Rapporti con i colleghi: come reagire quando ci sentiamo criticati in pubblico?
Mi sono sentito umiliato davanti a tutti
Non sapevo cosa dire, mi sono bloccata
Un collega che sottolinea un tuo errore durante una riunione. Un commento sarcastico davanti al team. Una correzione che arriva proprio mentre stai parlando con un cliente. Se ti è capitato, sai bene quanto possa essere intenso ciò che si prova in quei momenti: un misto di vergogna, rabbia e senso di impotenza che è difficile da gestire sul momento.
Quando una critica arriva in pubblico, non si tratta solo del contenuto di ciò che viene detto. È la sensazione di essere esposti e giudicati sotto lo sguardo degli altri che può rendere tutto più pesante. Il contesto può amplificare l'impatto emotivo, e la nostra reazione immediata è spesso guidata da un bisogno naturale di autoprotezione: rispondere d'impulso, oppure chiudersi completamente.
Capire cosa si attiva dentro di noi quando riceviamo una critica pubblica è un primo passo importante per imparare a gestire queste situazioni, senza che finiscano per danneggiare il nostro benessere e le nostre relazioni professionali.
Le ragioni della sofferenza
Cosa si muove dentro di noi quando succede
Mi sembrava che tutti mi stessero giudicando
Ho sentito che non si fidava di me
Le ragioni per cui una critica pubblica ci colpisce così in profondità possono essere diverse, e spesso si intrecciano tra loro. Indagare queste dinamiche con l'aiuto di uno/a psicologo/a può aiutarti a capire meglio le tue reazioni e a trovare modi più efficaci per gestirle. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di quella sofferenza.
La vergogna di essere giudicati davanti agli altri
- Quando veniamo criticati in pubblico, può attivarsi una risposta emotiva legata alla vergogna sociale: la sensazione che la nostra competenza venga messa in discussione davanti a testimoni rende tutto più frustrante.
- La presenza di clienti o persone esterne aggiunge un ulteriore livello di pressione: non dobbiamo solo gestire ciò che sentiamo, ma anche cercare di preservare la nostra immagine professionale e la credibilità del team.
Quando si rompe un patto non scritto
- In molti ambienti di lavoro esistono regole informali, come quella di non criticare pubblicamente un collega. Quando queste regole vengono infrante, si può percepire una sorta di tradimento che genera disorientamento.
- Alcuni colleghi possono usare la critica pubblica come una strategia per affermare la propria posizione o per influenzare la percezione che gli altri hanno di noi, e riconoscere questa dinamica può essere molto disorientante.
Il ruolo delle esperienze passate
- Esperienze passate legate al giudizio, il bisogno di approvazione o un senso di inadeguatezza che portiamo con noi possono rendere la critica pubblica particolarmente dolorosa.
- In questi casi, la reazione emotiva può risultare molto intensa rispetto alla situazione concreta, e questo non significa che stiamo esagerando: significa che si è toccata una corda sensibile.
Esempi concreti al lavoro
Situazioni in cui potresti esserti ritrovato
Ha detto che l'errore era mio, davanti al cliente
Sembrava uno scherzo ma mi ha ferita
Le critiche pubbliche sul lavoro possono assumere forme molto diverse. Alcune sono esplicite, altre più sottili. Ecco alcune situazioni in cui potresti riconoscerti.
Critiche dirette durante riunioni o call
- Durante una riunione con un cliente, un/a collega sottolinea un errore nel progetto attribuendolo esplicitamente a te, mettendoti in una posizione di imbarazzo davanti a tutti.
- In una videochiamata con un cliente importante, un/a collega ti contraddice apertamente su una proposta che avevi formulato, senza averti consultato prima in privato, minando la tua autorevolezza in diretta.
- Un/a collega ti scavalca rispondendo al posto tuo su un argomento di tua competenza durante un incontro con un nuovo cliente, lasciando intendere che non sei in grado di gestire la situazione.
Critiche sottili e mascherate
- Durante una presentazione condivisa, il/la collega ti interrompe continuamente per correggere dettagli o aggiungere precisazioni con un tono che sminuisce il tuo contributo, senza che ci sia un attacco dichiarato.
- Un/a collega fa un commento sarcastico sulla tua gestione di un compito davanti al team, usando un tono apparentemente scherzoso che però nasconde una critica tagliente.
- In un momento conviviale, come una pausa caffè, un/a collega racconta davanti a tutti un tuo errore passato spacciandolo per aneddoto divertente, generando in te un profondo senso di esposizione.
