoglierle senza forzare. A volte servono tempo e più conversazioni. Puoi anche suggerire di provare un primo incontro, senza impegno, per vedere insieme come ci si sente.
Qual è la differenza tra andare in terapia da soli e fare un percorso di coppia per queste difficoltà?
Sono percorsi diversi che possono essere complementari, ognuno con il proprio valore. Un percorso individuale ti permette di esplorare in profondità la tua storia personale, le esperienze dell'infanzia e gli schemi che hai sviluppato nel tempo. È uno spazio tutto tuo, in cui puoi lavorare sulle tue ferite con i tuoi tempi.
La terapia di coppia, invece, si concentra sulla relazione come sistema. Aiuta entrambi i partner a comprendere come le rispettive storie si influenzano a vicenda e a sviluppare nuovi modi di comunicare, gestire i conflitti e rispondere ai bisogni reciproci.
In alcuni casi può essere utile affiancare entrambi i percorsi: lavorare individualmente sulle proprie dinamiche e, contemporaneamente, portare nella coppia ciò che si sta imparando su di sé. La scelta dipende da ciò che senti più utile in questo momento della tua vita e della tua relazione.
La terapia di coppia funziona anche se il/la partner non riconosce l'influenza del passato sulla relazione?
Non è necessario che entrambi i partner abbiano la stessa consapevolezza per iniziare un percorso di terapia di coppia. Spesso, anzi, è proprio nel corso degli incontri che emergono comprensioni nuove sulla propria storia e su come questa si riflette nella relazione.
Il/la terapeuta crea uno spazio sicuro in cui ciascuno può esplorare le proprie emozioni senza sentirsi giudicato. Attraverso il dialogo guidato, anche chi non aveva mai collegato le proprie reazioni alle esperienze dell'infanzia può iniziare a riconoscere certi schemi con maggiore chiarezza.
Ciò che conta è la disponibilità di entrambi a mettersi in gioco e a voler comprendere meglio le dinamiche della relazione. Non serve arrivare con risposte già pronte. La terapia di coppia è uno spazio in cui le comprensioni emergono insieme, passo dopo passo, favorendo un modo più consapevole e sereno di stare in relazione.
La terapia di coppia può aiutare a non trasmettere certi schemi ai propri figli?
Questo è un aspetto su cui molte persone riflettono, ed è un segno di grande attenzione e responsabilità. La terapia di coppia può essere un'occasione preziosa per lavorare insieme sulle dinamiche relazionali che rischiano di ripresentarsi nella genitorialità.
Quando si riconoscono gli schemi ereditati dalla propria famiglia di origine e si impara a gestirli diversamente nella coppia, si crea un ambiente emotivo più sano anche per chi cresce in quella famiglia. Imparare a comunicare in modo aperto, a gestire i conflitti senza reprimerli o esasperarli, e a rispettare i bisogni reciproci sono tutte competenze che i figli assorbono naturalmente.
Lavorare su questi aspetti non significa raggiungere la perfezione, ma interrompere consapevolmente quei cicli che si ripetono da generazioni. È un atto di cura che riguarda non solo la coppia, ma anche chi verrà dopo di voi.
E ora?
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