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Strategie pratiche
Piccoli passi per proteggere il tuo equilibrio
Ho imparato a non rispondere subito
Ne ho parlato dopo e mi sono sentita meglio
Prendere un respiro prima di rispondere
Quando arriva una critica pubblica, la prima cosa che puoi fare è concederti qualche secondo prima di reagire. Anche solo un respiro profondo può aiutarti a non rispondere d'impulso. Il bisogno di difendersi subito è legato a una percezione di minaccia: prenderti anche solo un momento di pausa può aiutare a far calare quell'ondata emotiva e a scegliere una risposta più lucida.
Spostare l'attenzione sul contenuto concreto
Se la critica contiene un elemento concreto, puoi provare a rispondere parlando della questione e non di chi l'ha sollevata. Per esempio: "Sì, su quel punto possiamo trovare una soluzione" invece di entrare in un botta e risposta personale. Questo può aiutare a disinnescare l'attacco e a mantenere la conversazione produttiva.
Parlarne in privato dopo l'episodio
Dopo ciò che è successo, potresti cercare un momento per parlare con il/la collega a tu per tu. Esprimere come ti sei sentito/a, con fermezza e senza aggressività, è un modo per proteggere la tua dignità e stabilire un confine chiaro. Potresti dire qualcosa come: "Quando è successo, mi sono sentito/a in difficoltà. Preferirei che ne parlassimo prima tra noi".
Coinvolgere l'altro nella ricerca di una soluzione
Puoi provare a chiedere al/la collega cosa si potrebbe fare per evitare che la situazione si ripeta. Questo sposta la dinamica dalla critica unilaterale alla responsabilità condivisa e riduce lo squilibrio di potere che si era creato.
Non minimizzare se il comportamento si ripete
Se le critiche pubbliche diventano un comportamento ricorrente, è importante non lasciare correre. Potresti annotare gli episodi e, se necessario, coinvolgere un superiore o le risorse umane. Riconoscere che qualcosa non va non è un segno di debolezza: è un modo per tutelare te stesso.
Parlarne con qualcuno di cui ti fidi
Condividere ciò che è successo con una persona cara, un amico o un familiare, può aiutarti a dare un nome a quello che senti e a sentirti meno solo/a nella gestione di queste emozioni.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Se le critiche pubbliche ti lasciano un segno che fatica a passare, o se ti accorgi che influenzano il modo in cui vivi il lavoro ogni giorno, un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere meglio le tue reazioni, a elaborare ciò che provi e a costruire strategie su misura per te.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
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Ritrovare il proprio equilibrio
Reagire con fermezza è una forma di rispetto verso sé stessi
Ho capito che non devo accettare tutto in silenzio
Prendermi cura di me è stata la scelta giusta
Non tutte le critiche pubbliche sono uguali: imparare a distinguere tra un feedback maldestro ma in buona fede e un attacco volto a sminuirci è importante per calibrare la propria risposta. In entrambi i casi, però, ciò che proviamo è legittimo e merita attenzione.
Gestire una critica pubblica con equilibrio e fermezza è una forma di autorevolezza personale che si costruisce nel tempo. A volte, anche ricorrere all'autoironia può aiutare a riprendere il controllo della situazione senza alimentare il conflitto.
Questo non significa accettare tutto in silenzio: negarsi il diritto di sentirsi feriti e non esprimere il proprio disagio, nel lungo periodo, può alimentare risentimento e malessere. I conflitti con i colleghi, se affrontati in modo costruttivo, possono diventare occasioni per stabilire relazioni professionali più autentiche.
Prendersi cura di sé dopo un episodio del genere è altrettanto importante quanto la reazione immediata. Riconoscere le proprie emozioni, darsi il tempo di elaborarle e, se senti il bisogno, rivolgerti a uno/a psicologo/a sono tutti modi per non portare il peso dell'accaduto con te più a lungo del necessario.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché le critiche ricevute in pubblico sul lavoro fanno più male di quelle in privato?
Quando una critica arriva davanti ad altre persone, non è solo il contenuto a colpirti: è la sensazione di essere esposti e giudicati sotto lo sguardo di chi ti circonda. Questo può attivare una risposta emotiva legata alla vergogna sociale, quella percezione che la tua competenza venga messa in discussione davanti a testimoni.
La presenza di altre persone, soprattutto se si tratta di clienti o figure esterne, aggiunge un ulteriore livello di pressione: ti ritrovi a dover gestire ciò che senti e, allo stesso tempo, a cercare di preservare la tua immagine professionale.
Inoltre, in molti ambienti di lavoro esistono regole informali che prevedono di non criticare apertamente chi lavora con te. Quando queste regole vengono infrante, può nascere una sensazione di tradimento e disorientamento che amplifica il dolore. Anche le esperienze passate legate al giudizio possono rendere tutto più intenso: se la critica tocca una corda sensibile, la reazione emotiva può essere forte, e questo non significa che stai esagerando.
Come posso rispondere a un collega che mi critica davanti agli altri senza peggiorare la situazione?
La prima cosa che puoi fare è concederti qualche secondo prima di reagire. Anche un solo respiro profondo può aiutarti a non rispondere d'impulso, dando il tempo a quell'ondata emotiva di calare un po'.
Se la critica contiene un elemento concreto, puoi provare a spostare l'attenzione sulla questione pratica invece di entrare in un botta e risposta personale. Per esempio, potresti dire: "Sì, su quel punto possiamo trovare una soluzione". Questo aiuta a mantenere la conversazione produttiva e a disinnescare l'eventuale attacco.
Dopo l'episodio, cerca un momento per parlare con il/la collega a tu per tu. Esprimere come ti sei sentito/a, con fermezza e senza aggressività, è un modo per stabilire un confine chiaro. Potresti dire qualcosa come: "Quando è successo, mi sono sentito/a in difficoltà. Preferirei che ne parlassimo prima tra noi". Coinvolgere l'altra persona nella ricerca di una soluzione sposta la dinamica dalla critica unilaterale alla responsabilità condivisa.
È normale sentire vergogna e rabbia dopo essere stati criticati davanti al team?
Quello che provi in quei momenti, un misto di vergogna, rabbia e senso di impotenza, è una reazione del tutto comprensibile. La critica pubblica non riguarda solo il contenuto di ciò che viene detto: può toccare il tuo bisogno naturale di sentirti rispettato/a e al sicuro nel contesto in cui lavori.
A volte può essere utile anche chiederti non tanto se ciò che senti sia "giusto" o "sbagliato", ma piuttosto cosa ti sta comunicando quell'emozione e di cosa hai bisogno in quel momento. Vergogna e rabbia spesso segnalano che un confine importante è stato superato.
Se le esperienze passate legate al giudizio o il bisogno di approvazione rendono queste situazioni particolarmente dolorose, la tua reazione potrebbe risultare molto intensa. Questo non significa che stai esagerando: significa che si è toccata una corda sensibile che merita attenzione e cura.
Cosa fare se un collega mi critica in pubblico in modo ricorrente?
Se le critiche pubbliche diventano un comportamento ricorrente, è importante non lasciare correre. Minimizzare o accettare tutto in silenzio, nel lungo periodo, può alimentare risentimento e malessere.
Un primo passo concreto che puoi fare è annotare gli episodi: quando sono avvenuti, cosa è stato detto, chi era presente. Questo può aiutarti ad avere un quadro chiaro della situazione e, se necessario, a coinvolgere un superiore o le risorse umane con elementi precisi.
Riconoscere che qualcosa non va non è un segno di debolezza: è un modo per tutelare te stesso/a e il tuo benessere professionale. I conflitti con i colleghi, se affrontati in modo costruttivo, possono anche diventare occasioni per stabilire relazioni più autentiche e rispettose.
Se senti che la situazione ti sta pesando e fatica a risolversi, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per elaborare ciò che provi e costruire strategie su misura per affrontare queste dinamiche.
Quando è il caso di rivolgersi a uno psicologo o una psicologa per gestire le critiche sul lavoro?
Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per prenderti cura di te. Se le critiche pubbliche ti lasciano un segno che fatica a passare, se influenzano il modo in cui vivi il lavoro ogni giorno, o se ti accorgi che la tua autostima ne risente, un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso.
Uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere meglio le tue reazioni, a esplorare se ci sono esperienze passate che amplificano il dolore che provi e a costruire strumenti concreti per gestire queste situazioni con più equilibrio e fermezza.
La terapia è uno spazio di crescita e riflessione, non qualcosa riservato solo ai momenti di crisi. Anche condividere ciò che è successo con una persona cara può aiutarti a dare un nome a quello che senti e a sentirti meno solo. Ma il supporto di un/una professionista ti offre qualcosa di diverso: un percorso strutturato e personalizzato per elaborare ciò che provi e rafforzare il tuo equilibrio nel tempo.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
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Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
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Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
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